Nicola Pietrangeli, dal Roland Garros alla Davis: le vittorie

Prima dello strapotere di Jannik Sinner, prima degli exploit di Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, dello Us Open di Flavia Pennetta e dei trionfi di Francesca Schiavone. Nicola Pietrangeli è stato per generazioni simbolo e icona del tennis italiano, massimo rappresentante della racchetta azzurra che con la sua classe e il suo attaccamento alla maglia ha rappresentato il nostro Paese nel mondo. Forte di 67 titoli, di cui 44 in singolare e due Roland Garros, è stato il primo italiano a vincere uno Slam ed è ancora oggi l’unico tricolore nella Hall of Fame. Con 164 incontri e 120 vittorie, detiene ancora il primato mondiale per match giocati e vinti in Coppa Davis. Nel giorno della sua scomparsa a 92 anni, ecco i cinque momenti più importanti della sua leggendaria carriera.

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Nicola Pietrangeli, le vittorie più importanti della carriera

La finale in doppio a Wimbledon con Orlando Sirola

Già forte di numerosi successi nel circuito professionistico e del titolo di campione italiano – scudetto che avrebbe vinto altre 21 volte in carriera, di cui sette nel singolare – Nicola Pietrangeli fra il 1955 e il 1956 raggiunse le sue prime due finali Slam. Ci riuscì nel doppio, in coppia con Orlando Sirola al Roland Garros e a Wimbledon (la prima nella storia azzurra ad arrivare all’ultimo atto dei Championships nel tempio londinese), pur non riuscendo a portare a casa nessuno dei due titoli.

La prima vittoria agli Internazionali di Roma

Nel 1957 ecco il primo trionfo sulla terra rossa di casa agli Internazionali d’Italia. Ancor prima dei 24 anni, Nicola Pietrangeli sollevò il trofeo nel singolare alla sua sesta partecipazione, riuscendo ad avere la meglio in un tabellone che contava il campione uscente australiano Lew Hoad: memorabile la sua vittoria sull’americano Budge Patty, campione di Wimbledon e Roland Garros nel 1950, ai quarti in rimonta prima di conquistare la coppa in finale contro Giuseppe Merlo con il punteggio di 8-6, 6-2, 6-4. «Quell’anno davano 7 mila lire al giorno come rimborso spese», avrebbe raccontato a Panorama nel 2015. «Con il mio trionfo ne vinsi 30 mila».

I due Roland Garros consecutivi e il terzo posto nel ranking

Nel maggio 1959, Nicola Pietrangeli ha lasciato per sempre il suo segno indelebile nella storia del nostro tennis conquistando – primo italiano di sempre – un titolo del Grande Slam nel singolare. In un cammino praticamente perfetto, l’azzurro si impose sulla terra del Roland Garros eliminando in semifinale l’australiano Neale Fraser per 7-5, 6-3, 7-5 e battendo in finale il sudafricano Ian Veermak in rimonta dopo aver perso il primo parziale. Un’impresa suggellata anche dal successo nel doppio con Orlando Sirola: celebre la vittoria all’ultimo atto contro la formidabile coppia australiana formata da Emerson e Fraser in tre set.

Un anno dopo, fu ancora Pietrangeli a conquistare l’Open di Francia, stavolta contro il cileno Luis Ayala, suo grande rivale sul rosso, dopo una battaglia di cinque set. A Wimbledon si spinse fino alla semifinale – primo azzurro di sempre – arrendendosi alla leggenda Rod Laver per 6-4 al quinto dopo aver condotto anche per due set a uno. Nella classifica mondiale di fine anno, all’epoca stilata dal Daily Telegraph, chiuse al terzo posto dietro agli australiani Fraser e Laver.

La prima finale in Coppa Davis persa contro l’Australia

Nel 1960 arrivò anche la prima storica finale dell’Italia in Coppa Davis. Un traguardo raggiunto dopo aver superato, nell’epoca del Challenge Round, una sequenza di sfide incredibili contro Ungheria (3-2), Cile (3-2), Gran Bretagna (4-1) e soprattutto Stati Uniti d’America, eliminati con il punteggio di tre a due dopo aver recuperato un doppio svantaggio iniziale. A Sydney, contro i campioni in carica dell’Australia, non ci fu quasi storia: 4-1 per Laver e compagni: a conquistare l’unico punto azzurro fu Pietrangeli, che si impose su Fraser. Un argento storico, bissato l’anno successivo nella finale persa ancora una volta per mano degli Aussie.

Il bis agli Internazionali in finale contro Rod Laver

Nel 1962 avrebbe completato il Grande Slam, unico tennista di sempre nel circuito sia maschile sia femminile. Un anno prima, tuttavia, Rod Laver si dovette arrendere a Nicola Pietrangeli sui campi di Roma. Nella finale degli Internazionali, pochi mesi prima di conquistare il suo primo Wimbledon, la leggenda australiana si dovette inchinare all’azzurro in quattro set, vincendo appena quattro game dopo aver conquistato il primo parziale 8-6. Due settimane dopo, l’italiano fu nuovamente in finale al Roland Garros, ma venne battuto in cinque set dall’astro spagnolo Manuel Santana. Durante quel torneo, dovette anche tornare momentaneamente a Roma per la nascita di Marco, suo primo figlio.

La Coppa Davis vinta da capitano nel 1976

Ritiratosi dal singolare da due anni, nel marzo 1976 Nicola Pietrangeli raccolse il testimone di Fausto Gardini come capitano non giocatore della Nazionale italiana di tennis in Coppa Davis. Per superare la cocente eliminazione della stagione precedente, subita per mano della Francia al primo turno, decise di puntare su Paolo Bertolucci, Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli. Sotto i loro colpi caddero, una dopo l’altra, Polonia, Jugoslavia e Gran Bretagna prima dell’Australia. In finale, la sfida al Cile in piena dittatura Pinochet. In tanti chiesero il rifiuto, come fatto dall’Unione sovietica in semifinale, ma Pietrangeli volle giocare, sostenendo anche minacce di morte da chi lo contestava. A Santiago, il 18 dicembre, decisiva la vittoria di Panatta e Bertolucci in doppio. Per la prima volta nella sua storia, l’Italia fu campione di Coppa Davis.

Nicola Pietrangeli, dal Roland Garros alla Davis: le vittorie
La squadra di Davis capitanata da Pietrangeli (Ansa).