Riforma dell’esame di maturità: solo 4 materie all’orale e bocciatura per chi farà scena muta

AGI - Esame di maturità, si cambia. A partire dal nome. Dal prossimo anno, non ci sarà più l'esame di Stato ma si tornerà alla dicitura del passato: Esame di maturità. Gli studenti all'orale non dovranno più portare tutte le materie, ma solo 4 che saranno decise a gennaio dal ministero. E ancora: scompare la discussione iniziale sul documento e soprattutto, chi farà scena muta alla prova orale, sarà bocciato.

Ci sarà particolare attenzione per l'alternanza scuola-lavoro, che non si chiamerà più Pcto - Percorso delle competenze trasversali per l'orientamento - ma semplicemente formazione scuola-lavoro. Sono alcune delle novità della riforma della Maturità che ha avuto oggi il via libera dal Consiglio dei ministri. Inoltre, cambia anche l'assetto delle commissioni che saranno più agili: non più 7 docenti ma 5. Ma i commissari saranno pagati di più e per loro è prevista una formazione ad hoc. "Sarà un esame più serio e sereno - ha spiegato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, al termine del Cdm - e chi non svolge regolarmente la prova orale sarà bocciato".

"Per quanto riguarda l'esame orale - ha specificato ancora - il tema della valutazione a 360 gradi della persona, come d'altro canto chiedevano anche gli studenti, avrà un suo ruolo fondamentale - ha proseguito - quindi si valuteranno non soltanto le competenze, le conoscenze, le abilità acquisite, ma anche quel grado di autonomia, di responsabilità conseguito dallo studente sia nel corso degli anni delle Superiori, ma anche dimostrato nel percorso dell'esame di maturità. Verranno considerate anche quelle attività in qualche modo connesse con il percorso scolastico, penso per esempio alle attività sportive o culturali connesse con il percorso scolastico, cosi' come quelle azioni particolarmente meritevoli che abbiano evidenziato senso di responsabilità e impegno da parte dello studente. Ovviamente si tratta di azioni che possono anche essere extrascolastiche". 

Gli altri provvedimenti del decreto Scuola


Discussione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale
Il decreto prevede che l’elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, per gli studenti che riportino almeno sei decimi in condotta, sia oggetto di integrazione dello scrutinio finale. Si rafforza, così, il legame tra responsabilità civica e percorso formativo. Questa misura si inserisce all’interno della più ampia riforma del voto di condotta. 

Consolidamento e sviluppo della filiera formativa tecnologico-professionale
La filiera tecnologico-professionale, ossia il cosiddetto 4+2, da sperimentale diventa ordinamentale ed entra a pieno titolo nel sistema nazionale di istruzione e formazione. La misura rafforza il collegamento tra Istituti tecnici e professionali (che arrivano al diploma in quattro anni e non più in cinque) e gli ITS Academy (due anni di eventuale specializzazione) delineando un percorso formativo capace di rispondere ai talenti degli studenti e ai fabbisogni del sistema produttivo, favorendo la ricerca e l’innovazione tecnologica. 

Ad oggi sono state coinvolte nella sperimentazione 280 istituzioni scolastiche, con 395 percorsi attivati (89 nell’istruzione professionale e 306 nell’istruzione tecnica). 

Il decreto stabilisce che i dirigenti scolastici, qualora sussistano le condizioni normative, proporranno al Ministero la candidatura per l’attivazione dei percorsi, garantendo così una programmazione tempestiva e un accesso regolare all’offerta formativa, al fianco dei percorsi quinquennali tradizionali.

Risorse per il contratto della scuola
Si prevedono risorse aggiuntive, pari a 240 milioni di euro una tantum, per il contratto della scuola e ulteriori 15 milioni di euro per estendere l'assicurazione integrativa sanitaria anche al personale precario (docenti supplenti al 30 giugno). Ulteriori risorse sono previste inoltre per la formazione dei docenti, con particolare riferimento ai commissari dell'Esame di Maturità. 

Sicurezza e nuove regole per la Formazione scuola-lavoro
I Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) vengono ridefiniti come “Formazione scuola-lavoro”, in modo da stabilire in modo chiaro la loro funzione formativa e orientativa.

Passaggi tra indirizzi di studio ed esami integrativi
Si introduce una nuova regolamentazione dei passaggi tra indirizzi di studio delle Scuole secondarie di II grado: nel primo biennio gli studenti potranno beneficiare di interventi mirati di sostegno, mentre nel triennio conclusivo sono previsti esami integrativi. Si tratta di una opportunità educativa, volta a contrastare la dispersione scolastica e ridurre l’insuccesso formativo. 

