Parma, cori fascisti nella sede di FdI: la procura apre un fascicolo

La procura di Parma ha avviato accertamenti in merito all’episodio dei cori di stampo fascista nella sede cittadina di Fratelli d’Italia. Il procuratore capo Alfonso D’Avino ha precisato all’Ansa che «si tratta di un modello 45, non c’è ancora un reato ipotizzato», chiarendo che l’indagine si trova «ancora nella fase esplorativa sulla base delle notizie apprese dalla stampa». L’inchiesta è affidata alla Digos della questura di Parma, che dovrà stabilire la veridicità dei fatti e valutare «se il fatto sia vero e accertare se possa trasformarsi in una notizia di reato». Al momento, non risultano iscrizioni nel registro degli indagati. Intanto, per le 18 è stato convocato un presidio di protesta dal collettivo Azione Antifascista proprio davanti alla sede del partito, già sorvegliata dal primo pomeriggio da polizia, carabinieri e guardia di finanza, con il supporto di un reparto mobile proveniente da Milano

Il nuovo commissario di Gioventù Nazionale di Parma nominato nei prossimi giorni

Dopo la diffusione del video che ritrae un gruppo di giovani mentre intona cori e inni, la dirigenza nazionale di Gioventù Nazionale – movimento giovanile di Fratelli d’Italia – ha deciso di commissariare la sezione parmigiana, rimuovendo il coordinatore Jacopo Tagliati. Il nuovo commissario dovrebbe essere nominato nei prossimi giorni. L’organizzazione giovanile del partito sta inoltre procedendo all’identificazione dei partecipanti coinvolti nell’episodio, che potrebbero essere segnalati alle autorità. Nessuno, né tra i vertici nazionali né tra i rappresentanti locali di Fratelli d’Italia, ha finora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.