
“Mi chiese se potevo organizzare l'omicidio. Mi disse che il colpo di grazia avrebbe dovuto essere ai testicoli perché fosse a tutti chiaro il movente". Così Antonio Mangione, esecutore materiale del delitto di Pasquale Mangione, ucciso nel 2011 a colpi di pistola. Il caso è stato risolto oggi, dopo dieci anni, grazie alla confessione di uno degli esecutori. Il delitto fu commissionato dal figlio dietro pagamento di un compenso di diecimila euro. Movente, la condotta 'molesta' dell'uomo, che aveva tentato un approccio anche con la nuora.
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