Misure di sicurezza dei servizi di trasporto per uscite didattiche e viaggi di istruzione
Particolare attenzione è riservata alla sicurezza dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche: si favoriscono, infatti, nell’aggiudicazione delle gare relative ai viaggi di istruzione, gli operatori economici che garantiscono le maggiori condizioni di sicurezza dei veicoli e delle competenze dei conducenti, oltre che i sistemi di accessibilità per gli studenti con disabilità.

Semplificazione in materia di edilizia scolastica
È prevista la riassegnazione di eventuali risorse residue originariamente destinate a spese di locazione o noleggio di strutture temporanee a uso scolastico, anche per trasporti e arredi didattici, così da assicurare la piena funzionalità degli edifici.  

Scuola Europea di Brindisi
Si assicura la piena funzionalità dell’offerta formativa della Scuola Europea di Brindisi, consentendo di attivare i contratti relativi al personale docente e amministrativo di madrelingua o esperto, il cui apporto è imprescindibile per garantire la continuità del servizio educativo e il pieno rispetto degli standard europei che caratterizzano l’Istituzione in parola.

Armani e l’amore per il cinema. Gli abiti di scena da ‘American Gigolò’ a ‘Batman’

AGI - Chi non ricorda la scena di un giovane e seminudo Richard Gere che sulle note di 'Call me' dei Blondie mette sul letto i suoi abiti e abbina pantaloni, camicie e cravatte in 'American Gigolò', capolavoro di Paul Schrader del 1980? È il primo, nonché uno dei più potenti e famosi esempi del rapporto stretto e proficui che per oltre 40 anni ha legato lo stilista Giorgio Armani e il mondo del cinema. Se il titolo del film sulla moda più famoso non interessa Giorgio Armani ('Il diavolo veste Prada'), è proprio lo stilista scomparso oggi a Milano a 91 anni ad essere però il più amato e frequentato dal cinema mondiale. Sia sul set che fuori.

 

 

Se attrici e attori fanno a gara a sfilare in passerella nei festival o negli eventi glamour indossando abiti dello stilista piacentino, sono celebri le sue creazioni per film che hanno fatto la storia del cinema, diventando in alcuni casi parte integrante della trama. È il caso, appunto, di 'American Gigolò' con la rivoluzione del classico completo da uomo caratterizzato da morbidi blazer destrutturati e pantaloni con pinces. Il film di Schrader è il primo degli oltre 230 film ad essere valorizzati dalle creazioni di Armani, probabilmente il più famoso perché il bellissimo e un po' rozzo giovane Richard Gere diventa un sex symbol degli anni '80 grazie a quella mise squisitamente elegante che Vanity Fair definisce "American Gigolo's suit".

 

 

Nella seconda metà degli anni '80 Armani lega il suo nome a un altro film, il capolavoro di Brian De Palma 'Gli Intoccabili' (1987) dove si cala nelle atmosfere malavitose della Chicago anni '30 e realizza numerosi capi ispirati a quel periodo storico: dagli agili ensemble tre pezzi dell'agente Eliot Ness (Kevin Costner) alla 'combo tweed' e coppola del poliziotto irlandese Jimmy Malone (Sean Connery) fino ai vestiti indossati da Al Capone (Robert De Niro) che realizza con maniacale precisione ispirandosi ai vestiti.

 

Nel 1990 inizia il sodalizio con Martin Scorsese in 'Quei bravi ragazzi' per cui confeziona i pantaloni sartoriali porta-mazzette e le bianchissime camicie indossate nella scena della strage per esaltare il colore rosso sangue. Il regista di origine siciliana si affida allo stilista per altri film, su cui spicca 'The Wolf of Wall Street' (2013) con un magnifico Leonardo DiCaprio nei panni di un broker geniale e spregiudicato che sfoggia completi corporate accompagnati da cravatte fantasia.

 

 

L'abito griffato Giorgio Armani, sinonimo di classe ed eleganza nel mondo, diventa una sorta di corazza alternativa per Batman, alias Bruce Wayne, interpretato da Christian Bale nei film di Christopher Nolan 'Il cavaliere oscuro' (2008) e 'Il cavaliere oscuro - Il ritorno' (2012): l'attore indossa doppiopetti gessati su misura e cravatte regimental rigorosamente griffati. Anche Quentin Tarantino si è rivolto ad Armani per vestire un rozzo e violento Brad Pitt in 'Bastardi senza gloria' (2009): l'attore appare in un iconico vestito con uno smoking dalla giacca color avorio con tanto di gemelli in madreperla e garofano rosso applicato. Oltre a De Palma, Scorsese, Nolan e Tarantino sono molti altri i maestri di cinema che hanno chiesto ad Armani di impreziosire i propri film con le sue creazioni.

