Camorra nell’ospedale San Giovanni Bosco: certificati falsi, estorsioni e corruzione

AGI - Ricoveri e certificazioni illegittimi, ma anche truffe assicurative. Medici e professionisti compiacenti. E al centro del 'sistema', il clan Contini, uno dei protagonisti del cartello dell'Alleanza di Secondigliano. Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli nei confronti di quattro indagati (tre affiliati del clan e un avvocato) per associazione a delinquere di stampo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all'autorità giudiziariafalsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsioneestorsioneusurariciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per un quarto è ancora in corso.

Le indagini, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, hanno consentito di accertare numerose e redditizie attività illecite poste in essere da affiliati alla cosca all'interno dell'ospedale San Giovanni Bosco, rese possibili dalla forza intimidatrice del sodalizio criminale. Il clan, mediante minacce ed estorsioni ai danni dei dirigenti della struttura sanitaria, rapporti collusivi con pubblici ufficiali e intestazioni fittizie, ha gestito di fatto i servizi di bar e buvette, nonché i distributori automatici di snack e bevande presenti all'interno del nosocomio, in assenza delle necessarie autorizzazioni, senza il pagamento dei canoni di locazione dovuti all'Asl e con l'abusivo utilizzo delle utenze dell'ospedale. Inoltre, il gruppo di camorra attraverso un'associazione operante nel settore dei servizi di ambulanza e grazie alla complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte operanti all'interno dell'ospedale, talvolta anche mediante violenza e minaccia nei loro confronti, ha garantito illeciti favori ad esponenti del clan e delle cosche alleate. Tra questi figurano ricoveri ospedalieri effettuati in violazione delle procedure di accesso, il rilascio di certificazioni mediche false anche per ottenere scarcerazioni illegittime e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.

Le truffe assicurative del clan

Avvalendosi della collaborazione di medici e professionisti compiacenti, gli indagati avrebbero inoltre realizzato, nell'interesse del clan Contini, numerose truffe ai danni di compagnie assicurative, simulando incidenti stradali, con il reclutamento di falsi testimoni retribuiti e la redazione di perizie mendaci.

Il ruolo dell'avvocato

Tra i destinatari del provvedimento figura appunto un avvocato, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, che per gli inquirenti ha veicolato informazioni da e verso ambienti carcerari, in particolare in relazione alle somme di denaro (le 'mesate') destinate ai familiari degli affiliati. Il professionista ha inoltre fornito consulenze finalizzate al mantenimento e all'incremento delle ricchezze accumulate dal clan, contribuito alla realizzazione delle truffe assicurative, reinvestendone i soldi incassati nell'acquisto di beni di valore (immobili, autovetture e quadri d'autore) e svolto, infine, il ruolo di intermediario con pubblici ufficiali infedeli per l'acquisizione di informazioni riservate.

Crolla palazzina nel Veronese, a Negrar. Un morto e tre persone ferite

AGI - I vigili del fuoco sono impegnati in un intervento a Negrar, nel Veronese, per l'esplosione con conseguente crollo in un fabbricato di tre piani.

Sono quattro le persone residenti nella struttura, ma ancora non è certo se si trovassero tutte in casa al momento dell'esplosione. I vigili del fuoco hanno estratto in vita tre delle quattro persone (due uomini e una donna) sepolte dalle macerie.

Una quarta persona, un uomo, e' stato individuato e si scava per raggiungerlo. 

 

 

 

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta

Si fa presto a dire «dirige l’orchestra». Per il pubblico sovrano del televoto e per chi consuma il Festival tra un post su X e una pizza a domicilio, quella frase è una liturgia più solenne di una stecca in mondovisione. Ma Sanremo 2026 apre i battenti dovendo gestire assenze che non si colmano con i fiori di corso Imperatrice. Non parliamo solo del patriarca Pippo, a cui hanno appaltato un’insegna e idealmente l’intera baracca, ma di quel barbone rassicurante, da gentiluomo d’altri tempi, che risponde al nome di Beppe Vessicchio. Che poi si chiamava Peppe, e pareva uscito da una réclame di sigari toscani: l’uomo che è riuscito nel miracolo laico di rendere pop un pezzo di legno, trasformando un direttore d’orchestra in una reliquia da figurine Panini, un santino da invocare quando la nota non tiene.

