Credito Lombardo Veneto, Fumagalli nuovo presidente, Gesa confermato ad

L’assemblea degli azionisti di Credito Lombardo Veneto ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, in carica per il prossimo triennio. Marco Maria Fumagalli è stato nominato presidente, Aldo Bonomi e Carlo Jannone vice Presidenti. Confermate le deleghe in capo all’amministratore delegato Paolo Gesa, a cui è affidata la guida operativa del piano di rilancio. Il rinnovo degli organi sociali si inserisce nel percorso di marcata discontinuità avviato nella seconda parte del 2025, che ha visto il rafforzamento patrimoniale della banca, con il completamento dell’aumento di capitale da 20 milioni di euro lo scorso dicembre, l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali ed industriali – tra i quali Banco di Desio e della Brianza e First Capital- e l’approvazione del Piano Industriale 2026-2029.

Famiglia nel bosco: il perito, “Sussiste l’incapacità genitoriale”

AGI -  Nuovi sviluppi nella vicenda della famiglia nel bosco al centro di un caso giudiziario e pure politico. "Incapacità genitoriale" per la coppia anglo-australiana. Poche parole quelle messe nero su bianco dalla psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ambito della consulenza tecnica d'ufficio sulla famiglia del bosco di Palmoli (Chieti).

Una relazione non definitiva sulla strada del ricongiungimento famigliare tra la coppia e i loro tre figli minorenni, dallo scorso 20 novembre collocati in una struttura protetta di Vasto.

Gli sviluppi del caso sulla Famiglia nel bosco

Sulla perizia ora i consulenti di parte della famiglia anglo-australiana potranno controbattere. La perita avrà un ulteriore mese per la relazione definitiva. Si resta in attesa della decisione della Corte d'appello civile dell'Aquila, che dovrà esprimersi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento, contro la decisione con cui il Tribunale per i minorenni dell'Aquila, il 6 marzo, ha disposto l'allontanamento della madre dalla struttura dove si trovano, ormai da cinque mesi, i tre bambini. Un'udienza a trattazione scritta, come disciplinato dalla riforma Cartabia per alcuni casi nel processo civile.

Il ricorso della famiglia nel bosco

Nel ricorso di 37 pagine, depositato il 18 marzo scorso dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, si evidenzia l'"unilateralità" dell'ordinanza del Tribunale che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che aveva invitato a "favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari", dopo la prima ordinanza del novembre 2025 che aveva disposto l'allontanamento dei bimbi dall'ambiente domestico ritenuto insalubre, ma pur sempre accompagnati dalla mamma.

Le condizioni dell'abitazione

Nello stesso ricorso i legali sottolineano come i principali problemi evidenziati dai magistrati nella decisione di allontanamento dei bimbi dalla 'casa nel bosco' a Palmoli siano stati ormai risolti, a partire dall'abitazione.

Il parere dei consulenti della Famiglia nel bosco

Una "condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva dei minori, direttamente correlata allo sradicamento subito e alla persistente discontinuità nei loro riferimenti affettivi, educativi, identitari e organizzativi" hanno scritto nel documento più recente i consulenti della famiglia anglo-australiana, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello.

"Il protrarsi dell'attuale assetto rischia di trasformare uno stato di sofferenza reattiva in una condizione strutturata con possibili esiti duraturi sul piano dell'organizzazione emotiva e della costruzione dell'identità personale".

Psicologi che hanno ribadito: “la necessità e l'urgenza di procedere al ripristino del nucleo familiare di origine al fine di ricostruire il vissuto identitario, di interrompere il processo di disgregazione dei riferimenti fondamentali dei minori, nonché di prevenire l'evoluzione del disagio in forme più gravi e strutturate".

La Lega contro la perizia: "Inspiegabile violenza istituzionale" 

 “Siamo di fronte a una inspiegabile forma di violenza istituzionale nei confronti di una famiglia che ha scelto l’Italia, e che vorrebbe solo tornare a vivere tranquilla, nel pieno rispetto della legge italiana su casa, educazione e salute", tuona la Lega alla luce dei contenuti della perizia richiesta dal Tribunale per i minorenni. "In questo, come in altri casi, è purtroppo evidente la difficoltà dei Tribunali a correggere i propri giudizi iniziali e a cambiare rotta, nell’esclusivo e supremo interesse dei minori”. 

