Mini indulto sì, mini indulto no: il balletto politico sulla pelle dei detenuti

Il presidente del Senato Ignazio La Russa sul carcere auspica quello che il governo Meloni non vuole realizzare: un provvedimento che riduca il sovraffollamento carcerario. Non è questione di possibilità, ma di volontà politica.

Mini indulto sì, mini indulto no: il balletto politico sulla pelle dei detenuti
Ignazio La Russa (Imagoeconomica).

In due occasioni, questa settimana, prima nel corso della presentazione del libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane, promossa dall’Associazione Nessuno tocchi Caino, poi a Palazzo Madama parlando con i giornalisti, La Russa ha chiesto esplicitamente al governo una soluzione per far diminuire il numero dei detenuti presenti negli istituti penitenziari italiani: «Un mini-mini-indultino» entro Natale per quei detenuti con un residuo pena ridotto, con l’unica esclusione dei reati contro le Forze dell’Ordine. Il presidente del Senato ammette di essere molto colpito dal caso dell’amico Alemanno, in carcere a Rebibbia, che a tutti descrive le condizioni di vita e di morte delle carceri italiane.

Il tasso di affollamento nelle carceri ha raggiunto il 138,4 per cento

Nel frattempo i numeri più aggiornati segnalano un costante peggioramento. Li ha analizzati il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia. Secondo la rilevazione realizzata dall’ufficio di Anastasia, il tasso di affollamento nell’insieme degli istituti penitenziari del nostro Paese ha raggiunto il 138,4 per cento. «Tale circostanza si è venuta a determinare sia a causa dell’incremento complessivo dei detenuti presenti (sono 63.803, circa 300 in più rispetto a fine ottobre), sia per la contrazione di quasi 500 posti disponibili nell’ultimo mese». In particolare, dice ancora il Garante della Regione Lazio, «è motivo di particolare rammarico constatare che a fronte di ripetute e propagandate dichiarazioni di impegno da parte governativa, a fronte di una capienza ufficiale dichiarata – comunque insufficiente – di 51.250, i posti non disponibili a causa di un diffuso stato di degrado in gran parte degli istituti penitenziari hanno superato la soglia dei 5 mila». Accanto e parallelamente a questi andamenti «va registrato anche il trend crescente dei numeri delle persone sottoposte a misure penali restrittive della libertà nel nostro Paese che, a metà del mese di novembre, ha superato la soglia delle 100 mila unità attestandosi al 100.699. In termini assoluti negli 11 mesi di questo 2025, le persone sottoposte a misure restrittive della libertà sia in carcere che al di fuori di esso sono aumentate di oltre 9 mila unità. In termini percentuali il tasso registrato è stato del 5,6 per cento». Infine, a completare il quadro «vale la pena di ricordare che in 160 istituti sui 188 attivi nel nostro Paese il numero dei detenuti supera la soglia del 100 per cento sui posti effettivamente disponibili e che in 40 i tassi che si registrano sono addirittura superiori al 150 per cento».

Mini indulto sì, mini indulto no: il balletto politico sulla pelle dei detenuti
Il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane è del 138,4 per cento (Ansa).

Le tempistiche del governo

Di fronte all’appello di La Russa, il governo ha scelto di rispondere negativamente, smentendo il presidente del Senato: «Stiamo lavorando perché da qui a due anni si affronti la questione del sovraffollamento carcerario», ha assicurato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha aggiunto: «Il gap esistente adesso, tra circa 53 mila disponibilità rispetto a quasi le 64 mila presenze, contiamo di colmarlo in due anni con un lavoro intenso». Nel frattempo si continuerà a morire di carcere. Oltretutto, su tempistiche e dati dell’edilizia detentiva c’è non poco da dire. La settimana scorsa si è tenuta la quarta riunione della cabina di regia per l’edilizia penitenziaria. Secondo quanto riferito dal governo, il programma 2025–2027 «conferma la realizzazione di 10.692 nuovi posti detentivi, così ripartiti: 2.636 posti a cura del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP), 73 del Minorile (DGMC), 3.314 del MIT e 4.669 del Commissario straordinario». Il cronoprogramma prevede l’apertura di 864 posti nel 2025, 5.754 nel 2026 e 4.074 nel 2027, per un totale di 10.692 nuovi posti resi disponibili nel triennio. Dall’approvazione del Piano di Edilizia Penitenziaria da parte del Consiglio dei ministri del 22 luglio scorso, ha detto ancora il governo, sono state pubblicate tutte le gare di competenza del Commissario straordinario per il recupero di oltre 4 mila posti detentivi. «Sull’intera legislatura 2022–2027, l’obiettivo complessivo è fissato in 11.194 posti detentivi, includendo sia quelli già realizzati dall’ottobre 2022 sia quelli che verranno completati entro il 2027. Gli interventi programmati – che comprendono manutenzioni ordinarie e straordinarie, nuove realizzazioni e ampliamenti – interesseranno la quasi totalità degli istituti penitenziari del DAP (190) e degli istituti del sistema minorile (17), per un costo complessivo nel triennio di oltre 900 milioni di euro». Le cifre però vanno lette oltre la propaganda, osserva Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino: «Al 31 ottobre 2022 i posti regolamentari erano 51.174 (al lordo dei posti non disponibili che erano allora e sono oggi intorno ai 4.500) e i detenuti presenti erano 56.225. Al 31 ottobre 2025 (dopo tre anni) i posti regolamentari sono 51.249 (al lordo dei posti non disponibili che continuano a essere intorno ai 4.500) e i detenuti presenti sono 63.493. Quindi, nei tre anni considerati i posti sono aumentati di 75, mentre i detenuti sono aumentati di 7.268». 

Mini indulto sì, mini indulto no: il balletto politico sulla pelle dei detenuti
Alfredo Mantovano (Imagoeconomica).

Un balletto di dichiarazioni sulla pelle di migliaia di detenuti

Eccoci qua, caro Mantovano. Ma eccoci qua anche caro La Russa. Alla fine la spiega bene il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, con la sua solita franchezza: «Sono incazzato nero… Il combinato disposto della sua (di La Russa, ndr) proposta e la smentita immediata del governo è da irresponsabili. Si illudono migliaia di persone che vivono in condizioni inumane». Inumane e degradanti, o meglio, degradate anche dalle illusioni della destra chiacchiere e distintivo.