La Procura di Pavia ha chiesto la revisione del processo in cui Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Lo ha confermato la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, al termine dell’incontro di questa mattina con il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Per i pm sulla scena del crimine c’era Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
Perché la Procura di Pavia chiede la revisione
Al centro dell’incontro andato in scena a Milano la chiusura delle indagini, atto che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ma anche l’eventualità di un’istanza di revisione per Stasi, da presentare alla Corte d’Appello di Brescia. Sono diversi gli elementi emersi nella nuova inchiesta che hanno portato la Procura di Pavia a fare questo passo. I consulenti dei pm hanno attribuito a Sempio l’impronta palmare numero 33 repertata sulle scale dove venne gettato il corpo di Poggi. E sono compatibili sempre con Sempio le tracce di Dna sulle unghie della vittima. Inoltre, la consulenza medico-legale firmata dall’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo sposterebbe l’orario dell’omicidio più tardi della ristretta finestra temporale tra le 9:12 e le 9:35, scagionando di fatto Stasi. Per i pm di Pavia l’unica persona condannata (in carcere dal 2015) è entrata nella villetta dei Poggi solo quando ha scoperto il corpo di Chiara e sulla scena del delitto, invece, ci sarebbe stato Sempio.
Chiara Poggi e Andrea Sempio (Ansa).
Nanni: «Non sarà uno studio né veloce né facile»
Nelle prossime settimane la Procura di Pavia trasmetterà alla Procura generale di Milano un’informazione sulla nuova inchiesta. I pm del capoluogo lombardo, a quel punto, valuteranno se chiedere ulteriori atti, ai fini di un’eventuale revisione del processo di Stasi. «Non possiamo sbilanciarci in alcun modo, dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce né facile», ha dichiarato Nanni.
Depositati gli audio su un possibile depistaggio
Intanto, lo Studio Legale Gasperini Fabrizi oggi ha depositato in Procura a Milano alcuni audio, che farebbero riferimento a una presunta pista alternativa e, soprattutto, a un possibile depistaggio nella nuova inchiesta.
I trattori in piazza. I leader sul rooftop vista Duomo dopo la cena da Cracco. La manifestazione dei Patrioti europei a Milano si era aperta con il corteo dei trattori a guidare la protesta del popolo leghista contro i vincoli economiciimposti dall’Unione europea. L’iniziativa, Senza paura. In Europa padroni a casa nostra, nelle intenzioni di Matteo Salvini, avrebbe dovuto dare una “sveglia” a Bruxelles, una sorta di ultimatum a favore della sospensione del patto di stabilità, per tutelare «giovani e lavoratori che combattono contro le regole assurde» imposte dalla «coppia malefica di Fmi e Ue». Un obiettivo ambizioso, se non impossibile.
Cena stellata da Cracco per big e delegati
L’altra finalità, più concreta e semplice, è invece stata raggiunta: fare trascorrere una due giorni ‘elegante’ ai partecipanti al raduno, interamente spesata dal gruppo a Strasburgo, con tanto di buffet-briefing sul rooftop The Dome vista Duomo prima del comizio, e cena stellata della vigilia – il 17 aprile – da Cracco, in Galleria Vittorio Emanuele II.
Una cinquantina i commensali, per un menù elaborato: uovo soffice asparagi e pisello (52 euro sulla carta), riso mantecato allo zafferano, sugo dell’orto e gremolada (una versione rielaborata di un piatto a 48 euro sul menù), Salmerino in crosta (una versione per due, 140 euro sul menù) e, per chiudere, colomba con mascarpone. Il tutto innaffiato dai vini dell’azienda agricola Rosa Fanti – moglie di Carlo Cracco – La Ciola 2022 e Colle Giove 2020 (44 euro a bottiglia sull’e-commerce di Cracco). Più low profile il brindisi, con un semplice Moscato d’Asti Saracco 2025.
