Approvato il decreto sicurezza: le principali misure

Via libera in Consiglio dei ministri al decreto Sicurezza, frutto di un serrato confronto preventivo con il Quirinale. «Non misure spot», assicura Giorgia Meloni, ma «un ulteriore tassello» della strategia del governo, convinta che serva un «approccio più duro» su questo tema. Dalle piazze vietate ai violenti, al fermo preventivo, fino al divieto dei coltelli ai minori: le principali misure del decreto appena approvato.

Approvato il decreto sicurezza: le principali misure
Giorgia Meloni (Ansa).

Piazze senza violenti: il fermo preventivo e il nuovo daspo

Nel decreto sicurezza è stato inserito il fermo preventivo. «Durante lo svolgimento di una manifestazione, le forze di polizia potranno accompagnare e trattenere nei propri uffici, per non più di 12 ore, le persone ritenute – per fondati motivi – pericolose». Ciò, si legge, «potrebbe avvenire anche per chi ha precedenti e segnalazioni specifiche negli ultimi 5 anni. Il pm, sempre informato, potrà comunque decidere per il rilascio immediato». Sempre a proposito di riunioni o assembramenti in luogo pubblico, viene introdotto un nuovo daspo: il divieto di partecipazione sarà disposto dal giudice nei confronti di chi è condannato per una serie di delitti, che vanno dall’attentato per finalità terroristiche o di eversione, a devastazione e saccheggio, passando per le lesioni contro agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri.

Il nuovo registro per i reati con «causa di giustificazione»

Per quanto riguarda il cosiddetto “scudo penale” per agenti e comuni cittadini in determinati casi, il decreto sicurezza vara la creazione di un apposito registro. Nei reati in cui appare evidente una causa di giustificazione (legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), chi ha commesso il fatto non verrà indagato in automatico, ma inserito in un separato modello in cui vengono comunque assicurate le garanzie difensive. Sarà il pm a decidere se inserire un nome nel registro degli indagati o meno. In questo caso di parlerà non di indagato, ma di persona interessata ai fatti.

Approvato il decreto sicurezza: le principali misure
Coltelli e mazze da baseball sequestrate dalle forze dell’ordine (Ansa).

La stretta sui coltelli, con focus sui minorenni

Il decreto prevede poi una stretta sui coltelli, con l’obiettivo di contrastare in particolare la violenza giovanile. Sarà proibito vendere coltelli e oggetti da taglio ai minori, anche su web e piattaforme elettroniche, con sanzioni da 500 a 3mila euro, aumentate fino a 12 mila in caso di reiterazione, e revoca della licenza. Per tutti c’è il divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza oltre i 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo. Chi lo viola, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni. Se i fatti sono commessi da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a mille euro a carico dei genitori. In generale, il porto ingiustificato fuori dalla propria abitazione di strumenti da punta o taglio con lama superiore a otto centimetri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Fino a 25 anni alle gang in caso di rapina aggravata

Introdotto poi il reato di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato, con pene da 10 a 25 anni. Rientrano nella fattispecie le rapine commesse in istituti di credito, uffici postali, sportelli automatici, veicoli adibiti al trasporto di valori o locali attrezzati per il deposito e la custodia di valori, da un gruppo armato organizzato.

Sicurezza urbana: l’individuazione di zone rosse

Previste nel decreto poi la stabilizzazione delle zone rosse, con la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Il prefetto, si legge, «può individuare specifiche zone urbane, caratterizzate da gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità, nelle quali è disposto l’allontanamento dei soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio».

Le altre misure del pacchetto sicurezza appena varato

Vengono poi introdotte pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che torna procedibile d’ufficio. Previste inoltre misure accessorie per il contrasto allo spaccio di stupefacenti. In questi casi «è ordinata la confisca, altresì, degli autoveicoli o altri beni mobili registrati e non registrati che risultino essere stati utilizzati per la commissione». Misure più severe sono previste poi per l’ingresso in Italia di persone condannate per la fabbricazione di esplosivi.