Calcio: indagati solo gli arbitri. L’Inter e i dirigenti non coinvolti. Verifiche su 5 gar…

AGI - L'indagine sugli arbitri che sta scuotendo il mondo del calcio non riguarda partite di questa stagione ed è relativa solo a 4-5 match. Lo riferiscono fonti inquirenti. 

Gli indagati rientrano solo nel mondo dell'arbitraggio. La società Inter e i dirigenti nerazzurri sono estranei all'inchiesta.

Sono cinque al momento gli indagati certi: oltre a quelli già noti, il designatore autosospeso Gianluca Rocchi, il supervisore autosospeso Andrea Gervasoni e l’assistente Daniele Paterna, ci sono altri due assistenti alla Sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca.

Il mistero sulle persone in concorso

Sicuramente altri assistenti al Var sono indagati ma al momento non si conosce la loro identità. Resta ancora il mistero sulle persone in concorso che avrebbero, secondo i capi d’imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali ‘pilotate’ di fischietti graditi all’Inter.

Gianluca Rocchi: "Sono vittima di un'ingiustizia" 

Intanto Gianluca Rocchi tramite il suo avvocato fa sapere di ritenersi vittima di un’ingiustizia. "L'ho incontrato, è demoralizzato perché si ritiene vittima di un'ingiustizia. Ritiene che queste contestazioni siano infondate. Si è sempre comportato in modo leale e trasparente e gli dà fastidio che gli venga attribuita una accusa così grave", le parole del suo difensore Antonio D'Avirro, avvocato di Gianluca Rocchi che ha parlato in esclusiva a Pressing.

"Non so se tornerà, sapremo difenderci bene. Stiamo valutando quali iniziative difensive prendere verso giovedì - dice l'avvocato D'Avirro a proposito della convocazione del suo assistito per il 30 aprile -. Calciopoli? Questa è un'altra cosa, qui si parla di due-tre persone coinvolte mentre allora erano centinaia di persone e una decina di club. Nella contestazione - conclude il legale ai microfoni di SportMediaset - si fa riferimento ad altre persone, chi siano non lo sappiamo: è un reato plurisoggettivo mentre nell'avviso di garanzia è menzionato solo Rocchi".

Il rammarico dell’Associazione italiana arbitri

L'Associazione italiana arbitri esprime il proprio "rammarico per quanto appreso dagli organi di stampa in relazione alla vicenda che coinvolge il designatore arbitrale della Can A e B, Gianluca Rocchi, e il componente Andrea Gervasoni. Il Comitato nazionale, nella seduta odierna, provvederà alle determinazioni conseguenti e ad assicurare la continuità della funzione tecnica della citata Commissione". Così, in un comunicato stampa, l'Aia in merito all'inchiesta della procura di Milano che vede tra gli indagati Rocchi e Gervasoni.

"Quanto alla specifica vicenda, il presidente dell'Aia, Antonio Zappi, ricevuto l'esposto presentato da Domenico Rocca dispose immediatamente l'invio della documentazione pervenuta alla Procura federale della Figc - prosegue la nota -. Successivamente, l'Associazione ha preso atto dell'avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo".

L'Associazione italiana arbitri, inoltre, sottolinea che "il nuovo regolamento tecnico dell'Aia, in vigore dal 1 luglio 2025, dispone ora che il responsabile della Can, in occasione di ogni turno di gara dei campionati di Serie A e Serie B e nelle altre competizioni con Var, può designare, secondo le proprie valutazioni, un supervisore tra i componenti della Commissione, incaricato di svolgere un debriefing tecnico post-gara e di redigere una relazione sull'attività svolta".

L'Aia nega le interviste a Domenico Rocca 

L’Associazione italiana arbitri (Aia) ha negato l’autorizzazione a Domenico Rocca di farsi intervistare dalle decine di giornalisti che ne hanno fatto richiesta attraverso il canale istituzionale.

