Crosetto: “Rischio di terrorismo dalle cellule dormienti iraniane”

AGI - Attacchi diretti all'Italia dall'Iran o da suoi proxies come Hezbollah in questo momento non vengono presi in considerazione. Il problema invece per il nostro Paese e per tutti quelli che non partecipano al conflitto è il terrorismo. Si calcola che in tutto il mondo ci siano centinaia di cellule dormienti iraniane, persone che sembrano normali ma che sono attivabili in qualsiasi momento per compiere atti di terrorismo anche sacrificando loro stesse. E questo da anni". Lo ha detto a Rtl 102.5 il ministro della Difesa Guido Crosetto.

"Ho l'impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane, il problema è che non acceleri e diventi più grande", ha commentato il ministro della Difesa. "La situazione è molto difficile e complessa - ha spiegato il ministro - perché gli Stati Uniti avevano l'idea che bastasse decapitare il regime di Teheran per avere condizioni che portassero a un cambio della leadership iraniana, mentre si stanno rendendo conto che la reazione preordinata iraniana è quella di scatenare il caos". 

“Non cedere al ricatto iraniano su Hormuz"

Ieri in una intervista al Foglio, Crosetto ha spiegato la posizione dell'Italia nella guerra in Medio Oriente. "Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria ed episodica o parziale: deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di Paesi del mondo".

"L'Italia non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz - ha aggiunto Crosetto - perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l'Indo-Pacifico e, per l'effetto domino sui prezzi dell'energia, di tutto il mondo".

 

Festa del Papà: otto consigli per una paternità sana ed empatica

AGI - Papà che si prendono cura dei propri figli e figlie e lo fanno fin dai primi momenti dalla nascita, in maniera concreta ed empatica: sono i cardini del progetto europeo 4E-PARENT, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Un coinvolgimento dei padri nella genitorialità, sottolineano gli esperti e le esperte, ha esiti positivi per lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei bambini e delle bambine, crea fin dall’inizio un forte legame affettivo, migliora la salute psico-fisica di figli e figlie e della madre, contribuisce alla parità fra uomini e donne e al contrasto alla violenza domestica. Inoltre, per una donna avere accanto un compagno più informato, consapevole e partecipe (senza essere intrusivo o controllante) è un grande beneficio: per condividere responsabilità e lavoro di cura e domestico, per conciliare lavoro, famiglia e tempo libero con minore stress, per relazioni familiari più equilibrate e più ricche.

Otto consigli per i papà

Inizia subito, fin dalla gravidanza

Il tuo ruolo non comincia al parto. Vieni alle visite, partecipa agli incontri di accompagnamento alla nascita nel tuo consultorio familiare di zona. Il legame si costruisce già prima che il bambino o la bambina nasca.

Tieni in braccio e in contatto pelle-a-pelle

Il contatto fisico precoce non è solo tenero: cambia il tuo cervello. La relazione si costruisce con il tempo trascorso insieme, la presenza e il contatto.

Coinvolgimento pratico nella cura

Cambia i pannolini, fai il bagnetto, leggi ad alta voce, recita filastrocche, canta. E cucina per tutta la famiglia. Il coinvolgimento pratico fin dall'inizio migliora lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo di tuo figlio o tua figlia e contribuisce alla relazione di co-genitorialità.

Sostieni l'allattamento

Allattare è impegnativo. Stai vicino, incoraggia, occupati del resto della casa. Il tuo supporto è importante e fa la differenza.

Prenditi i 10 giorni di congedo

Sì, sono pochi ma sono un tuo diritto. Non rinunciarci per nessun motivo. Quei 10 giorni valgono per te, per il tuo bambino o la tua bambina, e per la tua compagna.

Chiedi il congedo parentale

Oltre ai 10 giorni obbligatori, esiste il congedo parentale, facoltativo e retribuito. Informati. Usarlo non è un lusso, è un tuo diritto e contribuisce al benessere di tutta la famiglia.

Parla di come stai

Il periodo dopo il parto può essere difficile anche per i papà. Anche tu puoi sentirti in difficoltà. Chiedi aiuto se ne hai bisogno, i consultori familiari, i servizi per la famiglia e le associazioni del territorio offrono sostegno alle mamme e ai papà. Non sei solo.

