Forza Italia punta il dito contro il pubblico ministero che ha rappresentato l’accusa nel processo a carico di Emanuele Pozzolo, l’ex deputato di Fratelli d’Italia condannato a un anno e tre mesi per porto abusivo d’armi. Il capogruppo azzurro in commissione Giustizia, Tommaso Calderone, ha depositato un’interrogazione rivolta al ministro Carlo Nordio contestando al pm di essersi presentato in udienza con la spilla «no al referendum», definita il «distintivo con cui una parte della magistratura ha espresso pubblicamente la propria contrarietà alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere». Per l’Associazione nazionale magistrati si tratta di «difesa della Costituzione».
Calderone: «Valuti Nordio se intervenire»
Il testo dell’interrogazione riporta quanto affermato da Pozzolo, secondo cui «il deputato Pozzolo ha denunciato pubblicamente come, in un procedimento penale che lo vede imputato presso il tribunale di Biella, il pubblico ministero si sia presentato più volte in udienza, compresa quella in cui è stata chiesta la sua condanna, indossando il distintivo con cui una parte della magistratura ha espresso pubblicamente la propria contrarietà alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere. Riforma che ha visto il voto favorevole anche dell’onorevole Pozzolo». Calderone aggiunge che, «ferma restando la libertà dei magistrati, come di qualunque altro cittadino, di manifestare il proprio pensiero», esibire «simboli di parte» nell’esercizio delle funzioni «appare, a giudizio dell’interrogante, inopportuno e lesivo dell’immagine di imparzialità». È su queste basi che il parlamentare di Forza Italia sollecita Nordio a valutare «se intenda adottare iniziative di propria competenza, anche con riferimento ai poteri di carattere ispettivo».