Il selfie di Wilders con Salvini e Borchia
Il ristorante si trova al primo piano della Galleria e offre tre sale, due privé e un ‘fumoir’, «luogo d’altri tempi in stile Art Deco, messo in risalto da pareti rivestite da un filato metallico verde muschio», si legge sul sito. Sous chef Luca Sacchi, restaurant manager Christian Proserpio. I leader europei sembrano aver apprezzato, come testimonia il selfie scattato da Geert Wilders prima della cena in cui compare insieme a Salvini e, sullo sfondo, il capo delegazione della Lega a Strasburgo, Paolo Borchia.
Il selfie pubblicato da Geert Wilders sul suo profilo Instagram.
Il giorno dopo, prima della manifestazione di piazza, ai dirigenti leghisti è stato dato appuntamento al The Dome rooftop, che offre una vista mozzafiato sulla piazza, per un buffet con le delegazioni straniere. Si tratta della terrazza dell’Odsweet hotel, «primo sweet hotel al mondo», che si trova in piazza Duomo. Un hotel 4 stelle superior dal design ispirato ai dolci dei marchio partner con stanze arredate sulle «tonalità rosa marshmallow e marrone cioccolato».
Nemmeno il tempo di insediarsi come sottosegretario alla Cultura (e vicesindaco di Palermo) Giampiero Cannella è già finito al centro di un caso, già noto: quello dei contributi erogati dal Mic ai film considerati meritevoli, dai quali è stato escluso il documentario su Giulio Regeni. Come ha ricostruito da La Stampa, la commissione ministeriale ha infatti finanziato con 600 mila euro il film Tf45 – Kilo Point, tratto dal quasi omonimo romanzo Task Force 45 – Scacco al califfo, scritto proprio dal meloniano Cannella.
Il regista è stato elogiato da Meloni per un film sulle foibe
La pellicola, così come il romanzo da cui è stata tratta la sceneggiatura, racconta le operazioni di un’élite delle forze armate italiane contro il network terroristico di Al Qaeda, Isis e talebani in Afghanistan. Il regista? Maximiliano H. Bruno, elogiato in passato da Giorgia Meloni per Red Land (Rosso Istria), film sulle foibe. Altro curioso particolare: la task force protagonista di Tf45 – Kilo Point è quella che nel 2006 fu guidata da Roberto Vannacci.
Giampiero Cannella e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
Il Pd e il M5s annunciano un’interrogazione parlamentare
La storia è subito approdata in Parlamento: nel corso della seduta fiume sul decreto Sicurezza, il deputato Pd Andrea Casu ha annunciato che chiederà conto «in altre sedi di questa situazione, perché è fondamentale comprendere quali siano i criteri con cui vengono assegnate le risorse pubbliche in Italia». La senatrice dem Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd in Commissione Cultura, e il collega Francesco Verducci, componente dello stesso organismo, hanno annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro Alessandro Giuli e a Meloni. E lo stesso ha fatto il M5s tramite il deputato Gaetano Amato, che ha parlato di «azione predatoria» di Fratelli d’Italia nella cultura e nel cinema, che «non smette di offrire ogni giorno dettagli sempre peggiori».
AGI - Al 7 aprile di quest'anno sono 63.940 le persone adulte detenute in Italia, di cui 61.142 uomini (95,62%) e 2.798 donne (4,38%). La composizione per cittadinanza mostra una prevalenza di italiani (43.816, pari al 68,53%), affiancata da una consistente componente di 20.124 stranieri (31,47%): all'interno di quest'ultima, predomina largamente la quota extracomunitaria, che conta 17.421 persone e rappresenta l'86,6% del totale degli stranieri.
Sono alcuni dei dati contenuti nel Report analitico "Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale", pubblicato dal Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale e basato sui dati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Distribuzione territoriale e cittadini stranieri
Le regioni con la maggiore presenza assoluta sono Lombardia (8.859), Campania (7.963), Sicilia (7.103) e Lazio (6.714). Le percentuali di stranieri più elevate sono in Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna, le più basse in Puglia, Campania e Basilicata.