Essere un papà presente fa bene anche a te

Più ti prendi cura dei tuoi figli e figlie, più stai bene. Il coinvolgimento nella cura produce cambiamenti positivi anche nel tuo corpo e nella tua mente. La scienza lo dice, tanti papà lo confermano.

Blitz della polizia sventa assalto a furgone portavalori nel modenese, 14 arresti

AGI - La Polizia di Stato e Reparti speciali dei Nocs sono intervenuti a Vignola, nelle campagne del Modenese: fermate 14 persone all'interno di un capannone, rapinatori che verosimilmente preparavano un assalto ad un furgone portavalori in autostrada. Nel conflitto a fuoco conseguente un poliziotto è rimasto leggermente ferito ed è stato trasportato in ospedale a Modena.

Stava pianificando un assalto a furgoni portavalori il gruppo armato e organizzato di rapinatori - tutti italiani dell'area di Cerignola e Foggia, un albanese - disarticolato nel pomeriggio dalla polizia di Stato che, a conclusione di una complessa indagine diretta dalla Procura di Chieti e con la collaborazione della Procura di Modena, ha eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura del capoluogo abruzzese.

Il blitz, messo a segno nelle campagne modenesi nel comune di Vignola, nei pressi del mercato ortofrutticolo, ha portato all'arresto di 14 persone e al sequestro di numerose armi da sparo automatiche, tra cui almeno 4 mitragliatori modello AK 47 e polvere pirica con congegni elettronici e manuali, tre secchi di chiodi a punta per bloccare il transito degli altri veicoli in autostrada, alcune taniche di benzina, numerosi indumenti per il travisamento, che sarebbero stati utilizzati per l'assalto e l'apertura dei furgoni blindati di una nota società di trasporto valori in partenza da Bologna e diretti a Paderno Dugnano in transito sull'autostrada A1.

Dettagli dell'operazione e mezzi sequestrati

"Nel corso dell'operazione di polizia giudiziaria - spiega una nota congiunta del procuratore di Modena Luca Masini e del procuratore di Chieti Giampiero di Florio - sono stati altresì sequestrati un autoarticolato di proprietà di uno degli arrestati utilizzato per il trasporto di parte dell'attrezzatura, nonché, allo stato, quattro veicoli di grossa cilindrata (tre Maserati e un Audi). Gli arrestati avevano inoltre a disposizione un apparecchio Jammer per inibire le comunicazioni via telefono durante l'assalto e impedire o quantomeno rallentare i soccorsi e l'arrivo delle forze di polizia". L'intervento conclusivo ha visto l'impiego di numerosi agenti del Servizio centrale operativo della polizia di Stato, uno dei quali rimasto leggermente ferito, delle Squadre mobili di Chieti e Modena con il supporto operativo dei reparti speciali dei Nocs e di un elicottero.

In Italia 3.560 bambini sono morti d’incidente stradale in 30 anni

AGI - La sicurezza dei bambini sulle strade italiane non è ancora garantita. È l'allarme lanciato dall'Asaps con il suo primo Rapporto sugli incidenti stradali con minori di 14 anni (1991-2024) e con il nuovo report "Incidenti ai bambini 2025". L'analisi storica elaborata dall'Ufficio Studi dell'Associazione sostenitori e amici della polizia stradale mostra un dato impressionante: dal 1991 al 2024 hanno perso la vita sulle strade italiane 3.560 bambini, "un numero pari alla popolazione di un intero paese abitato solo da minori". Gli anni più tragici - 1991 (237 vittime), 1994 (208) e 1992 (193) - raccontano un'Italia che allora non aveva ancora imboccato la strada della prevenzione. Il 2021, complice la pandemia, resta l'anno con meno vittime (28), "ma il calo complessivo degli ultimi anni è ancora troppo lento". Nel 2024, secondo i dati Istat, erano morti 29 bambini e 9.799 erano rimasti feriti. Nel 2025, l'Osservatorio Asaps registra nuovamente 29 vittime, cinque in meno rispetto alle 34 rilevate dall'Osservatorio l'anno precedente.

Le vittime per fascia di età

La fascia d'età 0-5 anni continua a essere la più vulnerabile: nel 2025 si contano 13 vittime, quasi la metà del totale. Ancora più drammatico è il dato relativo ai bambini trasportati in auto: 18 dei 29 decessi del 2025 riguardano piccoli passeggeri. In diversi casi si è verificata l'espulsione dall'abitacolo, segnale inequivocabile del mancato uso dei sistemi di ritenuta. L'anno passato 17 decessi sono avvenuti su strade extraurbane, 8 in ambito urbano, 3 in autostrada e uno in aree agricole o cortili. Preoccupano anche gli incidenti nel tragitto casa-scuola-casa (69 nel 2025) e gli incidenti che hanno coinvolto scuolabus, più che raddoppiati rispetto all'anno precedente (16 contro 7).