“Buongiorno, sentita la Presidenza, non si ritiene di autorizzare quanto richiesto” si legge nelle rispostefotocopia’ ai media. L’ex assistente Rocca è uno dei protagonisti chiave dell’indagine per avere raccontato in un esposto le presunte interferenze del designatore autosospeso Gianluca Rocchi nel lavoro degli addetti presenti nella sala di Lissone dove si dirimono i casi dubbi di gioco.

Tommasi al posto di Rocchi

Dino Tommasi, componente della Can A e B, è stato nominato designatore arbitrale ad interim. L'ex direttore di gara della sezione di Bassano del Grappa prende il posto di Gianluca Rocchi che si è autosospeso in seguito all'inchiesta della procura di Milano.

“Pugno, carta, forbice. Il codice Rocchi per pilotare il Var”

AGI - Gli arbitri e il "pugno, carta, forbice” davanti alla vetrata dalla sala Var di Lissone. Una sorta di ‘codice Rocchi’ ripreso dalla morra cinese, popolare gioco nato in Asia, per pilotare le decisioni degli addetti Var

“Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del 'pugno-carta-forbice’”. L’ex arbitro Pasquale De Meo racconta all’AGI quello che nell’ambiente "tutti sapevano e vivevano con malumore”, cioè che ci sarebbe stato un ‘codice’ che il designatore auto-sospeso Gianluca Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e altri avrebbero utilizzato dalla vetrata della Sala Var di Lissone per comunicare con gli addetti al Var e correggere le loro decisioni ritenute sbagliate.

"Gli arbitri sapevano del codice per la sala Var"

“Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine” aggiunge De Meo che non era tra gli assistenti al Var ma riporta quello che sarebbe stato conosciuto da tutti. 

"Così veniva falsato il campionato" 

“Naturalmente era una cosa vietata dal protocollo. I Var e gli Avar erano designati e nessuno sarebbe potuto intervenire da fuori. E poi: perché in alcune partite scattava il 'pugno-mano-forbice' e in altre no? Così veniva falsato il campionato”.

"L'obiettivo non era favorire un determinato club" 

Secondo De Meo, ma siamo nel campo delle ipotesi, non sarebbe avvenuto per favorire una squadra o un’altra ma per tutelare le carriere di alcuni più di altri tra gli arbitri dal momento che un errore non corretto costava un punteggio più basso. Pasquale De Meo da due anni non è più un arbitro.

L'esposto archiviato e le somiglianze con la vicenda di Domenico Rocca 

“La mia storia assomiglia a quella di Domenico Rocca, anche a me venne archiviato un esposto dal procuratore federale Giuseppe Chiné, anche io presentai un esposto che è stato archiviato. La sua denuncia era nei confronti di Gianluca Rocchi, Daniele Orsato e degli arbitri Valeri e Orsato e venne archiviata.

"Oggi non ho niente da festeggiare ma sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria e che ci sarà un giudizio imparziale da parte di un organo super partes su quello che succedeva".

Camorra: arrestati a Napoli tre del commando che ha ucciso Raffaele Cinque

AGI - Sono in carcere tre pluripregiudicati, accusati dell'omicidio di Raffaele Cinque, avvenuto il 21 gennaio 2024.

Questa mattina la polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere in cui sono contestati i reati di omicidio pluriaggravato e porto abusivo di almeno due pistole. Tra le aggravanti quella delle modalità mafiose.

Nove colpi contro Raffaele Cinque

Dalle indagini della squadra mobile di Napoli, coordinata dalla Dda partenopea, è emerso che contro Cinque sono stati esplosi almeno 9 colpi di arma da fuoco, di cui due lo hanno raggiunto alla testa e all'addome. Un'azione premeditata, secondo gli inquirenti, per motivi 'abietti e futili', realizzata anche per agevolare le attività del clan Contini.

