Il giorno di Sbarra, la linea di Messina, gli incarichi di Parzani: le pillole del giorno

È il giorno di Luigi Sbarra, l’ex sindacalista della Cisl entrato nel governo di Giorgia Meloni. A Roma è in programma la presentazione del Rapporto Svimez 2025 intitolato “L’economia e la società del Mezzogiorno”. Partecipano, tra gli altri, Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, appunto Sbarra, che ora è sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche per il Sud, e ovviamente Adriano Giannola, presidente della Svimez. A Sbarra – che da calabrese doc nutre un enorme senso di gratitudine per Meloni che l’ha fatto “salire a bordo” – sono affidate le conclusioni dell’incontro.

Il giorno di Sbarra, la linea di Messina, gli incarichi di Parzani: le pillole del giorno
Luigi Sbarra (foto Imagoeconomica).

Messina detta la linea

«Bene il rigore nei conti pubblici, ma è necessario rafforzare i motori di sviluppo. L’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione europea è una priorità strategica, consentirà al governo di incidere sulle diseguaglianze. Le banche sono fondamentali per la tenuta dei conti pubblici. Non va dimenticato». Le “tavole della legge” di Carlo Messina, il numero uno di Banca Intesa Sanpaolo, sono apparse sul Sole 24 Ore, in un’intervista firmata dal direttore Fabio Tamburini («quelle davvero importanti adesso non vengono delegate a Maria Latella», sussurra qualche giornalista del quotidiano di Confindustria, ricordando la polemica sull’uso di figure esterne che ha portato a un recente sciopero, e che riguarda da anni in particolare la figura di Latella). Per Messina, occorre «approvare incentivi pubblici per sostenere gli investimenti delle imprese, esattamente come avviene in tutto il mondo: dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Germania alla Francia. Ciò dev’essere previsto nella manovra finanziaria in arrivo, insieme a interventi radicali per la sburocratizzazione e per la riduzione del costo dell’energia. Occorre uno sforzo di semplificazione».

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Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo (foto Imagoeconomica).

E anche a nome del sistema del credito, Messina ha tenuto a sottolineare che «si dovrebbe tenere a mente che banche e assicurazioni non sono controllate dallo Stato. Quindi non sono condizionabili. Per questo occorre il gioco di squadra. Perché dobbiamo essere soltanto noi a pagare quando è necessario far quadrare i conti pubblici? Ci sono oggi in Italia 22 aziende con oltre 1 miliardo di utile netto all’anno. E soltanto nove sono banche e assicurazioni. Metà delle altre sono a partecipazione pubblica. In un’ottica di sostegno ai conti pubblici, perché non pensare a una platea più ampia? Vedo un rischio nell’additare banche e assicurazioni come portatori di profitti da tassare in maniera eccessiva, anche se straordinaria».

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Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore (foto Imagoeconomica).

Con un messaggio destinato a chi sceglie le strategie politiche: «Si trascura il fatto che siamo il pilastro del Paese e che il nostro settore rappresenta un’eccellenza in Europa. Non solo. Banche e assicurazioni hanno avuto, hanno e avranno un ruolo fondamentale per la tenuta dei conti pubblici». Perché «le banche andrebbero considerate come risorse, non indebolite. Prendiamo l’esempio di Intesa Sanpaolo. Siamo un grande promotore della coesione sociale: riteniamo giusto che una parte degli utili servano per contrastare le diseguaglianze. Nel periodo 2023-2027 quelli trasferiti dagli azionisti alla comunità saranno pari a 1,5 miliardi. E sarebbe un peccato doverli ridurre». E chi vuol capire…

Parzani e l’ombra del conflitto d’interessi

I quasi 20 mila follower su Linkedin di Claudia Parzani, figura nota della business community milanese e avvocato di Linklaters, una che ha fatto della gender equality il trampolino di lancio di una straordinaria carriera, hanno appreso che un altro incarico è stato aggiunto al suo già ampio curriculum. Dopo la presidenza di Borsa Italiana e la poltrona nel board di Stellantis, da qualche mese Parzani è diventata senior advisor di Brunswick, la grande agenzia di pubbliche relazioni che fornisce consulenza alle aziende italiane e le assiste in tutte le fasi della vita, come la quotazione in Borsa, la raccolta capitali, la gestione di eventuali crisi. Il mondo dei professionisti della comunicazione, si sa, è un po’ malizioso e ha subito alzato il sopracciglio. E sono in diversi a chiedersi se i due incarichi, quelli di presidente di Borsa Italiana e consulente di Brunswick, siano incompatibili, o quantomeno se la loro coesistenza sia inopportuna visto il palese conflitto d’interessi che si è venuto a creare.

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Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana (foto Imagoeconomica).

Le ispezioni subacquee della Camera

Una delegazione della commissione Trasporti della Camera dei deputati ha svolto una missione a La Spezia in occasione dell’esame del disegno di legge in materia di sicurezza delle attività subacquee. Guidata dal presidente Salvatore Deidda (di Fratelli d’Italia), con i deputati Maria Grazia Frijia, Alberto Pandolfo, Roberto Bagnasco, Roberto Traversi, Luca Pastorino e Giulia Pastorella, la delegazione «ha svolto una serie di incontri e sopralluoghi mirati a raccogliere elementi conoscitivi diretti sulle eccellenze locali che operano nel settore strategico marittimo e subacqueo. L’obiettivo è fornire un contributo concreto e basato sulla realtà territoriale all’elaborazione di una normativa che si preannuncia fondamentale per il futuro del Paese in questo ambito». Il primo appuntamento è stato dedicato alla conoscenza delle infrastrutture e dei progetti legati al Polo Nazionale della Subacquea, iniziativa che posiziona La Spezia come hub di riferimento per l’innovazione e la ricerca nel settore. La delegazione ha poi visitato il distretto ligure delle tecnologie marittime, per un confronto diretto con le realtà imprenditoriali e i centri di ricerca che sviluppano soluzioni all’avanguardia per l’ambiente marino. Si è poi svolto un incontro nella sede dell’Autorità portuale per discutere le implicazioni logistiche, infrastrutturali e di sicurezza che il nuovo disegno di legge avrà sulla gestione e lo sviluppo delle attività portuali. La giornata si è chiusa al Raggruppamento subacquei e incursori “Teseo Tesei” della Marina militare.