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Beppe Vessicchio a Sanremo 2020 (Ansa).

Valeriano Chiaravalle, il sarto invisibile della tv italiana

Proprio lunedì, mentre la terra dei cachi si riempieva di addetti ai lavori e imbucati di lusso, si è aperta Casa Vessicchio, asilo politico per giovani artisti per parlare di spartiti senza l’assillo della gara, perché per anni Vessicchio è stato Sanremo. Ma lo spettacolo, per quella cinica e ferrea legge, deve andare avanti, e per bontà del dio delle canzonette, la sua eredità non è andata persa: è finita dritta nelle mani di chi la musica la scrive, la smonta e la rimonta con la precisione di un orologiaio svizzero. Parliamo di Valeriano Chiaravalle. Se il suono dei promo di questo Festival vi è rimasto piantato nelle orecchie, è colpa sua. Figlio d’arte, DNA napoletano (il padre Franco era uno stimato autore e arrangiatore), Chiaravalle è il prototipo del professionista perfetto, un incrocio tra un pentagramma e una lucina della telecamera che lo ha reso il sarto invisibile della tv italiana. Lo trovi ovunque: da The Voice a LOL, dagli show della Mannoia a Michelle Impossible. Fu proprio Vessicchio a battezzarlo appena uscito dal Conservatorio G. Verdi di Milano, chiedendogli un arrangiamento per orchestra, e aprendogli di fatto le porte di una carriera che dal 1999 lo vede inquilino fisso dell’Ariston, guidando gente come Tiziano Ferro, Giorgia, Mika, Elisa, e la stessa Mannoia. Mentre la SIAE lo tiene nei comitati di rielaborazione e il Conservatorio di Parma lo mette in cattedra per insegnare composizione pop, a Sanremo 2026 dovrà gestire un traffico da ora di punta: la strana coppia Fedez & Masini, Francesco Renga, il ritorno di Sal Da Vinci (dato per super-favorito), Eddie Brock e la nuova proposta Angelica Bove.

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Valeriano Chiaravalle (dal sito del Politecnico delle Belle Arti di Bergamo).

Enrico Melozzi, il performer esploso con i Måneskin

Sullo stesso podio si muove il terremoto abruzzese Enrico Melozzi. Uno che ha capito prima di altri che nell’era di TikTok il direttore d’orchestra deve essere un performer, un animale da palcoscenico. Capelli eccentrici, popolarità esplosa con i Måneskin (ma il cuore che batte anche per Mozart), Melozzi si porta dietro quella foto simbolo del 2023, quando diresse Grignani e Arisa a quattro mani con Vessicchio. Un’eredità affettiva che oggi spende mentre guida le Bambole di Pezza, Leo Gassman e una pattuglia di nuove leve: Blind, El Ma & Soniko.

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Enrico Melozzi all’Ariston (Instagram).

Carmelo Patti, maestro di colonne sonore

Diverso il piglio del milanese Carmelo Patti, che ha esordito a Sanremo nel 2019, e ha apposto la sua firma sulla vittoria di Mahmood e Blanco con Brividi, è quello che mette le mani sulle colonne sonore per produzioni Rai e Netflix, e che deve tenere a bada un mix che va da J-Ax a Maria Antonietta & Colombre fino a Tommaso Paradiso e la nuova proposta Nicolò Filippucci.

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Carmelo Patti (da Instagram).

