Carta dedicata a te 2025, pubblicata la lista definitiva dei beneficiari: a chi spetta

Nella giornata del 29 ottobre, l’Inps ha reso ufficiale l’assegnazione della Carta dedicata a te 2025 ai beneficiari mediante apposita lista. Del bonus spesa erano in attesa le numerose famiglie che hanno ricevuto la misura già negli scorsi anni, consistente nella distribuzione di una carta prepagata da parte di Poste Italiane di 500 euro. Con la comunicazione odierna l’Inps conclude la fase di controlli rendendo effettivo l’elenco delle famiglie che possono richiedere la carta elettronica presso gli uffici postali. Ecco, quindi, come sapere se spetta il bonus spesa e come ritirarlo. 

Carta dedicata te 2025, lista definitiva beneficiari: cosa fare per sapere se spetta?

Carta dedicata a te 2025, pubblicata la lista definitiva dei beneficiari: a chi spetta
Carta prepagata ricaricabile (Ansafoto).

Con il messaggio numero 3233 del 29 ottobre 2025, recante «Carta dedicata a te, misura di sostegno ai nuclei familiari in stato di bisogno per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità» di cui al decreto interministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 186 del 12 agosto 2025, l’Inps rende noto che sono disponibili le liste definitive presso i comuni di residenza dei nominativi dei beneficiari. Infatti, facendo seguito ai messaggi numero 2519 del 1° settembre e numero 2623 del 9 settembre scorsi, mediante i quali si informavano i cittadini delle procedure di accesso al bonus spesa per l’anno 2025, con la comunicazione pubblicata sul portale istituzionale nella giornata di oggi l’istituto di previdenza mette a disposizione dei comuni l’elenco dei beneficiari mediante l’apposito applicativo telematico. 

Numero identificativo bonus spesa 2025, che cos’è e a cosa serve

Le liste dei beneficiari della Carta dedicata a te contengono un numero identificativo abbinato alla carta prepagata con la ricarica di 500 euro da ritirare presso le Poste Italiane. Pertanto spetta ai comuni comunicare a ciascun beneficiario di essere assegnatario del bonus spesa e di invitarlo a ritirare la prepagata presso l’ufficio postale preposto. Nel caso in cui, invece, il beneficiario abbia già percepito lo stesso bonus negli anni precedenti, l’importo di 500 euro viene accreditato direttamente sulla carta prepagata in possesso. Non è quindi necessario recarsi presso l’ufficio postale. 

Come ritirare la Carta dedicata te 2025 se si è tra i beneficiari?

Carta dedicata a te 2025, pubblicata la lista definitiva dei beneficiari: a chi spetta
Supermercato (Imagoeconomica).

Per chi, invece, è alla prima assegnazione della Carta dedicata a te, la procedura prevede il ritiro della prepagata direttamente presso l’ufficio postale previa comunicazione da parte del Comune di risultare nell’elenco dei beneficiari. Può ritirare la prepagata l’intestatario o un soggetto delegato. All’atto del ritiro della Carta dedicata a te, l’intestatario deve portare con sé il numero identificativo comunicato dal comune e un documento di riconoscimento. Infine, si ricorda che, quando si riceve la tessera, occorre abilitarla con il primo pagamento dei beni di prima necessità ammessi entro il 16 dicembre 2025 per non incorrere nella decadenza della misura. Nell’edizione di quest’anno sono ammessi solo beni alimentari di prima necessità, mentre sono esclusi il carburante e gli abbonamenti ai mezzi pubblici di trasporto.

Flat tax infermieri, 5 per cento solo sugli straordinari: come funziona e chiarimenti

La flat tax degli infermieri, istituita come imposta sostitutiva del 5 per cento, vale solo sugli straordinari definiti dal contratto collettivo nazionale della Sanità del 2019-2021 e non in maniera estensiva alle altre prestazioni, pur essendo queste ultime di carattere eccezionale. È quanto ha ribadito l’Agenzia delle entrate in un interpello pubblicato nelle ultime ore in base al quale l’istante, un’azienda sanitaria locale, aveva richiesto il parere dell’amministrazione finanziaria circa l’applicabilità del 5 per cento di flat tax anche alle ore di pronta disponibilità e alle prestazioni svolte in sede elettorale. Per entrambe le prestazioni l’Agenzia delle entrate ha fornito un parere negativo. 

Criteri per la flat tax sugli straordinari degli infermieri

Flat tax infermieri, 5 per cento solo sugli straordinari: come funziona e chiarimenti
La busta paga di un lavoratore fotografata (Ansafoto).

