Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha criticato Israele dopo il voto della Knesset che apre la strada all’annessione della Cisgiordania. Una mossa che secondo Washington rischia di compromettere il piano di tregua elaborato da Donald Trump per porre fine al conflitto a Gaza. «Il presidente aveva reso chiaro che non possiamo supportare questa ora ora. Pensiamo che possa essere una minaccia per l’accordo di pace», ha detto il segretario di Stato ai giornalisti prima di lasciare Israele. Insieme a Rubio, questa settimana Trump aveva inviato in Israele il consigliere Jared Kushner, l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e il vicepresidente JD Vance, con l’obiettivo di puntellare l’accordo di tregua facendo pressioni sul governo Netanyahu.
Cosa prevede il piano di annessione della Cisgiordania
Il parlamento israeliano ha approvato in via preliminare due progetti di legge che puntano a estendere la sovranità sulla Cisgiordania, territori occupati illegalmente dal 1967. Il provvedimento arriva dopo l’approvazione del piano E1, che prevede la costruzione di 3.400 nuove abitazioni tra Gerusalemme e Ma’ale Adummim, e che dividerebbe la Cisgiordania in due, interrompendo di fatto la continuità territoriale in Palestina. Il voto, passato per un solo voto di scarto (25 a 24), rappresenta così il primo passo verso un’annessione che renderebbe impossibile la nascita di uno Stato palestinese, una prospettiva a cui Israele si oppone e che i negoziati guidati dagli Stati Uniti non hanno ancora affrontato. «Non ho deciso sulla soluzione dei due Stati», ha detto Trump la settimana scorsa.