 

 

Pensiamo a Bernardo Bertolucci che veste John Malkovich nel suo film 'Il te' nel deserto' (1990) con sahariane abbinate a pantaloni leggeri e camicie di lino a righe. Oppure gli abiti di Liv Tyler e Jeremy Irons che in 'Io ballo da sola' (1996) indossano t-shirt e pullover. Restando in campo di cineasti italiani, non si può dimenticare 'Phenomena' (1985) di Dario Argento dove Armani veste la stralunata Jennifer Connelly con un iconico outfit total white camicia, cravatta allentata e gonna a ruota. Restando in campo femminile, un altro film a cui Armani dedica le sue creazioni è il fantascientifico di 'Elysium' (2013) diretto da Neill Blomkamp creando il guardaroba di Jodie Foster nelle granitiche vesti di ministro della Difesa di una stazione spaziale vestita con essenziali tailleur stile minimal. O, ancora, il thriller '1981: Indagine a New York' (2014) di J. C. Chandor dove la spietata Anna Morales (Jessica Chastain) indossa eleganti ma provocanti tubini, camicette di seta, cappotti strutturati con spalle abbondanti e punto vita in evidenza. 

 

 

 

 

 

Pasquale D’Ascola è il nuovo presidente della Cassazione, il Csm si spacca sulla nomina

AGI - Pasquale D'Ascola è il nuovo primo presidente della Cassazione. A nominarlo è stato questo pomeriggio il plenum del Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La nomina di D'Ascola, che fino ad oggi ha ricoperto l'incarico di presidente aggiunto della Suprema Corte, è avvenuta con un solo voto di scarto rispetto all'altro candidato, Stefano Mogini, attuale segretario generale della Cassazione. 

Quattordici, infatti, sono stati i voti espressi in plenum a favore della nomina di D'Ascola, mentre 13 sono state le preferenze per Mogini. Cinque le astensioni: oltre al vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, si sono astenuti dal voto la prima presidente della Cassazione Margherita Cassano (che la prossima settimana lascerà l'incarico per raggiunti limiti di età e alla quale succederà quindi D'Ascola), il procuratore generale della Suprema Corte Pietro Gaeta, e i due togati indipendenti Roberto Fontana e Andrea Mirenda, i quali già ieri avevano reso nota la loro scelta di astenersi spiegando che "non ha a che vedere con le qualità dei due candidati, che sono eccellenti, ma con il meccanismo di nomina previsto dal Testo Unico" sulla dirigenza giudiziaria.

Mattarella, confronto leale nell'interesse istituzionale

"Intendo rivolgere le mie congratulazioni al dottor D'Ascola con gli auguri per il compito che gli è stato affidato di presiedere la Corte di Cassazione. Al tempo stesso formulo un apprezzamento per il dottor Mogini, magistrato di elevato e indiscusso valore. Il sapere giuridico del dottor D'Ascola e la sua lunga esperienza gli consentiranno di guidare con efficacia la Corte, proseguendo anche nell'attività di rinnovata efficienza avviata durante il mandato della presidente Cassano". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine della seduta straordinaria del plenum del Csm che ha eletto Pasquale D'Ascola nuovo primo presidente della Cassazione.

"Il dottor D'Ascola, certamente, rappresenterà un punto di riferimento anche per i lavori del Csm e del comitato di presidenza che auspico - sottolinea il capo dello Stato - vengano sempre improntati a un confronto leale e a un dibattito sereno sempre con l'obiettivo dell'interesse istituzionale".

Pinelli, nel Csm piena e legittima diversità vedute

La presentazione di due proposte al plenum del Csm per la nomina del nuovo primo presidente della Cassazione "non deve essere letta in termini di fragilità o addirittura di spaccatura del Consiglio stesso, ma, viceversa, come appartenenza alla fisiologia istituzionale ed alla piena e legittima diversità di vedute proprie degli organi di garanzia nelle liberal democrazie. Il Consiglio assume responsabilmente il diritto/dovere di esercitare virtuosamente la propria discrezionalità tecnica". Lo ha detto il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, prendendo la parola in plenum poco prima della votazione che ha visto prevalere per un solo voto Pasquale D'Ascola su Stefano Mogini per l'incarico al vertice della Suprema Corte.

Il vicepresidente ha poi rivolto un saluto a Margherita Cassano (che è stata la prima donna a essere nominata presidente della Cassazione e che lascerà l'incarico lunedì prossimo per raggiunti limiti di età), la quale, ha detto Pinelli, "ha autenticamente interpretato il proprio ruolo, onorando l'istituzione con una energia senza pari". 