L’imposta sostitutiva del 5 per cento, che si configura come una tassazione agevolata e fissa applicata alle ore di straordinario degli infermieri della sanità nazionale, non si può applicare al di fuori delle ipotesi formulate dall’articolo 47 del Contratto collettivo nazionale di lavoro della sanità del triennio 2019-2021, appena sostituito dal nuovo contratto della sanità del 2022-2024 firmato nella giornata del 27 ottobre 2025, poche ore dopo l’interpello dell’Agenzia delle entrate. In particolare, l’aliquota agevolata del 5 per cento di flat tax applicata tout court a tutte le ore di straordinario svolte dal personale infermieristico rientra tra le misure introdotte dalla legge 30 dicembre 2024, numero 207 (legge di Bilancio 2025) che, ai commi 354 e 355 dell’articolo 1, ha previsto la tassazione ridotta su detti compensi. 

Flat tax infermieri: per quali straordinari viene riconosciuta? 

Con la risposta all’interpello numero 272 del 2025, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la misura di tassazione agevolata del 5 per cento deve intendersi come applicabile al solo lavoro straordinario «ordinario», disciplinato dall’articolo 47 del contratto dei dipendenti della sanità nazionale. Per l’applicazione dell’aliquota ridotta, pertanto, devono essere rispettati i due criteri, ovvero quello oggettivo dello svolgimento dello straordinario previsto dall’articolo 47, e quello soggettivo, ovvero che debba trattarsi del lavoro in più svolto unicamente dalla categoria degli infermieri. 

Ore di disponibilità, è straordinario? 

Flat tax infermieri, 5 per cento solo sugli straordinari: come funziona e chiarimenti
Soldi (Freepik).

Trova risposta negativa il quesito dell’azienda sanitaria locale istante che aveva richiesto se fossero soggette a tassazione del 5 per cento anche le ore svolte come pronta disponibilità, ai sensi dell’articolo 44 del Ccnl della sanità – che richiedono l’immediata reperibilità e raggiungimento dell’infermiere presso la struttura sanitaria – e le prestazioni svolte in sede elettorale. Per entrambe, l’Agenzia delle entrate ha concluso che «non possono essere ricondotte all’alveo delle prestazioni di lavoro straordinario di cui all’articolo 47 del citato Ccnl». Il parere dell’amministrazione finanziaria è in linea con quanto già la stessa aveva espresso in un precedente interpello (il numero 139 del 2025) nel quale si richiedeva la contemporanea presenza dei due criteri sopra citati, quello soggettivo e quello oggettivo. 

Spesa pensioni oltre 364 miliardi, un trattamento su due sotto i 1.000 euro

La spesa per le pensioni e per le prestazioni assistenziali dell’Inps ha raggiunto il totale di oltre 364 miliardi di euro nel 2024, ma un trattamento su due è al di sotto dei 1.000 euro. Sono i dati che arrivano dall’Osservatorio statistico sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari del sistema pensionistico italiano pubblicato nelle ultime ore dall’istituto di previdenza con riferimento al 31 dicembre 2024. I dati e le informazioni derivano dal Casellario centrale dei pensionati e forniscono un quadro di riferimento complessivo della platea di chi riceve almeno una prestazione dall’Inps e contribuisca a incrementare la spesa pensionistica nazionale. Ecco quali sono i dati più importanti dell’osservatorio. 

Qual è la spesa dello Stato per le pensioni?

Spesa pensioni oltre 364 miliardi, un trattamento su due sotto i 1.000 euro
Anziani giocano a bocce (Imagoeconomica).

Con la pubblicazione dell’Osservatorio statistico, l’Inps rende noto che i percettori di prestazioni pensionistiche e previdenziali sono 23.025.011 alla data del 31 dicembre 2024, con un incremento dello 0,4 per cento rispetto alla fine del 2023. Complessivamente, la spesa per le pensioni e per le altre prestazioni dell’Inps supera i 364 miliardi di euro (precisamente, 364.132 milioni di euro), con un incremento del 4,9 per cento rispetto al 2023. Il dato è particolarmente indicativo considerando le intenzioni del governo attuale e di quelli precedenti di ridurre la spesa per le pensioni che rappresenta il capitolo più importante del totale delle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Quanto incidono le pensioni di vecchiaia sulla spesa totale? 

Nel 2024 hanno percepito la pensione 16.305.880 cittadini, con un aumento rispetto alla fine del 2023 dello 0,5 per cento. L’importo medio all’anno dei trattamenti di pensione è di 15.821 euro, ma il 53,9 per cento delle pensioni ha un importo che non arriva a 1.000 euro. In tutto, i pensionati al di sotto di questa soglia sono 4.581.952, pari al 28,1 per cento della platea. L’Inps chiarisce anche un altro aspetto relativo ai beneficiari, ovvero quello per il quale il numero medio delle prestazioni è pari a 1,4. La cifra riguarda anche i trattamenti differenti dalle pensioni. Pertanto, il 68 per cento dei beneficiari fruisce di un solo trattamento, mentre il restante 32 per cento ne riceve più di uno.