L'osservatorio Asaps e la cultura della prevenzione

Asaps, insieme con Assogiocattoli, ha deciso di attivare un Osservatorio permanente dedicato alla sicurezza dei più piccoli, con l'obiettivo di "monitorare i dati, analizzare le criticità e promuovere una cultura della prevenzione che coinvolga famiglie, istituzioni e forze dell'ordine". "Ogni volta che un bambino perde la vita sulla strada, il responsabile è un adulto - spiega Giordano Biserni, presidente Asaps - Dietro ogni numero c'è una tragedia evitabile. La collaborazione con Assogiocattoli ci permette di unire competenze e forze per diffondere una vera educazione alla sicurezza, ricordando che la tutela dei più indifesi inizia dal preciso istante in cui salgono in auto".

Femminicidio a Bergamo: donna uccisa a coltellate dal marito

AGI - Una donna di 41 anni è stata uccisa in casa a coltellate a Bergamo, in via Pescaria. Per il delitto è stato arrestato il marito convivente che si trova all'ospedale Papa Giovanni XXIII per alcune ferite superficiali. Non è chiaro se l'uomo abbia tentato di togliersi la vita.

Gli accertamenti sul femminicidio 

Dai primi accertamenti della Squadra Mobile e della Procura di Bergamo non risultano precedenti segnalazioni o interventi delle forze dell’ordine relativi a liti o episodi di violenza tra i coniugi.

La dinamica del femminicidio 

I due sarebbero stati in via di separazione. Gli agenti sono state chiamati dalla figlia dell’uomo, avuta da una precedente relazione. Quando i sanitari del 118 sono arrivati nell’appartamento la donna era già morta e hanno riscontrato sul corpo i segni di diverse coltellate in punti vitali. 

Modifiche alla cartella di Domenico, 2 medici indagati anche per falso

AGI - L'orario dell'arrivo del cuore da Bolzano per il trapianto al piccolo Domenico Caliendo, eseguito poi il 23 dicembre scorso con l'organo già danneggiato, è al centro di una nuova contestazione della procura di Napoli a due dei sette medici già indagati per omicidio colposo. A Guido Oppido, il cardiochirurgo che ha eseguito l'intervento, e alla seconda operatrice in sala, il pm Giuseppe Tittaferrante e l'aggiunto Antonio Ricci contestano anche il reato di falso, per discrepanze tra quanto segnato nella cartella medica del bimbo di due anni, morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre scorso, e quanto emerso dagli accertamenti degli inquirenti. Per entrambi è stata chiesta anche al gip una misura interdittiva e verranno ascoltati a fine mese.

Dettagli splatter dalle testimonianze

Dalle testimonianze acquisite della procura di Napoli, "sono emersi dettagli scioccanti, dettagli 'splatter'. Ora dobbiamo studiare i documenti ma quello che è successo in sala operatoria a Napoli, è qualcosa quasi, purtroppo, di cinematografico", ha commentato l'avvocato Francesco Petruzzi, riferendosi alla documentazione acquisita per conto della famiglia di Domenico. Il legale della famiglia del bambino deceduto il 21 febbraio, fa riferimento a dichiarazioni relative all'attesa in sala operatoria dopo aver espiantato il cuore malato di Domenico, prima che arrivasse il box con l'organo del donatore in sala operatoria.

La lite in sala operatoria

Secondo la testimonianza, uno dei tecnici di sala viene chiamato a colloquio dal cardiochirurgo che ha seguito il trapianto, il quale chiede contezza, "con tono minaccioso" del fatto che il clampaggio è avvenuto alle 14.18 se alle 14.22 chi stava portando in ospedale il cuore del donatore era a telefono con un altro medico dell'equipe. Il tecnico avrebbe detto esplicitamente al cardiochirurgo che aveva espiantato il cuore del bambino malato, quando "il cuore era fuori dall'ospedale". In risposta il cardiochirurgo avrebbe dato un calcio a un termosifone offendendo verbalmente il tecnico, davanti a sanitari dell'equipe.

