Fares Bouzidi, il giovane che guidava lo scooter durante l’incidente in cui il 24 novembre 2024 morì Ramy Elgaml, ha fatto fa appello contro la condanna a due anni e otto mesi inflitta per resistenza a pubblico ufficiale. Bouzidi, senza patente, non si fermò all’alt e a quel punto iniziò un inseguimento di 20 minuti a velocità sostenuta per le strade di Milano, conclusosi in modo tragico all’incrocio tra via Quaranta e via Ripamonti.
La tesi della difesa: «Disprezzo e soprusi»
La difesa di Bouzidi ha chiesto alla Corte d’Appello che i giudici riconoscano la non punibilità del 22enne. Nell’atto depositato dai legali Debora Piazza e Marco Romagnoli si legge che le espressioni usate dai carabinieri durante l’inseguimento – documentate dalle body cam – rivelerebbero «un atteggiamento di disprezzo e sopruso incompatibile con il corretto esercizio della funzione pubblica» e una condotta «improntata a prepotenza e tracotanza, palesemente sproporzionata rispetto alle finalità perseguite». Gli avvocati di Bouzidi, inoltre, fanno riferimento ancora a un presunto speronamento da parte dell’ultima gazzella inseguitrice.
I carabinieri hanno ottenuto 2 mila euro di risarcimento
Bouzidi è stato condannato con rito abbreviato il 26 giugno. In questo ramo del processo, i sei carabinieri che erano a bordo delle tre auto coinvolte nell’inseguimento si erano costituiti parti civili, ottenendo un risarcimento di 2 mila euro ciascuno per danni morali.