Prestazioni Inps, quali sono? 

Spesa pensioni oltre 364 miliardi, un trattamento su due sotto i 1.000 euro
Anziani pensionati (Imagoeconomica).

Più dei due terzi dei trattamenti dell’Inps è costituito dalle pensioni. Infatti, il 77,2 per cento delle pensioni è di natura previdenziale, comprendendo in questo campo gli assegni di invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs). Il 20,2 per cento delle prestazioni Inps è, invece, di tipo assistenziale. Rientrano in questo campo gli assegni di invalidità civile, l’assegno e la pensione sociale e la pensione di guerra. Infine, il rimanente 2,7 per cento riguarda le prestazioni indennitarie. Tra le pensioni, quelle di vecchiaia sono la maggior parte per un totale di 11,4 milioni di prestazioni su 16.305.880 assegni. Chi ha la vecchiaia, nel 28,5 per cento dei casi, prende anche trattamenti di altro tipo. Tra le altre prestazioni erogate dall’Inps, si segnalano:

  • le pensioni ai superstiti per 4,2 milioni di assegni (il 68 per cento dei percettori prende anche trattamenti previdenziali e assistenziali di altro tipo); 
  • le pensioni di invalidità per 890 mila assegni, per il 46 per cento accompagnate da altre prestazioni;
  • le prestazioni assistenziali per 3,9 milioni di trattamenti e per il 48 per cento accompagnate da almeno un’altra prestazione differente da quella assistenziale.  

Rottamazione 2026, possono partecipare i decaduti delle vecchie edizioni? 

La Rottamazione 2026, così come è stata delineata dal disegno di legge del Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri nella scorsa settimana, non chiude la porta ai decaduti delle vecchie edizioni che potranno, nel rispetto di vincoli strettissimi, presentare la domanda della definizione agevolata. Tuttavia, il governo ha salvaguardato l’attuale rottamazione in vigore, la quater, escludendo dalla possibilità di passare alla quinquies chi è in regola con i pagamenti alla data del 30 settembre 2025. All’interno di questi due estremi, gli articoli della bozza di Bilancio chiariscono quali sono i debiti per i quali si può richiedere la rottamazione e in quali modalità. 

Decaduti Rottamazione quater, possono rientrare nella definizione agevolata 2026? 

Rottamazione 2026, possono partecipare i decaduti delle vecchie edizioni? 
Conferenza stampa del governo dopo l’approvazione del Ddl Bilancio 2026 (Imagoeconomica).

Il disegno di legge di Bilancio 2026 chiarisce, innanzitutto, quali siano i debiti ammessi a partecipare alla Rottamazione quinquies. Si tratta dei carichi fiscali maturati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 riguardanti, in particolare, tre categorie di cartelle, quali: 

  • le imposte sui redditi e l’Iva; 
  • i contributi non versati all’Inps; 
  • le multe stradali irrogate dalle amministrazioni dello Stato. 

Tutte le altre categorie di debiti fiscali sono escluse dalla possibilità di essere inserite nella definizione agevolata al fine di fruire delle facilitazioni del pagamento rateale e dell’azzeramento degli interessi. Inoltre, l’articolo 23 del disegno di legge chiarisce che alla nuova rottamazione non possano partecipare i soggetti decaduti dalle precedenti edizioni della definizione agevolata e del saldo e stralcio, altro meccanismo introdotto dalla Manovra 2019 e confermato anche nella Rottamazione quater per abbattere i debiti fiscali di chi fosse in possesso di un Isee molto basso. 

Cosa possono fare i decaduti della rottamazione per pagare i debiti fiscali? 

Il chiarimento dell’articolo 23 del Ddl di Bilancio esclude, dalla Rottamazione quinquies, debitori ormai decaduti da precedenti meccanismi e i cui carichi fiscali, pertanto, rimarrebbero senza copertura. L’eventuale inserimento di detti debiti nell’elenco della nuova definizione agevolata non eviterà che, sugli stessi, siano effettuate integralmente le azioni di recupero dell’agente della riscossione. Si ricorda che per la decadenza dell’ultima rottamazione, la quater, era necessario pagare anche una sola rata in ritardo o con un importo insufficiente. O, addirittura, saltare il pagamento dell’intera rata.

Quando un debitore verso il Fisco decade dalla definizione agevolata?

Un errore di questo tipo sarà trattato con maggiore tolleranza nelle fasi di pagamento della Rottamazione 5. Per essere dichiarati decaduti, infatti, si dovrà omettere il pagamento di almeno due rate, oppure della sola prima rata (fissata al 31 luglio 2025 più cinque giorni di tolleranza per una scadenza finale al 5 agosto 2026) o della sola ultima rata. Inoltre, si ricorda che il pagamento effettuato in ritardo anche di un solo giorno (per esempio, il 6 agosto 2026 per la prima rata della Rottamazione quinquies) fa scattare l’omesso pagamento della rata stessa, con le conseguenze sopra descritte. 

