Ponte sullo Stretto, nuovo stop della Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha comunicato di aver «non ammesso al visto» il terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il ministero dei Trasporti e la Società Stretto di Messina, il documento che definisce i rapporti tra l’ente concessionario del progetto del Ponte sullo Stretto e il Mit, responsabile della concessione e della vigilanza. L’organo contabile precisa che la delibera con le motivazioni complete sarà pubblicata entro un mese. A seguito della decisione, Matteo Salvini ha diffuso una nota in cui parla di un passaggio atteso, assicurando che «nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei Conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso».

Bonelli: «Decisione della Corte di Conti di una gravità assoluta»

Duro invece il commento di Angelo Bonelli, che definisce la scelta della magistratura contabile «di una gravità assoluta», sostenendo che il governo stesse impegnando denaro pubblico «dentro un quadro ritenuto non legittimo» e per una infrastruttura da 14 miliardi di euro priva delle necessarie garanzie tecniche, ambientali e giuridiche. Il parlamentare di Avs aggiunge di essere pronto a rivolgersi alla procura europea nel caso l’esecutivo decidesse di andare avanti. Secondo Bonelli, il pronunciamento «preclude di fatto la possibilità di sottoscrivere l’accordo di programma tra Mit, Mef e la società Stretto di Messina», facendo venir meno l’impianto amministrativo che regola il rapporto tra Stato e concessionaria. «Meloni e Salvini non possono far finta di nulla: se rispettano legalità e cittadini, fermino subito questa operazione opaca, costosissima e inutile», conclude.