Fasce di età della popolazione detenuta
La fascia d'età compresa tra 25 e 44 anni concentra la quota più consistente della popolazione detenuta: 14.670 persone nella fascia 25-34 anni (22,9%) e 17.681 nella fascia 35-44 anni (27,7%), per un totale di oltre il 57% dell'intera popolazione carceraria. Tra i 45 e i 64 anni si colloca oltre il 37%, mentre è over65 il 5,3% delle persone detenute.
Condanne definitive e pene alternative
Oltre tre quarti della popolazione detenuta (76,1%) sconta una condanna definitiva o è in attesa di giudizio per altri procedimenti pur avendo già una condanna definitiva. Le persone in attesa di primo giudizio sono 9.118 (14,26%) rappresentando la seconda categoria per numerosità.
Rispetto alla durata della pena, il Report segnala come le pene brevi (0-3 anni) rappresentino il 19,29% del totale (9.387 persone), con una concentrazione maggiore nella fascia 2-3 anni. Le pene medie (3-10 anni) sono la categoria più numerosa con il 53,84% del totale (26.199 persone): all'interno di questa fascia, le pene da 5 a 10 anni sono le più comuni. Le pene lunghe (oltre 10 anni) rappresentano il 22,97% del totale, mentre l'ergastolo riguarda il 3,9% del totale (1.898 persone).
Pena residua e turnover carcerario
Con riferimento alla 'pena residua', ossia il tempo di condanna rimanente da scontare, i dati mostrano come oltre la meta' delle persone private della libertà personale (51,11%) abbia una pena residua tra 0 e 3 anni: questo dato, unito a quello precedente, ossia di una forte concentrazione sempre nelle fasce 0-3 anni, indica "un sistema penitenziario con un alto turnover, dove la maggior parte delle persone private della libertà personale sconta pene relativamente brevi". Risultato: "Quasi un terzo della popolazione presso gli istituti penitenziari è legittimato a chiedere misure alternative alla detenzione".
Tipologia dei reati
Utilizzando la classificazione del Dap, si registra un totale di 155.808 reati ascritti complessivamente, di cui 40.732 (26,14%) relativi a stranieri. I reati contro il patrimonio rappresentano la categoria più numerosa con 36.864 (23,66% del totale), confermando la centralità di questa tipologia delittuosa nel sistema penitenziario italiano. I reati contro la persona interessano 29.108 persone detenute (18,68% del totale), con 9.435 stranieri (il 22,94%). Questa tipologia include reati gravi come omicidi, lesioni personali, violenze, "evidenziando la presenza di criminalità violenta all'interno del sistema penitenziario". I reati connessi alle norme sugli stupefacenti coinvolgono 21.724 persone private della libertà personale (13,94% del totale), con 6.194 stranieri (15,21% della categoria).
Madri detenute e bambini in carcere
Attualmente nelle carceri italiane sono 21 le madri detenute e 25 i bambini che vivono con loro. Dieci delle 21 madri (il 45,7%) e 12 dei 25 bambini (il 48%) sono stranieri. La presenza di madri con figli è concentrata in cinque regioni: la Lombardia presenta la situazione più consistente con 8 madri (di cui 6 straniere) e 9 bambini (di cui 7 stranieri); 5 madri (di cui 2 straniere) e 7 figli (di cui 2 stranieri) in Campania; 2 madri (di cui 1 straniera) e 3 figli (di cui 2 stranieri) nel Lazio; 5 madri (di cui 1 straniera) e 5 figli (di cui 1 straniero) in Piemonte; una madre e un figlio in Sicilia. L'analisi evidenzia come "questa particolare condizione di privazione della libertà personale sia numericamente geograficamente concentrata principalmente nel Centro-Nord Italia".
