Il cenone della Vigilia di Natale più calorico d’Italia è quello di Napoli


Una ricerca di un portale specializzato in telemedicina ha analizzato la portata calorica e nutrizionale dei piatti tipici del periodo natalizio. E, manco a dirlo, il cenone della Vigilia di Natale più calorico è risultato essere quello napoletano, con 1900 calorie assimilate in media con i soli piatti della tradizione: il piatto più pesante gli spaghetti alle vongole, con 408 calorie a porzione. A seguire, i cenoni di Roma e Milano, con 1600 calorie a testa.
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La pizza Margherita compie 131 anni


Compie 131 anni la pizza Margherita, che la tradizione vuole inventata nel 1889 in onore della Regina Margherita di Savoia, in visita a Napoli. Una tradizione che, però, probabilmente nasce da una leggenda postuma: diversi annali parlano della pizza poi diventata "margherita" già almeno cinquant'anni prima.
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A Napoli niente Negrettino o Moretto: si chiama Chicchirichì (però abbiamo la Testa di Moro)


Nella singolare crociata contro il dolce "Moretto" (o Negrettino), accusato di avere un nome razzista spunta la versione partenopea: qui infatti tutti lo conoscono come "Chicchirichì". Semmai dovesse sorgere (ma è abbastanza improbabile) un "Comitato contro i dolci razzisti" partenopeo si occuperebbe forse di una eccellenza della pasticceria nostrana: la Testa di moro.
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A Napoli niente Negrettino o Moretto: si chiama Chicchirichì (però abbiamo la Testa di Moro)


Nella singolare crociata contro il dolce "Moretto" (o Negrettino), accusato di avere un nome razzista spunta la versione partenopea: qui infatti tutti lo conoscono come "Chicchirichì". Semmai dovesse sorgere (ma è abbastanza improbabile) un "Comitato contro i dolci razzisti" partenopeo si occuperebbe forse di una eccellenza della pasticceria nostrana: la Testa di moro.
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Gino D’Acampo e l’amore incondizionato per la cucina campana: “La migliore al mondo”


Lo chef originario di Torre del Greco, star della Tv inglese, sbarca in Italia con un nuovo programma e racconta in un'intervista a Fanpage.it la sua venerazione per la varietà e la ricchezza della cucina campana: "Personalmente la ritengo una delle più complete". Ed è proprio in relazione ad un piatto tipico come la pizza che D'Acampo ha vissuto una delle peggiori esperienze culinarie all'estero.
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