AGI - Circa 30 mila fedeli hanno affollato il Colosseo per la Via Crucis presieduta da Papa Leone XIV, la prima del Pontefice. Lo riferiscono le autorità competenti. Il Papa è stato accolto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest'anno per le stazioni sono stati scritti da padre Francesco Patton, su esplicita richiesta del Pontefice.
Una scelta che ha un peso simbolico forte e che sembra indicare una direzione precisa del pontificato. L'ex Custode di Terra Santa, rappresenta infatti da anni una voce radicata nei luoghi della Passione, immersa quotidianamente nelle tensioni, nelle ferite e nelle speranze di una regione che è al centro della storia cristiana e delle crisi contemporanee. Affidargli le meditazioni significa portare idealmente Gerusalemme nel cuore della celebrazione romana, intrecciando spiritualità e attualità.
Il Papa porta personalmente la Croce in tutte le 14 stazioni, un messaggio forte
Papa Leone XIV ha deciso di portare personalmente la croce per tutte le 14 Stazioni della Via Crucis. Il gesto del Pontefice non è scontato e, anzi, è carico di significato. Tradizionalmente, infatti, la croce viene affidata a diversi gruppi o rappresentanti simbolici. La scelta di Leone di assumerla per l'intero percorso suggerisce una volontà di partecipazione diretta, quasi fisica, al racconto della Passione. Il Papa accompagna dunque ogni tappa del dolore e della redenzione, che attraversa integralmente il cammino. Non era mai successo. Una scelta che rappresenta un messaggio universale in un tempo segnato da conflitti e fratture.
Il Papa: "Chi avvia la guerra ne risponderà a Dio"
"Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare
l'economia per opprimere i popoli o per liberarli dalla miseria, il potere di calpestare la dignità umana o di tutelarla, quello di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla", si legge nella meditazione della prima stazione. "Anche ognuno di noi è chiamato a rispondere del potere che esercita nella vita di tutti i giorni", continua il testo.
