Milano-Cortina, Trump pronto al blitz per la finale dell’hockey

Nel caso di qualificazione della nazionale Usa alla finale del torneo di hockey maschile, Donald Trump potrebbe effettuare un blitz in Italia per assistere alla partita per la medaglia d’oro, che si terrà domenica 22 febbraio nell’impianto di Santa Giulia a Milano. Lo hanno confermato all’Agi fonti della Federazione mondiale di hockey: se ne saprà di più venerdì 20 febbraio, quando si giocheranno le due semifinali: in caso di successo nei quarti (contro la vincente del playoff Svezia-Lettonia), gli Stati Uniti dovrebbero incontrare il Canada.

Milano-Cortina, Trump pronto al blitz per la finale dell’hockey
Tifosi statunitensi all’Arena Santa Giulia di Milano (Ansa).

Prime riunioni per il rafforzamento della sicurezza

Il possibile arrivo di Trump a Milano ha fatto scattare in Prefettura e Questura le prime riunioni operative per un rafforzamento delle misure di sicurezza. Al di là dell’approdo o meno degli Stati Uniti in finale, resta anche l’incognita su quanto dovrebbe durare la permanenza di Trump in Italia. E dove si sposterebbe poi il tycoon, che dopo la finale dell’hockey potrebbe decidere di spostarsi all’Arena di Verona per la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici. In questo caso si tratterebbe di un blitz di poche ore, seppur in due luoghi. Ma non è escluso che il presidente americano possa arrivare con il suo Air Force One fin da sabato sera.

Milano-Cortina, Trump pronto al blitz per la finale dell’hockey
L’Air Force One (Ansa).

Gli Usa hanno vinto solo due volte il torneo olimpico

La nazionale di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti, nonostante la grande popolarità di questo sport negli Usa e il fatto che le franchigie americane (assieme a quelle canadesi) disputino la ricca NHL, ovvero la lega professionistica nordamericana, ha vinto solo due ori olimpici: nel 1960 e nel 1980. Questo perché gli Stati Uniti alle Olimpiadi hanno a lungo schierato giocatori dilettanti (provenienti dalle università) e non le star dell’NHL.

Robert Duvall morto, i cinque ruoli più memorabili

È morto a 95 anni Robert Duvall, uno dei più grandi attori del Novecento, figura di rilievo in capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now. Una carriera cinematografica di successo durata sei decenni consacrata da un Premio Oscar, quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award ed un Bafta.

Robert Duvall morto, i cinque ruoli più memorabili
Robert Duvall morto, i cinque ruoli più memorabili
Robert Duvall morto, i cinque ruoli più memorabili
Robert Duvall morto, i cinque ruoli più memorabili

I cinque ruoli più memorabili

Dopo due piccole apparizioni in Lassù qualcuno mi ama e Il buio oltre la siepe, ha iniziato a interpretare “cattivi” degni di nota, come in La caccia con Brando e Il Grinta con John Wayne. Ma il personaggio che ha dato una svolta alla sua carriera è stato Tom Hagen, il consigliori di don Vito Corleone ne Il Padrino.

Da allora ha collezionato una serie di ruoli nei generi più diversi, spesso in uniforme militare o di poliziotto, da MASH di Robert Altman ad Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, in cui è l’indimenticabile colonnello Kilgore di “Mi piace l’odore del napalm al mattino”. Un altro ruolo memorabile, oltre a quello che gli è valso l’Oscar in Tender Mercies – Un tenero ringraziamento, è quello ne L’assoluzione di Ulu Grosbard, dove interpreta un funzionario di polizia al centro di un dilemma morale.

Ancora in divisa accanto all’agente Sean Penn in Colors – Colori di guerra di Dennis Hopper, e alle prese con la furia di Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher. Si ricorda infine il ruolo di dottor Watson in Sherlock Holmes: soluzione sette per cento di Herbert Ross. Nella sua carriera si è cimentato anche con la regia, come nel caso di Cavalli selvaggi, nel 2015. Con la quarta moglie, l’attrice e regista Luciana Pedraza, aveva dato vita al Robert Duvall Children’s Found per l’assistenza ai bambini argentini ed era stato un sostenitore dell’organizzazione Pro Mujer a sostegno delle donne indigenti dell’America Latina.

Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro

Disastro a Napoli, nel quartiere centrale di Chiaia, dove un vasto incendio ha mandato in fumo la cupola dello storico Teatro Sannazaro, inaugurato nel 1847 e immerso tra i palazzi residenziali della zona. Ancora non è ancora chiaro cosa abbia innescato il rogo: la prima ipotesi formulata è quella di un corto circuito.

Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro
Incendio nel cuore di Napoli, in fiamme il Teatro Sannazaro

La prima ipotesi è quella di un corto circuito

Sul posto i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo. Ma non è stato possibile salvare la cupola del teatro: crollata a causa delle fiamme, ha colpito la platea. Si sarebbero inoltre verificati anche ai palazzi adiacenti. Area irrespirabile in tutto il quartiere: ci sono almeno quattro persone intossicate, ma fortunatamente nessuna è grave.

La storia della “Bomboniera di via Chiaia”

Attiguo alla Chiesa di Sant’Orsola e edificato sull’area dell’antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, il Teatro Sannazaro è noto come la “Bomboniera di via Chiaia” per le dimensioni ridotte e la ricchezza delle sue decorazioni. Nel 1888 fu il primo teatro napoletano a essere illuminato per mezzo di luce elettrica. L’anno successivo vide la prima di Na santarella, commedia di Eduardo Scarpetta, che qui poi avrebbe poi chiuso la sua lunga carriera. Calcarono il palcoscenico del Teatro Sannazaro Eleonora Duse, Antonio Gandusio, Tina Di Lorenzo, Antonio Gandusio e Emma Gramatica. Dopo un periodo di declino, nel 1964 la gestione del teatro fu rilevata dall’attrice Luisa Conte, che lo riaprì nel 1974 con la compagnia stabile di Veglia. Il teatro da allora è rimasto di proprietà della sua famiglia e oggi è diretto dalla nipote Lara Sansone, nota al grande pubblico per il ruolo di Bice Cerruti nella soap Rai Un Posto al Sole.

Da Cairo a De Laurentiis, gli intrappolati nel business mangia soldi del calcio

Si ha un po’ come l’impressione che certi imprenditori proprietari di club di calcio in Italia siano rimasti intrappolati in una situazione che all’inizio mostrava del potenziale, ma che, stagione dopo stagione, si sta rivelando il peggiore degli incubi: business in perdita, contestazione da parte dei tifosi, valore del patrimonio crollato, nessun compratore credibile all’orizzonte.

Da Cairo a De Laurentiis, gli intrappolati nel business mangia soldi del calcio
Contestazione dei tifosi del Torino contro Urbano Cairo (foto Ansa).

Urbano Cairo (Torino), la famiglia De Laurentiis (Bari), Danilo Iervolino (Salernitana) e Matteo Manfredi (Sampdoria) si ritrovano avvitati, chi da molti anni e chi da un po’ meno, in un contesto nel quale bisogna continuare a investire se si vuole preservare un qualche appeal per il mercato, ma dove i risultati sportivi non arrivano e, anzi, peggiorano stagione dopo stagione.

Anche Lotito contestato, ma la Lazio gli è utile

Vengono insultati in continuazione, sui social e dal vivo allo stadio, buttano via soldi, accumulano negatività, hanno una immagine sportivamente devastata, da imprenditori fanno una pessima figura, e in più non riescono a liberarsi di queste zavorre. Ci sarebbero anche Claudio Lotito (Lazio) o la famiglia Commisso (Fiorentina, al di là della tragica vicenda della morte del patron Rocco) da iscrivere d’ufficio a questo circolo di proprietari contestati dai tifosi e con poche soddisfazioni sul campo. Ma, almeno finora, non sembra esserci una decisa volontà di vendere, e anzi si intravede un qualche senso economico-finanziario per le operazioni di Lotito (Lazio utile per i suoi business con la pubblica amministrazione, anche se la richiesta di vendere è arrivata persino da… Palazzo Chigi!) e Commisso (l’ipotesi per la Fiorentina è di avere in concessione il nuovo stadio Artemio Franchi, pronto nel 2029). Mentre per i primi quattro citati è davvero buio pesto.

