
L'imputato avrebbe voluto "come conseguenza certa, o altamente probabile della propria condotta, la morte". Queste parte delle motivazioni della sentenza di condanna a sei anni nei confronti di Alessandro Caravita, il ragazzo di 20 anni che tra il 5 e il 6 giugno scorsi ha accoltellato un rivale in corso Garibaldi a Milano.
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