Sovraffollamento delle carceri
Con 63.940 persone detenute, 51.264 posti di capienza regolamentare e 46.331 posti regolarmente disponibili, il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane è del 138% su base nazionale. In particolare, su un totale di 189 istituti censiti, quattro si trovano in condizioni di sovraffollamento critico, oltre il 200% (242,86% Lucca, 220,47% Foggia, 208,24% Brescia Canton Monbello e 206,98% Lodi) mentre 61 presentano un tasso di occupazione superiore al 150%. Gli istituti tra 100% e 150% sono 101 mentre solo 23 strutture operano sotto la capienza regolamentare. Le carceri con oltre mille persone detenute sono Napoli Poggioreale (2.254, sovraffollamento 171,28%), Roma Rebibbia (1.626, sovraffollamento 152,25%), Bollate (1.608, sovraffollamento 126,91%), Napoli Secondigliano (1.567, sovraffollamento 141,04%), Torino (1.489, sovraffollamento 136,36%), Opera (1.394, sovraffollamento 153,19%), Lecce (1.392, sovraffollamento 174,44%), Palermo Pagliarelli (1.345, sovraffollamento 122,61%) e Santa Maria Caputa Vetere (1.047, sovraffollamento 154, 88%).
Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’arte digitale, dalla performance al design e alla moda, Acea e Valore Italia lanciano il premio Acea contemporanea, un progetto che mette al centro l’arte e la cultura come leve strategiche per generare impatti concreti e duraturi sui temi Esg. Fulcro dell’iniziativa è l’acqua, risorsa vitale ma non infinita. Il premio nasce per attivare un dialogo autentico tra impresa e creatività artistica, valorizzando il talento delle nuove generazioni e arricchendo la collezione corporate di Acea con opere capaci di interpretare in chiave contemporanea uno dei temi più cruciali per il nostro futuro. Il concorso è rivolto a studentesse, studenti e neodiplomati dell’Accademia di Belle arti di Roma, di Accademia italiana e di Sae Institute, chiamati a riflettere sul valore dell’acqua come bene prezioso, oggi al centro di profonde criticità ambientali, sociali ed economiche. Le opere saranno una sintesi del rapporto tra uomo, natura e risorsa idrica, esplorando temi come la scarsità, l’inquinamento, il cambiamento climatico, la gestione responsabile e le disuguaglianze nell’accesso all’acqua.
Le opere finaliste faranno parte di una mostra collettiva permanente presso Acea Heritage
Gli studenti selezionati vivranno esperienze immersive con visite guidate agli acquedotti romani e a una centrale idroelettrica, luoghi simbolo della storia e dell’innovazione legate alla gestione dell’acqua. Questi momenti costituiranno una fonte diretta di ispirazione per la realizzazione delle opere. I vincitori del concorso riceveranno da Acea un premio in denaro, assegnato da una giuria composta da rappresentanti di Acea, curatori e critici d’arte, a sostegno delle spese universitarie e di formazione dei giovani artisti. Le opere finaliste, selezionate attraverso bandi interni delle istituzioni coinvolte, entreranno a far parte di una mostra collettiva permanente presso Acea Heritage, il nuovo spazio espositivo nella storica sede di Piazzale Ostiense – un luogo in cui visione, innovazione e memoria dialogano per costruire il futuro. L’apertura della mostra, con la premiazione dei vincitori, si svolgerà martedì 19 maggio 2026 nell’ambito delle Giornate del Made in Italy, iniziativa promossa del ministero delle Imprese e del Made in Italy per valorizzare l’eccellenza produttiva, la creatività e l’innovazione delle imprese italiane. Nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 sarà possibile visitare la mostra presso lo spazio espositivo di Acea Heritage con la guida di alcuni degli studenti che hanno realizzato le opere.
Sede Acea (Acea).
