Il giornale di Nordio, la kermesse di Vietti e le altre pillole del giorno

Pochi lo sanno, ma Carlo Nordio al ministero della Giustizia ha un “suo” giornale. Si chiama gNews che sta per giustizia news online, ed è il quotidiano del dicastero di via Arenula. E su gnewsonline.it vengono pubblicate le notizie “favorevoli” al ministro, e pure al suo vice, Andrea Delmastro. Grancassa per il sì al referendum, ovviamente, e anche alle interviste che le televisioni locali dedicano al Guardasigilli, che per alcuni «sembrano i filmati dell’Istituto Luce, quelli in bianco e nero di una volta». Non mancano scivolate, come la visita al carcere di Secondigliano dove Nordio appare, nella fotografia che correda l’articolo, con il viceministro agli Esteri e candidato del centrodestra alla Regione Campania, Edmondo Cirielli, in bella mostra, in piena campagna elettorale. Un assist (per alcuni goffo) al meloniano che se la vedrà con il pentastellato Roberto Fico.

Il giornale di Nordio, la kermesse di Vietti e le altre pillole del giorno
Carlo Nordio a Secondigliano con Edmondo Cirielli (dal sito gNews).

Insomma, molto più di un house organ ma un vero e proprio “soffietto” quotidiano a beneficio della maggioranza. I più critici dicono che questo bollettino «sembra Libero», ricordando che «in fondo il portavoce e capo ufficio stampa di Nordio, Francesco Specchia, viene proprio da lì, e che in questo modo si fregia a pieno titolo della qualifica di direttore».

Vietti chiama tutti a Stresa, da Ruffini a Bertinotti

Fine settimana a Stresa, al Regina Palace Hotel, per il forum “Lo tsunami d’oltreoceano, discontinuità e scenari d’Occidente” organizzato dalla Fondazione Iniziativa Europa presieduta da Michele Vietti. Tanti gli ospiti: da Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, a Raffaele Fitto vicepresidente esecutivo della commissione Europea, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Fausto Bertinotti. E, ancora: Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, Pier Ferdinando Casini, Licia Ronzulli, Giovanni Tria economista e già ministro dell’Economia, Andrea Orlando, Francesco Maria Chelli, presidente Istat, Marco Boglione fondatore e presidente di BasicNet, Silvia Rovere, presidente di Poste Italiane.

Il giornale di Nordio, la kermesse di Vietti e le altre pillole del giorno
Michele Vietti (Imagoeconomica).

La guest star però è Ernesto Maria Ruffini, già numero uno dell’Agenzia delle Entrate, con il fortissimo desiderio di avere un ruolo in politica (federatore dell’area cattolica centrista?). Desiderio che condividerebbe anche Francesco Saverio Garofani. Il consigliere di Mattarella nella «chiacchierata tra amici» che ha rischiato di far scoppiare un incidente istituzionale tra governo e Colle, avrebbe infatti auspicato la nascita di un «nuovo Ulivo» con Ruffini protagonista insieme con Prodi. Ma chi organizza questa kermesse? Vietti, democristiano di lungo corso, ex vicepresidente del Csm, tra i favorevolissimi al sì sul referendum sulla giustizia. E se in quel di Stresa si patirà il freddo, al primo raffreddore ricordate ai presenti che Vietti è dallo scorso luglio anche presidente di Federsalute, la federazione nazionale del settore sanità di Confcommercio che riunisce le principali realtà associative del comparto sanitario privato italiano.

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Ernesto Maria Ruffini (Imagoeconomica).

Le buche di Urso

Ormai ci si è abituati: chi invita a un convegno il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sa che all’ultimo lui può dare la classica “buca”, anche se l’appuntamento è fissato da tempo e confermato fino a poche ore dall’inizio. Ma si sa, quello di via Veneto è un ministero caldo, con tanti tavoli di crisi, e ci si mette sempre l’Ilva in mezzo a rovinare le giornate. Per non parlare degli assessori regionali che inciampano sui red carpet di Palazzo Piacentini e distruggono le vetrate di Mario Sironi. E così, quando mercoledì all’Acquario Romano si è aperto il Digital Italy Summit2025, è arrivato il temutissimo avviso: «Causa impegno istituzionale il ministro Urso non parteciperà», però «manderà un videomessaggio», di quelli che piacciono tanto a Maurizio Crozza. E pensare che si trattava di un evento riservato su invito, in cui il ministro avrebbe discusso, a tu per tu, con alti rappresentanti di Ntt, Adobe, Fincantieri, con un focus sull’intelligenza artificiale «come leva per la competitività industriale e la sicurezza nazionale», dove «la Difesa del futuro non è solo armamenti, ma investimenti in digitale, cybersicurezza, spazio, robotica, computer vision e sistemi di sorveglianza», e «le tecnologie sviluppate in ambito militare generano ricadute civili, trasformando il manifatturiero europeo in un laboratorio di innovazione. Perché ciò avvenga, serve una forte politica industriale». Quella di Urso. Che però ha dato buca.

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Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (Imagoeconomica).