Il caso dell’incontro Conte-Zampolli e la replica dell’ex premier a Libero

«Oggi il direttore di Libero ed ex portavoce di Meloni Mario Sechi riempie la prima pagina del suo giornale, di proprietà di un deputato della maggioranza Meloni, con illazioni e fantasmagoriche teorie sul mio incontro, avvenuto in un luogo pubblico, pensate, con l‘inviato speciale del presidente Trump che me ne aveva fatto formale richiesta e, peraltro, nel corso di giornate in cui sta incontrando vari esponenti istituzionali in Italia». Così Giuseppe Conte ha risposto a un editoriale di Sechi sul suo incontro con l’imprenditore Paolo Zampolli, andato in scena in un ristorante di Roma. Ecco cosa è successo.

I due avrebbero parlato della possibilità di un ritorno di Conte a Palazzo Chigi

L’incontro tra Conte e Zampolli, arrivato in un momento in cui il M5s è molto critico nei confronti della Casa Bianca, è avvenuto all’ora di pranzo del 31 marzo nel ristorante Sanlorenzo, in via dei Chiavari. Libero ha pubblicato anche due scatti che ritraggono i commensali, i quali sono rimasti assieme meno di due ore. Secondo il quotidiano, durante il colloquio si è parlato delle ambizioni di Conte sul Campo largo e sulla possibilità di un ritorno a Palazzo Chigi dopo le prossime elezioni – secondo un sondaggio, qualora dovessero esserci le primarie nel centrosinistra per designare il candidato premier, il leader pentastellato sarebbe favorito.

La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi

Intervistata da Money.it, confermando le indiscrezioni di Dagospia la giornalista, scrittrice, conduttrice e opinionista tv Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «È una cosa che non posso negare, però sono molto riservata nella mia vita privata». C’è però un problema: il titolare del Viminale è sposato con Paola Berardino, prefetto di Grosseto, da cui ha avuto due figlie.

La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi

Da qualche tempo Conte è una presenza fissa a eventi pubblici e istituzionali

«Da sempre attenta ai diritti umani e impegnata nel contrasto alle mafie» e volto «volto e producer di grandi eventi in collaborazione con Ministeri, Ambasciate, Regioni e Comuni, Santa Sede ed Enti del Terzo Settore come Fondazione Bambino Gesù, Fondazione della Shoah, Unicef, Comunità di Sant’Egidio», come si legge sul suo sito web, la classe 1992 Conte negli ultimi tempi è diventata una presenza fissa a eventi pubblici e istituzionali, comparendo peraltro in numerose foto sui social assieme a importanti politici, come il 63enne Piantedosi.

Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia

Marina Berlusconi c’è. E l’ha dimostrato. La famiglia di Arcore ha finito di guardare da spettatrice quello che accade in Forza Italia, partito che vive grazie a una fideiussione di 100 milioni di euro proprio degli eredi del Cavaliere. Dopo circa un anno e mezzo in cui Marina e Pier Silvio hanno mandato qualsiasi tipo di messaggi ad Antonio Tajani sul rinnovamento del partito, in fatto di volti, idee e diritti civili, la famiglia ha deciso di entrare a gamba tesa. Si deve all’input di Marina, con l’avallo di Pier Silvio, se 14 senatori hanno sfiduciato Maurizio Gasparri, sostituito da Stefania Craxi alla presidenza dei senatori azzurri (Gasparri a sua volta ha preso il posto della figlia di Bettino a capo della commissione Esteri-Difesa di Palazzo Madama). Ma una cosa è certa: l’operazione rinnovamento (se così si può definire) non può fermarsi a Gasparri, ne va della credibilità del colpo di spugna di Arcore.

Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Stefania Craxi e Maurizio Gasparri (Imagoeconomica).