Da Cairo a De Laurentiis, gli intrappolati nel business mangia soldi del calcio
Claudio Lotito, presidente della Lazio (Ansa).

Danilo Iervolino e la Salernitana che gli è costata già 140 milioni

Danilo Iervolino, per esempio, ha salvato la Salernitana il 31 dicembre 2021, facendo un grande favore proprio a Lotito, che ne era precedente proprietario. Ha rilevato il club in Serie A, versando 10 milioni di euro, ha mantenuto la squadra nella massima categoria fino alla stagione 2023-24, quando è retrocessa in B. Nel 2024-25 l’immediata e sanguinosa retrocessione in C. Ora, nel campionato 2025-26, il club naviga in terza posizione nel girone C della serie C. Ma questo scherzetto, in poco più di quattro anni, è costato a Iervolino già 140 milioni di euro in versamenti nella società. Una somma che difficilmente verrà recuperata, anche con la vendita del club in Serie C o in Serie B. Nel frattempo la Salernitana ha chiuso l’esercizio 2022 con 16,8 milioni di euro di rosso, salito a 29,6 milioni nel 2023, per poi lievitare a 41,4 milioni nel 2024. Nel 2025 un leggero miglioramento, con perdite scese a 31,1 milioni di euro. Insomma, un business con prospettive poco rosee, e che non offre a Iervolino neppure un ritorno positivo di immagine. Un cerino acceso che l’imprenditore campano non sa a chi passare.

Da Cairo a De Laurentiis, gli intrappolati nel business mangia soldi del calcio
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Il Bari della famiglia De Laurentiis, un club dal valore prossimo allo zero

La famiglia De Laurentiis, memore dell’affare fatto nel 2004 quando avevano comprato a zero il Napoli ripartendo dalla Serie C, aveva provato a fare il bis nell’estate 2018, rilevando a zero il Bari che ripartiva addirittura dalla D. Nella stagione 2018-19 il club è stato promosso in serie C, dove è rimasto per tre stagioni, e nel 2022-23 è salito in serie B. Nonostante ambizioni di A, la squadra si è ritrovata spesso vicina alla retrocessione in C. E nel campionato in corso, 2025-26, il Bari è penultimo in classifica dopo 25 giornate. La famiglia De Laurentiis è odiatissima a Bari e il presidente Luigi De Laurentiis (figlio di Aurelio) viene contestato da mesi. Gli esercizi del Bari (o, se preferite, della Bari) nella gestione De Laurentiis si sono sempre chiusi con perdite: 120 mila euro nel 2019, e poi quattro milioni nel 2020, 7,7 milioni nel 2021, sette milioni nel 2022, 2,1 milioni nel 2023, 3,4 milioni nel 2024, 5,9 milioni nel 2025. Una trentina di milioni di rosso in tutto, con patrimonio netto negativo per 6,7 milioni e debiti per 21,5 milioni. A oggi il Bari è una scatola vuota, quindi, e ha un valore prossimo allo zero.

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Urbano Cairo, vent’anni di mediocrità per la disperazione dei tifosi del Toro

Nel settembre 2005 Urbano Cairo acquisì sostanzialmente a zero euro il controllo del Torino Football Club e ne divenne presidente. In questo ventennio il Toro ha chiuso in perdita 14 dei 20 bilanci di esercizio della gestione Cairo. Dopo sei anni consecutivi di bilancio in rosso dal 2018, con -38,2 milioni di euro nel 2021, -6,8 milioni di euro nel 2022, e -9,8 milioni nel 2023, nel 2024 si è tornati finalmente all’utile per 10,4 milioni (grazie alle cessioni dei calciatori Alessandro Buongiorno e Raoul Bellanova), con 130 milioni di euro di debiti e una posizione finanziaria netta negativa per 43,5 milioni. Nel frattempo Cairo ha immesso nel Torino circa 80 milioni di euro, e le prospettive per i bilanci 2025 e 2026 puntano ancora verso il rosso, con un’ulteriore erosione del patrimonio personale dell’imprenditore. L’operazione Torino, per Cairo, ha ormai ampiamente esaurito il suo senso: il fatto di essere presidente del club ha puntato infatti i riflettori sull’imprenditore quando non era così conosciuto nei salotti che contano, e ha consentito a Cairo di sedere in consessi importanti che poi gli sono serviti, come una sorta di soft power, sia nella scalata a La7 sia in quella a Rcs Media Group. Ora, però, non ci sono più vantaggi: dopo 20 anni di risultati sportivi pessimi, Cairo è, a torto o a ragione, l’uomo più odiato e contestato dai tifosi granata e da anni riceve intollerabili minacce di morte. Il problema è che nessuno vuole comprarsi il Torino, e Cairo non sa come uscirne, anche se, a 69 anni a maggio, avrebbe probabilmente voglia di godersi di più la vita.