Enzo Campagnoli al suo nono podio sanremese

A chiudere il cerchio dei più richiesti, c’è il verace Enzo Campagnoli. Bacchetta napoletana di Afragola, diplomato in oboe al San Pietro a Majella, una vita accanto a Mario Merola e un rapporto con l’Ariston che sfiora la domiciliazione: nona volta sul podio, senza contare le 11 da musicista. Tocca a lui domare Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay.

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Enzo Campagnoli (da Instagram).

Pinuccio Pirazzoli alla guida dell’orchestra

Ma chi è il signore del podio? Per la casalinga di Voghera e per i critici che guardano il Festival col monocolo della superiorità, è soltanto colui che agita un bastoncino a favore di telecamera. Ma quella è solo la parte visual, la superficie scenica, pensata per chi mangia pane e televisione. Sotto c’è il lavoro sporco, con la band e l’orchestra, che inizia un mese prima. Per ogni artista c’è una prova a Roma, due a Sanremo, una generale e poi quei tre minuti di gloria. Quest’anno l’intera macchina è nelle mani di Pinuccio Pirazzoli, ma sul ring si alterneranno 20 bacchette. Il resto è televisione, possibilmente con qualche polemica cucita su misura per non far scazzare lo share.

Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
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Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
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Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta
Sanremo senza Vessicchio: chi sono i nuovi signori della bacchetta

Paramount ha presentato una nuova offerta per Warner Bros. Discovery

Nuovo colpo di scena nella sfida tra Netflix e Paramount Skydance per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 febbraio è scaduto il periodo di una settimana concesso da Netflix a Warner per interloquire con Paramount e ricevere un’ultima offerta dopo l’accordo vincolante da 82,7 miliardi di dollari siglato col gigante dello streaming. La nuova offerta di Paramount è infatti arrivata, esattamente allo scadere del periodo concesso e, anche se non è state rese note cifre, si tratta di una proposta superiore a quella di Netflix.

La proposta di Paramount supera quella di Netflix

WBD non ha reso noto il valore della nuova proposta, ma secondo quanto riportato da Reuters l’ultima offerta di Paramount è superiore alla precedente da 30 dollari per azione in contanti, per un totale di 108,4 miliardi di dollari incluso il debito per l’intera Warner Bros. La proposta di Netflix prevede 27,75 dollari per azione e lo scorporo delle attività via cavo prima dell’acquisizione, mentre Paramount (che aveva portato l’accordo in tribunale) punta invece a rilevare l’intero gruppo.

Il comunicato di Warner Bros. Discovery

«Aggiorneremo i nostri azionisti in seguito alla revisione del cda. L’accordo di fusione di Netflix rimane in vigore e il board continua a raccomandarsi a favore della transazione Netflix. Si consiglia agli azionisti di WBD di non intraprendere alcuna azione in questo momento rispetto all’offerta pubblica modificata di PSKY», si legge in un comunicato di Warner Bros. Discovery. Secondo la prassi di questo tipo di operazioni, Netflix avrà quattro giorni di tempo per pareggiare l’offerta rivale o rilanciare.

Sondaggi, Maim investe in Only Numbers ed Euromedia Research

Maim, società di consulenza per le relazioni istituzionali e con i media, investe nel capitale di Only Numbers, società proprietaria del brand di sondaggi, ricerche di mercato e analisti demoscopiche Euromedia Research, fondato da Alessandra Ghisleri. La nota sondaggista assumerà la carica di presidente e amministratore delegato della società, nel cui consiglio di amministrazione entreranno Fabio Perugia e Daniel Funaro di Maim. «Questa operazione ci permetterà di rafforzare la struttura aziendale e accelerare il nostro processo di innovazione, ponendo al centro l’indipendenza scientifica e la qualità delle nostre analisi. Grazie a questa partnership, Euromedia Research potrà ampliare la gamma dei servizi offerti e investire ulteriormente in metodologie avanzate, tecnologie digitali e nuovi ambiti di ricerca», ha dichiarato Ghisleri.