Dall’immancabile Letta a Mulè: i fedelissimi di Marina B

La primogenita del Cav ha approfittato del repulisti di Giorgia Meloni nel governo per dare una scossa al ‘suo’ partito, dopo la grande delusione del referendum. In questo blitz, che prevede lo stop ai congressi regionali e la sostituzione di Paolo Barelli alla Camera, Marina è stata coadiuvata da un pezzo di partito a lei vicina, e da un gruppo ancora più ristretto che può essere considerato il suo cerchio magico. Oltre all’immancabile Gianni Letta, eminenza azzurrina ai tempi di Silvio, tornato in auge dopo essere stato messo in ombra dai vertici laziocentrici di FI, ne fanno parte innanzitutto i rappresentanti più in vista della minoranza interna: Giorgio Mulè – particolarmente ascoltato da Marina B – Deborah Bergamini e Alessandro Cattaneo. Non è un caso che la poltrona di Barelli se la giochino proprio Mulè e Bergamini (data per favorita). Discorso a parte per Licia Ronzulli, pezzo forte della minoranza azzurra sebbene non sia esattamente nelle grazie di Marina.

Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia

Le orecchie di Arcore nei Palazzi

Ma ci sono altri azzurri con cui la presidente Fininvest si consulta regolarmente, al telefono o vis-à-vis a pranzo nella sua dimora in corso Venezia a Milano. Come la deputata Cristina Rossello, il ministro Paolo Zangrillo (fratello minore Alberto, medico di Berlusconi), l’ex spin doctor del Cavaliere Andrea Orsini e la sottosegretaria ai Rapporti con il parlamento Matilde Siracusano, compagna del governatore calabrese Roberto Occhiuto. Sono le orecchie di Marina nei Palazzi romani e con loro discute e mette a punto strategie. Naturalmente tra coloro con cui Marina interagisce più spesso ci sono anche Occhiuto e il governatore piemontese Alberto Cirio. Infine, in Parlamento può fare affidamento su Alberto Barachini, Paolo Emilio Russo, l’ex dirigente del Milan e amico di Silvio, Adriano Galliani, e la stessa Stefania Craxi. I ben informati raccontano che la primogenita di B abbia in qualche modo riallacciato i rapporti anche con Francesca Pascale. Dopo averla ascoltata parlare in tv su diritti civili e rinnovamento forzista, sembra che abbia preso il telefono per chiamare l’ex compagna del padre. Che, ricordiamolo, era stata sfrattata da Arcore nel 2017 con tanto di comunicato stampa e buonuscita milionaria proprio perché voleva avere più potere decisionale nel partito. A lei subentrò la ben più tranquilla Fascina.

Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia

La raccolta firme contro Barelli e le resistenze di Tajani

Nel frattempo l’incontro chiesto da Tajani a Marina sembra sia stato rimandato a dopo Pasqua, quindi per ora la posizione di Barelli è congelata. Ma nell’incontro è probabile che la presidente di Fininvest chieda al segretario azzurro di procedere col cambio a Montecitorio, forte anche del fatto che forse più della metà dei 54 deputati si è schierata con la primogenita. È partita anche una raccolta firme, che però è stata subito bloccata: non si vuole replicare lo stesso copione di Palazzo Madama. Forse per richiesta dello stesso Tajani: Barelli non deve subire la stessa umiliazione di Gasparri, ovvero non deve essere sfiduciato. Sarà sostituito e basta, destinato ad altro incarico e poi si voterà il nuovo presidente dei deputati. Sotto questo aspetto Tajani avrebbe ricevuto garanzie dagli emissari di Arcore.

Il cerchio magico di Marina Berlusconi e la road map per la ‘nuova’ Forza Italia
Antonio Tajani con Paolo Barelli (Imagoeconomica).

Il nodo dei congressi regionali e il possibile ritorno in campo di Occhiuto

Ma il ministro degli Esteri spingerà anche per tenere in vita i famosi congressi regionali, che blinderebbero la sua leadership, mentre la minoranza vorrebbe evitarli, come ha sottolineato anche Occhiuto in un’intervista alla Stampa. «Forza Italia sia più liberale, facciamo entrare aria nuova. Tessere e congressi non interessano a nessuno», ha dichiarato il governatore della Calabria. Che è tornato a nuova vita dopo essersi eclissato in seguito alla convention di dicembre. In quell’occasione Occhiuto aveva lanciato la sua scalata al partito rivelando di volersi candidare al congresso contro Tajani, salvo poi cambiare idea, forse proprio a causa dei numeri a lui ostili nei congressi locali. Se le assise non si terranno, come chiede la minoranza d’accordo con Marina, a quel punto Occhiuto potrebbe anche ripensarci e scendere in campo per la leadership al congresso nazionale previsto nel 2027. Un passo alla volta, però. Prima c’è da pensare a sostituire Barelli a Montecitorio. 

LEGGI ANCHE: Il rinnovamento secondo Marina Berlusconi? Forza Italia resta il partito dell’azienda

Scuola, firmato il nuovo contratto: aumento di 143 euro per i docenti

L’Aran e i sindacati hanno firmato il rinnovo del contratto istruzione e ricerca per il 2025/27, che prevede ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ata oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ata. «Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola», ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Il collega della Pubblica amministrazione, Paolo Zangillo, ha aggiunto il contratto è stato siglato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria inclusa la Cgil.

Cosa prevede il nuovo contratto

L’accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranche annuali – 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027 – comprensive dell’anticipazione Ipca già corrisposta. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto è pari a 137 euro lordi per 13 mensilità. Per il personale docente della scuola, come anticipato, l’aumento medio sale a 143 euro lordi per 13 mensilità. Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi – 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027 – il comparto registra aumenti strutturali pari a 395 euro per 13 mensilità come media di comparto e 412 euro per 13 mensilità per il personale docente. Poiché l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, il personale maturerà arretrati per la quota di incremento non ancora corrisposta. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1.250 euro. L’intesa riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici che operano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam).

Via libera agli aumenti degli stipendi nella scuola: +143 euro per i docenti

AGI - Grazie alla firma oggi da parte di sindacati ed Aran della parte economica del Ccnl Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 arrivano ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli Ata, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli Ata. Lo comunica il ministero dell'Istruzione e del Merito.

"Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale - afferma il ministro Giuseppe Valditara - ho richiesto l'anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all'incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari. Dall'insediamento del Governo a oggi, abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata".

Finanziamenti e superamento dei blocchi contrattuali

Questo - aggiunge il ministro in una nota - è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come ministero dell'Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024. Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali.

La priorità per il personale scolastico

La nostra priorità - conclude Valditara - è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola.

"La firma della pre-intesa sul contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 rappresenta una prima risposta concreta all'emergenza salariale, ma arriva dopo anni in cui lavoratrici e lavoratori hanno pagato il prezzo dell'inerzia politica". È quanto si legge in una nota congiunta della Cgil e della categoria della Conoscenza Flc Cgil.

Cgil-Flc firmano pre-intesa, aumenti in linea inflazione

"L'accordo - continua la nota - consente di intervenire subito sul potere d'acquisto, destinando tutte le risorse al salario fondamentale e garantendo aumenti superiori al 5,9%, in linea con l'inflazione. La firma di oggi è coerente con la mancata sottoscrizione del precedente contratto, segnato da risorse ben al di sotto dell'inflazione, per responsabilità precisa del Governo, che ha lasciato scuola, università, ricerca e Afam senza le coperture necessarie, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo della crisi".

Per Cgil e Flc,"si apre adesso una fase di mobilitazione per garantire risorse aggiuntive per rispondere all'eventuale crescita dell'inflazione a fine triennio e per rafforzare la parte normativa del contratto. Servono nuovi investimenti per migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare il personale docente e Ata, colmare il divario retributivo con il resto della pubblica amministrazione e rilanciare diritti e rivendicazioni storiche".
"Inizia ora la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La firma è un primo passo. La mobilitazione continua per difendere salari e dignità del lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca", conclude la nota.

Luna piena rosa 2 aprile 2026: cos’è, quando e dove vederla

Il calendario astronomico della primavera 2026 si apre con un evento imperdibile. Nella notte del 2 aprile sarà visibile ad occhio nudo la luna rosa. Ecco tutto quello che c’è da sapere per godersi lo spettacolo a pieno.

Come e quando vederla

La luna rosa di giovedì 2 aprile 2026 sarà visibile ad occhio nudo tutta la notte, ma raggiungerà la sua massima luminosità alle 4:11 del mattino. Sarà comunque visibile anche la sera. Per godersi la visione al meglio, è consigliato posizionarsi in un punto dal quale la visione dell’orizzonte è libera e, soprattutto, il più possibile privo di luce artificiale, dato che altera la visione del colore.

Ma perché è rosa?

Come tutti sappiamo, la luna non brilla di luce propria, ma riflette la luce solare. La luce del sole, per arrivare alla luna, passa attraverso vari strati dell’atmosfera che, come in questo caso, se troppo densi, possono alterare il colore della luce solare prima che arrivi alla luna. Un piccolo consiglio per provare a fotografare la luna con il proprio telefono: regolare l’ISO ai valori minimi e tenere i tempi di esposizione rapidi.

Trump afferma che la guerra in Iran «potrebbe finire in tre settimane» e rispolvera l’addio alla Nato

Donald Trump ha affermato dallo Studio Ovale che gli Stati Uniti porranno fine agli attacchi contro l’Iran «entro due o tre settimane», aggiungendo che Teheran non dovrà accettare un accordo come condizione per la fine della guerra. «È irrilevante. Quando riterremo che siano stati riportati indietro di molto, quasi all’età della pietra, e che non saranno più in grado di sviluppare un’arma nucleare, allora ce ne andremo», ha detto il presidente Usa, che in precedenza su Truth si era scagliato contro gli alleati europei «come il Regno Unito», che non possono rifornirsi di carburante per aerei a causa delle restrizioni imposte dallo Stretto di Hormuz: «Dovrebbero farsi coraggio, andare e prenderselo». La Casa Bianca ha poi annunciato che Trump terrà un discorso alla nazione alle 21 di mercoledì primo aprile (le 3 in Italia) «per fornire un importante aggiornamento sull’Iran», come ha spiegato la portavoce Karoline Leavitt.

Trump: «Sto valutando seriamente l’uscita degli Usa dalla Nato»

Intervistato dal Telegraph, Trump ha inoltre affermato che in questo momento sta «valutando seriamente», definita l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato, definita «una tigre di carta», cosa che «sa anche Vladimir Putin». L’addio all’Alleanza atlantica, ha affermato, potrebbe arrivare dopo al fine della guerra in Medio Oriente. Evidenziando rapporti tesi con Keir Starmer, il tycoon ha poi detto che il Regno Unito non possiede una marina militare: «Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano», ha dichiarato riferendosi allo stato della flotta di navi da guerra britanniche.

Il legale dei Caroccia: «Delmastro l’unico che ha teso una mano»

L’avvocato difensore di Miriam Caroccia e Mauro Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, ha dichiarato che «Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d’Italia (ndr il ristorante gestito dalla società Le 5 forchette di cui l’ex sottosegretario di Fdi era socio, sotto indagine perché sospettata di aver riciclato soldi del clan Senese) a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il locale». «Nonostante abbia chiesto aiuto a tutti», ha aggiunto il legale, «è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima della criminalità organizzata».

L’avvocato: «I soldi sono stati messi da Delmastro»

Il difensore ha inoltre annunciato di voler chiedere ai magistrati «di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese perché, se ci fossero stati, credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli». E ancora: «L’apertura della società Le 5 forchette con la figlia Miriam è stata una scelta per sentirsi più tranquillo. Una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava di cambiare vita. Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata ne Le 5 forchette, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro, questo lo chiariremo perché è tutto tracciato».