Qual è la prossima scadenza?

Rottamazione 2026, possono partecipare i decaduti delle vecchie edizioni? 
Sede Agenzia delle entrate (Imagoeconomica).

Infine, i debitori alle prese con il pagamento delle rate della Rottamazione quater non potranno saltare alla «quinquies» per rateizzare il debito residuo su un numero elevato di rate (fino a 54 bimestrali, come prevede il Ddl Bilancio 2026). Infatti, l’articolo 23 chiarisce che chi sia in regola con i pagamenti delle rate alla data del 30 settembre 2025 non può provocare la propria decadenza non pagando la rata successiva, quella del 30 novembre 2025, per far rientrare i debiti residui nella nuova rottamazione. Il vincolo si è reso necessario per evitare che i debitori fiscali potessero passare da una rottamazione all’altra per allungare il periodo di versamento ed evitare le azioni esecutive dell’agente della riscossione sui debiti decaduti dalla definizione agevolata. 

Concorsi pubblici 2025: pubblicati bandi per 37 posti da funzionario in area tecnica e informatica

La Direzione risorse umane del Comune di Firenze ha pubblicato sei bandi per altrettanti concorsi pubblici e un totale di 37 posti da funzionario in area tecnica e informatica. Il bando con più posti è quello che riguarda le assunzioni di 16 funzionari informatici; altri dieci posti sono riservati a funzionari tecnici ingegneri delle infrastrutture. Ulteriori due posti sono assegnati nel bando da funzionario tecnico ingegnere impiantista, mentre tre posti ciascuno sono da coprire come funzionario ambientale, tecnico ingegnere idraulico ambientale e funzionario economico e finanziario. Tutti i bandi prevedono assunzioni nell’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione, con rapporti di lavoro a tempo indeterminato e a orario pieno. Ecco, quindi, dove reperire i bandi, quali sono i requisiti e i titoli di studio richiesti, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le selezioni considerando che si tratti di concorsi per soli esami. 

Concorsi funzionario 2025: bandi e posti al Comune di Firenze

Concorsi pubblici 2025: pubblicati bandi per 37 posti da funzionario in area tecnica e informatica
Svolgimento prove di un concorso (Imagoeconomica).

C’è tempo fino alle ore 23.59 del 19 novembre 2025 per inviare la domanda di candidatura per uno dei sei concorsi del Comune di Firenze pubblicati sul portale InPa al fine di reperire 37 figure professionali che andranno a coprire posti da funzionario in area tecnica e informatica. Nel dettaglio, i bandi riguardano:

  • 16 posti di funzionario informatico, con titolo di studio della laurea (triennale, specialistica o magistrale), per lo più in ingegneria secondo quanto prevede l’articolo 3 del bando; 
  • 10 posti di funzionario tecnico ingegnere delle infrastrutture, con titolo di studio in Ingegneria civile, dei trasporti, strutturale o geotecnica, nonché abilitazione alla professione; 
  • 2 posti di funzionario tecnico ingegnere impiantista, con titolo di studio in Ingegneria delle telecomunicazioni, elettrica, elettronica, industriale, meccanica o nucleare, nonché abilitazione alla professione; 
  • 3 posti di funzionario ambientale, con titolo di studio di laurea magistrale, specialistica o vecchio ordinamento unitamente all’abilitazione all’esercizio della professione di Dottore agronomo e forestale, Agrotecnico o Perito agrario; 
  • 3 posti di funzionario tecnico ingegnere idraulico ambientale in possesso di laurea in Ingegneria civile, idraulica o dell’ambiente e territorio, nonché abilitazione alla professione; 
  • 3 posti di funzionario economico finanziario con laurea nelle materie dell’articolo 3, lettera h), del bando. 

Come inviare la domanda di candidatura per il concorso da funzionario

Per l’invio della domanda di candidatura a uno dei concorsi pubblici del Comune di Firenze è necessario compilare il form telematici sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (InPa). Entrando sul sito e facendo l’autenticazione con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns), si può fare la ricerca dei bandi di proprio interesse e, una volta entrati nella pagina desiderata, cliccare in basso sul tasto «Invia la tua candidatura». Prima di inviare la domanda è necessario accertarsi di aver allegato tutti i documenti richiesti, nonché la ricevuta di pagamento della tassa di segreteria. L’esame di ciascun bando consiste in una prova scritta nelle materie elencate all’articolo 7, sezione «Programma di esame» di ciascun avviso. 