Perugia: «Ghisleri e la sua squadra valore aggiunto per il nostro team»

«Maim si proietta verso la nascita di un operatore integrato nei segmenti della comunicazione, relazioni istituzionali, data analysis, ricerca di mercato e sondaggi di opinione, sviluppo di prodotti e soluzioni digitali per l’analisi dei dati», ha dichiarato Fabio Perugia. «Abbiamo fortemente voluto questo investimento in una delle più importanti realtà nel mercato della ricerca e dell’analisi. Alessandra Ghisleri e il suo team di ricercatori saranno un valore aggiunto per tutto il nostro gruppo di lavoro».

Funaro: «Così rafforziamo il nostro posizionamento competitivo»

Gli ha fatto eco Daniel Funaro: «L’integrazione tra le competenze di ricerca e analisi e l’esperienza di Maim nelle media relations e nei public affairs consente di rafforzare il posizionamento competitivo della società in un mercato caratterizzato da una crescente domanda di analisi quantitative e qualitative a supporto delle decisioni strategiche di imprese e istituzioni».

Germania, Merz e l’incognita delle regionali di marzo

Recentemente a Stoccarda la Cdu ha rieletto Friedrich Merz come suo presidente. Al congresso il cancelliere ha incassato il 91,2 per cento dei voti, migliorando il risultato rispetto al 2024. Una cifra molto positiva, che arriva esattamente un anno dopo la vittoria dei conservatori alle elezioni anticipate del 2025. In realtà all’interno del primo partito di governo le cose non vanno proprio come dovrebbero, anche se Merz è riuscito nel mantenere unite le correnti, salvando la facciata. Gli ultimi 12 mesi sono stati per la Cdu e la Spd, che guidano il Paese a braccetto nella Große Koalition, non privi di difficoltà e la Germania, nonostante le promesse di cambiamento e rilancio, è ancora ferma al palo.

Germania, Merz e l’incognita delle regionali di marzo
Friedrich Merz (Ansa).

Merz assicura che il 2026 sarà l’anno della ripartenza

Lo stesso cancelliere a Stoccarda ha ricordato di essere finito nel mirino per obiettivi definiti eccessivamente ambiziosi e per non aver soddisfatto le aspettative. «Forse non abbiamo chiarito abbastanza rapidamente, dopo il cambio di governo, che non saremmo stati in grado di realizzare questo enorme sforzo di riforme dall’oggi al domani», ha ammesso Merz, cercando di giustificare l’immobilità politica e le difficoltà economiche attuali. Così ha ri-promesso che questo sarà l’anno della ripartenza. Il problema è che sino a ora a livello concreto poco è stato fatto e le riforme annunciate, dalla sanità alle pensioni, passando per il fisco e tutti i provvedimenti teorizzati per rilanciare l’economia, devono ancora essere messe in atto.

L’industria accusa la Groko di perdere tempo

Intanto la protesta dell’industria si fa sempre più forte e, come ha ben sintetizzato Jörg Krämer, capo economista della Commerzbank, «lo Stato spende molti soldi, ma le aziende non ottengono le riforme di cui hanno bisogno». Il rischio maggiore per la crescita economica tedesca sta proprio nella mancanza di consenso all’interno del governo federale sull’urgenza delle riforme strutturali. Insomma, Cdu e Spd stanno perdendo tempo, mentre il Paese barcolla.

