Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio

L’imprenditrice Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’ha deciso il gup di Roma Gabriele Fiorentino. Alla donna vengono contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. La prima udienza del processo è stata fissata per il 6 ottobre.

Sangiuliano denunciò 33 episodi di stalking

L’inchiesta della procura di Roma è stata aperta dopo la denuncia dell’ex ministro che contestava a Boccia 33 episodi di stalking. Secondo l’accusa, la donna avanzava «continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff», si era fatta consegnare la chiave d’oro della città di Pompei e vessava quasi quotidianamente Sangiuliano, arrivando perfino a obbligarlo a tenere la porta del bagno aperta. Gli avvocati dell’imprenditrice controbattono: «Lui aveva potestà di interrompere quando voleva questo rapporto».