
La testimonianza di Filippo Mancini, responsabile WeWorld in Ucraina, sotto le bombe di Kharkiv: "Ho preso un pantalone e lo zaino e sono sceso nel rifugio. Mi ha colpito trovare ancora 50 famiglie nella metropolitana della città, da 7 mesi continuano a vivere lì sotto perché hanno timore e perché le loro case sono parzialmente distrutte".
Continua a leggere