Amura: «Così i giovani vengono connessi con il mondo produttivo»
«Questo progetto conferma quanto la formazione sia oggi un motore fondamentale per lo sviluppo culturale e professionale dei giovani», ha dichiarato Salvatore Amura, amministratore delegato di Valore Italia. «Le accademie rappresentano luoghi privilegiati in cui talento, creatività e competenze si incontrano e si trasformano in valore concreto. Il nostro impegno è accompagnare questi percorsi, offrendo ai giovani artisti opportunità reali di crescita e connessione con il mondo produttivo, affinché possano esprimere pienamente il proprio potenziale e contribuire in modo attivo al futuro del Paese».
Accurso: «La creatività diventa uno strumento per condividere cultura e responsabilità»
«Per Accademia italiana, la partecipazione al premio Acea contemporanea è la conferma di un approccio didattico che ha sempre cercato il contatto con i territori e con le eccellenze che questi esprimono», ha dichiarato Nicola Accurso, managing director di Ad Education Italy. «Portare la ricerca e la sperimentazione artistica a confrontarsi con temi impattanti e attuali, come il ruolo dell’acqua per le comunità e per il futuro del pianeta, è esattamente il tipo di tema in cui la creatività diventa strumento di condivisione di cultura e di responsabilità. Siamo orgogliosi che anche gli studenti di Sae Institute siano parte di questa iniziativa. È la dimostrazione di come le istituzioni del gruppo Ad Education sappiano essere protagoniste sulla scena della creatività contemporanea, ciascuna con la propria identità, tutte con una visione condivisa».
Sede Acea (Acea).
Casorati: «L’arte stimola il dibattito e la riflessione collettiva»
«Nel panorama contemporaneo, l’arte si afferma in maniera sempre più chiara come uno strumento di conoscenza e di riflessione sul mondo e sulle questioni più urgenti del presente», ha dichiarato Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle arti di Roma. «L’arte è uno strumento di ricerca e un linguaggio di relazione, capace di evidenziare temi complessi e controversi e di stimolare il dibattito e la riflessione collettiva. Gli studenti dell’Accademia, con entusiasmo, hanno aderito all’eccellente iniziativa di Acea, dimostrando con le loro opere come la formazione artistica sia un percorso di crescita personale ma soprattutto un metodo che contribuisce a accrescere la consapevolezza di tutti».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso a Islamabad in serata con una piccola delegazione di Teheran. Lo riferiscono fonti governative pachistane, che danno ormai come vicino un secondo round di negoziati di pace a tra Stati Uniti e Iran, a seguito di colloqui con la squadra di mediazione. L’agenzia di stampa iraniana Irna ha intanto confermato che Araghchi si recherà in visita a Islamabad e poi anche a Muscat e Mosca, senza però specificare se in occasione della tappa in Pakistan incontrerà anche rappresentanti americani: «L’obiettivo di questo viaggio sono consultazioni bilaterali, discussioni e colloqui sulle trasformazioni in corso nella regione, nonché sull’ultima situazione della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l’Iran».
Mohammad Bagher Ghalibaf (Ansa).
Ghalibaf avrebbe lasciato la guida della squadra negoziale
Intanto, Iran International riporta che il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf si sarebbe dimesso da capo della squadra negoziale, a causa di disaccordi interni. A Ghalibaf, costretto a fare un passo indietro, sarebbe stato recriminato di aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington. Al suo posto potrebbe subentrare Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema Mojtaba Khamenei presso il Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Ma c’è chi ritiene che a sostituire Ghalibaf sarà Araghchi.
L’Hotel Serena a Islamabad (Ansa).
Islamabad è blindata da giorni in attesa dei nuovi colloqui
Islamabad, dove è già presente un team logistico e di sicurezza statunitense, è blindata da diversi giorni in attesa della ripresa dei negoziati: come evidenzia la Bbc, è il sesto giorno con chiusure di strade, mercati e banche, come una sorta di lockdown, e non ci sono notizie di ritorno alla normalità. Al Jazeera parla di «alta probabilità di svolta», vista la partenza della delegazione dell’Iran. Le Forze armate americane, in questa fase di stallo, starebbero però mettendo a punto piani che prevedono di colpire le capacità iraniane nello Stretto di Hormuz, nel caso in cui dovesse saltare il cessate il fuoco. Lo riporta la Cnn.