Concorso Guardia di finanza 2025: bando, posti e domanda 

Nella giornata del 22 ottobre 2025, il Centro di reclutamento di Roma della Guardia di finanza ha pubblicato il bando di concorso pubblico per un totale di 1.985 allievi finanzieri. La selezione, che è per titoli ed esami, prevede la suddivisione del contingente tra ordinario (per 1.765 posti) e di mare (per 220 posti). Inoltre, il bando riporta i requisiti richiesti agli interessati per inviare la domanda di candidatura, nonché  le prove previste per la selezione dei vincitori. Ecco, quindi, dove reperire il bando di concorso della Guardia di finanza e come inviare la domanda entro la scadenza prefissata. 

Concorso Guardia finanza 2025: quali e quanti sono i posti? 

Concorso Guardia di finanza 2025: bando, posti e domanda 
Svolgimento della prova di un concorso (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 21 novembre 2025 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico della Guardia di finanza per il reclutamento di 1.985 allievi. Gli interessati devono indicare nella domanda per quali posti intendano concorrere con la relativa specializzazione. Infatti, 1.765 assunzioni avverranno nel contingente ordinario e 220 in quello di mare. All’interno del contingente ordinario si prevede la selezione di:

  • 171 posti da avviare al conseguimento della specializzazione di «Anti Terrorismo e Pronto Impiego»; 
  • 33 posti per la specializzazione di «Soccorso Alpino della Guardia di finanza»;
  • 1561 destinati ai cittadini italiani non specializzati di cui:
    • 1.093 ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate; 
    • 468 agli altri cittadini italiani. 

Contingente assunzioni mare del concorso Guardia di finanza 2025

Per quanto riguarda il contingente di mare, le 220 assunzioni avverranno per 154 posti riservati ai volontari in ferma breve prefissata delle Forze armate e 66 destinate ad altri cittadini italiani. La ripartizione dei 154 posti avverrà come segue: 

  • 60 posti da avviare al conseguimento della specializzazione di «Nocchiere»;
  • 63 posti per la specializzazione di «Motorista navale»; 
  • 31 posti per la specializzazione di «Operatore di sistema». 
    • Infine, per i 66 posti riservati agli altri cittadini italiani è prevista la seguente ripartizione: 
    • 26 posti da avviare al conseguimento della specializzazione «Nocchiere»;
    • 27 posti per la specializzazione di «Motorista navale»;
    • 13 posti per la specializzazione di «Operatore di sistema».

In cosa consistono le prove dei concorsi nella Gdf?

Le procedure selettive del concorso pubblico per 1.985 posti di allievi finanzieri prevedono lo svolgimento di varie prove. Infatti, gli interessati dovranno superare una prima prova di preselezione, che consiste in un questionario di domande a risposta multipla nelle materie di cultura generale. Di seguito, si prevede una prova di efficienza fisica nelle modalità descritte all’interno del bando, nonché l’accertamento dell’idoneità psico-fisica, attitudinale e di conseguimento della specializzazione per chi si candidi alle prime due figure di anti-terrorismo e soccorso alpino. Si prevede, infine, la valutazione dei titoli. 

Come inviare la domanda per partecipare alle selezioni della Gdf?

Concorso Guardia di finanza 2025: bando, posti e domanda 
Guardia di finanza (Imagoeconomica).

Per inviare la domanda di partecipazione al concorso pubblico della Guardia di finanza dell’anno 2025 è necessario entrare sul portale dei concorsi della Gdf, raggiungibile digitando su un motore di ricerca le parole «concorsi gdf gov» e accedere con Spid, Cie o Cns. Di seguito occorre effettuare la registrazione al portale compilando il form di domanda di partecipazione. All’articolo 4 del bando viene riportato l’elenco degli elementi e documenti da allegare alla domanda. La scadenza è fissata alle ore 12.00 del 21 novembre 2025. 

Esonero totale dei contributi per le assunzioni di mamme nel 2026: ecco le novità

Nella bozza della legge di Bilancio 2026 arriva l’esonero totale dei contributi per le assunzioni di mamme con almeno tre figli. Si tratta di una novità assoluta dal momento che le precedenti misure di immissione a lavoro si integravano con la condizione di disoccupazione o con il non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Non si tratta dell’unica novità inserita nella Manovra 2026. Infatti, viene confermato e potenziato il bonus mamme lavoratrici che nel 2025 vale 480 euro, mentre si introduce una nuova opzione di scelta di trasformare il contratto a tempo part time. Inoltre, trova conferma anche il congedo parentale, mentre per i padri separati viene istituito un fondo per il pagamento dell’affitto. Ecco, nel dettaglio, le misure inserite nella legge di Bilancio 2026 relative al lavoro e alla genitorialità. 

Esonero contributi mamme assunte nel 2026: in cosa consiste?

