La Cina ha dichiarato di essere pronta a «combattere fino alla fine» nella guerra commerciale con gli Stati Uniti, dopo la minaccia di Donald Trump di introdurre dazi aggiuntivi fino al 100 per cento sui prodotti di Pechino. La misura è stata annunciata in risposta alle nuove restrizioni imposte dalla Cina sull’esportazione di terre rare. Un portavoce del ministero del Commercio cinese ha ribadito la posizione del Paese: «Sulla questione delle guerre tariffarie e commerciali, la posizione della Cina rimane coerente. Se volete combattere, combatteremo fino alla fine; se volete negoziare, la nostra porta rimane aperta».
La Cina impone sanzioni a cinque controllate Usa del gruppo sudcoreano Hanwha Ocean
L’inasprimento delle tensioni tra le due potenze economiche ha avuto effetti anche sui loro partner. In particolare, la Cina ha imposto sanzioni a cinque controllate statunitensi del gruppo sudcoreano Hanwha Ocean, accusandole di aver collaborato con l’indagine americana sul comparto navale. Le restrizioni colpiscono Hanwha Shipping, Hanwha Philly Shipyard, Hanwha Ocean Usa International, Hanwha Shipping Holdings e HS Usa Holdings, ora escluse da qualsiasi transazione con soggetti o aziende cinesi. A seguito dell’annuncio, le azioni Hanwha hanno registrato un calo fino all’8 per cento alla Borsa di Seul, riflettendo i timori degli investitori per l’impatto sulle attività internazionali del gruppo.
Pechino: «Hanwha ha suppurtato le attività investigative di Washington»
Washington aveva già comunicato in aprile l’intenzione di applicare tariffe su tutte le imbarcazioni costruite o gestite in Cina, dopo che un’indagine aveva evidenziato il predominio cinese nel settore cantieristico, ritenuto una minaccia alla sicurezza nazionale. Pechino ha reagito introducendo “tasse portuali speciali” per le navi americane dirette nei suoi porti, entrate in vigore contemporaneamente alle misure statunitensi. In una nota ufficiale, il ministero del Commercio cinese ha affermato che tali provvedimenti «danneggiano gravemente i legittimi diritti e interessi delle imprese cinesi» e ha accusato le filiali di Hanwha di aver «assistito e supportato le pertinenti attività investigative di Washington, mettendo a repentaglio sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo della Cina».
