Il Venezuela dice di aver smantellato una cellula della Cia

Le tensioni tra Venezuela e Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo picco dopo che Caracas ha annunciato di aver smantellato una presunta cellula «finanziata dalla Cia» che avrebbe pianificato un attacco sotto falsa bandiera contro il cacciatorpediniere americano USS Gravely, ormeggiato a Trinidad e Tobago, a poche decine di chilometri dalle coste venezuelane. Secondo il ministro dell’Interno Diosdado Cabello, quattro persone sarebbero state arrestate nell’ambito dell’operazione. Il governo di Nicolás Maduro accusa Washington di «fabbricare pretesti per un’escalation militare nei Caraibi», e ha annunciato un reclamo formale alle Nazioni Unite chiedendo «misure urgenti per prevenire un conflitto».

Il Venezuela dice di aver smantellato una cellula della Cia
Il cacciatorpediniere USS Gravely a Trinidad e Tobago (Ansa).

Il governo venezuelano ha definito l’arrivo della nave militare americana «una provocazione volta a scatenare una guerra». Maduro ha inoltre sospeso un accordo sul gas con Trinidad e Tobago, accusando la premier Kamla Persad-Bissessar di trasformare il suo Paese «in una portaerei dell’impero americano». L’episodio si inserisce in un contesto di forte pressione militare: Washington ha schierato otto navi da guerra, un sottomarino e oltre 10 mila soldati tra i Caraibi e il Golfo del Messico, oltre ad aver autorizzato la Cia a condurre operazioni segrete in Venezuela. Con il pretesto della lotta al narcotraffico, secondo Caracas gli Stati Uniti starebbero preparando «un’operazione di cambio di regime» per impadronirsi delle risorse petrolifere del Paese.