Benjamin Netanyahu ha annunciato di essere guarito da un tumore alla prostata. L’annuncio è arrivato tramite un post su X nel giorno in cui è stata pubblicata la valutazione annuale del suo stato di salute. Il primo ministro israeliano ha ricostruito personalmente le fasi della malattia, raccontando di essere stato operato un anno e mezzo fa per un ingrossamento benigno della prostata. Poi, nell’ultimo controllo, la scoperta di «un minuscolo alone di meno di un centimetro che, dagli esami, è emerso che si trattava di uno stadio iniziale molto precoce di tumore maligno, senza alcuna diffusione o metastasi». Davanti alla scelta se «convivere con esso, come fanno molti» o sottoporsi a cure per «eliminare il problema” ha optato per la seconda strada».
היום התפרסם הדו״ח הרפואי השנתי שלי.
ביקשתי לעכב את פרסומו בחודשיים כדי שהוא לא יפורסם בשיא המלחמה על מנת שלא לאפשר למשטר הטרור באיראן להפיץ עוד תעמולת כזב נגד ישראל.
אני מבקש לשתף אתכם בשלושה דברים:
1 – ברוך השם, אני בריא.
2 – אני בכושר גופני מצויין.
3 – הייתה לי בעיה…
— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) April 24, 2026
«Grazie a Dio ho sconfitto anche questo»
«Ho subito un trattamento mirato che ha eliminato il problema senza lasciarne traccia», ha evidenziato Netanyahu spiegando di essersi sottoposto a sedute di radioterapia mentre continuava a lavorare. «L’alone è scomparso completamente. Grazie a Dio, ho sconfitto anche questo». Il premier ha altresì aggiunto di aver chiesto che la pubblicazione del rapporto sulle sue condizioni di salute fosse posticipata di due mesi «affinché non venisse diffusa al culmine della guerra, per non consentire al regime terroristico iraniano di diffondere altra propaganda menzognera contro Israele».
AGI - Sono enormi le risorse stanziate, ma la cosa che mi fa piacere sottolineare è la capacità di ascolto e il lavoro fatto insieme ai comuni e ai sindaci". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a margine della presentazione del Piano Strategico di Sviluppo del cratere del sisma 2016.
"C'era la necessità di sentire bene cosa volevano i territori e di non calare le scelte dall'alto - ha aggiunto Rocca - stiamo già lavorando per i prossimi finanziamenti europei affinché vi sia una leva importante anche per il futuro. L'orizzonte temporale ci consente di investire e far crescere quest'area".
"Inutile fare un intervento sulle case in una zona spopolata: la ricostruzione deve andare di pari passo con lo sviluppo socioeconomico. Ci sono stati errori tecnici all'inizio che si sono scontati sulla ricostruzione privata; con il Commissario e l'assessore Rinaldi stiamo recuperando il tempo perduto. Il mio obiettivo è una ricostruzione omogenea: nessuno deve rimanere indietro, quello è un territorio ferito che seguo dalle primissime ore", ha concluso il presidente.
Ormai c’è la fila: gli eredi dei grandi del passato chiamati per “valorizzare” le politiche del governo di Giorgia Meloni e delle Regioni guidate dal destra-centro continuano a dire no. Una contestazione cominciata con la famiglia di Enrico Matteiche non vuole vedere il cognome del patron dell’Eni accostato al progetto per l’Africa della premier. Adesso anche gli eredi di Gio Ponti puntano i piedi: il nipote del grande architetto Salvatore Licitra, curatore dei Gio Ponti Archives, e Paolo Rosselli, altro nipote che cura l’archivio epistolare, hanno inviato una diffida formale a Regione Lombardia e all’Adi (Associazione design industriale, di cui Ponti fu tra i fondatori) perché affermano di non essere stati consultati in merito alla convenzione siglata tra Regione e Adi per creare uno spazio espositivo Gio Ponti all’interno dell’Adi Museum, ricordando che ogni uso del nome e delle opere di Ponti deve avere il loro benestare.
