Alla Camera dei deputati, il 17 novembre, è in arrivo un’indagine conoscitiva per valutare l’adozione permanente dell’ora legale. L’iniziativa, sostenuta da Sima, Consumerismo No Profit e dal deputato leghista Andrea Barabotti, è accompagnata da oltre 350 mila firme e punta ad avviare l’iter parlamentare per abolire il passaggio tra ora solare e ora legale. Se approvata, la proposta potrebbe arrivare a una norma definitiva entro il 30 giugno 2026. Il tema torna al centro del dibattito anche perché l’Europa, dopo la consultazione del 2018 e la direttiva del 2019, non ha ancora definito una decisione comune.
Quanto si risparmierebbe con l’ora legale permanente

I promotori della proposta basano la loro richiesta sui dati energetici registrati negli ultimi anni. Secondo Terna, tra marzo e ottobre 2025 l’Italia ha consumato 310 milioni di kWh in meno, equivalenti al fabbisogno annuale di circa 120 mila famiglie, con un risparmio economico superiore a 90 milioni di euro e una riduzione di circa 145 mila tonnellate di CO₂. Osservando un periodo più ampio, dal 2004 al 2025 l’ora legale ha generato un risparmio complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, pari a 2,3 miliardi di euro. Le stime avanzate da Sima e Consumerismo indicano che rendere permanente l’ora legale potrebbe produrre 720 milioni di kWh di risparmio energetico all’anno, con un alleggerimento delle bollette di circa 180 milioni di euro.