Esonero totale dei contributi per le assunzioni di mamme nel 2026: ecco le novità
Lavoratrice occupata in un’azienda ortofrutticola (Imagoeconomica).

Un’importante novità per le madri di almeno tre figli, tutti sotto i 18 anni di età, arriva dalla legge di Bilancio 2026. La bozza della Manovra prevede, infatti, l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro del settore privato, fino a un massimo di 8 mila euro all’anno. L’incentivo contributivo può essere fatto valere per un anno se applicato a una madre lavoratrice con rapporto di lavoro a tempo determinato o con contratto in somministrazione. Se, invece, il rapporto di lavoro si trasforma da tempo determinato in indeterminato, il taglio dei contributi si applica per un anno e mezzo. Infine, nel caso in cui il contratto parta direttamente a tempo pieno, l’azzeramento dei contributi vale per due anni. 

Quali misure di esonero dei contributi per le mamme ci saranno nel 2026?

Per quanto riguarda il bonus mamma con figli, nel prossimo anno le lavoratrici potranno fare affidamento su due incentivi. Il primo è quello riservato alle madri di tre figli, dei quali il più piccolo di età inferiore ai 18 anni. Per ricevere il bonus, che consiste nell’azzeramento dei contributi a carico della lavoratrice per la sua quota del 9,19 per cento, è necessario che la dipendente abbia un contratto a tempo indeterminato. La seconda misura riguarda le donne lavoratrici di almeno due figli che ricevono il bonus nella misura fissa di 40 euro al mese (480 euro all’anno). Per ricevere questo bonus non è necessario il contratto a tempo indeterminato, ma serve il contratto a tempo determinato, anche in somministrazione, oppure lavorare con partita Iva. La bozza della legge di Bilancio 2026 aumenta l’importo del 50 per cento, portandolo da 40 a 60 euro. 

Bonus genitorialità 2026: opzione part time

Per una migliore conciliazione lavoro-famiglia, alle lavoratrici spetterà anche l’opzione di poter scegliere di trasformare il proprio contratto di lavoro da tempo pieno a part time o di rimodulare la percentuale delle ore di lavoro tagliandole fino al 40 per cento se il contratto è già a tempo parziale. Per avere questa possibilità è necessario essere madri di almeno tre figli e fino al compimento dei dieci anni di età del più piccolo. L’opzione spetta anche ai lavoratori e alle stesse condizioni. 

Congedo parentale 2026, come funziona?

Esonero totale dei contributi per le assunzioni di mamme nel 2026: ecco le novità
Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture (Imagoeconomica).

Viene rafforzato anche il congedo parentale, portato già negli scorsi anni dal 30 all’80 per cento della retribuzione per tre mesi di durata. La legge di Bilancio 2026 aumenta anche l’età, da 12 a 14 anni del figlio, per richiederlo. Raddoppiano i giorni dei congedi malattia dei figli, passando da cinque a dieci giorni, mentre il limite di età degli stessi per la richiesta passa da otto a 14 anni. Le sostituzioni per maternità, inoltre, si potranno prolungare al primo anno di vita del bambino. Infine, nella bozza c’è anche la norma sponsorizzata da Matteo Salvini di istituire un fondo per il sostegno abitativo dei padri separati. La dotazione iniziale è fissata a 20 milioni di euro. 

Nuove flat tax 2026: aumenti contrattuali 5 per cento, premi 1 per cento e straordinari 15 per cento

Con l’arrivo di nuove flat tax per il 2026, andrà meglio delle attese la tassazione dei lavoratori dipendenti del settore privato in merito agli aumenti degli stipendi per i rinnovi contrattuali e i premi di produttività. Infatti, all’articolo 4 della bozza della legge di Bilancio 2026, recante le «Disposizioni sulla tassazione dei rinnovi contrattuali, dei premi di produttività e del trattamento accessorio» sono riportate le condizioni di applicazione della tassazione anche per quanto concerne i premi e il lavoro svolto come straordinario o nei giorni festivi. Ecco, quindi, come funzionano le nuove flat tax e qual è la convenienza rispetto agli anni passati di imposta. 

Nuove flat tax 2026: aumenti stipendi rinnovo contratto 5 per cento

Nuove flat tax 2026: aumenti contrattuali 5 per cento, premi 1 per cento e straordinari 15 per cento
Lavoratrice impiegata in un’impresa tessile (Imagoeconomica).