L’incognita delle regionali e l’avanzata dell’AfD

Non solo: le elezioni regionali in vista quest’anno, le prime in Baden Württenberg l’8 marzo, potranno intaccare la già precaria stabilità della Grande Coalizione. L’avanzata della destra radicale dell’Alternative für Deutschland, a Est come a Ovest, pone pesanti incognite sul futuro. Finora l’AfD è rimasta ai margini dei giochi politici, con i partiti tradizionali fermi nella sua esclusione da ogni alleanza, ma è proprio nella Cdu di Merz che da tempo serpeggiano i dubbi sulla conventio ad excludendum; il cancelliere durante il congresso ha respinto categoricamente qualsiasi ammorbidimento della posizione attuale nei confronti dell’AfD, ma non ha affrontato il vero problema: secondo gli ultimi sondaggi delle elezioni regionali autunnali in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e in Sassonia-Anhalt, i partiti centristi (Cdu, Spd, Verdi e Liberali) non avrebbero la maggioranza senza l’AfD o la Linke, il partito della sinistra estrema. Per Merz, che ha escluso qualsiasi cooperazione con entrambe le formazioni, il rebus dunque rimane.

Germania, Merz e l’incognita delle regionali di marzo
Alice Weidel e Tino Chrupalla, leader della AfD (Ansa).

La Spd arretra in Baden-Württenberg e per Merz non si mette bene

Per l’appuntamento in Baden Württenberg le prospettive sembrano migliori. I numeri della vigilia che danno la Cdu stabile intorno al 29 per cento, anche se il vantaggio rispetto ai Verdi, molto forti nella regione, è andato via via sfumando e dai 16 punti del 2024 è passato alla manciata attuale, con i Grünen che viaggiano sul 23 per cento, trainati dal candidato di punta Cem Özdemir, ex leader dei Verdi e ministro Federale dell’Agricoltura, che mira a succedere a Winfried Kretschmann, collega di partito e attuale governatore a Stoccarda.

Germania, Merz e l’incognita delle regionali di marzo
Cem Ozdemir (Ansa).

Se i Verdi in Baden-Württemberg sono lontani dal loro risultato record del 32,6 per cento alle elezioni del 2021, anche qui l’AfD, sebbene non pericolosa per le alleanze locali, è data in ascesa e col 20 per cento e raddoppierebbe il risultato del partito rispetto a quattro anni fa quando prese il 9,7 per cento. Gli estremisti di destra non sono ai livelli dell’Est, dove il partito di Chrupalla e Weidel velegfia oltre il 30-35 per cento, ma hanno costituito ormai uno zoccolo duro che va oltre la semplice protesta. Le Regionali dell’8 marzo segneranno con grande probabilità un altro arretramento dei socialdemocratici, in caduta libera sotto il 10 per cento, e un indebolimento ulteriore del secondo partito di governo a Berlino. Per il cancelliere Merz non è proprio un buon viatico per i progetti di coalizione che in autunno, in caso di due trionfi dell’AfD in Meclemburgo e Sassonia, potranno saltare definitivamente con la fine della Groko. 

Meta sigla un accordo con Amd sui chip per l’AI: cosa prevede

Meta Platforms ha stretto un accordo con Amd, multinazionale statunitense produttrice di semiconduttori, per l’acquisto di 6 gigawatt di infrastrutture data center basate sui nuovi processori dell’azienda. L’intesa, che si estenderà per cinque anni a partire dalla seconda metà del 2026, vale decine di miliardi di dollari per gigawatt (oltre 100 miliardi complessivi secondo alcune fonti), come ha dichiarato la ceo di Amd Lisa Su. L’accordo prevede anche l’assegnazione a Meta di warrant per acquistare fino a 160 milioni di azioni Amd, che matureranno al raggiungimento di specifici obiettivi tecnici e di prezzo del titolo. Se esercitati, trasformerebbero Meta in uno dei principali azionisti del chipmaker.

L’intesa segue quella con Nvidia

La mossa si inserisce nella strategia di Mark Zuckerberg di accelerare gli investimenti in intelligenza artificiale, con l’obiettivo dichiarato di costruire decine di gigawatt di capacità computazionale entro il decennio e centinaia di gigawatt nel lungo periodo. L’accordo con Amd segue infatti un’altra partnership annunciata da Nvidia. Meta riceverà versioni personalizzate dei futuri acceleratori Amd, tra cui il MI450 e i suoi successori, ottimizzati per i carichi di lavoro di inferenza. L’azienda continuerà comunque a sviluppare chip proprietari e a utilizzare hardware Nvidia, in un approccio multimarca reso necessario dalla scala dei progetti in corso.

