Il caso Albanese agita i Comuni rossi, Labate a rischio stop: le pillole del giorno

Firenze frena, Bologna tira dritto. Il caso della cittadinanza onoraria alla relatrice Onu sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, di nuovo nella bufera per il suo commento sull’assalto alla redazione della Stampa, non dà pace ai dem al di qua e al di là degli Appennini. Se a Palazzo Vecchio la maggioranza si è fermata e se ne riparlerà in futuro (Albanese l’ha pure buttata sul sarcastico, commentando sui social «purché mi sia risparmiato l’esilio perpetuo…», con azzardato paragone a Dante Alighieri, cacciato da Firenze nel 1302), a Palazzo D’Accursio il sindaco Matteo Lepore non fa marcia indietro, anche se non è ancora stata stabilita una data per la cerimonia di conferimento. E questo nonostante il consiglio di Romano Prodi, arrivato dopo quelli di Stefano Bonaccini e dell’ex sindaco Virginio Merola. «Perseverare è diabolico, Albanese persevera, il Comune di Bologna non faccia altrettanto», è stata la battuta amara dell’ex premier. «Io penso che i consigli siano importanti», ha risposto fermo Lepore interpellato dall’agenzia di stampa Dire, «però bisogna anche rispettare le assemblee che sono state elette dai cittadini. Il Consiglio comunale sta facendo il suo percorso, quindi io seguo il percorso del Consiglio comunale». Il centrodestra (con una parte del Pd e del centrosinistra) continua a insistere per la revoca. Ma il primo cittadino non cede: «In democrazia ci sono persone elette nei Consigli comunali che decidono, quindi credo sia giusto rispettare la loro discussione». Mancava giusto il caso Albanese per agitare le già tormentate acque del Partito democratico…

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Labate e la Realpolitik dei dati di ascolto

Doveva essere l’enclave “de sinistra” dentro Mediaset, per di più nel territorio super ostile di Rete 4: Tommaso Labate e il suo talk show del mercoledì sera Realpolitik però non stanno funzionando, e ora la fine anticipata pare avvicinarsi. Strano, sussurrano i maligni, che ai telespettatori di un canale così storicamente berlusconiano non siano piaciuti tutti quegli ospiti più adatti a una trasmissione su La7: davvero strano. Forse l’esperimento di Pier Silvio e Marina Berlusconi, che volevano aumentare l’offerta informativa e dare una rappresentanza pure a quello spazio politico più progressista, è da considerarsi fallito: dopo l’ultimo misero 3,3 per cento di share (422 mila telespettatori), doppiato da Aldo Cazzullo su La7, che ha fatto il 6,6 per cento con Una giornata particolare (1 milione 182 mila spettatori) a cui si aggiungono voci di caos interno al programma, la chiusura sembra a un passo.

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Tommaso Labate.

Pure in UniCredit arrivano gli asterischi

È arrivato il nuovo corso di UniCredit, con la parità di genere protagonista, e non solo. Addirittura nelle comunicazioni dell’istituto di credito guidato da Andrea Orcel e Pier Carlo Padoan appaiono gli asterischi invece che le vocali finali maschili e femminili, proprio quelli che a destra vedono come il fumo negli occhi, e che «vanno bene per uomini, donne e tutto il resto del mondo», come dicono negli Stati Uniti (non quelli di Donald Trump, quelli ma a dominio democratico, per quel che ne rimane). Ad alcuni sembra l’ennesima freccatina contro il governo di Giorgia Meloni, che dell’asterisco ne fa volentieri a meno, figuriamoci. Comunque, alla fine, è la filosofia che da sempre vige a piazza Cordusio: i più grandi di età ricordano una delle storiche pubblicità del Credito Italiano, con la banchiera vestita da uomo, con tanto di giacca e cravatta…

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Andrea Orcel, ceo di Unicredit (foto Imagoeconomica).

Fermi tutti, c’è la prima mondiale del film su Brunello

Fermi tutti: la “prima mondiale” del nuovo film documentario del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, Brunello, il visionario garbato, dedicato a Brunello Cucinelli, è in programma per la serata del 4 dicembre nel nuovo Teatro 22 di Cinecittà, da poche settimane definitivamente pronto e che rappresenta «il più grande dei teatri di posa degli stabilimenti di via Tuscolana, nonché uno dei più vasti e il più moderno d’Europa», dicono a Roma.

Non riesce a contenere l’entusiasmo Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà: «Con questo evento inauguriamo una nuova casa per i sogni, consegnando al popolo del cinema un’opera grandiosa. Nel rispetto di tempi e regole, con professionalità, innovazione, e la voglia di pensare e realizzare opere ambiziose che ci elevano. Aprire sotto lo stesso, altissimo, tetto del T22 con i marchi di Cinecittà e di Brunello Cucinelli, vuol dire celebrare l’incontro di due eccellenze. Come Cinecittà, la storia di Brunello parla di artigianato che si fa arte; di un enorme mestiere giornaliero di cui al pubblico giunge il risultato; di un’umiltà costitutiva che ambisce a raggiungere il mondo. Un’emozione che condividiamo con il ministero della Cultura, e con Rai Cinema. E con gli amati maestri Giuseppe Tornatore e Nicola Piovani: Cinecittà è sempre la loro casa. Con questa proiezione, meglio di tante parole, ci arriva un’immagine di cultura, impresa, bellezza, civiltà, fare, che sono il vero marchio e la materia di cui è fatta Cinecittà, e lo specchio in cui il mondo guarda al nostro Paese. Sì, Cacciamani dice proprio «consegnando al popolo del cinema un’opera grandiosa».

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L’ad di Cinecittà Manuela Cacciamani e Alessandro Giuli, ministro della Cultura (foto Imagoeconomica).