Oasis in tour nel 2026? Il post dei fratelli Gallagher

«E così avvenne». Dopo 41 concerti in giro per il mondo, gli Oasis hanno concluso il tour 2025 che ha segnato l’attesa reunion dei fratelli Gallagher dopo più di 15 anni. Iniziato il 4 luglio a Cardiff e poi proseguito nei principali stadi del Regno Unito, ha toccato anche America, Asia e Australia prima di terminare in grande stile sul palco di San Paolo, in Brasile. Lasciata completamente fuori non soltanto l’Italia, ma quasi tutta l’Europa dove i due artisti britannici hanno cantato solamente in patria. Dopo mesi di voci e speranze per l’annuncio di nuove date nei Paesi lasciati fuori dalla tournée, è arrivata una vera e propria doccia fredda. «Ora ci sarà una lunga pausa di riflessione», hanno scritto Liam e Noel sui social. Resta da capire se sarà solo un momento di respiro oppure il preludio per una nuova serie di progetti.

Oasis, le parole di Liam Gallagher: «Siamo la miglior band del pianeta»

Annunciando una pausa di riflessione, gli Oasis hanno dunque lasciato aperta qualsiasi porta per il loro futuro, da una nuova serie di concerti fino a quello che sarebbe un clamoroso ritorno anche con nuovi inediti. Ai fan non resta che aspettare nuove comunicazioni, godendo nel frattempo della gioia e dei tributi di Liam Gallagher in persona. «A tutti voi, giovani di mezza età vecchi da morire, grazie dal profondo del mio cuore», ha scritto su X l’artista. «Sarò per sempre grato per la vostra energia e le vibrazioni bibliche. Senza di voi saremmo solo una buona band, ma con voi siamo la miglior band del pianeta». Durante l’ultimo concerto in Brasile, dove gli Oasis hanno confermato la stessa scaletta del tour, non sono mancati momenti speciali: tra questi, un lungo abbraccio tra i fratelli Gallagher, simbolo di una riconciliazione ormai assodata che ha fatto il giro dei social.

È morto Jimmy Cliff, leggenda giamaicana del reggae

Lutto nella musica reggae. È morto Jimmy Cliff, leggenda del genere al pari di Bob Marley, nonché autore di hit come Wonderful World, Beautiful People e Vietnam, tra le più note canzoni di protesta della storia. A darne notizia sono stati la moglie Latifa Chambers e i figli Lilty e Aken con un post su Instagram. «Con profondo dolore annuncio che mio marito, Jimmy Cliff, ci ha lasciati a seguito di una crisi epilettica seguita da polmonite», si legge nella nota. «Ringrazio la sua famiglia, gli amici, gli altri artisti e i colleghi che hanno condiviso con lui il suo percorso. A tutti i suoi fan nel mondo: sappiate che il vostro sostegno è stato la sua forza per tutta la carriera. Jimmy ha davvero apprezzato ogni singolo fan e il suo affetto». Aveva 81 anni.

È morto Jimmy Cliff, leggenda giamaicana del reggae
Il cantante reggae Jimmy Cliff (Ansa).

Chi era Jimmy Cliff, icona della musica reggae nel mondo

Stella del genere insieme a giganti come Bob Marley, ha contribuito con la sua musica a rendere famoso non soltanto il reggae, ma anche lo ska e il rocksteady, con una carriera lunga sei decenni. Originario di St. James, in Giamaica, è cresciuto in una famiglia che contava nove figli e in condizioni di estrema povertà iniziando a cantare nella chiesa locale all’età di appena sei anni sfruttando le sue doti canore. Negli Anni 50 seguì il padre a Kingston, adottando il cognome Cliff – era nato Chambers – per esprimere le vette che avrebbe voluto toccare con la sua musica. Cime che avrebbe raggiunto già in adolescenza con il brano Hurricane Hattie da lui stesso scritto e composto. Nel 1965 lasciò la Giamaica per trasferirsi a Londra, dove iniziò a lavorare con Chris Blackwell della Island Records, che solo in seguito avrebbe lanciato Bob Marley & the Wailers.

