Tra le colline di viti della zona di Orvieto, al confine tra l’Umbria e il Lazio, scalda i motori il futuro presidente di Coldiretti, la potente associazione degli agricoltori italiani. La famiglia Cotarella, che ha costruito un piccolo impero nei vini, spera di piazzare l’erede Dominga al vertice del mondo agro-alimentare italiano.
La Coldiretti è molto più di un’associazione: è una lobby di peso
Nel Paese che, per la fortuna della sua fama e del suo export, vanta il miglior cibo al mondo e anche quello più desiderato all’estero, la Coldiretti è molto più di un’associazione: è una lobby di peso in qualsiasi governo, soprattutto poi se il governo in carica ha fatto del “nazionalismo” (pardon, della “sovranità”) alimentare una bandiera: non a caso, dopo la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni del 2022, Francesco Lollobrigida, il cognato (in realtà ormai ex) di Giorgia Meloni, ha voluto per sé il ministero dell’Agricoltura: la terra porta voti e denaro (sotto forma di sussidi dell’Unione europea per la filiera contadina).
Cambio al vertice? Su Prandini voci per il dopo Fontana in Regione
Oggi, la poltrona di numero uno di Coldiretti è saldamente in mano a Ettore Prandini, 53enne bresciano. Ma il suo nome è tra i preferiti dei meloniani come possibile candidato alla presidenza della Regione Lombardia, quando Attilio Fontana lascerà il posto nel 2028: ci sarebbe pure un imprimatur di Matteo Salvini su Prandini.
Se così fosse, andrebbe trovato un successore per il presidente della Coldiretti: è qui che entra in scena Dominga Cotarella. Orvietana, classe 1974, è oggi un cavallo di razza dell’associazione: tre anni fa è stata eletta alla presidenza di Coldiretti Terni e poi è stata cooptata nella Giunta nazionale dell’organizzazione. Tra una comparsata al Foro Italico per gli Internazionali d’Italia, dove si aggirava tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, e la frequentazione dei campi da tennis dove si allenano i figli, Dominga ha trovato il tempo di un’altra carica nella galassia Coldiretti: è diventata presidente nazionale di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti. Indiscrezioni dentro gli uffici di Via Nazionale, a Roma, la danno in corsa per la presidenza con la P maiuscola, quella di tutta Coldiretti, aiutata anche dal titolo di Cavaliere insignitole dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La fortuna del Montiano e un fatturato di oltre 12,2 milioni nel 2024
Figlia di Riccardo Cotarella (celebre enologo e deus ex machina del vino Falesco), Dominga è stata la più intraprendente tra le varie sorelle: ricopre il ruolo di amministratrice delegata e direttrice commerciale di Famiglia Cotarella, l’azienda vinicola fondata dal padre che nel 2024 ha toccato un fatturato di oltre 12,2 milioni di euro, con picchi di 15 milioni negli anni passati, spinti dal successo del vino Montiano, l’etichetta più celebre della cantina umbra. Nel 2021 la cantina umbra è stata classificata al nono posto tra le prime 10 aziende italiane per redditività.

Definito spesso come il “Sassicaia del Lazio“, il vino Montiano ha riscritto la storia della viticoltura regionale, dimostrando che anche le terre vulcaniche tra Montefiascone e Castiglione in Teverina potevano produrre vini rossi di statura mondiale. Nato nel 1993 da un’intuizione di Riccardo e Renzo Cotarella, il Montiano rappresentava all’epoca una rottura col passato. In una zona storicamente votata ai vini bianchi (come il celebre Est! Est!! Est!!!, di cui Cotarella ne produce una versione), la famiglia decise di piantare uve di Merlot, innestando vitigni che arrivavano direttamente da Montpellier, nel Sud della Francia.
Da D’Alema a Vespa, così si costruisce il network giusto…
Nessuno ha mai scalato l’ascensore della politica con il vino, ma Dominga ha trasformato le vigne in un’arma di diplomazia e relazioni: la famiglia produce il vino per le tenute pugliesi dell’ex primo ministro Massimo D’Alema e per l’immarcescibile Bruno Vespa. Ha poi puntato sulla formazione con l’alta accademia “Intrecci“, una scuola per il personale di sala a Castiglione in Teverina: i suoi alunni hanno servito i potenti della terra durante il G7 di Borgo Egnazia. Sono tutti piccoli segnali dell’ingresso nell’Italia che conta, pure con qualche puntata “estera” e fuori dalla politica.
Uno degli episodi più chiacchierati dalle cronache “social” è stata la partecipazione di Dominga e della sua famiglia al party per il 30esimo anniversario di matrimonio della rockstar Sting e della moglie Trudie nella loro tenuta vinicola toscana nel Chianti, Il Palagio, a suggello di una stretta collaborazione professionale e personale.

