Una nuova flat tax del 5 per cento sarà applicata nel 2026 agli aumenti degli stipendi derivanti dai rinnovi dei contratti nazionale di lavoro (Ccnl) del settore privato effettuati negli anni 2025 e 2026. Si era parlato, nelle ultime settimane, di una imposta fissa del 10 per cento sulla quota di maggiorazione degli stipendi dovuta ai nuovi aumenti contrattuali e, invece, l’aliquota sarà ancora più bassa. La misura mira a favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e a rafforzare il legame tra la produttività e la retribuzione. L’imposta del 5 per cento si applica sul reddito delle persone fisiche e sulle addizionali comunali e regionali inserite in busta paga. Inoltre, l’agevolazione fiscale trova applicazione ai lavoratori che abbiano prodotto un reddito da lavoro entro la soglia di 28 mila euro. 

Premi di risultato tra le nuove flat tax 2026 dell’1 per cento

Alle condizioni fissate dalla bozza della legge di Bilancio 2025 si potrà fare affidamento anche su una riduzione netta dell’aliquota di imposta applicata ai premi di produttività. Infatti, il comma 3, dell’articolo 4, stabilisce che le «somme di cui all’articolo 1, comma 182, della legge 28 dicembre 2015, numero 208, erogati negli anni 2026 e 2027» siano assoggettate all’aliquota ridotta dell’1 per cento entro la soglia di 5 mila euro. 

Straordinario, riposo e notturno: tassazione fissa del 15 per cento

Nuove flat tax 2026: aumenti contrattuali 5 per cento, premi 1 per cento e straordinari 15 per cento
Busta paga di un lavoratore (Ansafoto).

Un’ulteriore flat tax, dell’aliquota del 15 per cento ed entro la soglia di 1.500 euro, si stabilisce per il periodo d’imposta 2026 ai lavoratori dipendenti del settore privato – il cui reddito 2025 non ecceda la soglia di 40 mila euro – per le imposte sui redditi delle persone fisiche (Irpef) e sulle addizionali regionali e comunali riguardanti: 

  • le maggiorazioni e le indennità per il lavoro svolto di notte ai sensi del comma 2, dell’articolo 1, del d.lgs. 66 del 2003 e dei contratti collettivi nazionali di lavoro; 
  • le maggiorazioni e le indennità per il lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale; 
  • le indennità di turno e altri emolumenti connessi al lavoro a turno secondo quanto prevede il contratto collettivo di lavoro. 

Rottamazione 5, ecco come si pagherà nel 2026 

La bozza della legge di Bilancio 2026 stabilisce come si pagherà ciascuna rata della Rottamazione 5 a carico del debitore fiscale che accetti la definizione agevolata e il relativo piano di suddivisione delle quote. L’articolo 23, a tal proposito, fissa già le regole alle quali saranno tenuti tutti i debitori verso il Fisco per non perdere il treno della Rottamazione quinquies, ulteriore occasione per estinguere i debiti fiscali dal 2000 al 2023 senza pagare le quote relative a interessi, sanzioni e aggi per la riscossione. La bozza definisce anche il calendario delle rate da pagare. Per il 2026 è previsto il pagamento delle prime tre di 54 rate. Ecco, quindi, cosa c’è da sapere sulla nuova Rottamazione 5 del 2026. 

Rottamazione 5, come si pagherà nel 2026 

Rottamazione 5, ecco come si pagherà nel 2026 
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze (Imagoeconomica).

Alla fine, la bozza della legge di Bilancio 2026 ha definito le regole e le condizioni di accesso alla Rottamazione 5, il piano di rateizzazione dei debiti verso il Fisco. Il comma 1, dell’articolo 23, definisce il campo di applicazione dei debiti fiscali per i quali si può chiedere il pagamento a rate. Si tratta, fondamentalmente, di carichi fiscali derivanti dalle imposte delle dichiarazioni annuali, nonché dall’omesso versamento dei contributi previdenziali dovuti all’Inps.

Come presentare domanda della Rottamazione 5 per pagare dal 2026?

Presentare la domanda di definizione agevolata, nelle modalità che saranno previste da un decreto attuativo del ministero dell’Economia e delle Finanze entro il termine di 20 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2026, consentirà ai debitori di azzerare le spese per interessi, sanzioni e aggi. Come già avvenuto nella Rottamazione quater del 2023, la domanda di definizione agevolata si potrà trasmettere sul portale dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione entro il 30 aprile 2026. Sarà lo stesso AdER a comunicare, entro il 30 giugno 2026, l’accettazione o meno del piano di rateizzazione del debito. 

Calendario delle rate dal 2026 al 2035

Ecco, quindi, le modalità di pagamento della Rottamazione 5. Chi vorrà pagare in un’unica soluzione il debito fiscale potrà farlo entro il 31 luglio 2026, beneficiando dell’azzeramento di tutto ciò che non rappresenti il debito capitale (interessi, aggi e sanzioni). Entro la stessa data scade la prima delle 54 rate bimestrali previste per pagare il carico fiscale. Le altre due rate del 2026 sono il 30 settembre e il 30 novembre. A partire dal 2027 le rate si pagheranno, sempre, entro il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre. Le ultime tre rate, dalla 52esima alla 54esima, si pagheranno entro il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio 2035.