Mattarella, decisioni trasparenti, no a visioni di parte

"Con questa ripresa dei lavori si apre l'ultima fase dell'attuale consiliatura. Anche con il rinnovo ormai prossimo della composizione delle Commissioni. Auspico come sempre che il Csm continui ad assicurare tempestivita' e trasparenza alle proprie decisioni. Siamo tutti consapevoli che queste devono essere fondate su criteri ed elementi di valutazione al di sopra di pregiudiziali e di visioni di parte". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella al termine della seduta straordinaria del plenum del Csm che ha eletto Pasquale D'Ascola nuovo primo presidente della Cassazione. 

Indiscusso maestro di moda, la vita e la carriera

AGI - Piacentino doc, Giorgio Armani era nato l'11 luglio 1934. Studi in medicina abbandonati alla fine degli anni Cinquanta, e un dna votato all’estetica che lo fa lavorare prima come buyer per i grandi magazzini la Rinascente a Milano, quindi collaborare con Nino Cerruti per poi approdare alla moda come stilista freelance. L’anno spartiacque della sua carriera è il 1975 quando, su suggerimento del socio Sergio Galeotti, decide di creare il proprio marchio.

Era il 24 luglio e con una linea di prêt-à-porter maschile e femminile nasce la Giorgio Armani S.p.A. Un marchio ma anche una visione, quella di farsi interprete di una moda capace di intercettare i bisogni di una società che stava cambiando. L’affermarsi di una figura di donna androgina e volitiva, e di un uomo meno rigido, esigevano infatti un guardaroba nuovo. E Giorgio Armani, attento osservatore, riservato quanto presente, era là con le sue linee sofisticate e senza tempo. Le giacche destrutturate il pantalone morbido.  Un successo istantaneo consacrato, nel 1980, nelle mise vestite da Richard Gere in American Gigolo e quindi nel 1982 quando il Time gli dedicò una copertina. 

Tanti i divi che lo hanno scelto per i momenti importanti, tanti i red carpet che hanno visto le sue creazioni brillare. La clientela, poi, fedele e riconoscente per sentirsi a proprio agio in un stile adeguato e mai gridato. Tanti i debutti nella sua carriera. Nel 2005 arriva la sua prima collezione di Haute Couture a Parigi. Nel 2010 apre il primo Armani/Hotel a Dubai cui segue l’Armani/Hotel di Milano nel 2011.

Nel 2006 presenta la prima One Night Only a Londra che diventerà un evento itinerante portando il mondo Armani a Tokyo, Pechino, Roma, New York e Parigi. E tanti anche i riconoscimenti e le intuizioni. Già Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica, nel 2008, a Parigi, la Légion d’Honneur, nel 2021 è Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito insignito dal Presidente della Repubblica Italiana e poi nel 2023 arriva la laurea honoris causa conferitagli dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, in Global Business Management. Sempre nel 2023 in occasione della ottantesima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, Armani celebra la città di Venezia e il legame tra moda e cinema con l'ottava edizione dell'evento itinerante One Night Only, ricevendo il Leone d'Oro di vetro di Murano.

Ha sempre partecipato alle sfilate dei suoi marchi, finché è rimasto in salute. Già lo scorso giugno a seguito di un ricovero in ospedale era mancato agli appuntamenti milanesi uomo di Emporio e Giorgio Armani ed era stato assente anche alla presentazione della collezione Armani Privé autunno/inverno 2025/26 a Parigi.

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Addio a Giorgio Armani, re della moda e icona del ‘Made in Italy’

AGI - È morto all'età di 91 anni Giorgio Armani. Lo ha comunicato il gruppo con una nota.

La nota della Maison

"Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani.

Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire.

Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano.

La Giorgio Armani è una azienda con cinquant'anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori.

"In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore". 

I dipendenti e la sua famiglia

Camera ardente e funerali

La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Per espressa volontà del signor Armani, i funerali - previsti lunedì - si svolgeranno in forma privata.

Lunedì lutto cittadino a Milano

E lunedì sarà lutto cittadino a Milano. Lo ha deciso il sindaco, Giuseppe Sala, per il quale lo stilista "è stato e resterà per sempre uno dei massimi rappresentanti della moda italiana e milanese nel mondo. Armani era un uomo pieno di talento e di interessi, capace di portare nelle sue creazioni lo stile sobrio ed elegante della sua personalità, misurato, mai eccessivo - ha spiegato Sala in una nota - A Milano mancheranno il suo sguardo creativo, la sua partecipazione attiva e il suo sostegno alla vita della nostra città".