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Matteo Manfredi alla ricerca di compratori seri per la Samp

Il 47enne finanziere Matteo Manfredi, fondatore di Gestio capital, ha comprato la Sampdoria nel maggio 2023, versando 30 milioni di euro. Dal 2024 è presidente del club. Nel 2023-24 i blucerchiati hanno disputato il campionato di Serie B, e nel 2024-25 sono retrocessi in Serie C. Venendo però ripescati e riammessi in B. Nell’attuale campionato 2025-2026 navigano a metà classifica della B, più vicini alla zona retrocessione che a quella promozione. Il bilancio 2023 della Sampdoria si è chiuso con perdite per 29,8 milioni di euro, e poi 40,6 milioni di rosso nel 2024 e di sicuro altro rosso nel 2025. Nella società, finora, sono stati immessi oltre 100 milioni di euro, con risultati sportivi molto negativi e un valore del patrimonio che è tanto calato. Ma, pure in questo caso, di compratori seri all’orizzonte neppure l’ombra.

Da Cairo a De Laurentiis, gli intrappolati nel business mangia soldi del calcio
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Napoli: in fiamme lo storico Teatro Sannazaro, la cupola crolla sulla platea. Ventidue fam…

AGI - Incendio nella notte a Napoli nel centrale quartiere di Chiaia. La zona interessata è quella del teatro Sannazaro. Sul posto i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo.

Crollano platea e palchetto

Le fiamme hanno anche interessato la cupola dello storico teatro che è crollata sulla platea. Crollato anche un palchetto che ha ferito due vigili durante le operazioni di spegnimento delle fiamme dentro il teatro.

"Abbiamo due vigili che si sono fatti male mentre stavano operando perché è crollato un palchetto e ora sono in ospedale per precauzione", ha spiegato il comandante dei caschi rossi, Giuseppe Paduano.

Al momento non ci sono, a suo dire, i presupposti per individuare da dove e perché sia partito il rogo che ha distrutto il teatro, una parte dei depositi nel retro del teatro e in alcuni appartamenti. Stanno partendo le operazioni di smassamento e infine la messa in sicurezza e le verifiche statiche negli appartamenti prima che siano rioccupati laddove possibile.

La Procura apre un fascicolo

La procura di Napoli ha aperto un fascicolo per incendio doloso a carico di ignoti. Le operazioni di smassamento e messa in sicurezza del teatro, degli esercizi commerciali e degli appartamenti connessi allo stabile del teatro non consentono ancora le ispezioni e i rilievi necessari per comprendere l'origine e il punto di innesco delle fiamme. 

Via Chiaia, zona pedonalizzata, è chiusa per un tratto a partire dal ponte di Chiaia. Evacuate alcune abitazioni vicino l'incendio. Sul posto diversi mezzi dei vigili del fuoco, mentre le forze dell'ordine presidiano diversi punti per evitare il passaggio dei pedoni. Arrivata anche la proprietaria del teatro, l'attrice Lara Sansone. L'aria irrespirabile in tutto il quartiere. 

Vertice in Prefettura 

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato immediatamente il Centro Coordinamento Soccorsi al quale hanno partecipato l’assessore regionale alla protezione civile, Fiorella Zabatta, il direttore della Asl Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa, il direttore dell’Arpac Dario Mirella, i rappresentanti dei Vigili del fuoco, del Comune di Napoli, dei servizi ABC ed E-Distribuzione oltre alle forze di polizia.

