Il tesoriere, lombardissimo, Alberto Di Rubba, candidato alla Camera. E, per ‘compensare’, almeno geograficamente, Mara Bizzotto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, piccolo ‘innesto’ veneto in un governo in cui ci sono «troppi lombardi». È questo l’incastro che si appresta ad annunciare Matteo Salvini.

La rosa dei candidabili nei due collegi veneti
Venerdì 13 febbraio, nel corso della riunione del consiglio federale della Lega, dovrebbe essere ufficializzata la corsa di Alberto da Casnigo, nella Bergamasca, per il seggio lasciato vacante dall’altro Alberto leghista, Stefani da Borgoricco, in provincia di Padova, eletto alla presidenza della Regione Veneto a fine novembre. Da tempo in Lega si discuteva di una candidatura ‘paracadute’ del tesoriere dopo le vicende giudiziarie legate alla Lombardia Film Commission. «Sulla stessa vicenda una Corte mi ha dichiarato innocente e un’altra Corte colpevole», ha spiegato recentemente Di Rubba. «Un paradosso! Un peculato senza danno. Un reato che non esiste. Tanto che hanno revocato la confisca. Sette anni di calvario. È emersa ancora la mia innocenza. Ma per un cavillo non è questa la Corte che ha potuto entrare nel merito. Ricorrerò in Cassazione».
Una scelta un po’ curiosa – lamentano i maligni -, quella di schierare un bergamasco in Veneto, per un partito che ha fatto del legame con il territorio la sua bandiera identitaria. Il collegio è l’uninominale Veneto 2 – U01 (che comprende Rovigo) per il quale le elezioni suppletive dovrebbe tenersi in coincidenza con il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo. Per l’altro seggio – collegio uninominale Veneto 2 – U02 (Selvazzano Dentro) – lasciato vacante da Massimo Bitonci, che si è dimesso dopo essere stato arruolato da Stefani come assessore allo Sviluppo economico in Veneto – incarico incompatibile con il seggio parlamentare – la Lega dovrebbe schierare la rodigina Laura Cestari, rimasta fuori da Palazzo Ferro-Fini alle ultime Regionali, o il salviniano di ferro Giulio Centenaro da Padova.
Al Mimit dovrebbe spuntarla Mara Bizzotto
Infine l’ultimo incastro. La poltrona di sottosegretario al Mimit fin qui occupata da Bitonci dovrebbe invece andare a Bizzotto, che all’ultimo pare aver avuto la meglio sul collega senatore Roberto Marti.