Armani, icona del ‘Made in Italy’ e creatore di immaginari

AGI - Ci sono nomi che, pronunciati, evocano immediatamente un mondo intero. Giorgio Armani è uno di questi. La sua scomparsa, oggi all'età di 91 anni, è avvenuta con la stessa discrezione che ha permeato la sua vita. Non solo un couturier, non semplicemente un imprenditore: un creatore di immaginari. Il suo percorso, dagli esordi in una provincia italiana del secondo dopoguerra fino a divenire icona universale del “Made in Italy”, è la storia di un uomo che ha saputo trasformare la sua visione della bellezza in un linguaggio universale, discreto eppure potentissimo. Re Giorgio architetto della sobrietà, custode discreto dell’anima italiana.

D’altra parte la sua massima più celebre - “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” - contiene un manifesto: sottrarre, ripulire, rendere l’abito un gesto misurato che lascia traccia. È il filo che unisce l’intera sua parabola, dall’infanzia emiliana al laboratorio globale che porta il suo nome, passando per Milano — città che lui ha contribuito a vestire, letteralmente, di una nuova idea di sobrietà. Nato a Piacenza l’11 luglio 1934, studia per un periodo medicina a Milano, poi sceglie la pratica del “fare”. La Rinascente gli insegna la grammatica dello sguardo — vetrine, assortimenti, contatto col pubblico — e da Cerruti affina la precisione del taglio maschile.

La Svolta del 1975 e l'Alfabeto Stilistico

Nel 1975 la svolta. Con Sergio Galeotti, suo compagno di vita e di lavoro, lancia la propria casa di moda: camicie morbide e giacche decostruite diventeranno il suo alfabeto. Il cinema un megafono del suo messaggio, con i completi di American Gigolo (1980) che scolpiscono sull’immaginario collettivo una virilità senza armature.

“Il lusso non può e non deve essere veloce,” dirà più tardi. È un’anticipazione di metodo, preferire il ritmo della qualità al frastuono dell’effimero.

L'Espansione del Marchio e l'Eleganza come Sottrazione

Negli anni ’80 e ’90 il nome Armani diventa sinonimo di lusso moderno e accessibile. La maison si espande e oltre alla linea principale nascono Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Exchange, fino ad abbracciare profumi, accessori, occhiali, cosmetici. È una galassia coerente, governata da un unico principio: l’eleganza come sottrazione. Il suo stile si riconosce immediatamente: palette sobrie dominate da beige, grigi e blu profondi; tagli fluidi e raffinati; un minimalismo che non è mai arido, ma intriso di sensualità sottile. Armani diventa il “re della moda italiana” nel mondo. Le star calcano i red carpet vestite Armani, i suoi abiti entrano nei guardaroba dei potenti, i suoi spot — essenziali, cinematografici — dettano legge nel marketing del lusso.

Tutto continuando a parlare la lingua dell’understatement. Dalla haute couture di Giorgio Armani Privé allo sport di EA7, passando per Emporio Armani, Armani/Casa e gli hotel firmati, l’universo creato da Armani è coerente come un guardaroba pensato per la vita reale, stanza dopo stanza. È anche un raro caso d’indipendenza imprenditoriale su scala globale, cresciuto senza perdere di vista il baricentro culturale: Milano. Armani ha radicato i suoi luoghi nella città: l’Armani/Teatro in via Bergognone, palcoscenico di sfilate che hanno fatto scuola (dove sarà allestita la camera ardente per sua volontà); soprattutto Armani/Silos, il museo-spazio inaugurato nel 2015 come dono alla comunità e archivio vivente di un’estetica. “L’ho chiamato Silos perché lì si conservava il grano, essenziale alla vita. Per me lo sono anche i vestiti”, ha spiegato in occasione dell’apertura. È una dichiarazione d’amore alla funzione civile della moda.

Senso Civico e Visione Imprenditoriale

Giorgio Armani non è mai stato soltanto un designer. Negli anni, ha mostrato un forte senso civico e una visione imprenditoriale che va ben oltre le passerelle. Durante la pandemia di Covid-19, nel 2020, fu tra i primi a convertire le proprie linee produttive per realizzare camici destinati agli ospedali, donando ingenti somme alle strutture sanitarie. Così come ingenti somme ha donato all’isola di Pantelleria, suo buen retiro, per far arrivare acqua potabile dove non c’era, per attrezzare l’ospedale e prevenire incendi. Di pochi giorni fa la notizia che ha acquistato