La dinamica dell'omicidio

I killer, 4 secondo la ricostruzione dei fatti di cui oggi 3 sono finiti in manette, sono entrati in azione alle sei del mattino, nel quartiere Poggioreale, nell'abitazione della vittima. Nonostante le ferite in diverse parti del corpo, Cinque avrebbe provato a fuggire calandosi dal balcone della cucina, ma è precipitato in strada, dove è stato ferito ancora, in questo caso alla testa. La vittima aveva numerosi pregiudizi di polizia per reati associativi, era ritenuta parte del gruppo criminale operante nella zona della Stadera, nel quartiere Poggioreale, per conto del clan Contini.

Regolamento di conti nella zona di Stadera

Secondo gli inquirenti l'omicidio va inquadrato nell'ambito di contrasti interni a gruppi attivi nella zona, per la gestione di attività illecite. In particolare contrasti tra Raffaele Cinque e la famiglia Bove, alias "Polpetta", che gestisce le attività di spaccio di droga nella strada in cui abitava la vittima e che risulta contigua al gruppo della Stadera. Nel corso dell'operazione di questa mattina sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di pregiudicati locali, estese anche alle pertinenze degli edifici, alla ricerca di armi e droga.

Sciopero generale 1 maggio 2026: chi si ferma, orari e fasce di garanzia

Per venerdì 1 maggio 2026 il sindacato Unione Sindacale Italiana (USI-CIT) ha proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore. La mobilitazione coinvolgerà tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che di quello privato. Ha infatti un carattere definito “onnicomprensivo”, il che significa che ogni comparto è interessato e ogni lavoratore e lavoratrice è chiamata all’astensione dal lavoro. In particolare, come cita la fonte USI-CIT, si fermano gli uffici comunali, gli sportelli amministrativi, i servizi locali e le attività commerciali. Anche sul fronte trasporti potranno esserci disagi, con l’adesione che potrebbe variare a seconda delle realtà locali e dei singoli accordi aziendali.

Le fasce di garanzia

Nonostante si tratti di uno sciopero generale che interessa tutta Italia da Nord a Sud, sono garantite alcune fasce orarie che rimarranno comunque operative, ovvero dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Come sempre avviene in questi casi, saranno regolarmente operativi i servizi di emergenza, pronti soccorsi e assistenze sanitarie. Chi si vuole spostare in treno, autobus o in metropolitana, è invitato a controllare eventuali cancellazioni o variazioni d’orario sui siti ufficiali.

Dell’Utri a processo per i 42 milioni ricevuti da Berlusconi

La gup di Milano Giulia Marozzi ha rinviato a giudizio Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda dei 42 milioni di euro ricevuti da Silvio Berlusconi attraverso otto bonifici tra il 2012 e il 2021, donazioni perlopiù giustificate dall’ex premier come aiuto per spese legali e personali. La prima udienza del processo si terrà il 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale.

Dell’Utri a processo per i 42 milioni ricevuti da Berlusconi
Marcello Dell’Utri (Imagoeconomica).

Perché Dell’Utri è finito a processo

Dell’Utri è finito a processo perché, essendo già condannato in via definitiva per concorso in associazione mafiosa, ha in base alla legge Rognoni-Della Torre l’obbligo di comunicare le sue variazioni patrimoniali. Nell’ambito dell’inchiesta che lo vedeva indagato a Firenze per strage e associazione mafiosa, gli inquirenti hanno rilevato una serie di donazioni (da parte di Berlusconi) per un totale di 42 milioni, che appunto l’ex senatore di Forza Italia non aveva dichiarato al Fisco e agli organi competenti. Da qui l’apertura di un altro procedimento nei suoi confronti, che è stato poi trasferito da Firenze a Milano a marzo del 2025 per competenza territoriale. Su una parte della somma è già scattata la prescrizione.

Su San Marino Rtv debutta Point Break con Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti

Prende il via mercoledì 29 aprile 2026, sul canale unico 550 di San Marino Rtv, la trasmissione Point Break, il punto di rottura, il nuovo appuntamento settimanale dedicato all’attualità politica ed agli scenari internazionali. Andrà in onda alle 22.30 con la conduzione di Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti. Per 10 puntate, il programma offrirà analisi e confronto sui principali fatti di politica interna ed estera, con spazio anche alle tendenze social del momento, analizzate ed interpretate per coglierne l’impatto sul dibattito pubblico. Elemento distintivo della trasmissione sarà il coinvolgimento degli studenti della Scuola di giornalismo della Luiss Guido Carli, che nel corso di ogni puntata proporranno domande, osservazioni e commenti, arricchendo il confronto con lo sguardo delle nuove generazioni.