Otto persone rimaste intossicate e 60 evacuate 

Le fiamme hanno raggiunto anche 22 unità abitative adiacenti, prontamente sgomberate. In totale sono state evacuate circa 60 persone.

Dal punto di vista sanitario, quattro persone sono state curate sul posto e altre quattro trasportate presso gli ospedali Vecchio Pellegrini e Fatebenefratelli di Napoli per accertamenti per intossicazione da fumo. Non si registrano feriti.

Le operazioni di soccorso 

L’intervento dei Vigili del fuoco risulta particolarmente difficile a causa della complessità edilizia dello stabile, articolato in corridoi che collegano il teatro con gli edifici adiacenti. Per consentire le operazioni di soccorso, l’intera zona circostante è stata interdetta al traffico veicolare e pedonale.

Su richiesta dei Vigili del FuocoEnel ha provvisoriamente sospeso l’erogazione dell’energia elettrica nell’area interessata, comunicando che il servizio sarà ripristinato non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.

L’Arpac sta collocando una centralina per il rilevamento dei fumi nell’aria. La protezione civile comunale si sta recando sul posto per dare assistenza. La situazione è attentamente monitorata.

Fiamme domate dentro il teatro 

Le fiamme dentro il teatro Sannazaro di Napoli sono state domate, anche se c'è qualche brace che permane, ma non è così per alcuni appartamenti nell'edificio accanto. E si allarga anche la platea degli sgomberi necessari.

È in sintesi l'aggiornamento fornito dal comandante dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano. Paduano conferma il crollo della cupola "su parte della platea. Il teatro è tutto imploso all'interno della platea".

vigili del fuoco sono stati chiamati "perché qualcuno aveva visto uscire del fumo, neanche tanto, dalla cupola, e quando siamo intervenuti ci siamo resi conto che la situazione era già compromessa".

L'interno del Sannazaro è completamente pieno di fumo, quindi non è possibile "neanche renderci conto della situazione. Ci sarà modo e tempo per approfondire la natura del rogo".

Braci ancora attive 

"Ci sono delle braci ancora attive però l'incendio di fatto è spento dentro il teatro - puntualizza il comandante - mentre ancora accese le fiamme in due appartamenti uno al secondo piano e uno al quarto. Stiamo ancora operando".

Piano di evacuazione

Inoltre agli stabili a ridosso del teatro "sono più di uno gli accessi. Quelli che abbiamo fatto noi sono tre, ma ci sono delle scale che confluiscono in altre". "Da altre valutazioni che sono state fatte dovremmo probabilmente evacuare tutto quanto il fabbricato a fianco al teatro. Sono 12 appartamenti e poi dalla parte di dietro dovrebbero essere altri 10, quindi dovrebbero essere 22 appartamenti. Il numero delle persone non lo sappiamo, per un semplice motivo, molti di questi appartamenti non risultano abitati o meglio li abbiamo trovati chiusi", spiega.

Manfredi: un fatto accidentale

Per individuare le cause del rogo che ha distrutto il teatro, "i vigili del fuoco stanno indagando", ma al momento "si pensa a un fatto accidentale. Però è ancora presto per poter definire esattamente l'origine dell'incendio perché si stanno ancora spegnendo dei focolai negli in un appartamento e quindi ci vorrà un po' di tempo per capirlo". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

Giuli, il teatro tonerà a splendere 

"A proposito di tracce della nostra immensa creatività, la piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com'era prima. Ve lo prometto”: lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli parlando dell’incendio che stamani ha colpito il Teatro Sannazaro di Napoli durante il suo intervento nel palazzo del Comune di La Spezia nel corso della cerimonia per l’ingresso di La Spezia nella Rete delle Città Creative Unesco per il Design.

Sannazzaro, bomboniera di Napoli

Il teatro Sannazaro è noto come la 'bomboniera' di Napoli per le sue dimensioni ridotte e l'eleganza della sua costruzione.
E' una piccola sala con quattro ordini di palchi costruito nel 1874 su progetto di Fausto Nicolini nell'area di un chiostro, quello dei padri Mercenari Spagnoli attiguo alla chiesa di Sant'Orsola a Chiaia.

