AGI - Mamma e figlia morirono in ospedale a Campobasso, ma non a seguito di un'intossicazione alimentare, bensì per avvelenamento. È l'ipotesi che prende corpo per la morte delle due donne decedute subito dopo Natale all'ospedale Cardarelli di Campobasso, Sara Di Vita, 15 anni, e Antonella Di Jelsi, 50. Inizialmente si suppose un'intossicazione alimentare. Oggi prende piede invece, un'altra ipotesi investigativa: quella dell'omicidio premeditato.
Avvelenate a Campobasso con la ricina
La morte avvenne per avvelenamento con la ricina, una proteina presente nei semi della pianta del ricino che, se ingeriti, sono in grado di causare morte cellulare bloccando l'attività della sintesi proteica. Al momento la procura di Campobasso ha aperto un fascicolo contro ignoti per duplice omicidio premeditato.
Quella sera mangiarono pesce e funghi
Quella sera la famiglia aveva mangiato cozze, vongole, seppie e baccalà e sospetti erano caduti anche su una confezione di funghi champignon. Accertamenti erano stati eseguiti anche su alcune farine. Il padre di Sara Di Vita e marito di Antonella Di Jelsi, Gianni Di Vita, era stato ricoverato in condizioni stabili allo Spallanzani di Roma, insieme alla figlia maggiore Alice, che non aveva mangiato con la famiglia.
