Golden power, l’Ue apre la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia

La Commissione europea ha formalizzato l’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per l’utilizzo del golden power nel tentativo del governo di bloccare la scalata di Unicredit su Bpm, un’operazione poi ritirata dopo l’intervento del governo. Il fascicolo, aperto in primavera, riguardava il possibile sconfinamento nelle competenze della Bce e la limitazione alla libera circolazione dei capitali. Per oltre quattro mesi il dossier è rimasto sospeso: Ursula von der Leyen aveva scelto di non procedere fino ai voti di sfiducia di luglio e ottobre. La decisione della Commissione arriva ora, quando l’Ops di Unicredit è ormai superata e la banca ha escluso l’idea di tornare alla carica. La procedura d’infrazione seguirà ora il suo corso: l’esecutivo italiano avrà due mesi per replicare alle contestazioni e, se necessario, rimuovere la presunta irregolarità, nonostante la vicenda che l’ha originata sia ormai già superata nei fatti.

La Commissione: «Golden power applicato così rischia di minare la libera circolazione dei capitali»

Da Bruxelles la Commissione sottolinea come «pur essendo volta a tutelare la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico, la normativa sul golden power per come applicata dalle autorità italiane, rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, compromettendo i principi della libertà di stabilimento e della libera circolazione dei capitali nel mercato unico. Inoltre, la normativa italiana si sovrappone alle competenze esclusive della Banca centrale europea nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico».

Golden power, l’Ue apre la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

Giorgetti: «Faremo una proposta normativa che farà chiarezza e supererà le obiezioni»

Sul tema è intervenuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «La Commissione solleva obiezioni sulla norma cosiddetta golden power, riformata nel 2022 con il governo Draghi. Sulla base delle valutazioni della sentenza risponderemo ai rilievi che ci vengono mossi nelle sedi competenti. Con spirito costruttivo e collaborativo faremo una proposta normativa che farà chiarezza e supererà le obiezioni. Siamo convinti che permetterà di avere un quadro di competenze condiviso».