Elly Schlein lo ha sempre detto che con le nomine non vuole avere niente a che fare. Lo dimostra il comportamento adottato verso la Rai, dove la segretaria non mette becco e infatti Giampaolo Rossi & co. hanno campo libero (e crollano gli ascolti). Tutto il contrario di Walter Veltroni, che amava trastullarsi con il giocattolo di viale Mazzini. Con il Garante della privacy, praticamente rottamato da Sigfrido Ranucci tramite le inchieste di Report, Elly continuerà sulla stessa strada, pronta a scaricarlo: «Sta emergendo un quadro grave e desolante che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio», ha detto la segretaria dem. Insomma, anche per Pasquale Stanzione (la cui nomina, avvenuta nel 2020 durante il governo giallorosso Conte II, era stata caldeggiata proprio dal Partito democratico) «le ore sono contate», dicono al Nazareno, «e nessuno lo coprirà». Anche perché il presidente del Garante della privacy, originario della provincia di Benevento, è amico di Gennaro Sangiuliano, candidato in Campania per Fratelli d’Italia: per qualcuno non è un caso che Stanzione abbia votato contro Report decidendo di multare Ranucci per 150 mila euro sulla questione della diffusione degli audio tra l’ex ministro della Cultura e la moglie Federica Corsini.
Torna D’Alema, assieme a Landini
Il luogo scelto è una sala intitolata a Enrico Berlinguer: il 13 novembre, alla Camera dei deputati, Massimo D’Alema con la sua Fondazione ItalianiEuropei parlerà sul tema “La realtà del lavoro oggi” assieme al leader della Cgil Maurizio Landini e la segretaria del Pd Elly Schlein. Presentando l’incontro, gli organizzatori annunciano che si parlerà di «disparità di genere e del calo dei consumi di individui e famiglie dovuto anche, in prospettiva, a pensioni che saranno di ammontare sempre più ridotto e a risorse per il welfare sempre più scarse». Per Schlein sarà dura emergere in un dibattito con D’Alema e Landini…

La Bper di Cimbri premia Teresa Ciabatti
Ora si chiama Premio Bper Banca Città di Rapallo, ma era nato con la vecchia Carige. E dall’istituto amato dal cardinale Tarcisio Bertone al nuovo proprietario Carlo Cimbri che ha cancellato il vecchio nome della banca, apponendo il brand Bper anche sull’appuntamento letterario della riviera di Levante, è cambiato tutto: a vincere il primo premio (5 mila euro) per la sezione narrativa è Teresa Ciabatti col romanzo Donnaregina. Per la giuria «c’è una voce unica, originalissima, irriverente nella letteratura italiana: quella di Teresa Ciabatti. In Donnaregina, quella voce raggiunge una piena maturità, si torce a guardare se stessa, si storicizza, e al contempo si apre a una storia che rappresenta altro da sé, quella di un boss della camorra e del suo declino. Con pagine di grande bellezza letteraria, l’autrice restituisce malinconia, profondità e ironia alla vita di tutti i giorni, con le sue miserie e cadute, e all’arco della vita stessa, costellata da lutti, perdite, dove l’unica fiducia che continua a brillare, e che resta, anche quando le luci si spengono, è la fiducia nella parola». Fondamentale, «l’arricchimento del pensiero e della riflessione nella nostra società», ha detto a Rapallo Serena Morgagni, direttore comunicazione Bper Banca.

Se Mediaset mette Vannacci contro Schettini…
Domenica in prima serata su Italia 1 è andato in onda Le Iene presentano: Inside, lo spin-off del programma ideato da Davide Parenti: la puntata, curata da Nina Palmieri e Luca Vantini e intitolata “La libertà sessuale nell’era di Vannacci”, è stata un viaggio nell’universo queer contemporaneo. Da una parte l’ex generalissimo eletto al parlamento europeo con la Lega e dall’altra il fisico Vincenzo Schettini: quest’ultimo è stato uno dei protagonisti della Conferenza nazionale sulle dipendenze, dove l’obiettivo principale era la lotta contro la droga, con le presenze del capo dello Stato Sergio Mattarella e di mezzo governo. E lì, nell’Auditorium della Tecnica, caro a Confindustria, di Vannacci non c’è stata traccia…
Renzi il maratoneta
Per Matteo Renzi (che ha appena finito di correre la maratona di Atene, con tanto di testimonianza social) è un appuntamento da non perdere: la Firenze Marathon, in programma domenica 30 novembre, grazie agli oltre 10 mila atleti previsti nel capoluogo toscano è uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno. Con i 42 chilometri e 195 metri della competizione professionale, quella di Firenze è una delle maratone più importanti d’Italia e tra le prime 20 al mondo non solo per numero di partecipanti, ma anche per qualità, inserita nel calendario ufficiale delle maratone certificate Aims – Association of International Marathons and Distance Races, e riconosciuta dalla Iaaf – International Association of Athletics Federations. Tra l’altro il 28 e il 29 novembre prende vita l’Expo Village, con le aziende del settore sportivo e runner. E per chi non vuole affrontare un’intera maratona, ecco Ginky Family Run, ossia la corsa non competitiva di 3 chilometri prevista per il 29 novembre: un tracciato studiato per le famiglie con bambini, con arrivo e partenza all’ippodromo del Visarno. Qui sarà più facile incontrare il confermato governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani.
