Bologna, la decisione del Consiglio comunale sulla cittadinanza onoraria ad Albanese

Nel Consiglio comunale di Bologna riunito nel pomeriggio del 1° dicembre, la maggioranza ha dichiarato ricevibile – ma priva del carattere d’urgenza – la proposta avanzata dalle opposizioni per cancellare la cittadinanza onoraria conferita a Francesca Albanese. La scelta dell’Aula ha di fatto impedito il ritorno al voto sulla revoca, nonostante all’interno della stessa maggioranza non siano mancati malumori. Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega e primo firmatario dell’ordine del giorno, ha definito la posizione assunta dalla maggioranza «vergognosa» accusando la sinistra di «non voler prendere le distanze da Albanese». A lui si è aggiunto Nicola Stanzani di Forza Italia, secondo cui «tanto tuonò che poi non venne la pioggia», sottolineando che «chi si era espresso contro la cittadinanza ad Albanese oggi in Aula ha votato contro la revoca o è uscito dall’Aula».

La maggioranza: «Attenzione ossessiva sulle parole di Albanese»

Dalle file della maggioranza non è mancato invece chi ha difeso apertamente la relatrice Onu. Detjon Begaj, di Coalizione civica, ha sostenuto che «sul banco degli imputati non c’è Francesca Albanese, ma la scelta di questa maggioranza di essere dalla parte giusta della storia, cioè dalla parte di chi, in una istituzione internazionale, ha definito un genocidio quello che è un genocidio non ancora concluso». A suo giudizio, la controversia sarebbe «una polemica assurda», motivando che la figura di Albanese è considerata autorevole per «un lavoro meticoloso sul genocidio» in Palestina. Una posizione condivisa anche da Giacomo Tarsitano, della lista Matteo Lepore sindaco, che ha espresso preoccupazione per «l’attenzione ossessiva che si rivolge alle parole di Francesca Albanese», lamentando che analogo interesse non sia stato dedicato ai contenuti dei suoi report riguardanti «il genocidio a Gaza».