Gli Stati Uniti ritireranno migliaia di soldati dalle basi militari americane in Romania, Ungheria, Slovacchia e Bulgaria. La notizia, riportata dal sito rumeno G4Media.ro, è stata poi confermata da Bucarest. La decisione della Casa Bianca è stata comunicata lunedì 27 ottobre nell’ambito del quadro ufficiale della Nato: ha effetto immediato, ma teoricamente il Congresso può ancora modificarla.
La spiegazione del ministero della Difesa rumeno
Come detto, il ridimensionamento Usa (almeno in Romania) è stato confermato da Bucarest. Il ministero della Difesa con una nota ha spiegato che «la decisione degli Stati Uniti è quella di sospendere la rotazione in Europa di una brigata che aveva elementi in diversi Paesi della Nato». Le truppe americane sono di stanza in Romania nelle basi di Mihail Kogelniceanu, Deveselu e Câmpia-Turzi. Bucarest ha sottolineato che circa mille soldati americani rimarranno schierati sul territorio rumeno dopo questa rivalutazione.
Gli Usa stanno spostando il baricentro verso l’Indo-Pacifico
La decisione degli Stati Uniti riflette l’indirizzo strategico dell’Amministrazione Trump, che sta sollecitando i Paesi europei a farsi carico in misura maggiore della propria difesa. Washington, infatti, sta spostando il baricentro della sua politica estera verso l’Indo-Pacifico, con l’obiettivo di contenere l’espansione militare e l’influenza economica della Cina, considerata la principale rivale. Parallelamente, gli Stati Uniti stanno consolidando i rapporti con Giappone, Corea del Sud, Australia e Filippine, partner chiave per la sicurezza regionale e per garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento di materie strategiche come i semiconduttori.