La Capannina a Forte dei Marmi, icona del costume italiano. Non per nostalgia, ma “per un gesto affettivo”, per custodire un pezzo di paesaggio culturale. Da sempre era legato anche allo sport: dal 2012 ha vestito la squadra olimpica italiana, portando il concetto di eleganza nel mondo dell’atletica e della competizione. Il suo marchio compare negli stadi (Emporio Armani sponsorizza l’Olimpia Milano di basket) e persino nell’architettura, con gli hotel Armani a Milano e Dubai, simboli di un lifestyle che va ben oltre l’abbigliamento. Nel corso della sua carriera, Giorgio Armani ha ricevuto innumerevoli premi: Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2008), Legion d’Onore in Francia, premi alla carriera da ogni parte del mondo. Nel 2021 Forbes lo colloca fra gli uomini più influenti e ricchi del pianeta, ma lui ha continuato a vivere con la stessa disciplina e sobrietà che lo contraddistinguono da sempre. A differenza di altri grandi stilisti, Armani non ha mai venduto la sua azienda a conglomerati internazionali: era unico proprietario della sua maison, geloso custode della sua indipendenza creativa. Un segno di coerenza raro nel panorama globale. La sua eredità non resterà solo negli abiti che hanno segnato un’epoca, ma nella sua idea di eleganza, sottrarre invece di aggiungere, lasciare che la bellezza emerga da sola in un mondo frenetico.

Tornare a scuola senza stress, i consigli dei medici

AGI - Con il mese di settembre si torna gradualmente alla routine quotidiana dopo la pausa estiva. Per bambini e ragazzi significa rientrare tra i banchi di scuola, un momento significativo che coinvolge aspetti emotivi, cognitivi, sociali e organizzativi per tutta la famiglia.

Gli specialisti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù offrono ai genitori una serie di indicazioni utili per affrontare questo periodo con serenità e consapevolezza.

A scuola crescita e relazioni

Il ritorno a scuola è un'occasione per ritrovare gli amici, riscoprire il gioco, l'apprendimento e un ambiente che dà un senso di appartenenza. La scuola rappresenta infatti un contesto di crescita, in cui si impara non solo dai libri, ma soprattutto dal confronto e dalla relazione con gli altri. Sebbene il passaggio dalla libertà delle vacanze alla struttura della routine scolastica possa risultare difficile da accettare, la scuola resta comunque un luogo per vivere esperienze emotive, formative e relazionali preziose e fondamentali per lo sviluppo personale.

Consigli pratici per una ripresa graduale

Per aiutare bambini e ragazzi a riprendere i ritmi scolastici, è utile rientrare dalle vacanze con qualche giorno di anticipo, così da riadattarsi gradualmente agli orari e alla vita quotidiana. Anche ripristinare in modo progressivo il ritmo sonno-veglia e incoraggiare il riavvicinamento ai compagni di scuola può facilitare la ripresa. Coinvolgere i più piccoli nei preparativi - come scegliere il materiale scolastico o preparare lo zaino - aiuta a rendere questo momento più positivo e atteso. Quando si affronta un cambio di ciclo scolastico, come il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria, può essere rassicurante accompagnare il bambino a visitare il nuovo istituto, prendere confidenza con il percorso casa-scuola e, se possibile, incontrare in anticipo qualcuno dei futuri compagni. L'ingresso nella scuola primaria, in particolare, è una tappa importante sia per i bambini che per le famiglie. Non basta considerare solo le capacità cognitive e di apprendimento dei bambini, come riuscire a imparare a leggere o scrivere: è altrettanto fondamentale tenere conto anche della maturità emotiva. I bambini devono infatti confrontarsi con nuove regole, ritmi, relazioni e aspettative: dovranno stare seduti più a lungo, rispettare tempi e spazi condivisi, costruire rapporti con insegnanti e compagni, ed entrare in una logica che prevede anche la valutazione.