Jimmy Cliff avrebbe registrato oltre 30 album e si sarebbe esibito in tutto il mondo, suonando tra Parigi, il Brasile e la Fiera Mondiale di New York. Celebre in particolare il singolo Wonderful World, Beautiful People del 1969, intriso di un profondo messaggio di speranza e unità per contrastare il duro stato del mondo fatto di inganni, scandali e odio. Impossibile non citare Vietnam, che lo stesso Marley definì «la miglior canzone di protesta mai scritta». Nella sua discografia si possono anche ricordare Many Rivers To Cross e You Can Get It If You Really Want oltre alle cover di I Can See Clearly Now di Johnny Nash, apparsa nella colonna sonora del film Cool Runnings, e di Wild World di Cat Stevens. Nel corso degli anni, Cliff ha collaborato anche con Rolling Stones, Elvis Costello, Annie Lennox e Paul Simon.

È morto Jimmy Cliff, leggenda giamaicana del reggae
Il cantante reggae Jimmy Cliff (Ansa).

Il debutto al cinema con The Harder They Come e gli ultimi lavori

Oltre alla musica, Jimmy Cliff intraprese anche la carriera di attore. Nel 1972 apparve infatti nel cult The Harder They Come di Perry Henzell, giunto in Italia con il titolo Più forte è, più forte cade, che contribuì alla diffusione del reggae a un pubblico internazionale. Nei panni di Ivanohe Martin, basato sul criminale giamaicano Rhyging, mostrò gli aspetti più crudi della vita locale, ridefinendo l’isola come qualcosa di più di un semplice paradiso turistico fatto di cocktail, spiagge e cascate. «Quando arrivai a Kingston vivevo in una zona infestata dai gangster», raccontò nel 2022 all’Observer parlando del film. «L’unica cosa che mi impedì di unirmi a loro è stata la mia famiglia». Tra gli ultimi successi si ricorda il Grammy Award del 2012, vinto per il miglior album reggae con Rebirth, che si aggiunse a quello del 1984 per Cliff Hanger.

Il primo ministro giamaicano Andrew Holness lo ha salutato come «un vero gigante culturale» che con la sua musica ha contributo al successo della Giamaica nel mondo: «Jimmy Cliff ha raccontato la nostra storia con onestà e anima. La sua musica ha sollevato le persone nei momenti difficili, ispirato generazioni e contribuito a plasmare il rispetto globale di cui la cultura giamaicana gode oggi».

Ornella Vanoni, camera ardente al Piccolo Teatro Grassi di Milano

La camera ardente per Ornella Vanoni sarà allestita domenica 23 novembre e lunedì 24 novembre al Piccolo Teatro Grassi in via Rovello, a Milano. Lo ha annunciato l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi, in una storia su Instagram. La camera ardente resterà aperta domenica dalle 10 alle 14 e lunedì dalle 10 alle 13. I funerali si dovrebbero invece tenere lunedì nella chiesa di San Marco, nel cuore del quartiere Brera, alle 14:45.

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Ornella Vanoni e Gino Paoli, un amore in musica

La morte di Ornella Vanoni «è un grandissimo dolore». Lo ha detto al Corriere della Sera Paola Penzo, moglie di Gino Paoli: la cantante, morta a 91 anni a Milano, era ancora una presenza costante nella vita del cantautore genovese: «Non so come potrò dirglielo, sarà veramente difficile. Doveva venire a trovarci tra qualche giorno, la stavamo aspettando». Vanoni e Paoli vissero un’importante storia d’amore negli Anni 60: un legame tormentato, ma estremamente fertile dal punto di vista artistico, che non ha segnato solo le loro vite ma anche – per sempre – la musica italiana.

