
Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, torna a rispondere al magistrato Nino Di Matteo, sostenendo che le loro interlocuzioni sono avvenute quando le dichiarazioni dei boss mafiosi erano già note. Il ministro si difende durante il question time alla Camera: "Nel giugno 2018 non vi fu alcuna interferenza, diretta o indiretta, nella nomina del capo del Dap".
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