Salvini nel 2021 aveva difeso l’ex assessore regionale leghista condannato per omicidio

Massimo Adriatici, ex assessore leghista di Voghera (Pavia) che nel 2021 uccise il senzatetto Youns El Boussettaoui, è stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per omicidio volontario. Potrà contare sullo sconto di pena di un terzo per aver scelto il rito abbreviato, ma dovrà anche versare 380 mila euro totali di risarcimenti alla famiglia della vittima. Ebbene, così come Matteo Salvini si era affrettato a difendere «senza se e senza ma» Carmelo Cinturrino, ovvero il poliziotto che ha ucciso il pusher Abderrahim Mansouri – poi arrestato – allo stesso modo cinque anni fa il segretario della Lega si era subito schierato dalla parte di Adriatici.

Il video pubblicato da Salvini dopo l’omicidio di Voghera

«Altro che far west a Voghera», affermava Salvini in un video pubblicato nel 2021 sui social, nel quale spiegava che Adriatici era stato «vittima di un’aggressione» e che «accidentalmente» aveva fatto partire un colpo, fatale per «un cittadino straniero già noto in città e alle forze dell’ordine per violenze, aggressioni e atti osceni in luogo pubblico». Salvini, invocando pazienza «prima di condannare una persona perbene» che si sarebbe solo difesa, chiosava: «A fronte di un’aggressione, come extrema ratio la difesa è sempre legittima. E se fosse vero che il soggetto, che purtroppo è morte, fosse già arcinoto alla polizia evidentemente non si è trattato di un regolamento di conti».

Arte, design e innovazione, il calendario Sanlorenzo 2026

AGI - Nel 2026 Sanlorenzo celebra dieci anni di impegno culturale con un programma annuale che integra arte, design, artigianato, innovazione e sostenibilità. Il calendario artistico più ambizioso mai realizzato dal brand si articola attorno al primo anno completo di attività di Casa Sanlorenzo a Venezia, rafforzando la visione della Maison, che da sempre considera la cultura e la responsabilità come pilastri fondamentali dell'eccellenza. Questo anniversario consacra Sanlorenzo Arts come protagonista contemporaneo nel promuovere il dialogo creativo, l'espressione artistica e la leadership culturale.

Dalla Biennale di Venezia alla Milan Design Week, fino a Homo Faber, il programma di Sanlorenzo si sviluppa come un percorso culturale che unisce arte, scienza, design e mare, coinvolgendo la scena creativa internazionale e consolidando il ruolo del brand come ambasciatore di innovazione e cultura.

Waves e la Biennale d'Arte di Venezia

Il programma del 2026 è definito da Waves, una mostra esclusiva di Sanlorenzo durante la Biennale d'Arte di Venezia, che si terrà a Casa Sanlorenzo dal 6 maggio fino al 28 giugno, volta ad esplorare il movimento e la trasformazione come linguaggi universali, creando un dialogo tra arte e scienza attraverso la potente metafora delle onde.

L'esposizione collettiva è curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo del '900 di Firenze, e Cristiano Seganfreddo, con il supporto scientifico di Ersilia Vaudo Scarpetta, questi ultimi anche membri del comitato scientifico di Sanlorenzo Arts. La mostra offre un confronto esclusivo tra i grandi maestri dell'arte moderna e della scultura, tra cui Alexander Calder, Fausto Melotti, Lucio Fontana e Tony Cragg, e voci contemporanee di rilievo come Christine Safa e gli artisti visivi Friederich Andreoni e Marcello Maloberti. In questo contesto, l'onda emerge non solo come forza fisica, ma anche come simbolo culturale, profondamente radicato nell'identità di Sanlorenzo.