Qual è l’importo di ciascuna rata?

Rottamazione 5, ecco come si pagherà nel 2026 
Sede dell’Agenzia delle entrate – Riscossione (Imagoeconomica).

Si ricorda che l’importo minimo delle rate è di 100 euro, cifra che determinerà anche l’ammontare di ogni singola rata. Nel momento in cui si aprirà la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, i debitori avranno la possibilità di visualizzare tutti i propri carichi fiscali e scegliere quali inserire nella domanda di definizione agevolata 2026. 

Pensioni dei gravosi, chi si salva dall’aumento dell’età: due professioni anche nella scuola

L’aumento dei requisiti anagrafici e contributivi derivante dalla maggiore speranza di vita del 2027, a prescindere dalla regola che verrà adottata dal governo nella prossima legge di Bilancio per determinare gli «scalini di età», non riguarderà i lavoratori cosiddetti «gravosi» e chi sia impiegato in mansioni usuranti. Numerose sono le professioni che rientrano nelle due categorie che danno luogo a pensionamenti anticipati con requisiti agevolati o a canali specifici come l’Ape sociale. Ecco, quindi, un quadro da tener presente per considerare stabile l’età di pensionamento anche nel prossimo biennio. 

Come aumenta l’età delle pensioni dal 2027 se non si è gravosi

Pensioni dei gravosi, chi si salva dall’aumento dell’età: due professioni anche nella scuola
Pensionati davanti a una banca per protesta (Imagoconomica).

Lavoratori impiegati in mansioni usuranti e gravose saranno esclusi nel 2027-2028 dall’incremento dell’età e del requisito contributivo di tre mesi. Per tutti gli altri lavoratori, invece, l’aumento dell’età sarà graduale e distribuito nel biennio, fino a ricongiungersi all’incremento del 2029 di due mesi. Nel frattempo, per i prossimi aumenti del 2027 è necessario specificare che, aspettando le modalità di attuazione dei «gradini di età» della legge di Bilancio 2026: 

  • la pensione di vecchiaia salirà in maniera graduale per raggiungere l’età di 67 anni e tre mesi entro il 2029; 
  • la pensione anticipata per la quale contano i soli contributi, si raggiungerà a 43 anni e un mese di versamenti (per gli uomini) e a 42 anni e un mese (per le donne) entro il 2029. 

A chi rimarrà invariata l’età della pensione?

Non subiranno variazioni sui requisiti anagrafici e contributivi di pensione, invece, le mansioni usuranti e faticose. Le prime comprendono:

  • chi lavora di notte a turni per tutto l’anno; 
  • gli addetti alle linee catene; 
  • i conducenti di veicoli di almeno 9 posti; 
  • chi lavora in gallerie, cave e miniere o sia esposto alle alte temperature. 

La legge di Bilancio 2026 sterilizzerà i requisiti di accesso alle pensioni di queste categorie lavorative per il 2027 e 2028. Affinché i si possa dimostrare di essere un lavoratore occupato in mansioni usuranti, è necessario aver svolto l’attività per almeno sette degli ultimi dieci anni o per almeno la metà della vita lavorativa totale. Nell’elenco figurano anche i lavoratori addetti alle mansioni particolarmente usuranti il cui elenco aggiornato al 2025 è contenuto nel modulo di domanda di riconoscimento della professione, reperibile sul portale dell’Inps, seguendo il percorso Home > Moduli > Riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti. 

Chi sono i gravosi che non avranno aumenti delle pensioni?

Pensioni dei gravosi, chi si salva dall’aumento dell’età: due professioni anche nella scuola
Admission room dell’ospedale Gemelli di Roma con medici e infermieri (Imagoconomica).

Infine, i requisiti di accesso alle pensioni anticipate e di vecchiaia non aumenteranno nel 2027 e 2028 nemmeno per gli addetti a mansioni gravose. L’elenco delle professioni, rinnovato nel 2017 in occasione dell’introduzione dell’Ape sociale, si può reperire sul portale dell’Inps e contiene, tra le altre, anche mansioni svolte a scuola, come le maestre di asilo nido e delle scuole dell’infanzia o nella sanità, come gli infermieri  o le ostetriche che operano su turni. Tra le altre professioni, si elencano:

  • gli addetti ai servizi di pulizia;
  • gli addetti allo spostamento merci e facchini;
  • i conducenti di camion o mezzi pesanti;
  • i conducenti di treni e personale viaggiante;
  • i guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  • gli operai edili o manutentori di edifici;
  • gli operatori ecologici e gli addetti alla raccolta e separazione dei rifiuti;
  • gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti.