Londra, due persone accoltellate in un quartiere ebraico

Due persone sono state accoltellate a Golders Green, nella zona Nord di Londra, abitata da diversi ebrei. Shomrim, l’organizzazione di sicurezza della comunità ebraica, ha dichiarato di essere intervenuta immediatamente e di aver fermato un sospetto. Ha dichiarato che successivamente è arrivata la polizia e ha usato il taser per fermarlo. La Bbc ha confermato che due uomini ebrei, uno di circa 70 anni e l’altro di circa 30, sono rimasti gravemente feriti nell’attacco e sono stati ricoverati in ospedale. In Parlamento, il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che il fatto è «profondamente preoccupante», spiegando che è in corso un’indagine. Il sospettato, che ha 45 anni, ha anche tentato di accoltellare gli agenti di polizia ed è stato immobilizzato prima di essere arrestato. Nessun agente è rimasto ferito.

Il trasloco dei vannacciani in Aula irrita qualcuno, il link tra Tinto Brass e l’affaire Minetti e le altre pillole

Piccoli ma ingombranti traslochi alla Camera. Da circa un mese i tre deputati di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci a cui hanno aderito gli ex leghisti Edoardo Ziello, Rossano Sasso e il “pistolero” Emanuele Pozzolo, ex meloniano famoso per essere stato coinvolto nel caso dello sparo di Capodanno, per cui è stato espulso da Fratelli d’Italia e poi anche condannato, avevano chiesto di essere spostati. Da quando sono diventati parte del gruppo Misto si trovavano dalla parte dell’emiciclo a sinistra della presidenza, dove siedono le opposizioni, e volevano trasferirsi nella “fetta” di Aula a destra, in cui è sistemata la maggioranza (anche se poi, come nel caso del decreto bollette, non disdegnano di votare contro il governo). A ogni modo, detto fatto: sono stati sistemati sopra i vecchi amici della Lega, al fianco di… Noi moderati. Anche se i vannacciani proprio moderati non sono. E infatti il trasloco non è stato particolarmente gradito alla segretaria di Noi moderati Mara Carfagna, che nella seduta del 29 aprile ha addirittura cambiato posto. Mara non vuole apparire nelle immagini vicino a loro, è il gossip che circola in Transatlantico

Il trasloco dei vannacciani in Aula irrita qualcuno, il link tra Tinto Brass e l’affaire Minetti e le altre pillole
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Viavai nella Fondazione Agnelli: i casi Gavosto e Corgnati…

Gente che va, gente che viene: alla Fondazione Agnelli è stato fatto un ricambio dei consiglieri. Fuori Marta Cartabia: l’ex numero uno della Corte Costituzionale, già ministra della Giustizia, ha lasciato il posto. Pure Renzo Piano, l’architetto genovese di fama internazionale, ha terminato la sua esperienza nella fondazione. Dentro Fabiola Gianotti, fisica ed ex direttrice generale del Cern di Ginevra. Altri nuovi componenti sono Manuela Battezzato, responsabile dei progetti di filantropia globale di Stellantis, Andrea Camerana, nipote ed erede di Giorgio Armani, Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, Andrea Gavosto che dal 2008 è il direttore della Fondazione Agnelli. Curiosità: Gavosto è stato nominato un anno fa consigliere d’amministrazione del Politecnico di Torino dal Senato accademico tra gli “esterni”, ma è la stessa università dove rettore è Corgnati, che ora entra nel cda della Fondazione Agnelli. Tanto che qualcuno, in città, parla di «nomine incrociate». Intanto se ne sono andati, oltre a Cartabia e Piano, pure Simone Avogadro di Collobiano, Daniele Chiari e Gianluca Ferrero.

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Nordio al rapporto del Censis sull’avvocatura

L’appuntamento è fissato da tempo: nel pomeriggio di mercoledì 29 aprile, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, è in programma la presentazione della decima edizione del rapporto sull’avvocatura realizzato dal Censis. Dove è atteso il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Che dopo tutto quello che è successo, ultimo il caso della grazia a Nicole Minetti, chissà se avrà la voglia di andarci, a un incontro come questo. Comunque, dopo i saluti istituzionali di Maria Annunziata, presidente della Cassa Forense, sono attesi Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, Maurizio Leo, viceministro all’Economia, Giorgio De Rita, segretario generale Censis, e molti altri.

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Carlo Nordio (Imagoeconomica).

Cosa hanno in comune Cipriani, Nicole Minetti e Tinto Brass?

Che collegamento c’è fra Tinto Brass e la famiglia Cipriani? Giuseppe Cipriani, l’imprenditore che da anni è diventato il compagno di vita di Nicole Minetti, è il nipote di Carla (sorella del padre Arrigo, morta nel 2006). Carla aveva sposato proprio il maestro del cinema erotico, oggi 93enne: un amore totale in cui lei era la sua “complice perfetta” nei film più scatenati del regista, tanto che era stata soprannominata «la Tinta»: presente quando dovevano essere scelte le attrici delle pellicole, non mancava mai durante le riprese, fornendo anche consigli preziosi per ottenere scene di grande effetto. Figlia del fondatore dell’Harry’s Bar, il capostipite Giuseppe, Carla è stata sceneggiatrice e segretaria di edizione delle produzioni di Tinto, e lo stesso Brass ha più volte dichiarato che «la vera mente e fonte d’ispirazione di tutti i suoi film» è stata proprio «la Tinta». Il soggetto di Miranda, per esempio, porta la sua firma, così come le sceneggiature di Monella, Tra(sgre)dire, Fallo! e Monamour.

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Gasparri e il piano Mattei, con buona pace degli eredi

Gli eredi Mattei non ne possono più di vedere accostato il nome di Enrico Mattei al governo di Giorgia Meloni? Ed ecco che Maurizio Gasparri nella giornata di mercoledì 29 aprile diventa il protagonista di un convegno intitolato “Enrico Mattei a 120 anni dalla nascita: l’energia, il coraggio, la visione”, organizzato dalla Fondazione Alleanza Nazionale, e da Il Secolo d’Italia. Oltre a Gasparri, è annunciata la presenza, tra gli altri, dell’ambasciatore Francesco Talò e del direttore scientifico della Fondazione An, il prezzemolino Francesco Giubilei. Chissà come saranno contenti gli eredi Mattei…

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Maurizio Gasparri (Imagoeconomica).

Manfredi e la Guardia di Finanza festeggiano

A Napoli saranno presenti il comandante interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, generale di Corpo d’Armata Francesco Greco, il comandante regionale Campania del Corpo, generale di Divisione Alessandro Barbera e il direttore regionale della Campania dell’Agenzia del Demanio, Cristian Torretta, oltre al prefetto Michele di Bari e al sindaco Gaetano Manfredi: tutti pronti a festeggiare la consegna dell’ex Pretura di Napoli in piazza Giovanni Leone, a ridosso di Porta Capuana, al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Una nuova sede che però avrà bisogno di un importante intervento di ristrutturazione, prima di essere utilizzata.

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Gaetano Manfredi (Imagoeconomica).

Biennale di Venezia, Giuli invia gli ispettori dopo il via libera al padiglione russo

Il ministero della Cultura ha disposto l’invio di ispettori nella sede della Biennale di Venezia per verifiche e approfondimenti legati alla gestione dell’edizione 2026 e, in particolare, alle autorizzazioni concesse alla Russia in relazione all’organizzazione del proprio padiglione, da settimane al centro di polemiche nazionali e internazionali. Lo riporta l’Adnkronos, spiegando che i funzionari del Mic dovrebbero acquisire nuovi documenti relativi alla riapertura dello spazio destinato alla Federazione. Già nelle scorse settimane la Biennale aveva inviato copia della corrispondenza intrattenuta con le autorità di Mosca al Mic, senza che fossero emerse irregolarità nel rispetto del regime sanzionatorio che vige nei confronti della Russia dopo l’aggressione all’Ucraina. Secondo quanto si apprende, i nuovi controlli sarebbero legati alle polemiche seguite all’esclusione di Russia e Israele dai premi che la giuria internazionale assegnerà il 9 maggio, e alla necessità di completare l’acquisizione dei documenti ricevuti in precedenza dal Mic.

Mosca, parata del Giorno della Vittoria senza mezzi militari: servono al fronte

Il Ministero della Difesa russo ha annunciato che non ci sarà alcun corteo di veicoli militari alla parata del Giorno della Vittoria, in programma il 9 maggio sulla Piazza Rossa di Mosca: non succedeva dal 2007. La decisione di svolgere la parata in «formato ridotto» è stata presa a causa della «situazione operativa», ha spiegato ai giornalisti il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov: «Il regime di Kyiv, che sta perdendo terreno sul campo di battaglia giorno dopo giorno, ha ora lanciato un attacco terroristico su vasta scala. Pertanto, di fronte a questa minaccia, stiamo adottando tutte le misure necessarie per minimizzare il pericolo». Alla parata del Giorno della Vittoria, che celebra la fine della Seconda guerra mondiale, non parteciperanno nemmeno i cadetti delle scuole militari Suvorov e Nakhimov.

Sparatoria a Barivecchia, ferita una donna di 85 anni

AGI - Spari nel borgo antico di Bari. Caschi integrali, pistole in pugno e almeno sei colpi esplosi da due armi diverse: è il bilancio dell’agguato avvenuto ieri sera a Barivecchia, in via Pier l’Eremita, dove una donna di 85 anni è rimasta ferita di striscio alla fronte.

La sparatoria nel borgo antico di Bari 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, intorno alle 22 alcuni uomini travisati, in sella a scooter, hanno aperto il fuoco contro l’abitazione di una persona nota alle forze dell’ordine. I proiettili, almeno sei, hanno colpito l’immobile mentre all’interno si trovavano più persone. Uno di questi ha ferito di striscio alla fronte l’anziana, rimasta coinvolta nell’azione.

La fuga tra i vicoli di Bari 

Dopo aver esploso i colpi, i responsabili si sono dileguati tra le viuzze della città vecchia, facendo perdere le proprie tracce. Per la donna non è stato necessario il ricovero: all’arrivo del personale sanitario del 118 è stata medicata sul posto.

L'intervento della polizia 

Sul luogo dell’agguato sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica, che hanno recuperato quattro bossoli di diverso calibro. Sono in corso accertamenti tecnici e analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per identificare i responsabili.

Tensione in città 

L’episodio si inserisce in un contesto di tensione crescente. Negli ultimi giorni, tra il 9 e il 19 aprile, si sono registrati tre ferimenti con arma da fuoco ai danni di giovani colpiti alle gambe in diversi quartieri della città, tra Carrassi, Libertà e il centro.

I precedenti agguati 

A questi si aggiunge l’omicidio del 43enne Filippo Scavo, ucciso all’interno della discoteca Divinae Follie di Bisceglie in un agguato su cui indaga la Direzione distrettuale antimafia.

Quello avvenuto ieri sera è il quarto episodio in pochi giorni e il secondo nel cuore della città vecchia, dove il 20 aprile un 21enne era stato ferito a colpi d’arma da fuoco in largo Ospedale Civile.

Elementi che alimentano l’attenzione degli investigatori su possibili collegamenti tra i diversi fatti, anche se al momento non emergono conferme ufficiali. Le indagini proseguono per ricostruire la dinamica dell’agguato e individuare i responsabili.

 

Stalking all’ex compagna, arrestato il comico Massimo Bagnato

Il comico Massimo Bagnato, apparso in programmi come Zelig, Quelli che il calcio e LOL, è stato arrestato a Roma con l’accusa di stalking ai danni della sua ex compagna. Fermato dai carabinieri sotto casa della donna in zona Balduina mentre «stava dando in escandescenze, inveiva e scalciava», riporta Il Messaggero: Bagnato voleva insistentemente parlare con l’ex, nonostante la sua contrarietà.

Disposto il divieto di avvicinamento alla donna

Bagnato è stato fermato la sera del 27 aprile. Il giorno successivo, nel processo per direttissima, è stato convalidato il fermo ma ha escluso il carcere, disponendo nei confronti del comico il divieto di avvicinamento alla vittima. Bagnato, da parte sua, ha provato a difendersi «ammettendo di averla aspettata in alcune occasioni sotto casa o fuori dalla palestra che di solito la ex frequenta, ma sempre con educazione e solo per chiedere spiegazioni sulla rottura del loro rapporto».

L’ex ha sporto una querela molto dettagliata

La relazione tra i due è durata circa 10 anni, poi la rottura arrivata a inizio aprile. Ma lui avrebbe continuato a contattarla sia su WhatsApp, nonostante fosse stato bloccato, che di persona «La vittima ha sporto una querela molto dettagliata» nella quale ha ripercorso i «diversi episodi» nei quali Bagnato «l’avrebbe avvicinata dopo che la stessa aveva deciso di porre fine alla relazione sentimentale», si legge sul Messaggero. Comportamenti, questi, «che le avrebbero procurato ansia e timore, facendole cambiare alcune delle sue abitudini di vita».

L’Ue contro Meta: «Inefficaci i sistemi di controllo per l’età di Facebook e Instagram»

La Commissione europea ha accertato in via preliminare che Instagram e Facebook, di proprietà di Meta di Mark Zuckerberg, hanno violato la legge sui servizi digitali (Dsa) per non aver identificato, valutato e mitigato con la dovuta diligenza i rischi legati all’accesso ai servizi da parte di minori di età inferiore ai 13 anni, limite minimo di accesso ai due social.

L’Ue contro Meta: «Inefficaci i sistemi di controllo per l’età di Facebook e Instagram»
Mark Zuckerberg (Ansa).

Possibili sanzioni fino al 6 per cento del fatturato annuo

Secondo le autorità di regolamentazione dell’Ue, un bambino su dieci sotto i 13 anni usa Facebook o Instagram, in contrasto con le valutazioni interne di Meta. Questo perché, sostanzialmente, non ci sarebbe alcun controllo: i minori possono infatti inserire una data di nascita falsa in fase di registrazione e non c’è nessun meccanismo per verificare che le informazioni siano corrette. Se confermate, le violazioni potrebbero portare a sanzioni fino a un massimo del 6 per cento del fatturato annuo di Meta.

L’Ue contro Meta: «Inefficaci i sistemi di controllo per l’età di Facebook e Instagram»
Le app di Facebook e Instagram (e WhatsApp) su uno smartphone (Ansa).

La replica di Meta alle constatazioni preliminari dell’Ue

Annunciando «misure aggiuntive che saranno introdotte a breve», Meta ha contestato le constatazioni preliminari dell’esecutivo Ue: «Abbiamo sempre chiarito che Instagram e Facebook sono destinati a persone di 13 anni o più e disponiamo di misure per individuare e rimuovere gli account di chi ha meno di questa età». Intanto, in diversi Stati membri dell’Ue sono sul tavolo piani per introdurre divieti di accesso ai social media per i minori di 15 anni.

Sguinzagliano rottweiler contro 13enne. indagate due minorenni

AGI - Una lite tra adolescenti degenerata in un'aggressione brutale, con un cane utilizzato come arma: è questo il quadro al centro dell'inchiesta aperta dalla Procura per i Minorenni di Lecce, che ipotizza il reato di tentato omicidio nei confronti di due sorelle di 15 e 17 anni.

I fatti risalgono alla serata di domenica a Porto Cesareo, località ionica del Salento, dove una ragazza di 13 anni, residente nell'hinterland leccese, stava trascorrendo alcune ore con amici.

La dinamica dell'aggressione a Porto Cesareo

Secondo la ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, tra la vittima e le due giovani sarebbe nato un diverbio per motivi non ancora chiariti. La discussione, inizialmente verbale, si è rapidamente trasformata in qualcosa di ben più grave.

Stando alla denuncia presentata dall'avvocato della famiglia della 13enne, Rocco Rizzello, le due minorenni avrebbero deliberatamente sguinzagliato contro di lei un rottweiler di grossa taglia. L'animale si sarebbe avventato sulla ragazza, azzannandola alla gamba e provocandole una profonda ferita tra tibia e polpaccio.

Le immagini dell'aggressione, riprese con uno smartphone e diffuse sui social, mostrano momenti di forte violenza e paura, accompagnati anche da insulti gridati durante l'attacco.

L'ipotesi di reato: tentato omicidio

La gravità delle lesioni e, soprattutto, la presunta volontarietà dell'azione hanno spinto il legale a chiedere la contestazione del tentato omicidio. Nella denuncia si sottolinea che il cane è stato utilizzato come "arma impropria" potenzialmente letale, elemento che potrebbe aggravare in modo significativo la posizione delle due indagate.

Parallelamente, un secondo esposto è stato presentato alla Procura ordinaria di Lecce nei confronti dei genitori delle due ragazze. A loro viene contestata l'omessa custodia dell'animale: avrebbero consentito alle figlie, entrambe minorenni, di gestire senza adeguata vigilanza un cane di tale stazza e pericolosità, in un contesto pubblico e in orario serale.

Le indagini e le condizioni della vittima

Gli inquirenti stanno ora analizzando nel dettaglio il video dell'aggressione e raccogliendo testimonianze per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità. Sarà cruciale stabilire se il cane sia stato effettivamente incitato all'attacco e con quale grado di consapevolezza e intenzionalità da parte delle due giovani.

La 13enne ferita è stata soccorsa e medicata: le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita. Resta però lo shock per un episodio che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche. Il caso ha suscitato forte indignazione e riaccende il dibattito sulla responsabilita' nella gestione degli animali e sulla violenza tra giovanissimi, con risvolti giudiziari che si preannunciano particolarmente pesanti.

Il caso di Nessy Guerra, l’italiana condannata per adulterio in Egitto

Nessy Guerra, cittadina italiana originaria di Sanremo, madre di una bambina di tre anni, è stata condannata in Appello da un tribunale egiziano a sei mesi di carcere con l’accusa di adulterio. A denunciarla era stato l’ex marito, Tamer Hamouda, italo-egiziano. «Sono sconvolta, non me l’aspettavo. Ho paura di finire in carcere qui e temo di perdere la mia bambina. Sto solo cercando di proteggerla e di scappare da un uomo violento. Aiutatemi», ha detto Guerra in un’intervista al Corriere. «Nel luglio del 2024 ho divorziato da Tamer e lui non l’ha accettato. Mi ha denunciato per rapimento di minore, poi per avergli svuotato la casa e i conti in banca, accuse tutte archiviate». L’ultima è quella di adulterio, reato che in Egitto comporta il carcere. «Uno di questi presunti amanti ha negato tutto e ha detto di aver ricevuto minacce morali e psicologiche da parte del mio ex marito, eppure sono stata condannata lo stesso». Nella sentenza di primo grado, i giudici avevano richiamato una dichiarazione acquisita agli atti e ritenuta attendibile, nella quale un uomo ammetteva di aver avuto rapporti sessuali con lei nel marzo 2024. Elemento che il tribunale ha considerato decisivo per la condanna. Fra due settimane arriveranno anche le motivazioni della conferma in Appello, mentre lei vive con la paura di essere arrestata.

L’uomo è stato condannato in Italia per stalking, lesioni e maltrattamenti

«Ho interrotto la relazione anche per lei perché lui era violento, aveva manie di persecuzione e grazie alla mia avvocata ho scoperto che Hamouda è stato condannato in Italia per stalking, lesioni e maltrattamenti nei confronti di una precedente compagna. Il nostro Paese per tre volte ha chiesto l’estradizione, l’ultima volta a settembre scorso, ma non gli è stata concessa», ha aggiunto Nessy, che per paura è costretta a vivere in luoghi segreti e a cambiare spesso appartamento. La Farnesina ha reso noto che sta seguendo il caso: «È stato ripetutamente posto all’attenzione delle autorità egiziane dall’ambasciatore d’Italia al Cairo e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ne ha discusso con il collega egiziano Badr Abdelatty».

Trump: “Senza accordo sul nucleare il blocco navale resta. L’economia dell’Iran al collass…

AGI - Tra minacce e ultimatum, proseguono sottotraccia e tra (nuoveschermaglie incrociate i negoziati tra Iran e Stati Uniti. Una soluzione che porti alla fine della guerra al momento appare ancora lontana.

Teheran (secondo la Cnn) presenterà a giorni una nuova proposta dopo il no di Washington all’offerta – lo Stretto libero in cambio della revoca del blocco navale ma il programma sull’uranio arricchito da affrontare solo in un secondo momento – consegnata dall’Iran nelle mani dei mediatori pachistani.

Tra i nodi principali da sciogliere c'è l'avvio del tavolo sul nucleare che gli Usa non sono disposti a rimandare. “Preparatevi a un blocco prolungato di Hormuz”, l’allerta di Trump ai suoi collaboratori in modo da esercitare – questa l’analisi del Wall Street Journal –  la “massima pressione economica” su Teheran e costringere un regime già "al collasso economico" (sostiene The Donald) ad abbandonare il programma sull’uranio arricchito.

Del resto Trump nel suo discorso alla cena di Stato alla Casa Bianca, alla presenza di Re Carlo III, ha rivendicato che gli Stati Uniti hanno “sconfitto militarmente” l’Iran. “Non permetteremo mai che possieda un’arma nucleare”. Poi 'aumenta' la pressione sul regime mostrandosi sul suo social Truth  (con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale) con occhiali da sole e mitra tra le mani. "L'Iran deve darsi una regolata", minaccia il capo della Casa Bianca. 

La diretta 

20.52 Iran: Trump, accordo solo se rinunciano alle armi nucleari

Donald Trump ha confermato che stringerà un accordo con l'Iran solo se Teheran rinuncerà a dotarsi di armi nucleari. "Hanno fatto molta strada, la questione è se ne abbiano fatta abbastanza", ha detto a margine del suo incontro alla Casa Bianca con l'equipaggio di Artemis II. "Non ci sarà mai un accordo a meno che non accettino di rinunciare alle armi nucleari", ha aggiunto. 

Il presidente americano è tornato a descrivere la situazione economica dell'Iran come disastrosa. "La economia è al collasso, la loro valuta non ha più alcun valore e hanno, un'inflazione mai vista prima". Da qui la conferma che intenderà mantenere il blocco di Hormuz e che all'Iran ora non resta che arrendersi. "Il blocco è geniale - ha detto alla Casa Bianca -. Militarmente li abbiamo annientati, ora non gli resta che dire 'ci arrendiamo'". 

20.12 Iran: media, la portaerei Gerald Ford rientrerà negli Usa

La portaerei Gerald Ford lascerà il Medio Oriente e i suoi 4.550 marinai inizieranno il viaggio di rientro verso casa nei prossimi giorni. Lo ha riferisce il Washington Post citando fonti dell'amministrazione. La Ford, che si trova nel Mar Rosso, è una delle tre portaerei della regione insieme con la George H.W. Bush e la Abraham Lincoln che sono nel Mar Arabico per far rispettare il blocco degli Stati Uniti contro le navi che trasportano petrolio o merci dai porti iraniani. La Ford ha battuto il 15 aprile il record della missione più lunga dai tempi della guerra in Vietnam. A oggi, ha passato quasi 310 giorni in mare. 

18.13 Trump ad Axios, il blocco è più efficace dei bombardamenti

Il blocco navale americana contro l'Iran è "in qualche modo più efficace del bombardamento". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando ad Axios.

17.59 Trump ad Axios, respinta proposta; blocco navale rimane

Il presidente americano, Donald Trump, respinge la proposta iraniana e mantiene il blocco navale su Hormuz. Lo riporta Axios che cita una conversazione con il presidente. "Il blocco navale contro l'Iran finché il regime non accetterà un accordo che affronti le preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo al suo programma nucleare", scrive il sito americano riportando le affermazioni di Trump.

17.31 Ghalibaf, Trump vuole dividerci per la resa. Restiamo uniti

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha fatto appello all'unità di fronte ai tentativi degli Stati Uniti di dividere il Paese e obbligarlo ad arrendersi. Il presidente americano Donald "Trump separa esplicitamente il Paese in integralisti e moderati, e poi parla di un blocco navale per costringere l'Iran alla resa attraverso la pressione economica e la divisione interna", ha dichiarato in un messaggio al Paese diffuso dall'agenzia Tasnim.
"La soluzione per contrastare il nuovo complotto del nemico è una sola: mantenere l'unita'", ha assicurato Ghalibaf, sulla carta capo negoziatore con gli Stati Uniti e indicato spesso da Trump come esponente dell'ala più moderata e pronta i negoziati, mentre i falchi tra i Pasdaran sono per la linea dura.

16.49 Pentagono, finora guerra costata 25 miliardi dollari

"Approssimativamente, a oggi stiamo spendendo circa 25 miliardi di dollari per l'Operazione Epic Fury". Lo ha dichiarato il sottosegretario all'Esercito al Pentagono, Jules Hurst, in audizione in commissione Forze Armate alla Camera Usa. "La maggior parte di questa somma e' destinata alle munizioni. Ovviamente, comprende anche le spese di gestione e manutenzione, le attrezzature e il personale", ha spiegato.

15.05 Iran, risposta senza precedenti se Usa continuano pirateria

L'Iran ha minacciato "risposte senza precedenti" se gli Stati Uniti non toglieranno l'assedio allo stretto di Hormuz. A riferlo è stata una fonte di alto rango di Teheran citata da Press tv.
"La continua pirateria marittima e il brigantaggio americano sotto forma di cosiddetto blocco navale saranno presto accolti con un'azione militare pratica e senza precedenti", ha detto la fonte all'emittente vicina al regime.
Le forze armate dell'Iran, che operano sotto il comando del quartier generale di Khatam al-Anbiya, "credono che la pazienza abbia dei limiti e che una risposta punitiva sia necessaria se Washington mantiene il suo blocco navale illegale intorno allo stretto di Hormuz", ha proseguito la fonte.

12.23 Il commissario europeo al Commercio: "E' fondamentale riaprire Hormuz" 

"Tutti noi desideriamo il cessate il fuoco in Iran e in Libano e sosteniamo l'obiettivo finale di stabilire la pace e la stabilità attraverso mezzi diplomatici". Lo ha dichiarato il commissario europeo al commercio, Maros Sefcovic, intervenuto nel dibattito sul Medio Oriente e la crisi energetica nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.   "Ciò include, naturalmente, il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. E questo vale per tutti gli stretti e tutte le vie navigabili del mondo. Come sicuramente saprete, l'85% delle merci scambiate viene trasportato via mare. Per noi, i maggiori commercianti del mondo, questo è di fondamentale importanza", ha concluso Sefcovic.

11.11 L'Onu: "In Iran almeno 21 esecuzioni dall'inizio della guerra"

L'Iran ha giustiziato almeno 21 persone e ne ha arrestate più di 4.000 dall'inizio della guerra con Usa e Israele. Lo ha dichiarato l'ufficio per i diritti umani dell'Onu. Da quando gli attacchi israelo-americani hanno dato inizio alla guerra alla fine di febbraio, "almeno nove persone sono state giustiziate in relazione alle proteste del gennaio 2026, dieci per presunta appartenenza a gruppi di opposizione e due con l'accusa di spionaggio", si legge in una nota, "dal 28 febbraio, si stima che oltre 4.000 persone siano state arrestate in Iran con accuse legate alla sicurezza nazionale". 

10.29 Trump su Truth con il mitra: "L'Iran si dia una regolata" 

L'Iran deve "darsi una regolata" e accettare di includere nel negoziato in corso il programma nucleare, invece di rimandare la questione alla trattativa successiva. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth accompagnato da un'immagine, presumibilmente realizzata con l'IA, che lo mostra imbracciare un mitra sullo sfondo di quelli che appaiono impianti nucleari su una montagna punteggiata da esplosioni. A corredo dell'immagine la scritta 'No More Mr. Nice Guy', titolo di una celebre canzone di Alice Cooper traducibile come 'basta fare il bravo ragazzo'. "L'Iran non riesce a darsi una regolata. Non sanno come firmare un accordo non nucleare. Farebbero meglio a farsi furbi in fretta!", scrive Trump.

09.17 von der Leyen: "Le conseguenze della guerra si faranno sentire per anni" 

C’è una dura realtà che tutti dobbiamo affrontare: le conseguenze" del conflitto in Iran "potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo.    "Il nostro obiettivo comune", insieme ai partner della regione, "è ora vedere una fine duratura della guerra. Ciò include il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi", ha affermato von der Leyen, aggiungendo che "è altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma nucleare e missilistico balistico dell’Iran".  

09.08 Von der Leyen: "Il costo della crisi energetica è arrivato a 27 miliardi di euro" 

 "In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta in sessione plenaria al Parlamento europeo, a Strasburgo.   
"Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere eccessivamente dall'energia importata", ha aggiunto.   "La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita, accessibile e dalle energie rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", ha concluso von der Leyen.

07.27 Trump al suo staff: "Preparatevi a un lungo blocco dello Stretto"

 Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz durante la riunione di lunedì scorso nella Situation Room. È quanto riferisce il Wall Street Journal.    Trump intende quindi esercitare la massima pressione economica sulla Repubblica Islamica, impedendole di esportare carburante, per cercare di costringerla ad accettare la sua richiesta di abbandonare il programma nucleare. Secondo le fonti consultate dal quotidiano Usa, Trump ritiene un lungo blocco una soluzione meno rischiosa di riprendere i bombardamenti o abbandonare il conflitto. 

08.12 Panama ribadisce la neutralità del Canale 

 Il governo panamense ha ribadito la "neutralità" del Canale di Panama e la "necessità di preservare" le rotte di transito marittimo a fronte del blocco dello Stretto di Hormuz imposto dagli Stati Uniti nel loro conflitto con l'Iran. Il Canale di Panama sta registrando un aumento della domanda a causa della chiusura del cruciale passaggio marittimo nel Golfo, attraverso il quale transitava il 20% del petrolio mondiale.   

03.14 Trump: "Abbiamo sconfitto militarmente l'Iran"

Donald Trump nel suo discorso alla cena di Stato alla Casa Bianca, alla presenza di Re Carlo III ha detto che gli Stati Uniti hanno "sconfitto militarmente" l'Iran. "Abbiamo sconfitto militarmente questo avversario e non permetteremo mai che possieda un'arma nucleare", ha dichiarato il presidente americano in apertura della cena ufficiale.