Nubifragi e rischio esondazioni: emergenza tra Abruzzo e Puglia

AGI - Il maltempo colpisce diverse regioni italiane, con piogge intense, vento forte e rischio idrogeologico elevato: scattano chiusure, monitoraggi e interventi di emergenza tra Abruzzo e Puglia.

A Pescara allarme per il fiume, chiuse le golene

A Pescara il Comune ha disposto la chiusura al traffico delle golene nord e sud del fiume, considerate tra le aree più esposte al rischio. Dopo una prima fase di monitoraggio da parte della Protezione civile comunale, è stato deciso di vietare il transito ai mezzi in via precauzionale, anche alla luce delle allerte meteo e delle comunicazioni del Centro funzionale d’Abruzzo, che segnalano il superamento della soglia di allarme del fiume. I controlli proseguono, in particolare nelle zone più sensibili come sottopassi e aree soggette ad allagamenti, mentre il Comune invita i cittadini alla massima prudenza.

Scuole chiuse nel Chietino e nel Teramano

L’ondata di maltempo ha portato alla chiusura delle scuole in numerosi comuni abruzzesi. Le previsioni parlano di un ulteriore peggioramento, con nubifragi, forti raffiche di vento e criticità diffuse. A Chieti il sindaco Diego Ferrara ha annunciato lo stop alle lezioni con un videomessaggio, comunicando anche l’attivazione del Centro operativo comunale e invitando soprattutto le persone più fragili a limitare gli spostamenti. Provvedimenti analoghi sono stati adottati in molte altre località delle province di Chieti, Teramo e L’Aquila, dove si teme l’impatto di precipitazioni intense e persistenti, nevicate abbondanti e venti di burrasca sia lungo la costa sia nelle aree interne.

Nel Foggiano smottamenti, esondazioni e scuole chiuse

Situazione critica anche in Puglia, in particolare nella provincia di Foggia, dove le piogge incessanti stanno causando numerosi disagi e richiedendo continui interventi di emergenza. Tra i punti più problematici c’è la provinciale 129 tra Roseto Valfortore e Biccari, interessata da uno smottamento che rende pericolosa la circolazione, e la SP 136 bis tra Anzano di Puglia e Scampitella. A Orsara di Puglia il torrente Lavella è esondato, mentre il Sannoro ha raggiunto livelli prossimi alla soglia di guardia, provocando allagamenti anche lungo la statale tra Troia e Giardinetto.

Criticità si registrano anche sulla provinciale 91 ter tra Deliceto e Accadia, dove il manto stradale ha subito cedimenti con detriti e crepe pericolose per gli automobilisti. Problemi anche tra Cagnano Varano e San Nicola Imbuti e sui Monti Dauni, in particolare a Carlantino, dove si segnalano allagamenti e colate di fango su più tratti stradali. A San Severo e Castelluccio Valmaggiore, infine, le scuole sono state chiuse, mentre numerose squadre della Protezione civile sono impegnate su tutto il territorio per fronteggiare l’emergenza.

Il taglio delle accise sui carburanti sarà prorogato fino al 30 aprile

Tommaso Foti, ministro degli Affari europei e il Pnrr, ha confermato che la proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile, è imminente. «Lo faremo in settimana, tra pochi giorni», ha detto Foti a Sky Tg24, parlando della misura attesa con urgenza da milioni di cittadini e operatori economici, vista l’impennata dei prezzi causata dalla guerra contro l’Iran, che ha spinto al rialzo le quotazioni del petrolio.

Il nuovo decreto è atteso in Cdm il 3 aprile

La proroga della misura, introdotta con il Dl Carburanti varato dal governo il 18 marzo e valido per 20 giorni, avverrà tramite un decreto legge, che renderà effettivo dall’8 aprile lo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Troppo macchinosa l’ipotesi di un emendamento al dl Carburanti in esame in Senato, in quanto la modifica sarebbe stata soggetta ai tempi della conversione. Il nuovo decreto è atteso in Consiglio dei ministri venerdì 3 aprile ed è destinato ad allungare il taglio per altri 23 giorni, dunque fino al 30 aprile.