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Vanoni-Paoli, l’incontro nel 1960 e la loro storia d’amore

Il loro incontro risale al 1960, quando entrambi erano legati all’etichetta Ricordi. Tra i due nacque una collaborazione e anche un legame sentimentale: Paoli era però già sposato con Anna Fabbri, mentre Vanoni sarebbe convolata a nozze il 6 giugno di quell’anno, con l’impresario teatrale Lucio Ardenzi. «Quando è scoppiato l’amore con Gino, lui era sposato e io mi sono sposata poco dopo. Una sofferenza tremenda, altro che scandalo», ha raccontato la cantante in varie interviste. Presto i due decisero di separarsi, ma i rispettivi matrimoni non durarono molto più a lungo: Vanoni e Ardenzi si lasciarono poco prima della nascita del figlio Cristiano, avvenuta nel 1962 («Quel matrimonio fu un errore. Io volevo ancora bene a Gino e lui mi ha sconsigliato sino all’ultimo, minacciando persino di venire alla cerimonia a cantare Senza fine»), e nello stesso anno Paoli conobbe Stefania Sandrelli, da cui due anni dopo avrebbe avuto la figlia Amanda.

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Le canzoni più famose scritte da Paoli per Vanoni

La relazione tra Vanoni e Paoli fu tutto sommato breve, ma estremamente intensa e feconda dal punto di vista artistico. Il cantautore scrisse per l’allora “cantante della mala” prima il brano Me in tutto il mondo e successivamente le dedica, colpito dalle sue grandi mani, la celeberrima Senza fine.

Del 1963 è poi Che cosa c’è, canzone con un testo ispirato a Paoli dalla storia d’amore che viveva con la Vanoni: iol brano è diventato negli anni uno dei più noti dei rispettivi repertori.

Non di Paoli, ma idealmente dedicata a lui Cercami, canzone inserita nel primo album di Vanoni: era destinata a Claudio Villa, ma l’artista milanese riuscì ad averla per sé e portarla al successo, incidendola tra le lacrime e dedicandola al cantautore genovese.

Ornella Vanoni e Gino Paoli, un amore in musica
Ornella Vanoni e Gino Paoli, un amore in musica
Ornella Vanoni e Gino Paoli, un amore in musica
Ornella Vanoni e Gino Paoli, un amore in musica
Ornella Vanoni e Gino Paoli, un amore in musica

Vanoni e Paoli, un vero amore ‘senza fine’

Dopo la fine della loro relazione, Vanoni e Paoli continuano a duettare e a esibirsi insieme. Nel 1985 la pubblicazione dell’album live Insieme, frutto di una tournée di grande successo, che raccoglie molti dei loro pezzi più famosi, come Senza fine, Che cosa c’è, L’appuntamento e Non andare via. Nel 2004 arrivò un nuovo progetto discografico: Ti ricordi? No, non mi ricordo, che ottenne un disco di platino, seguito da un lungo tour e da un libro scritto a sei mani, intitolato Noi due, una lunga storia. Insomma, nonostante la grande sofferenza vissuta, il legame tra i due non è mai svanito. Nel 2024, in occasione del 90esimo compleanno quasi in contemporanea (lei era nata il 22 settembre, lui il 23), il loro scambio di auguri ha commosso il pubblico.

Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana

Se n’è andata all’improvviso. Ornella Vanoni si è spenta venerdì notte nella sua casa di Milano a causa di un arresto cardio-circolatorio. Aveva 91 anni. Una delle ultime regine della musica italiana, 70 anni di carriera ininterrotta, ha interpretato brani entrati nella storia: a partire da Senza fine, frutto del sodalizio artistico e sentimentale con Gino Paoli, con cui arrivò al successo internazionale all’inizio degli Anni 60. Nonostante il rapporto con Paoli, nel 1960 sposò Lucio Ardenzi, impresario teatrale. «Quel matrimonio fu un errore. Io volevo ancora bene a Gino e lui mi ha sconsigliato sino all’ultimo, minacciando persino di venire alla cerimonia a cantare Senza fine», confesserà Vanoni anni dopo. «Il matrimonio non sta in piedi e quando nel 1962 nasce Cristiano, io e Ardenzi siamo già separati. Ero ancora innamorata di Paoli».