Federica Caruso tra Ignazio La Russa e Gianmarco Mazzi alla Scala (Imagoeconomica).
L’accordo è stato celebrato da Francesca Caruso, assessora regionale alla Cultura di fede larussiana, e dal presidente della commissione Cultura della Camera, il melonianissimo Federico Mollicone. L’Adi contesta questa ricostruzione e assicura che il progetto è stato approvato dagli eredi. Mentre gli interessati, come scrive Repubblica, non vogliono che il nome del grande designer sia associato alla destra, magari con la scusa della sua fervente fede cattolica e della sua attività durante il Ventennio. Comunque, alcune straordinarie opere di Ponti sono state acquisite, nel corso dei decenni, da un “collezionista finissimo” come Marcello Dell’Utri…
Federico Mollicone (Imagoeconomica).
Ndo sta Veltroni?
Venerdì mattina nella nuova sede Rai di via Alessandro Severo i giornalisti lo aspettavano. Ma nulla, Walter Veltroni alla conferenza stampa di presentazione della fiction Buonvino. Misteri a Villa Borgheseispirata ai suoi romanzi gialli che sarà trasmessa su Rai 1 il 7 e il 14 maggio, non si è fatto vedere. Del resto, nel comunicato Raiche annunciava l’evento il nome dell’ex sindaco di Roma non compariva. Una dimenticanza assai strana, anche alla luce dei comunicati diffusi per altre serie come Imma Tataranni, l’avvocato Guerrieri, Màkari e Rocco Schiavone in cui sono sempre stati citati gli autori dei romanzi ispiratori: Mariolina Venezia, Gianrico Carofiglio, Gaetano Savatteri e Antonio Manzini. Visto lo sgarbo, o presunto tale, perché Veltroni avrebbe dovuto partecipare? Se non altro perché nell’invito diffuso dalla casa di produzione della fiction, la Palomar, il suo nome compariva come consulente editoriale…
Walter Veltroni (foto Imagoeconomica).
Biennale, niente premi a Russia e Israele
«Xe pèso el tacòn del buso», hanno sibilato a Venezia dopo la decisione della “giuria” della Biennale di escludere dai premi Russia e Israele in quanto «i leader dei due Paesi sono accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale». Un po’ come giocare un Mondiale, vincere le partite e non poter sollevare la coppa. La decisione, ovviamente, è un maldestro tentativo di togliere le castagne dal fuoco a Pietrangelo Buttafuoco, lasciato solo a inaugurare l’edizione 2026 della Biennale. Fatto sta che il risultato, a sentire i veneziani, appare ridicolo…
Pietrangelo Buttafuoco (Imagoeconomica).
Tajani mostra i muscoli con la festa del Ppe
Una folla per Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia mostra i muscoli (o quantomeno ci prova) per far vedere a Marina Berlusconi quanto ancora conta. In Europa, innanzitutto. Venerdì pomeriggio si tiene la kermesse 50 PPE, liberi forti, popolari al Salone delle Fontane, all’Eur, il quartiere «più facile da raggiungere per chi sbarca in aereo a Fiumicino», per celebrare il mezzo secolo dei Popolari europei.
