L’Onu ha approvato il piano di Trump su Gaza

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato la risoluzione che recepisce il piano per la fine della guerra a Gaza proposto dal presidente statunitense Donald Trump: è passato con 13 voti a favore e l’astensione di Cina e Russia. Il testo rappresenta la “fase due” del piano americano: autorizza l’invio di una forza internazionale di stabilizzazione, indica il ritiro graduale dell’esercito israeliano dalla Striscia e introduce, per la prima volta in un documento sostenuto dagli Stati Uniti, un riferimento — seppur ambiguo e condizionato — a un possibile percorso verso la nascita di uno Stato palestinese. La decisione arriva dopo settimane di negoziati con i Paesi arabi, che hanno accettato il compromesso pur criticando le formulazioni vaghe sul futuro politico del territorio.

Cosa contiene la risoluzione Onu su Gaza

La misura approvata sostiene la creazione di una Forza di stabilizzazione internazionale (ISF), formata con la collaborazione di Egitto e Israele ma non gestita dall’Onu. Dovrà occuparsi della sicurezza, dell’addestramento di una futura polizia palestinese indipendente e del coordinamento della distribuzione degli aiuti. L’Isf avrebbe anche mandato di disarmare Hamas, condizione non ancora ufficialmente accettata dal gruppo e indicata ancora come uno dei principali ostacoli operativi. Per quanto riguarda il ritiro dell’esercito, il testo non specifica una tempistica precisa, ma indica che avverrà solo quando l’Isf sarà in grado di assumere il controllo effettivo della Striscia. La risoluzione prevede inoltre un organismo di transizione, il Consiglio di Pace, presieduto da Trump almeno fino al 2027, e la creazione di un comitato tecnico palestinese per la gestione quotidiana dei servizi a Gaza. La Banca Mondiale è autorizzata a finanziare la ricostruzione. Sul piano politico, la risoluzione introduce un riferimento a un possibile percorso verso una sovranità palestinese, ma in termini volutamente vaghi: le condizioni «potranno» maturare solo dopo riforme dell’Autorità Palestinese e se la ricostruzione della Striscia procederà secondo i piani. Tuttavia, Israele continua a opporsi esplicitamente alla creazione di uno Stato palestinese.

L’Onu ha approvato il piano di Trump su Gaza
Il quartiere di Sheikh Radwan a Gaza City (Ansa).

Le reazioni al voto

Donald Trump ha celebrato l’esito del voto su Truth, parlando di un momento «di portata storica» e scrivendo: «Congratulazioni al mondo per l’incredibile voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, tenutosi pochi istanti fa, che ha riconosciuto e approvato il Board of peace, che sarà presieduto da me e includerà i leader più potenti e rispettati del mondo». L’ambasciatore statunitense Mike Waltz ha definito il voto «un passo decisivo verso una pace duratura». Più critiche le astensioni. Il rappresentante russo Vassily Nebenzia ha parlato di un testo privo di «elementi chiave» e di un Consiglio che «sta dando la sua benedizione a un’iniziativa sulla base delle promesse di Washington». Per la Cina, la risoluzione è «carente sotto molti aspetti ed è profondamente preoccupante». Il segretario generale Antonio Guterres, tramite il suo portavoce, ha invece invitato a procedere rapidamente verso la «fase due del piano Usa».