Gli inizi al Piccolo e il rapporto con Strehler

Nata a Milano il 22 settembre 1934, figlia di un industriale farmaceutico, dopo avere studiato dalle Orsoline, frequentò diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra. Nel 1953 entrò all’Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler, divenendone allieva e compagna. Nello stesso periodo arrivò al successo interpretando le canzoni della Mala. Con la collaborazione di autori come Fausto Amodei, Fiorenzo Carpi, Dario Fo e Gino Negri, Strehler si ispirò a ballate dialettali che raccontavano fatti di cronaca nera per comporre testi centrati sulla malavita.

I successi e le collaborazioni

All’inizio della sua carriera, Vanoni si divise tra musica e teatro. Nel 1963 per esempio fu Rosetta in Rugantino con cui l’anno dopo sbarcò a Broadway. Partecipò a otto edizioni del Festival di Sanremo, arrivando al secondo posto con Casa bianca nel 1968 e per tre volte al quarto. Star della tv la sua voce è legata a successi come Tristezza, Una ragione di più, L’appuntamento, Eternità, La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria.

Nei 70 anni di attività ha collaborato con tantissimi autori. Oltre a Paoli – con cui nel 1985 si ritrovò per la tournée di successo VanoniPaoli Insieme – lavorò con i New Trolls, Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Sergio Bardotti, Mogol, Giorgio Calabrese, Franco Califano, Bruno Lauzi, Grazia Di Michele, Renato Zero e Riccardo Cocciante. Spirito libero, ironica e allergica a ogni perbenismo – negli Anni 70 accettò di posare nuda per Playboy – Ornella Vanoni non si è mai fermata. Negli ultimi anni Fabio Fazio l’ha voluta come ospite fissa a Che tempo che fa. «Sono una donna libera. Non mi sono mai lasciata imbrigliare da niente e da nessuno. E ho pagato tutto con gli interessi», aveva detto Vanoni nel giorno del suo ultimo compleanno.

Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana
Addio a Ornella Vanoni, icona della musica italiana

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Svelate le nomine ai Grammy 2026

Le nomination ai Grammy Awards 2026 sono state ufficialmente svelate, dando il via alla corsa verso la cerimonia del 1º febbraio alla Crypto.com Arena di Los Angeles. I Grammy 2026 premieranno le migliori canzoni, registrazioni, artisti e composizioni pubblicate tra il 31 agosto 2024 e il 30 agosto 2025. Tra le novità figurano l’introduzione della categoria Best Album Cover (Migliore Copertina di Album), la fusione delle sezioni Best Recording Package e Best Boxed or Special Limited Edition Package in un’unica categoria, e il nuovo riconoscimento al personale scolastico che promuove l’educazione musicale, il Music Educator Award. A guidare le candidature è Kendrick Lamar con 9 nomination, seguito da Lady Gaga con 7. Completano il gruppo dei più candidati Sabrina CarpenterLeon Thomas e Bad Bunny, tutti a quota 6. Da segnalare l’esordio tra i candidati per Timothée Chalamet, nominato nella sezione dedicata ai progetti per il visual media.

I candidati ai Grammy 2026

Song of the Year

  • Bad Bunny – Debí Tirar Más Fotos
  • Doechii – Anxiety
  • Huntr/x – Golden
  • Kendrick Lamar & SZA – Luther
  • Billie Eilish – Wildflower
  • Lady Gaga – Abracadabra
  • Rosé & Bruno Mars – Apt.
  • Sabrina Carpenter – