Sono tutti d’accordo, destra e sinistra, Giorgia Meloni ed Elly Schlein: di questo Garante della privacy non ne possono più. Pasquale Stanzione & co. un giorno torneranno alle loro attività, ma il mandato dura sette anni e loro non se ne vogliono andare, come ha detto il numero uno dell’Authority al telegiornale Rai di massimo ascolto, il Tg1 delle 20. E allora che si fa? Circola un’indicazione: «È sufficiente ridurre la durata della carica da sette a cinque anni». E visto che sono i “magnifici quattro” sono entrati a far parte del Garante della privacy nel luglio 2020, a quel punto risulterebbero già scaduti. Anche avendo davanti un biennio con la vecchia regola dei sette anni, «per il quieto vivere e anche per dignità i nominati lascerebbero senz’altro il posto, dimettendosi. E bastano le dimissioni di due componenti per far saltare l’Authority», sono i commenti che girano nei palazzi romani. Alcuni giuristi di chiara fama sono già al lavoro per preparare un testo blindato, studiato per evitare polemiche.

Ecco il trio Orcel, Tronchetti e Parzani
L’orario, le 14, conferma che a Milano a quell’ora il pasto è stato già consumato, mentre spesso a Roma deve ancora cominciare: fatto sta che è lo “slot” dell’appuntamento che nella giornata di mercoledì 12 novembre vede partire all’Hotel Principe di Savoia, in piazza della Repubblica, l’evento “Forum Future of Finance” organizzato da Bloomberg. E chi sono i protagonisti dell’incontro? Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit; Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli; Claudia Parzani, chair di Borsa italiana; Jean-Paul Zammitt, president and management committee member di Bloomberg; James Seppala, head of real estate di Blackstone. In pratica, di UniCredit gli esponenti sono due, dato che Parzani ha condiviso le scelte (e non solo) dell’ex ad della banca, il francese Jean Pierre Mustier…

Da Panetta l’ultimo saluto a Bertone
Fabio Panetta, il governatore della Banca d’Italia, ha voluto scrivere un ricordo per lo scomparso Alberto Bertone, il patron dell’Acqua Sant’Anna morto a 59 anni. Bertone era consigliere superiore a Palazzo Koch, quindi un necrologio era doveroso, ma il testo voluto da Panetta assieme al direttore generale Luigi Federico Signorini, ai vicedirettori generali Paolo Angelini, Chiara Scotti e Sergio Nicoletti Altimari, ai consiglieri superiori e ai sindaci sottolinea «le particolari doti umane e professionali e, con gratitudine, il proficuo rapporto di collaborazione con la Banca d’Italia». Parole non scontate. Particolarmente sentite le condoglianze di Enrico Zoppas, presidente di Mineracqua, e del vicepresidente Ettore Fortuna e di tutti i consiglieri dell’associazione, «increduli e addolorati», che di Bertone ricordano la sua storia, breve ma intensa, di «imprenditore di successo, creativo, innovativo, determinato, protagonista nell’aver contribuito allo sviluppo del settore delle acque minerali italiane».

Malagò è vivo e lotta a Milano
Giovanni Malagò, romano con ascendenze siciliane e cubane, dopo aver salutato la presidenza del Coni ricomincia dal Nord. E così eccolo a Milano, a The Sanctuary in via Valenza, nella serata di mercoledì 12 novembre, per la presentazione delle uniformi ufficiali che saranno indossate dai volontari e dal personale durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Le “divise” (ma guai a chiamarle così, è diventato un termine vietatissimo nel mondo dello sport) sono state realizzate in collaborazione con Salomon, premium partner del comitato organizzatore. Malagò sarà nel capoluogo lombardo in qualità di presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, con Andrea Varnier, ceo della fondazione, Raffaella Paniè, “brand image look director” della stessa fondazione, Guillaume Meyzenq, ceo di Salomon, Scott Mellin, “global chief brand officer” di Salomon, Diana Bianchedi, “chief strategy planning and legacy officer” della Fondazione Milano-Cortina 2026 e molti altri ancora.

Quante scale per Abete
Mercoledì 12 novembre, a Roma, sulla capitolina Terrazza Caffarelli va in scena l’edizione numero 24 del Premio Anima. Come sempre, da quasi un quarto di secolo, è atteso l’intervento del presidente del Premio Anima e della Fondazione Bnl Luigi Abete, assieme al presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Per Abete e per tutti gli invitati ci sono da fare tante scale per raggiungere l’agognata meta della festa, con brindisi finale. «Luigi Abete ha ricominciato a sudare», scrive sempre Dagospia, e succederà anche stavolta. La cerimonia, dicono gli organizzatori, «intende valorizzare il contributo apportato da personalità del mondo della cultura e dell’arte del nostro Paese alla crescita di una coscienza dell’etica, della solidarietà e della responsabilità sociale nell’opinione pubblica». Auguri…

