AGI - Dopo l'inchiesta di AGI, si muove la famiglia Rizzo - proprietaria della Ternana calcio -, che, in queste ore, ha depositato i primi due esposti alla procura di Terni.
L'esposto della famiglia Rizzo
Al centro degli accertamenti di una prima denuncia gli atti dell'ex super consulente della società calcistica Massimo Ferrero, un passato come presidente della Sampdoria, e dell'ex amministratore unico Tiziana Pucci.
Nelle carte, secondo quanto trapela, si chiede ai magistrati umbri di indagare i due per "infedeltà patrimoniale in concorso". Tra Pucci e Ferrero, si ricorda, il legame è storico e inossidabile. La seconda, infatti, è stata la storica segretaria dell'ex presidente dei blucerchiati e che, a Terni, si faceva chiamare 'vicepresidente'.
I due si sono ritrovati poi nella breve avventura in Umbria. Un 'raggiro' vero e proprio subito dalla famiglia della patron Claudia Rizzo, 23 anni e un carattere da leader, si è trovata a fronteggiare insieme ai suoi cari assistiti dall'avvocato Manlio Morcella.
L'accusa a Ferrero e Pucci è pesante: si contesta, infatti, l'infedeltà patrimoniale, un reato commesso quando amministratori o altre figure apicali, cagionano "intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto" ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Il secondo esposto
Non solo. In un secondo esposto, infatti, sarebbe ricostruito quanto avvenuto nell'intero periodo tra giugno 2024 e settembre 2025, prima che il timone della società passasse nelle mani dei Rizzo.
Un susseguirsi di operazioni economiche che ora sono al vaglio dei magistrati e sul tavolo del procuratore capo di Terni, Antonio Laronga. Il magistrato, arrivato in Umbria da poco, ha un curriculum di tutto rispetto: nato a Torremaggiore 59 anni fa, Laronga si occupa da 25 anni di criminalità organizzata e soprattutto della 'quarta mafia', a cui ha dedicato due libri.
La mossa di Ferrero
Nella ricostruzione AGI, raccontava che Tiziana Pucci, martedì 9 dicembre 2025 - un giorno o due prima dell'assemblea dei soci nella quale sarebbero stati revocati gli incarichi alla donna e a Ferrero -, avrebbe fatto depositare un atto sulla crisi aziendale della Ternana bloccando di fatto il licenziamento di entrambi e impedendo a quello che era, nei fatti, il nuovo amministratore designato di subentrare.
Secondo fonti interpellate da questa agenzia, per far ciò è stato chiamato un notaio da Cassino. E Massimo Ferrero, il 19 settembre scorso, grazie all'ad Pucci, aveva ottenuto un contratto di 3 anni (a fronte di quello da 1 anno richiesto dai Rizzo), a cifre considerate fuori budget.
Con il ruolo da consulente, infatti, avrebbe guadagnato 360 mila euro netti per tre anni che, con eventuale promozione in Serie B, sarebbero saliti ulteriormente a circa 600 mila. E poi ci sarebbero stati i premi: 1 milione di euro netti per la promozione tra i cadetti e ben 2 milioni di euro netti per l'eventuale promozione in Serie A.
Finanziamenti e sponsorizzazioni
Tra i “finanziamenti” sotto la lente degli inquirenti compaiono diverse migliaia di euro per sponsorizzazioni alla stessa Ternana, contabilizzate dalla Crick Crock (e mai versate alla squadra) quando al timone dell’azienda c’era Antonio Scaramuzzino. A questi si aggiunge una fattura da 25 mila euro emessa dalla società Sirius, sempre dello stesso imprenditore Scaramuzzino, vicino ad Alessandro Di Paolo, il 27 settembre 2023, nei confronti della squadra di Terni, e con oggetto ufficiale "attività di consulenza per ricerca sponsor".
I rapporti tra Scaramuzzino e Di Paolo
I rapporti tra Scaramuzzino e Di Paolo erano buoni e la passione dell'imprenditore, per il calcio è cosa nota. In passato, infatti, la famiglia – e in particolare il padre Roberto –, aveva finanziato l'Ostiamare. E anche sul litorale compare un finanziamento della Crick Crock di Scaramuzzino, coincidenze sulle quali gli inquirenti vogliono però vederci chiaro.
Secondo fonti interpellate dalla nostra agenzia, Di Paolo non sarebbe però il 'dominus', bensì, "un ragazzo che è stato utilizzato e sfruttato", "un buono interessato alle feste, alle belle ragazze e al divertimento con una grande passione per il calcio" e lui stesso sarebbe stato "messo in mezzo da altri soggetti". Questo, ovviamente, lo stabiliranno le indagini degli inquirenti.
Si indaga sui vertici di Banca Progetto
In tutti i casi, i detective della finanza coordinati dalla procura di Roma nelle ultime ore stanno chiudendo il cerchio nell'inchiesta su presunti finanziamenti irregolari concessi da Banca Progetto a diverse società e, di riflesso, anche alla Ternana e alla Triestina: tra i 52 indagati, come si ricorderà, figurano anche l'imprenditore Di Paolo e Scaramuzzino, ex vertice della Crick Crock, che avrebbe finanziato per migliaia di euro proprio la società umbra.
L'accusa per tutti loro, a vario titolo, è l'indebita percezione di erogazioni pubbliche, ma ora l'inchiesta della procura di Roma potrebbe allargarsi a macchia d'olio. Al vaglio fatture e finanziamenti.
Come si ricorderà, nell'inchiesta figurano tra gli indagati anche l'amministratore delegato di Banca Progetto, Paolo Fiorentino, e i vertici apicali dell'istituto di credito. Secondo quanto apprende AGI sarebbe spettato a loro, infatti, approvare le richieste di finanziamento, così come effettuare i controlli per i profili relativi all'antiriciclaggio, che vi avrebbe dovuto provvedere attraverso strumenti, procedure e risorse interne.
Dato che Ida Ruggiero, oggi indagata insieme al marito, l'avvocato Andrea Centofanti, non aveva il compito né gli strumenti per verificare l'eventuale esistenza di soci o amministratori di fatto di una società, ovvero di individuare probabili “teste di legno”.
L'agente, infatti, non aveva poteri di rappresentanza, né era in alcun modo coinvolta nell'iter di valutazione e approvazione delle richieste di credito. E, da quello che sta emergendo dall'indagine, anche la fase di monitoraggio successiva all'erogazione dei finanziamenti sarebbe stata di pertinenza della Banca, essendo peraltro vietato, dalla normativa antiriciclaggio, delegarne l'assolvimento ad agenti finanziari esterni.