Ricco di ori e stucchi, ha ospitato miti della prosa, come Eleonora Duse o Emma Gramatica, e fu il primo a essere illuminato da luce elettrica nel 1888.

Nel 1934 inizia una fase di declino, e diviene anche cinema per pellicole di serie B, fino a quando nel 1964 Luisa Conte, attrice protagonista di tanto teatro napoletano che recitava anche con Eduardo De Filippo, insieme al marito Nino Veglia, decide di prenderlo e ristrutturarlo, riaprendolo la sera del 12 novembre 1971 con la compagnia stabile di Veglia.

Il teatro da allora è rimasto nella proprietà e nella gestione della famiglia dell'attrice, e oggi è diretto dalla nipote Lara Sansone

 

 

Le nuove cure mirate per psoriasi e dermatite

AGI - La cute è il nostro principale "organo di relazione" e quando è colpita da un'infiammazione cronica, le conseguenze vanno ben oltre l'aspetto visibile. Psoriasi e dermatite atopica possono incidere su sonno, lavoro o scuola, attività fisica, relazioni sociali e salute mentale.

Patologie diverse per meccanismi e storia naturale, ma accomunate da una nuova consapevolezza clinica: oggi gli obiettivi di cura non sono più solo la riduzione delle lesioni raggiunta grazie alle novità terapeutiche, ma un miglioramento reale e misurabile della qualità di vita, possibile grazie a percorsi appropriati, continui e multidisciplinari. Ne hanno discusso gli specialisti della SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse.

Psoriasi e dermatite atopica

"Psoriasi e dermatite atopica non sono solo una questione estetica: possono associarsi a comorbidità e incidere su lavoro, relazioni e salute psicologica", spiega Nicola Zerbinati, Prof. Ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell'Insubria-Varese e membro del consiglio direttivo della SIDeMaST. "Per questo la gestione avanzata è spesso un lavoro di squadra: il dermatologo coordina un percorso integrato e personalizzato, con l'obiettivo di prendersi cura della persona e non solo della lesione", aggiunge.

I numeri delle infiammazioni croniche in Italia

In Italia la psoriasi interessa una quota rilevante della popolazione, con stime di prevalenza comprese tra 1,8% e 4,8% e un'incidenza che può superare i 200 nuovi casi per 100.000 persone all'anno. La dermatite atopica presenta numeri altrettanto significativi, soprattutto considerando il forte impatto nelle diverse fasce d'età: negli adulti la prevalenza di eczema corrente è stimata intorno all'8,1%, mentre in età prescolare la letteratura più recente indica una mediana di prevalenza a 12 mesi pari all'11,8%. Dietro questi dati ci sono pazienti che convivono con sintomi spesso invisibili all'esterno ma altamente invalidanti. Il prurito persistente, tipico della dermatite atopica, altera il sonno e innesca un circolo vizioso di grattamento e infiammazione. Una recente meta-analisi stima che oltre il 43% dei pazienti presenti disturbi del sonno. Anche nella psoriasi il prurito è molto frequente, riportato in oltre il 70% dei casi, ma ancora spesso sottovalutato. Le ripercussioni possono estendersi al lavoro, con assenze e riduzione della produttività, e al benessere psicologico.

Gestione avanzata e controllo stabile della malattia

"Quando una malattia cutanea cronica è moderata o severa, l'impatto non è solo clinico, ma anche sociale ed economico - sottolinea Zerbinati - ed è per questo che riconoscere precocemente la gravità e intervenire in modo adeguato fa la differenza nel lungo periodo". Parlare oggi di "gestione avanzata" significa superare la logica del trattamento episodico delle riacutizzazioni. La diagnosi accurata e la corretta stratificazione della gravità tengono conto non solo dell'estensione delle lesioni, ma anche di sintomi come prurito, dolore, disturbi del sonno e impatto sulla qualità di vita: "L'obiettivo moderno non è insegnare al paziente a convivere con la malattia, ma costruire un controllo stabile e misurabile nel tempo - afferma l'esperto - passando dalla reazione alla prevenzione delle riacutizzazioni, con percorsi continuativi e personalizzati". In questo contesto, la personalizzazione terapeutica e la multidisciplinarità diventano elementi chiave, soprattutto nei casi moderati-severi o complessi, quando entrano in gioco comorbidità articolari, allergologiche, cardiometaboliche o un significativo impatto psicologico.