Bergamini e Parsi tra gli ospiti della prima puntata

Per l’esordio del 29 aprile sarà in studio Debora Bergamini, vicesegretaria di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, chiamata ad analizzare i nuovi assetti internazionali e le traiettorie di rinnovamento del suo partito. A seguire l’intervento di Vittorio Emanuele Parsi, politologo, tra i più autorevoli studiosi di geopolitica e relazioni internazionali. Nella parte finale della trasmissione, il confronto sarà affidato a due voci di primo piano del panorama culturale italiano, ovvero Giovanni Orsina, politologo e direttore della School of government della Luiss Guido Carli, e Michela Ponzani, storica, autrice di numerosi saggi e studi sulla Resistenza e sull’Italia repubblicana. Attraverso le loro competenze, il programma proporrà una lettura trasversale del crescente clima di odio che attraversa le società occidentali, dalla radicalizzazione del confronto pubblico fino alla crisi del dialogo democratico.

Pechino blocca la vendita di Manus a Meta

Le autorità di Pechino hanno annunciato lo stop all’accordo che avrebbe portato Meta ad acquisire per 2 miliardi di dollari la piattaforma cinese di intelligenza artificiale Manus. In un breve comunicato pubblicato sul proprio sito web, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (ossia il principale organo di pianificazione economica della Repubblica Popolare) si è limitata a spiegare di aver «vietato l’investimento straniero» in Manus e di aver richiesto alle parti coinvolte di annullare l’operazione.

Il lancio di Manus è avvenuto a marzo 2025

Progettato per operare come un “dipendente digitale” capace di pianificare e portare a termine compiti complessi seguendo pochi input iniziali, Manus è stato lanciato a marzo del 2025 dalla startup Butterfly Effect (parte di Beijing Butterfly Effect Technology), con sede a Singapore. Nel giro di pochissimo tempo l’IA agentica era “esplosa” grazie a un video dimostrativo diventato virale sui social cinesi. Alla fine dell’anno scorso Meta aveva annunciato l’acquisizione di Manus per integrarne le capacità nei propri prodotti, incluso Meta AI, mantenendo anche il servizio come offerta separata. Ora lo stop da parte di Pechino.

Israele, gli ex premier Bennett e Lapid si alleano per sfidare Netanyahu

Gli ex premier israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid hanno annunciato di aver fuso i rispettivi partiti – Bennet 2026 e Yesh Atid– in un’unica formazione politica chiamata Yachad (Insieme), con l’obiettivo di sfidare e spodestare Benjamin Netanyahu. Già nel 2021 lo mandarono all’opposizione rompendo una presa sul Paese che durava ininterrotta dal 2009 guidando congiuntamente – alternandosi alla carica di premier secondo un accordo di rotazione – una coalizione con all’interno otto formazioni politicamente diverse, compreso il partito arabo Ra’am guidato da Mansour Abbas. L’operazione non durò molto, tanto che l’anno successivo la maggioranza saltò e Bibi tornò alla guida dello Stato ebraico. Da allora, il centrista Lapid ha ricoperto il ruolo di leader dell’opposizione, Bennett si è preso una pausa dalla politica.

Una mossa che «riunisce il blocco riformista»

L’alleanza fra i due leader è stata firmata nella serata di sabato 25 aprile. «Una mossa che riunisce il blocco riformista, ponendo fine alle lotte interne e consentendo di concentrare gli sforzi su una vittoria decisiva alle prossime elezioni, per poi guidare Israele verso le riforme necessarie», hanno affermato i due politici durante la conferenza stampa organizzata per lanciare l’iniziativa. Il tentativo evidente è quello di unire un’opposizione frammentata che sembra comunque avere poco in comune oltre la comune ostilità verso Netanyahu.