Con l’addio di Sallusti i Berlusconi escono dal Giornale? Le pillole del giorno

Con l’arrivo di Tommaso Cerno alla guida de il Giornaleal posto di Alessandro Sallusti che non ha gradito affatto il modo, per altro annunciato e fino a oggi sempre rinviato, con cui è stato accompagnato alla porta (pare che mediti insieme a Nicola Porro, vicedirettore della testata milanese, di buttarsi in una nuova avventura editoriale) – i Berlusconi avrebbero deciso di dare il definitivo addio al quotidiano fondato da Indro Montanelli. Confermando così che la famiglia di Arcore, dopo la dipartita del fondatore, ha deciso di mollare completamente due business che sono stati solo fonte di perdite. Prima è toccato al calcio, e infatti il Monza è stato a suo tempo venduto a un fondo americano. E ora è il tempo della carta stampata che, dopo la vendita de il Giornale agli Angelucci, li vede ancora partecipi con una quota di minoranza, poco meno del 30 per cento. Carta stampata che non include evidentemente la Mondadori, che peraltro la gran parte dei periodici li ha già dismessi per concentrarsi sui libri, e che resta il grande amore della primogenita del Cavaliere.

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Alessandro Sallusti (foto Imagoeconomica).

Don Gratteri

Nicola Gratteri, magistrato di lungo corso, procuratore della Repubblica di Napoli, si concede alla televisione della Conferenza episcopale italiana (Cei), Tv2000, ospite di Soul, nella puntata programmata per domenica 30 novembre. La premessa sembra fatta per conquistare il padrone di casa, la Cei, oltre che l’amico direttore della rete, Vincenzo Morgante: «Ho due zii sacerdoti, uno è ancora vivo, ha 94 anni e lucido, parla latino e greco come noi parliamo italiano. In Calabria il forte ricambio di vescovi ha aiutato tanto, hanno fatto muro contro la criminalità organizzata». Quindi la famiglia e le conseguenze del lavoro: «Un figlio hanno provato a sequestrarlo mentre era all’università, per un altro stavano progettando di simulare un incidente con un Suv, dato che lui aveva la moto, per ucciderlo facendo finta che fosse un incidente stradale. Abbiamo dovuto ricorrere ai rimedi, a degli accorgimenti, e finora è andata bene». Infine, la Chiesa in Calabria, dove è nato e dove a lungo è stato magistrato: «Negli ultimi anni c’è stato un forte ricambio di vescovi, questo ha aiutato tanto. Io come modello ho monsignor Oliva di Locri, che è il vescovo della mia diocesi di Locri-Gerace, che ha rifiutato un assegno di 40-50 mila euro da parte del capo mafia. Questo è stato un taglio netto molto importante, da lì è successo a catena che tutti i vescovi della Calabria, che si riunivano continuamente, hanno incominciato a prendere posizione, a fare un muro».

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Nicola Gratteri (Imagoeconomica).

Meloni a caccia di moderati

È partita la corsa al centro. E Giorgia Meloni ha iniziato a cercare gli esponenti ex democristiani. Venerdì sera, a Roma, al Marriott Park Hotel, parte la kermesse di due giorni di Noi Moderati, con un’assemblea nazionale intitolata “La forza della responsabilità”. Il presidente del Consiglio parteciperà all’evento, assieme a Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, Manfred Weber, presidente del Ppe, Ignazio La Russa, presidente del Senato, Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati, Maurizio Lupi, presidente del partito, Guido Crosetto, ministro della Difesa, e tanti altri ancora. Sabato, secondo round con Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, Carlo Nordio, ministro della Giustizia, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria e Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl.

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Giorgia Meloni e Maurizio Lupi (foto Imagoeconomica).

Calta l’indagato andrà alla cena dei mecenati

L’ingegner Francesco Gaetano Caltagirone indagato, per colpa della scalata azionaria a Mediobanca. Ma la sua agenda è fittissima, a Roma, nonostante l’inchiesta della magistratura: andrà, per esempio, alla cena dei mecenati della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, a Valle Giulia, la settimana prossima. Dove “Calta” potrà incontrare anche i vertici di Poste Italiane e di Unipol, ai tavoli per i benefattori dell’arte organizzati dalla direttrice dell’istituzione museale, Renata Cristina Mazzantini. Quest’ultima è molto invidiata dai colleghi perché nella sua dichiarazione patrimoniale è indicata la proprietà di 19 immobili e la nuda proprietà di due, in più la residenza all’estero, in Svizzera, nella super vip Crans-Montana. Per non parlare delle conoscenze che ha nel gotha di tutta Europa.

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Francesco Gaetano Caltagirone (foto Ansa).

Liuzzo, il Tg5 pronto per il premio Carli

Alla fine, nel giorno dello sciopero dei giornalisti, tutti sono pronti a scommettere che una troupe ci sarà, per la celebrazione romana del premio intitolato a Guido Carli. Chi andrà all’evento organizzato dalla presidente della Fondazione Romana Liuzzo? Quelli del Tg5, ovviamente.

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Romana Liuzzo (Imagoeconomica).