C’è grande fermento nel movimentato mondo dell’intelligence italiana, con lo sguardo della maggior parte degli addetti ai lavori già proiettato alla scadenza di maggio 2026, quando bisognerà scegliere il nuovo comandante generale della Guardia di finanza, ruolo attualmente ricoperto da Andrea De Gennaro, in carica dal 23 maggio 2023. Intanto qualche pedina si è mossa: per esempio il generale Ignazio Gibilaro, comandante interregionale dell’Italia centrale della Gdf, è stato appena nominato vicedirettore dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna.

Un cambio di casella importante, prima di tutto perché va a completare una squadra di vertice all’Aisi di alto livello e molto compatta: Gibilaro è un uomo di grande esperienza operativa sul campo e di comando, porterà competenze in un momento geopolitico carico di tensioni. Non solo: l’arrivo di Gibilaro ha provocato lo spostamento del generale della Gdf Leandro Cuzzocrea dall’Aisi al Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

Trasferimento non accolto proprio con entusiasmo dallo stesso Cuzzocrea, che era arrivato all’Aisi da appena sette mesi. A differenza di Gibilaro, però, il generale Cuzzocrea ha un esperienza più amministrativa e di comando e meno operativa, che lo rende molto più adatto al ruolo di vice al Dis, un dipartimento di coordinamento di fatto amministrativo delle due agenzie operative Aisi e Aise, cioè i servizi segreti interni ed esterni.

Tutto questo giro di poltrone, come accennato, si intreccia con la prossima nomina del nuovo comandante generale della Guardia di finanza, in scadenza a maggio 2026 a meno di interventi legislativi, per ora solo in discussione, che consentirebbero la possibilità di rinnovare per altri per due anni i comandanti generali delle Forze armate, anche se hanno superato il limite di età per il pensionamento.

Proprio il generale Cuzzocrea è in lizza per quel posto assieme ad altri, vedi Francesco Greco – considerato da tanti la scelta migliore per la sua esperienza e solidità -, Umberto Sirico, attuale comandante delle Unità speciali, e Vito Augelli, comandante dei reparti di Istruzione, solo per citarne alcuni. La corsa è ancora lunga. E sicuramente le sorprese non mancheranno.
Arianna, la corsa per diventare sindaco di Roma
Una sindaca a Roma. Una donna di destra. Mentre alla Leopolda c’è Matteo Renzi che cannoneggia contro Giorgia Meloni evocando la corsa al Quirinale dell’attuale premier, un obiettivo che il numero uno di Italia viva vuole evitare a tutti i costi, nella Capitale c’è chi pianifica le prossime mosse per conquistare il Campidoglio. E tra i big di Fratelli d’Italia sono (quasi) tutti pronti a sostenere la candidatura di Arianna Meloni per il posto di sindaco di Roma, attualmente occupato da Roberto Gualtieri. Una meta ambiziosa, che è sempre stata al centro del dibattito familiare: c’è chi ha conservato il discorso pronunciato da Giorgia due anni fa all’Eur, quando Poste Italiane presentò il progetto Polis, davanti a Matteo Del Fante e Bianca Maria Farina, «per realizzare in quasi 7 mila uffici postali uno sportello unico per i servizi legati alla Pubblica amministrazione». In quell’occasione la premier disse: «I sindaci oggi più di ieri sono la prima fila dell’impegno politico. Sono arrivata a fare il presidente del Consiglio, non sono riuscita a fare il sindaco». E queste parole vennero pronunciate con un tono rammaricato, «con il groppo in gola», quasi un cruccio, che ancora oggi non riesce a scrollarsi, un conto da regolare a distanza di anni dalla sconfitta che vide vincere la grillina Virginia Raggi. Curiosità: anche quella volta, contro Meloni c’era Renzi, allora presidente del Consiglio. Ma dato che il legame tra le due sorelle è granitico, è un traguardo che bisogna portare a casa, e ora è la volta di Arianna. Stavolta non si può fallire…
Cerchiai (Febaf e Bper) punta sulla Polizia per l’IA
«Fabio Cerchiai ha le idee chiare: per parlare di intelligenza artificiale bisogna avere accanto polizia di Stato, Guardia di finanza, magistratura e authority», si sente dire all’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Cerchiai è presidente di Febaf, la Federazione banche assicurazioni e finanza, e di Bper: in un incontro che sembra solo apparentemente “di nicchia”, in programma giovedì 9 ottobre a Roma, nella Scuola di perfezionamento per le forze di polizia, nella romana piazza di Priscilla, proprio dove si formano le eccellenze del Viminale (e non solo), Cerchiai avrà accanto i vertici “strategici” in tema di controllo (per quanto è possibile) dell’IA. Il titolo dell’incontro è anodino: “L’uso degli strumenti di intelligenza artificiale e il Codice dei contratti pubblici: opportunità e criticità”, ed è inserito nel programma del Master Anticorruzione dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, facoltà di economia, con al fianco Autorità nazionale anticorruzione, Banca d’Italia – Eurosistema, Autostrade per l’Italia, Poste Italiane, Promo PA, Fondazione Mediocredito Centrale, Fondazione Gabriele Berionne Ets, con alla guida Emiliano Di Carlo, direttore del Master Anticorruzione, e Filippo Cucuccio, dg Anspc. Ma chi ci sarà con Cerchiai quel pomeriggio? Ecco qualche nome: Maurizio Vallone, direttore della Scuola di perfezionamento per le forze di polizia; il generale Giancarlo Trotta, comandante della Scuola di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza; Giuseppe Cascini, procuratore aggiunto di Roma; Giuseppe Busia, presidente Anac; Enzo Serata, direttore Uif – Banca d’Italia. Chi si occupa della spesa pubblica dovrà seguire con estrema attenzione quanto verrà detto in questo convegno…

Al Senato si mangia e si beve
Su Lettera43 è stato annunciato nei dettagli il martedì enologico in programma al Senato, con tanto di Barolo, alla presenza di Gianni Letta e Luca Cordero di Montezemolo. Ora si è aggiunto Pier Ferdinando Casini, per la parte prettamente gastronomica, che sempre nella giornata di martedì porterà alla buvette, per la gioia dei colleghi senatori, di amici e simpatizzanti, le tagliatelle alla bolognese. Protagonisti sono gli “apostoli della tagliatella”, roba che da un democristiano come Casini sembra un oltraggio alla religione cattolica, che scendono a Roma per «promuovere e sostenere ogni iniziativa atta a valorizzare e a degustare sua signoria la Contessa Tagliatella». E lui, il Pier Ferdinando, per la gioia non si contiene: «Io sono costantemente impegnato a spiegare agli italiani che Bologna è la città più bella d’Italia. Sono tante le eccellenze che concorrono per definirla tale, dalla cultura e dalla ricerca scientifica, all’arte con la Fiera che sta tornando grande, ma anche lo sport con lo scudetto della Virtus e la Coppa Italia del Bologna e non a caso è sempre più amata dai turisti che ne apprezzano la genuinità e la particolarità», afferma l’ex presidente della Camera dei deputati. Già, ma tutta la platea mangereccia, dopo aver gustato le tagliatelle e, nel pomeriggio, degustato il Barolo, dove andrà? Sono tutti attesi all’Ara Pacis, da Pietro Salini, l’amministratore delegato di Webuild, che attende i vip per la mostra “Evolutio. Building the future for the last 120 years”, una celebrazione della capacità imprenditoriale di costruire opere gigantesche. Avete presente il progetto del ponte sullo Stretto di Messina?