Autostima e alimentazione

Sentirsi adeguati, competenti e valorizzati è essenziale per sviluppare autostima e motivazione. Per questo, nel caso in cui si stia valutando un ingresso anticipato alla primaria, è importante riflettere non solo sulle competenze cognitive, ma anche sulla capacità emotive, come la gestione delle frustrazioni e il saper far fronte alle difficoltà. Anche l'alimentazione gioca un ruolo centrale nella ripresa scolastica. Tornare a orari regolari significa anche ristabilire un corretto equilibrio nei pasti. I nutrizionisti del Bambino Gesù raccomandano di strutturare la giornata alimentare con tre pasti principali e due spuntini, distribuendo bene l'energia durante la giornata. La colazione deve essere completa e nutriente, il pranzo equilibrato, la cena più leggera per favorire il riposo. Con l'arrivo dell'autunno diventa fondamentale potenziare le difese immunitarie, messe alla prova dai virus stagionali, e al tempo stesso sostenere le funzioni cognitive come memoria e concentrazione. Accanto a vitamine e minerali, preziosi per il benessere delle cellule, un ruolo importante è svolto dai fitocomposti: sostanze naturali che non apportano calorie ma proteggono l'organismo da stress e infezioni. Tra questi, i polifenoli, presenti in frutti rossi, tè verde, olio extravergine di oliva e cacao, i terpeni degli agrumi e i composti solforati delle verdure crucifere come cavoli e broccoli. Anche erbe aromatiche come rosmarino, salvia e basilico, e spezie come curcuma e zenzero, hanno proprietà benefiche e antinfiammatorie. Gli esperti indicano alcuni alimenti particolarmente utili in questo periodo: legumi, verdure a foglia verde, agrumi e frutta secca per rinforzare le difese; pesce azzurro, salmone, uova, avocado, crucifere e cioccolato fondente per sostenere memoria ed efficienza mentale. Un accorgimento semplice, come aggiungere limone ai piatti che contengono ferro, aiuta inoltre a migliorarne l'assorbimento.

Certificati medici, cosa sapere

Infine, è utile fare chiarezza anche sull'uso dei certificati medici in ambito scolastico. In diverse regioni italiane non è più richiesto il certificato di rientro dopo un'assenza per malattia superiore a cinque giorni, a meno che non ci siano sintomi particolari che abbiano determinato l'allontanamento da scuola. Per partecipare ad attività sportive scolastiche extrascolastiche o agonistiche, i bambini sopra i 6 anni devono essere sottoposti a una visita medica con elettrocardiogramma almeno una volta nella vita, salvo casi specifici. I farmaci a scuola possono essere somministrati solo se indicato da un certificato medico che ne prescriva modalità e frequenza. Allo stesso modo, le esenzioni dalla mensa devono basarsi su indicazioni sanitarie e non su semplici preferenze alimentari. È previsto, infine, il rilascio di attestazioni per l'assenza del genitore in caso di malattia del figlio.

Biker trovato con 20 kg di droga e cioccolata ai funghetti

AGI - Cocaina, droga sintetica e cioccolata mista a funghi allucinogeni con istruzioni per il consumo. Un uomo di 41 anni di Chieti, appartenente a un gruppo di bikers abruzzese, è stato arrestato dalla polizia per aver usato come deposito di sostanze stupefacenti un appartamento a Spoltore. Nell'abitazione, sono stati rinvenuti quasi 20 kg di stupefacente, tra cui svariati chilogrammi di droghe sintetiche e funghi allucinogeni.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Pescara, su input del questore Carlo Solimene, hanno effettuato accertamenti e sopralluoghi per monitorare gli spostamenti dell'uomo che, nell'ultimo periodo, aveva assunto atteggiamenti sospetti. Alla guida della sua auto, nel pomeriggio di ieri, l'uomo è stato fermato dagli agenti che hanno proceduto a un controllo. Il 41enne aveva appena acquistato in un negozio di casalinghi materiale che sarebbe stato probabilmente utilizzato per confezionare dosi.

L'uomo ha lasciato aperti i finestrini, probabilmente per evitare che potesse essere avvertito l'odore di stupefacente, e si è anche allontanato dalla vettura. I poliziotti hanno deciso di procedere a una perquisizione personale, poi estesa anche alla macchina, che ha consentito di rinvenire un trolley con 3 panetti di cocaina per un peso complessivo di oltre 3 chili.

Perquisizione così estesa anche nell'abitazione di Spoltore, dove, in cucina, all'interno del frigorifero, in una borsa solitamente utilizzata per la conservazione degli alimenti, sono state rinvenute 73 tavolette di cioccolata risultate contenere Psilocybe Cubensis Mexicana (funghi allucinogeni), confezionate con etichette di noti marchi; ogni tavoletta aveva anche un foglietto illustrativo dove venivano indicate le modalità di assunzione della sostanza, spiegando di non assumere più quadratini di cioccolata di quelli specificati in categorie predeterminate.

Sempre nel frigorifero, venivano rinvenuti tre vasetti risultati contenere 2,5 grammi ciascuno di hashish caratterizzati da un altissimo contenuto di principio attivo e per tale motivo quotato sul mercato al prezzo di oltre 50 euro al grammo. Nello stesso ambiente, all'interno di un altro trolley, venivano rinvenuti, oltre al materiale per il sottovuoto, altri 2 kg di cocaina.

In un armadio nel corridoio, dentro uno scatolone, 8 confezioni di marijuana del tipo Amnesia haze, per un peso complessivo di quasi 9 kg, nonchè la somma in contanti di 2000 euro. La perquisizione estesa anche all'abitazione di residenza dell'uomo, a Chieti, ha permesso infine di trovare due involucri contenenti marijuana per un peso totale di oltre 1 chilo oltre a materiale per la ripartizione delle dosi e il confezionamento dello stupefacente.