L'arrivo del cuore del donatore

Il contenitore in cui è stato trasportato il cuore donato al piccolo Domenico Caliendo, "chiuso, arrivò qualche minuto prima delle 14.30", secondo la ricostruzione di una testimone, ascoltata dai pm di Napoli per sommarie informazioni, nell'ambito dell'indagine sulla morte del bambino di due anni dopo il trapianto di un cuore danneggiato durante il trasporto da Bolzano.

Tempistiche del clampaggio e dell'arrivo dell'organo

Dopo il momento del 'clampaggio', la chiusura cioè delle principali arterie conseguente l'asportazione del cuore malato del bimbo, che sarebbe avvenuto alle 14.18, da quanto emerge da stralci delle testimonianze visionati dall'AGI, si evince che "qualche minuto prima delle 14.30" il cuore del donatore di Bolzano è arrivato in sala operatoria all'interno del contenitore ancora chiuso e che mentre veniva ultimata "la cardiectomia il contenitore non era ancora aperto".

Canile lager con 26 barboncini toy sequestrato nel Napoletano (video)

AGI - Un canile lager per barboncini toy, molto pubblicizzato su TikTok. È la scoperta dei carabinieri nel Napoletano, che hanno trovati 26 cani in un 'canile' costruito abusivamente sul solaio di un palazzo di Villaricca, dentro al quale era stato ricavato un complesso in muratura di gabbie recintate dotate in alcuni casi anche di lampade riscaldanti per i cuccioli neonati.

I barboncini nel canile venduti sui social per oltre mille euro 

Un dedalo di ambienti costruito senza l’ombra di un’autorizzazione, per l’allevamento ma anche come vetrina per i numerosi clienti catturati sui social. Perché l’uomo che è stato ritenuto il titolare del canile, pubblicizza la rivendita su TikTok, abbinando il prezzo ai video dei musetti dei barboncini. Somme che oscillano tra i 1000 e i 1200 euro.

Il video dei carabinieri 

"Il canile malsano"

Quello che non emerge online è l’ambiente malsano in cui questi cagnolini sono costretti a vivere in attesa di un nuovo padrone, tra i liquami e gli escrementi. In ambienti promiscui e ristretti.

Il sequestro del canile 

militari della stazione di Villaricca, col prezioso contributo di personale dell’Asl Napoli 2 di Marano, hanno sequestrato la struttura e denunciato l'allevatore. I cani saranno affidati all’Asl.

L’uomo denunciato è fratello di una donna di 35 anni che i carabinieri avevano denunciato lo scorso 25 luglio per chirurgia estetica abusiva. Anche lei pubblicizzava la propria attività su TikTok.

 

Ancona proclamata Capitale italiana della Cultura 2028

AGI - Sarà Ancona la Capitale italiana della Cultura 2028. Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia ufficiale, in corso nella Sala Spadolini del ministero di via del Collegio Romano, alla presenza della giuria di selezione, presieduta da Davide Maria Desario, e dei rappresentanti delle dieci citta' candidate al titolo.

Il 'dossier' Ancona scelto all'unanimità 

Ancona è stata quindi designata Capitale della Cultura 2028 dopo Pordenone nel 2027 e l'Aquila nel 2026. Il suo dossier propositivo è stato giudicato "eccellente" ed è stato scelto all'unanimità su quelli delle altre 9 città finaliste, dopo una selezione partita da 23 candidature al titolo. 

"Ancona. Questo adesso" 

Il dossier vincitore, illustrato il 26 febbraio scorso alla giuria attraverso una performance di un'ora e completata da una copia in Braille del documento, ha come titolo 'Ancona. Questo adesso', tratto da un brano del poeta anconetano Francesco Scarabicchi.

Per Ancona un contributo di un milione di euro 

Al progetto hanno lavorato, tra gli altri, il premio Oscar Dante Ferretti e il musicista Dardust. Ancona riceverà il contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura. Si tratta del secondo titolo di Capitale italiana della Cultura conquistato dalle Marche e arriverà 4 anni dopo Pesaro 2024. 

Acquaroli, con Ancona conferma il potenziale delle Marche

Il titolo per Ancona di Capitale italiana della Cultura 2028, che torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, “testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, parlando di un risultato che “premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunità”.