L'innovazione terapeutica e i nuovi obiettivi

Negli ultimi anni l'innovazione terapeutica ha accelerato in modo significativo. Da un lato, le terapie biologiche hanno reso possibili obiettivi di controllo più ambiziosi nella psoriasi moderata-severa, agendo su vie specifiche dell'infiammazione come gli assi IL-23 e IL-17. Dall'altro, nuove opzioni sistemiche orali ampliano le possibilità di scelta, consentendo trattamenti sempre più "su misura", sotto guida specialistica: "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un'evoluzione importante - spiega il prof. Nicola Zerbinati - oggi possiamo mirare a un controllo della malattia molto più stabile rispetto al passato, grazie a terapie che agiscono su bersagli specifici dell'infiammazione. Il punto non è promettere 'miracoli', ma restituire alle persone sonno, benessere e libertà nella quotidianità, con percorsi appropriati e monitorati". Anche nella dermatite atopica le novità sono rilevanti.

Le terapie biologiche anti-IL-13 e quelle mirate al circuito del prurito, come gli anticorpi diretti contro il pathway dell'IL-31, consentono oggi di intervenire su sintomi che incidono pesantemente sulla vita reale dei pazienti, come prurito persistente e insonnia: "Agire sui meccanismi che alimentano il prurito significa intervenire su uno dei fattori più debilitanti della dermatite atopica - evidenzia Zerbinati - perché migliorare il sonno vuol dire migliorare anche la giornata, le relazioni e la capacità di affrontare la malattia".

Sicurezza ferroviaria, droni e AI: le nuove misure dopo i sabotaggi

AGI - Droni per presidiare le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l'impiego dell'intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security-forze dell'ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell'Alta Velocità.

Sono alcune delle misure analizzate, dopo i recenti episodi di danneggiamento, dal Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

La riunione al Viminale e i partecipanti

Alla riunione, presieduta al Viminale dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, hanno partecipato i vertici delle forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane.

Potenziamento dei controlli e del programma "Stazioni sicure"

Il Comitato ha inoltre deciso "maggiori controlli sui treni e sull'intera rete, insieme al potenziamento del programma 'Stazioni Sicure' nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate".

Mit, pista anarchica inquietante per sabotaggi

"Le ennesime notizie di sabotaggi e l'emergere della pista anarco-insurrezionalista sono inquietanti ma purtroppo non sorprendenti. Siamo certi che tutte le forze politiche, senza distinguo, faranno fronte comune contro i violenti che attaccano l'Italia". Così una nota del MIT.

Garlasco: Sempio e il video intimo di Chiara, “Mai visto”

AGI - "Penso che le verifiche che hanno fatto finora, come ad esempio i risultati in incidente probatorio, dimostrino sempre la stessa cosa, la versione che ho dato io l'altra volta". Lo dice in un'intervista al Tg1 Andrea Sempio il cui nome un anno fa veniva iscritto nuovamente nel registro degli indagati per il delitto di Chiara Poggi.

Ora la procura di Pavia potrebbe chiedere il processo per Sempio. "Di sicuro non sono tranquillo perché comunque in una situazione del genere nessuno può dire di essere tranquillo - spiega - che ci possa essere una richiesta di rinvio a giudizio è una cosa che abbiamo messo in conto. Se ci sarà la affronteremo, anche perché la richiesta di rinvio a giudizio non è appunto la sicurezza che poi ci sarà un processo".

L'analisi dei computer e il video di Sempio

In queste settimane si stanno analizzando i computer di Chiara e di Alberto. Nel computer di Chiara, tra gli altri, c'è un video di Sempio con altri amici, tra cui il fratello. Com'è finito nel computer di Chiara? "Credo che ovviamente a metterlo sul computer saremmo stati io e lui - risponde - perché ovviamente il video ce l'avevo io".

