È curioso notare che i primi a parlare di uno straripamento della stupidità delle masse siano stati due cattivi maestri per la sinistra, due incalliti conservatori della prima metà del Novecento: José Ortega y Gasset (1883-1955) e Charles Maurras (1868-1952). Secondo Maurras, la progressiva rinuncia dell’intelligenza alla propria autonomia ha per conseguenza inevitabile lasciare l’opinione pubblica in balia dei manipolatori. Ortega y Gasset parlava del «nino mimado», il bambino viziato, che non sente di avere alcun dovere né obbligo verso la società. Chissà cosa avrebbero detto buttando un occhio ai commenti della destra sui recenti fatti di Modena: Matteo Salvini, per esempio, definisce Salim El Koudri, il 31enne che ha travolto con la sua auto i passanti in una via del centro, «un criminale di seconda generazione» mentre, sui quotidiani d’area, lo si definisce in modo sarcastico «una risorsa».

Salvini e Giubilei all’attacco
Per il ministro dei Trasporti e altri esponenti della Lega intervenuti sui social, la cittadinanza italiana non cancella le origini: «Italianissimo e laureato… peggio mi sento, questo rende tutto ancora più grave», ha insistito Salvini. Gli ha fatto eco il diversamente giovane Francesco Giubilei che ha twittato: «L’italiano, il laureato, il giovane. Chiamiamo le cose con il loro nome: il marocchino di seconda generazione Salim El Koudri che ha cercato di uccidere decine di persone a Modena è un criminale islamico. Il buonismo è parte del problema».
“L’italiano”, “il laureato”, “il giovane”.
— Francesco Giubilei (@giubileif) May 17, 2026
Chiamiamo le cose con il proprio nome: il marocchino di seconda generazione Salim El Koudri che ha cercato di uccidere decine di persone a Modena è un criminale islamico. Il buonismo è parte del problema. pic.twitter.com/nDGhK2sWHi
Per poi rincarare la dose, come se ce ne fosse bisogno, lunedì: «”Dovete farmi lavorare bastardi cristiani di mer…”, “il vostro Gesù lo brucio” scriveva l’attentatore di Modena Salim El Koudri ma tutto ieri il problema eravamo noi accusati di “razzismo” e di “seminare odio” per aver detto le cose come stanno: è un criminale islamico».
“Dovete farmi lavorare bastardi cristiani di mer…”, “il vostro Gesù lo brucio” scriveva l’attentatore di Modena Salim El Koudri ma tutto ieri il problema eravamo noi accusati di “razzismo” e di “seminare odio” per aver detto le cose come stanno: è un criminale islamico. pic.twitter.com/qWbwN149Wy
— Francesco Giubilei (@giubileif) May 18, 2026
Tajani, Piantedosi e il tentativo di frenare lo sciacallaggio politico
Si potrebbe rispondere, parafrasando Maurras, che Giubilei è un manipolatore cristiano e che l’idiozia è parte del problema. A contenere gli indignati Salvini e Giubilei sono intervenuti addirittura il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e quello degli Esteri Antonio Tajani, tentando di frenare lo sciacallaggio politico alimentato sui social da questi due e ricordando che El Koudri è formalmente un cittadino italiano e che il focus principale di questa tragedia risiede nel suo grave e non curato disagio psichiatrico.

Il nulla di fatto del governo sull’immigrazione
Ora, bisognerebbe che la Lega e Giubilei, prima di parlare, avessero chiaro cosa ha fatto il governo di cui il primo fa parte e che il secondo sostiene, in questi ultimi anni. E cioè dopo aver vinto le elezioni del 2022 con mirabolanti promesse di risolvere il problema dell’immigrazione. Si fa presto a dirlo: i soliti decreti-legge (tra cui il famigerato Decreto Cutro del 2023 che ha introdotto misure volte a disincentivare gli ingressi irregolari, con i soliti inasprimenti delle pene per gli scafisti e le limitazioni ai permessi di soggiorno che naturalmente non risolvono un bel niente; l’introduzione di regole rigide per le navi delle organizzazioni non governative impegnate nel soccorso in mare dei migranti, una misura odiosa, giusto per far vedere che si fa qualcosa di destra; e il capolavoro di Giorgia Meloni: il protocollo Italia-Albania, la costruzione di due chiamiamoli centri di accoglienza a Shengjin e Gjader dove spedire i migranti che devono essere rimpatriati. Una spesa esorbitante e ingiustificata, visto che chi deve essere rimpatriato può tranquillamente partire direttamente dall’Italia e magari senza volo di Stato (ricorderete il caso Almasri).

Vannacci e il trionfo dell’uomo-massa
Invece di fomentare l’odio contro gli immigrati, nei quasi quattro anni in cui ha governato, perché Salvini non si è adoperato per immaginare e realizzare progetti per la loro integrazione? Ortega y Gasset gli chiederebbe: «Ministro, non sente nessun obbligo nei confronti dell’Italia che lei stesso amministra?». Secondo questo governo, gli immigrati si meritano solo misure punitive: nessun progetto umanitario, nessuna proposta di accoglienza, nessuna ipotesi di gestione dei flussi, solo giri di vite, per accontentare gli elettori più ignoranti. Dice l’ex generale Roberto Vannacci: «Se importi il Terzo Mondo, diventi Terzo Mondo. Modena non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca per la follia di uno squilibrato. Se una donna viene uccisa è colpa del patriarcato, se l’islamico uccide invece è perché ha problemi psicologici».

Gli si potrebbe rispondere che se importi il generale Vannacci in politica, la politica diventa una farneticazione continua e non può essere derubricata a semplice episodio di folklore. Se uno squilibrato in cura presso i DSM (Servizi di Igiene Mentale) dal 2022 per disturbo schizoide e deliri di persecuzione si lancia sulla folla con una macchina premendo sull’acceleratore non sempre è una strategia politica coordinata e le iperboli che Vannacci afferma con sempre più sicumera non sono libertà di pensiero, sono il trionfo dell’uomo-massa. Con le stellette.





































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