“La Regione Marche – ha sottolineato il governatore - ha sostenuto con convinzione la candidatura di Ancona, che ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria, traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro”. Acquaroli ha ringraziato “tutti coloro che hanno collaborato a questa proposta condivisa, autentica e radicata nel territorio, a partire dal sindaco Daniele Silvetti”.

Il sindaco di Ancona, dossier competitivo e originale 

“Sono molto emozionato, nonostante svolga il ruolo di amministratore pubblico da diversi anni. Questo titolo è un obiettivo molto importante per la comunità, per la città e per l’intera regione”. Così il sindaco di AnconaDaniele Silvetti, commentando a caldo il riconoscimento della città quale Capitale italiana della Cultura 2028.

“È stato fatto un lavoro importante – ha aggiunto – per comporre un dossier competitivo e originale, capace di far capire i diversi aspetti del nostro tessuto socio-culturale”. Un progetto che, per il primo cittadino, aveva come primo obiettivo “rendere armonioso il rapporto tra archeologiaarchitettura e ambiente, visto che abbiamo un parco che arriva fino alla città”. “Abbiamo fatto un buon lavoro, lo dico da sindaco tra i sindaci delle altre città finaliste”, ha concluso Silvetti.

 

 

 

Incendio alla Biennale di Venezia, coinvolto il Padiglione Serbia

AGI - Poco prima delle 10 un incendio si è sviluppato nel tetto del Padiglione Serbia della Biennale di Venezia, ai Giardini. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme, alimentate anche dalle forti raffiche di vento che stanno interessando oggi la laguna.

Secondo quanto riferito all'AGI dalla Biennale l'incendio sarebbe stato subito domato e non avrebbe procurato danni gravi alla struttura. Dalle prime informazioni sembra che le fiamme abbiano interessato solo la parte esterna del tetto del Padiglione e non abbiano in alcun modo danneggiato gli arredi o la parte interna dello stesso.

 

 

Dal Poke al Burrito, la mappa dei nuovi gusti dei romani

AGI - Il "trapizzino" e il Poke all'Esquilino. Supplì e margherita in centro storico e nell'estrema periferia. Lo smash burger al Nomentano. È la mappa dei vecchi e nuovi gusti alimentari dei romani, o almeno di quelli che non amano cucinare a casa, disegnata da Deliveroo. La pizza mantiene saldamente il primo posto, con la Margherita che risulta l'ordine più frequente in varie zone della città. Tuttavia, nonostante le preferenze complessive siano per i grandi classici, sono le cucine internazionali a segnare il passo in termini di crescita. Tra le novità più interessanti, la cucina messicana, che ha registrato nell'ultimo anno una crescita esplosiva. Burrito e quesadilla, infatti, sono i piatti che più di altri stanno conquistando i cuori e i palati nella Capitale, con un incremento significativo rispetto al 2024. Anche la cucina cinese e greca hanno visto un aumento considerevole.

I piatti più ordinati

I piatti più ordinati in queste categorie includono i ravioli alla griglia, gli involtini primavera e la pita greca, che sono sempre più richiesti in tutta la città. Andrea Zocchi, managing director di Deliveroo in Italia spiega che "Roma dal punto di vista gastronomico e della ristorazione ha delle unicità difficili da ritrovare: un grande attaccamento ai sapori tradizionali, unito a una tendenza naturale verso le cucine internazionali". Nel dettaglio, la mappa dei 'sapori' della Capitale vede all'Esquilino, quartiere multietnico per eccellenza, dominare il Trapizzino seguito dal Poke e dal Supplì.

La mappa dei sapori quartiere per quartiere

Al Centro il podio vede Margherita al primo posto e ancora Poke e Supplì. Il Nomentano è il regno dello smash burger. Il Poke è primo nelle preferenze dei romani dell'Eur che non disdegnano nemmeno la Margherita, al secondo posto, e il classico hamburger. Il Flaminio premia la pizza e il classico panino componibile, ma si stanno affermando anche Ravioli alla griglia. Ci si sposta nella periferia est di Roma, a Tor Bella Monaca dove il podio è più italiano che mai: i tradizionali Supplì sono seguiti da due gusti di pizza: Margherita e Diavola. Più internazionale Ostiense dove alla Margherita segue il Poke e la Pita greca. Il Messico ha invece conquistato Trastevere con Burrito e Quesadilla che seguono a ruota l'immarcescibile Margherita, ancora al primo posto.