La visione di Massimo Perotti

"Negli ultimi dieci anni, Sanlorenzo Arts e' passata da una passione istintiva a essere la bussola culturale della nostra organizzazione. - ha affermato Massimo Perotti, Presidente Esecutivo di Sanlorenzo - Guidati dalla convinzione che cultura e responsabilità non siano complementi dell'eccellenza, ma la sua base fondamentale. Sostenere la cultura significa investire nelle idee, promuovere l'artigianato e stimolare il coraggio di mettere in discussione il presente mentre si immagina il futuro".

"È con questo spirito - ha aggiunto - che abbiamo inaugurato nel 2025 Casa Sanlorenzo sede permanente e cuore pulsante di Sanlorenzo Arts. Attraverso il nostro programma annuale rendiamo esplicita la nostra ambizione: creare una piattaforma in cui arte, sostenibilita' e design si intrecciano in un dialogo autentico e coerente, capace di riflettere la misura, l'innovazione e l'atemporalita' che definiscono Sanlorenzo nel panorama internazionale dello yachting".

Dal debutto ad Art Basel a Casa Sanlorenzo

Dal debutto ad Art Basel Miami Beach nel 2016, l'impegno di Sanlorenzo nel mondo dell'arte è nato come una passione istintiva, mosso dal desiderio di condividere i valori fondamentali che guidano la Maison. Nel tempo, questa visione si e' trasformata in una piattaforma culturale strutturata, radicata nella responsabilita' ed espressa attraverso partnership istituzionali, opere commissionate e collaborazioni a lungo termine con artisti, curatori e istituzioni.

Tra i traguardi più significativi figurano il ruolo di Sanlorenzo come Global Host Partner di Art Basel dal 2018 al 2023, il patrocinio della Peggy Guggenheim Collection e il principale sponsor del Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia, primato assoluto per un cantiere navale. Questo percorso comprende anche la presenza continuativa alla Milan Design Week dal 2017, con l'installazione Il Mare a Milano alla Triennale, premiato con il Compasso d'Oro ADI nel 2020, il riconoscimento piu' prestigioso nel mondo del design.

L’apertura di Casa Sanlorenzo e il futuro

Il percorso trova il suo compimento nel giugno 2025, con l'apertura di Casa Sanlorenzo a Venezia, una villa restaurata da Piero Lissoni e Lissoni & Partners, e inaugurata in occasione della prima edizione della Venice Climate Week. Concepita come una sede culturale permanente, Casa Sanlorenzo promuove ricerca, dialogo e produzione artistica, andando oltre i confini di fiere ed eventi. La mostra inaugurale, Breathtaking di Fabrizio Ferri, ha definito fin da subito questa missione e visione, affidando alla forza della fotografia il compito di affrontare il tema dell'inquinamento oceanico e riaffermare il ruolo dell'arte come catalizzatore di consapevolezza e azione culturale.

Con il programma del 2026, Sanlorenzo Arts rinnova e rafforza il proprio impegno a lungo termine verso la cultura, caratterizzato da continuità, profondità e senso di responsabilità. Attraverso Casa Sanlorenzo e la sua piattaforma internazionale in progressiva espansione, la Maison amplia costantemente la sua voce culturale, estendendo il proprio raggio d'azione oltre i confini dello yachting. Questi dieci anni non rappresentano un punto d'arrivo, ma una solida base su cui continuare a costruire il futuro.

