La Molisana vola in America: l’idea dello stabilimento negli Usa

Lo storico pastificio La Molisana potrebbe aprire il suo primo stabilimento negli Stati Uniti. Giuseppe Ferro, amministratore delegato della società di Campobasso, lo ha annunciato ai giornalisti durante una conferenza stampa in cui si è parlato dei dazi che il governo Trump imporrà all’azienda. Le extra tariffe sui prodotti de La Molisana saranno del 107 per cento, a partire dal 2026. Ferro ha spiegato che l’azienda è stata sottoposta a una terza procedura di dumping e che una quarta è in arrivo. Poi ha parlato della possibilità di uno stabilimento negli Stati Uniti: «Cercheremo di discutere con l’amministrazione americana perché con dazi al 107 per cento per noi non è possibile lavorare».

L’ad respinge le accuse di dumping

Ferro ha aggiunto: «Il nostro export negli Usa rappresenta circa il 10-11 per cento del totale». L’ad ha parlato oi della procedura di dumping: «La prima volta abbiamo ottenuto “zero”, quindi il meglio della correttezza, la seconda 1,6 per cento. Questa volta abbiamo ottenuto il 91 per cento, ma non è stato fatto un calcolo. La procedura ha infatti detto, cosa non assolutamente vera, che non siamo stati collaborativi». La Molisana, quindi, ha respinto le accuse di dumping.

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La Molisana, perché dazi al 107 per cento

È da qui che si è arrivati alla misura relativa ai dazi del 107 per cento. È infatti frutto di un’inchiesta antidumping che il Dipartimento del Commercio americano ha aperto nei confronti di due marchi di rilievo, Garofalo e La Molisana. L’accusa è di aver venduto a prezzi troppo bassi i propri prodotti tra il luglio 2023 e l giugno 2024. Oltre ai due pastifici sono stati presi di mira anche altri marchi, tra cui Barilla e Rummo. Al 107 per cento si è arrivati aggiungendo al 15 già applicato su prodotti del made in Italy come l’olio, il vino e i formaggi, una tariffa del 91,7 come margine di dumping.