AGI - Nuovi sviluppi nella vicenda della famiglia nel bosco al centro di un caso giudiziario e pure politico. "Incapacità genitoriale" per la coppia anglo-australiana. Poche parole quelle messe nero su bianco dalla psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ambito della consulenza tecnica d'ufficio sulla famiglia del bosco di Palmoli (Chieti).
Una relazione non definitiva sulla strada del ricongiungimento famigliare tra la coppia e i loro tre figli minorenni, dallo scorso 20 novembre collocati in una struttura protetta di Vasto.
Gli sviluppi del caso sulla Famiglia nel bosco
Sulla perizia ora i consulenti di parte della famiglia anglo-australiana potranno controbattere. La perita avrà un ulteriore mese per la relazione definitiva. Si resta in attesa della decisione della Corte d'appello civile dell'Aquila, che dovrà esprimersi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento, contro la decisione con cui il Tribunale per i minorenni dell'Aquila, il 6 marzo, ha disposto l'allontanamento della madre dalla struttura dove si trovano, ormai da cinque mesi, i tre bambini. Un'udienza a trattazione scritta, come disciplinato dalla riforma Cartabia per alcuni casi nel processo civile.
Il ricorso della famiglia nel bosco
Nel ricorso di 37 pagine, depositato il 18 marzo scorso dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, si evidenzia l'"unilateralità" dell'ordinanza del Tribunale che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che aveva invitato a "favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari", dopo la prima ordinanza del novembre 2025 che aveva disposto l'allontanamento dei bimbi dall'ambiente domestico ritenuto insalubre, ma pur sempre accompagnati dalla mamma.
Le condizioni dell'abitazione
Nello stesso ricorso i legali sottolineano come i principali problemi evidenziati dai magistrati nella decisione di allontanamento dei bimbi dalla 'casa nel bosco' a Palmoli siano stati ormai risolti, a partire dall'abitazione.
Il parere dei consulenti della Famiglia nel bosco
Una "condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva dei minori, direttamente correlata allo sradicamento subito e alla persistente discontinuità nei loro riferimenti affettivi, educativi, identitari e organizzativi" hanno scritto nel documento più recente i consulenti della famiglia anglo-australiana, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello.
"Il protrarsi dell'attuale assetto rischia di trasformare uno stato di sofferenza reattiva in una condizione strutturata con possibili esiti duraturi sul piano dell'organizzazione emotiva e della costruzione dell'identità personale".
Psicologi che hanno ribadito: “la necessità e l'urgenza di procedere al ripristino del nucleo familiare di origine al fine di ricostruire il vissuto identitario, di interrompere il processo di disgregazione dei riferimenti fondamentali dei minori, nonché di prevenire l'evoluzione del disagio in forme più gravi e strutturate".
La Lega contro la perizia: "Inspiegabile violenza istituzionale"
“Siamo di fronte a una inspiegabile forma di violenza istituzionale nei confronti di una famiglia che ha scelto l’Italia, e che vorrebbe solo tornare a vivere tranquilla, nel pieno rispetto della legge italiana su casa, educazione e salute", tuona la Lega alla luce dei contenuti della perizia richiesta dal Tribunale per i minorenni. "In questo, come in altri casi, è purtroppo evidente la difficoltà dei Tribunali a correggere i propri giudizi iniziali e a cambiare rotta, nell’esclusivo e supremo interesse dei minori”.