L'ipotesi del video intimo di Chiara e Alberto

Su quel computer c'era anche un video intimo di Chiara e Alberto. In merito all'ipotesi circolata in questi giorni che lo abbia visto, Sempio risponde che non è così. "Ho seguito anche questa cosa qua - dice al Tg1 - ma no, non è una cosa che né io né, credo, nessuno dei miei amici che frequentava la casa e aveva accesso al computer ha mai visto".

 

Assalto al portavalori sulla Lecce‑Brindisi: trovate bruciate due auto del commando

AGI - Sono state rinvenute carbonizzate due delle autovetture utilizzate dal commando armato che lunedì 9 febbraio ha assaltato un portavalori della ditta Battistolli sulla Lecce-Brindisi.

carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Campi Salentina insieme ai colleghi del comando provinciale di Lecce, seguendo una segnalazione dettagliata, hanno raggiunto le campagne tra Salice Salentino, in provincia di Lecce, e San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi.

I veicoli rinvenuti: Alfa Romeo e Kia Sportage

È lì che sono state rinvenute l'Alfa Romeo Stelvio di colore scuro utilizzata come auto civetta, finta auto di scorta con lampeggiante, la mattina dell'assalto e la Kia Sportage utilizzata la stessa mattina per coprire parte della fuga di alcuni componenti del commando. Sono ora in corso le fasi di recupero.

Le indagini della direzione distrettuale antimafia

Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia, stanno ricostruendo organigramma, braccia, menti e fiancheggiatori dell'assalto paramilitare.

Assalto fallito: il ruolo di vigilantes e blindato

L'assalto avrebbe fruttato al gruppo sei milioni di euro ma è sfumato grazie al pronto intervento dei carabinieri, alla reazione adeguata dei sei vigilantes presi di mira, e al perfetto funzionamento del sistema antirapina del blindato.

 

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No

Prosegue lo scontro attorno al referendum del 22 e 23 marzo. Il ministero della Giustizia, tramite un documento firmato dal capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi e inviato al presidente Cesare Parodi, ha chiesto all’Associazione nazionale magistrati «di rendere noto alla collettività, nell’ottica di piena trasparenza gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire No’ da parte di privati cittadini», evidenziando «un potenziale conflitto» tra togati «in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto» all’organismo.

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No
Cesare Parodi (Imagoeconomica).

Pd: «Atto che sa tanto di liste di proscrizione»

«Un atto molto grave che sa tanto di liste di proscrizione», ha denunciato immediatamente il Pd tramite la deputata Debora Serracchiani. Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs al Senato, ha invece parlato di «intimidazione». La maggioranza, ovviamente, si difende. Il deputato Enrico Costa di FdI ha parlato di «semplice richiesta di chiarezza», per evitare potenziali conflitti di interessi. Così Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di FI: «Per i partiti ci sono regole precise. Vadano ad esempio sul sito del nostro partito e troveranno, come la legge prevede, nomi e cognomi di quanti danno dei contributi ai sensi di legge. Perché l’Anm dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti?».

Referendum sulla giustizia, il ministero chiede all’Anm l’elenco dei donatori del comitato del No
La sede del Ministero della Giustizia (Ansa).

La replica di Di Matteo a Nordio sul Csm

Oggi, dopo essere stato tirato in ballo dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle correnti del Csm, il magistrato Nino Di Matteo ha replicato al Guardasigilli, accusandolo di aver strumentalizzato le sue parole del 2019, quanto presentando la sua candidatura al Csm aveva parlato di «degenerazione del correntismo», e di accentuare «il rischio di un sempre più stringente controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura, con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino». Nell’intervista al Mattino che ha causato polemiche tra le opposizioni e la stessa magistratura, Nordio – che si è anche scontrato con Nicola Gratteri – aveva definito le correnti del Csm come parte di un «meccanismo para-mafioso», parlando di «verminaio correntizio» e «mercato delle vacche». Il batti e ribatti è nato Nel 2019 il pm antimafia Di Matteo, presentando la sua candidatura al Csm, aveva parlato di «degenerazione del correntismo».