
Potevamo e dovevamo evitare di chiudere tutto, ma ormai abbiamo perso la battaglia. E ora, numeri alla mano, l'unica strada possibile è quella di misure rapide e tempestive sul modello di quelle di marzo e aprile scorsi, per almeno cinque buoni motivi. Le responsabilità le vedremo dopo: ora serve agire, e farlo in fretta.
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