Ecco nel dettaglio il calendario culturale di Sanlorenzo 2026:

  • Aprile 2026 - Milan Design Week: Sanlorenzo parteciperà alla mostra evento organizzato dal magazine Interni, con una nuova installazione di Piero Lissoni presso l'Università degli Studi di Milano Statale. L'installazione esplorerà il dialogo unico tra interno ed esterno, design e navigazione, offrendo uno spunto per comprendere come il brand realizza le icone del futuro.
  • 6 maggio - 28 giugno 2026 - Waves: Waves inaugura a Casa Sanlorenzo durante la Biennale d'Arte di Venezia, affermandosi come una delle mostre di riferimento nell'ecosistema culturale della città. Curata per Sanlorenzo da Sergio Risaliti, Direttore del Museo del '900 di Firenze, e Cristiano Seganfreddo, con il supporto scientifico di Ersilia Vaudo Scarpetta, con la partecipazione di, l'installazione presenta opere di maestri come Calder, Melotti, Fontana e Cragg, affiancate da artisti emergenti.
  • 3-8 giugno 2026 - Venice Climate Week: In qualità di membro fondatore dell'evento, Sanlorenzo parteciperà nuovamente alla Venice Climate Week, riaprendo le porte di Casa Sanlorenzo al dialogo, alla scienza e all'azione collettiva sul cambiamento climatico.
  • 1-30 settembre 2026 - Homo Faber: Casa Sanlorenzo sarà sede ospitante di Homo Faber in Città, il progetto legato a Homo Faber 2026 che ha luogo al di fuori della Fondazione Giorgio Cini, a cura della Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship. Casa Sanlorenzo accoglierà due mostre dedicate all'eccellenza artigianale veneziana, veneta e del Granducato del Lussemburgo.
  • 12 ottobre - 24 Novembre - Roselena Ramistella, Casa Sanlorenzo: Il programma del 2026 si conclude con una mostra personale della fotografa siciliana Roselena Ramistella presso Casa Sanlorenzo. Commissionata da Sanlorenzo, la sua opera documenta la vita nelle isole meno conosciute d'Italia, lontano dalla stagione turistica, raccontando le storie degli isolani che le abitano.

Intesa Sanpaolo sostiene la raccolta fondi “Centro Hygge: armonia e cura” di Borgo Rubens

Intesa Sanpaolo sostiene il progetto Centro Hygge: armonia e cura dell’associazione Borgo Rubens grazie al Programma Formula, dedicato al sostegno di iniziative distintive su sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. Selezionato dalla Banca nell’ambito della divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, in collaborazione con Cesvi, Centro Hygge vuole creare un luogo sicuro per adolescenti e giovani adulti con fragilità psicologiche, offrendo percorsi di socializzazione, supporto e ascolto. Tutti possono partecipare fino al 30 aprile alla raccolta fondi con una donazione su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo, con l’aggiornamento in tempo reale delle somme raccolte. Anche la banca parteciperà attivamente al traguardo dei 100 mila euro, contribuendo con 2 euro per molti dei prodotti acquistati dai clienti in modalità online.

Il progetto coinvolgerà 50 ragazzi tra i 13 e i 22 anni

I fondi raccolti permetteranno di ristrutturare e allestire il Centro Hygge, trasformando uno spazio oggi inutilizzato e immerso nella natura di Superga in un ambiente accogliente e funzionale, dedicato ad adolescenti e giovani che vivono fragilità psicologiche legate ad ansia, depressione e isolamento sociale. Il Centro sarà articolato in tre aree: uno spazio protetto per la socializzazione e la gestione delle emozioni, un laboratorio creativo e manuale per attività espressive e a contatto con la natura e una sala polifunzionale per incontri, eventi e momenti formativi aperti alla comunità. Il progetto coinvolgerà circa 50 adolescenti e giovani tra i 13 e i 22 anni di Torino e provincia, di cui 20 inseriti in un percorso dedicato, oltre ad almeno 80 familiari e circa 200 partecipanti tra scuole, realtà educative e professionisti del territorio, con l’obiettivo di promuovere benessere, inclusione e una maggiore attenzione alla salute mentale giovanile. L’iniziativa rientra nell’ambito del contributo alla riduzione dei divari sociali realizzato da Intesa Sanpaolo a favore della crescita del Paese, un obiettivo strategico inserito nel Piano di impresa dal 2018 e sviluppato dalla struttura Intesa Sanpaolo per il Sociale.