
Quando ci si riferisce ai successi di una donna, in modo sottile si cerca sempre in qualche modo di sminuirla. Alle Olimpiadi di Tokyo si è parlato delle atlete salite sul podio chiamandole con nomi, nomignoli e soprannomi, cosa che non si è mai vista fare per gli atleti uomini. Esiste Jacobs, esiste Tamberi, esistono Stano e Busà, tutti cognomi: e poi ci sono Antonella (Palmisano), Fede (Pellegrini) e 'le ragazze del volley'.
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