Due turchi arrestati a Viterbo. Forse preparavano un attentato

AGI - Due cittadini turchi in possesso di armi e munizioni sono stati arrestati nel pomeriggio di ieri a Viterbo, poche ore prima del tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa a cui ha partecipato anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

I poliziotti della Digos della Questura di Viterbo hanno fermato i due uomini, sconosciuti alle banche dati italiane, in un B&B nel centro del capoluogo laziale, proprio lungo il percorso della processione. I due turchi, controllati per comportamenti giudicati sospetti, sono stati trovati in possesso di una mitraglietta, di una pistola e di decine di munizioni.

Indagini in corso e verifiche

Sono in corso accertamenti per verificare se stessero preparando un'azione nel corso della tradizionale manifestazione di Viterbo: sono stati effettuati controlli incrociati con le autorità turche, passati al setaccio cellulari, attrezzature ed esaminati vestiti e oggetti in possesso dei due fermati. Nel B&B non sono stati trovati esplosivi e, allo stato, non si può essere certi sul fatto che i due stessero preparando un attentato. Le indagini sono in corso.

La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per traffico di armi. Al momento, secondo quanto si apprende, non è escluso che i due, controllati per comportamenti giudicati sospetti e trovati in possesso di armi, stessero preparando un attentato, anche se non vi è alcuna certezza. 

Non sarebbe emerso allo stato alcun legame tra i due turchi e ambienti del terrorismo internazionale

In seguito agli arresti, la tradizionale sfilata della macchina di Santa Rosa si è svolta con l'illuminazione pubblica accesa per motivi di sicurezza. La decisione è stata annunciata poco prima della partenza dal capofacchino Luigi Aspromonte, senza fornire la ragione della scelta per non destare allarme. Dalla folla era anche partito qualche fischio da chi avrebbe voluto che si rispettasse la tradizione.
Ad assistere alla processione c'erano i ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Cultura Alessandro Giuli

Tajani: "Garantita la sicurezza"

"Congratulazioni alle forze dell'ordine per l'arresto di due cittadini turchi armati, a poche ore dalla festa di Santa Rosa. Bene il sindaco ed il Prefetto che hanno garantito, in sicurezza ed evitando il panico, il trasporto della macchina della Santa protettrice della città". Lo scrive su X il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani a proposito dell'arresto, nel pomeriggio di ieri, a Viterbo, di due uomini di origine turca sospettati di preparare un attentato durante il tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Meloni: "Operazione decisiva"

"Congratulazioni alle forze dell'ordine e al ministro dell'Interno Piantedosi per il pronto intervento che ha portato all'arresto di due cittadini turchi armati a Viterbo, poche ore prima della festa della Macchina di Santa Rosa. Un'operazione decisiva che ha permesso di celebrare in sicurezza un evento unico al mondo, che è stato riconosciuto dall'Unesco patrimonio immateriale dell'Umanità e rappresenta una tradizione secolare profondamente sentita dai viterbesi e da tantissimi italiani". Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X. 

Il marito l’accoltella, lei lo uccide, tragedia a Napoli

AGI - A Napoli una donna ha ucciso il marito che l'aveva aggredita. Il fatto è accaduto intorno alle 2:30 di questa mattina in un appartamento in via Santarcangelo a Baiano, nel quartiere Vicaria.

È stata la donna stessa a chiamare la polizia. I poliziotti, quando sono arrivati, hanno trovato il corpo esamine dell'uomo e la donna ferita; il 118 la puoi trasportata all'ospedale Pellegrini, dove è ricoverata in codice rosso.

Prima del ricovero, la donna ha raccontato di essere stata accoltellata dal marito e di averlo poi colpito a sua volta, ferendolo mortalmente. La salma dell'uomo è sotto sequestro e la posizione della donna e al vaglio degli inquirenti.

Lucia Salemme, incensurata, aveva telefonato al 113 poiché al culmine di un litigio con il marito e al termine di una violenta aggressione, l'aveva colpito mortalmente con un coltello. All'arrivo i poliziotti hanno rinvenuto la donna ferita e l'uomo cadavere in camera da letto con numerose ferite di arma da taglio.

La donna ha detto di essere stata già in passato vittima di minacce e aggressioni da parte del marito violento, ma di non aver mai denunciato. Non vi erano stati interventi precedenti delle forze dell'ordine o segnalazioni di lite.
Trovati due coltelli di grosse dimensioni, sottoposti a sequestro. Le indagini continuano.