Chi ci sarà alla giornata organizzata da Forza Italia? Aprono i lavori, Fulvio Martusciello, capodelegazione dei forzisti al Parlamento Europeo, Enrico Costa, nuovo capogruppo alla Camera, Roberta Metsola presidente del Parlamento Ue e il nuovo primo ministro ungherese Péter Magyar. A seguire, sono previsti interventi di Deborah Bergamini, Maurizio Lupi, Lorenzo Cesa, Antonio De Poli, Dieter Steger presidente del Südtiroler Volkspartei, Paolo Alli, presidente di Alternativa Popolare, Giuseppe De Mita, segretario di Base Popolare, Damijan Terpin, presidente di Slovenska Skupnost, Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per le Autonomie Sicilia. E, ancora, di Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl – sindacato ora in rotta con Giorgia Meloni – e di Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti dato tra i favoriti per il dopo-Fontana in Lombardia.
Daniela Fumarola (Imagoeconomica).
Tra i relatori figurano anche Maurizio Gasparri e Stefania Craxi dopo lo scambio di poltrone (il primo è stato costretto a lasciare quella di capogruppo a Palazzo Madama alla seconda sostituendola alla presidenza della commissione Esteri e Difesa del Senato); Simone Leoni segretario dei Giovani azzurri; l’eurodeputata Letizia Moratti, Barbara Cimmino vicepresidente di Confindustria, l’ex numero 1 degli Industriali Antonio D’Amato ora presidente di Seda International Packaging Group. Chiudono i lavori Dolors Montserrat, segretario generale del Partito Popolare Europeo,il presidente Manfred Weber, e ovviamente Tajani. Con buona pace di Marina…
Antonio Tajani e Manfred Weber (Imagoeconomica).
Chi si rivede? Maria Teresa Armosino
Chi si ricorda di Maria Teresa Armosino? La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti ha ufficializzato i propri rappresentanti nel cda della Banca di Asti. Nella lista appare il nome di Armosino, classe 1955, già presidente della Provincia dal 2008 al 2012, e prima ancora sottosegretaria all’Economia e Finanze quando al governo c’era Silvio Berlusconi, dal 2001 al 2006. Uscita ufficialmente dalla politica per tornare alla professione legale, aveva tentato di diventare presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti con l’aiuto degli industriali.
Maria Teresa Armosino in uno scatto del 2008 (Imagoeconomica).
Un Caravaggio per la signora Previti
Giovedì pomeriggio culturale a Roma con la presentazione, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, del nuovo libro di Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, dedicato a Caravaggio e pubblicato da Mondadori. A dialogare con l’autrice, la firma di Repubblica Dario Pappalardo. Chissà se si è accorto che ad ascoltare la presentazione, tra il pubblico, c’era la moglie di Cesare Previti, Silvana.
Cesare Previti e la moglie Silvana (Imagoeconomica).
Un pool di banche formato da BofA Securities, BNL BNP Paribas, Crédit Agricole Italia, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank Milan Branch, Intesa Sanpaolo (IMI CIB), Mediobanca e Rabobank – che hanno agito in qualità di finanziatori e congiuntamente a BNP Paribas Italian Branch, anche in qualità di mandated lead arrangers – ha sottoscritto un contratto di finanziamento con il Gruppo Lavazza, fra le aziende leader a livello globale nel mercato del caffè. Nell’ambito dell’operazione, hanno agito in qualità di sustainability coordinator BNP Paribas Italian Branch e Intesa Sanpaolo (IMI CIB) che ha svolto anche il ruolo di agent.
Il finanziamento è legato a specifici obiettivi Esg di Lavazza
L’importo complessivo di 900 milioni di euro è articolato in una linea di credito Term Loan e una linea di credito Revolving, entrambe con durata di cinque anni, ed è finalizzato a generiche esigenze del Gruppo. Il finanziamento è legato a specifici obiettivi Esg di Lavazza, con la previsione di un meccanismo premiante collegato al raggiungimento di determinati parametri di sostenibilità. Le banche sono state assistite dallo studio legale Hogan Lovells, mentre Lavazza è stata assistita dallo studio legale Eversheds Sutherland.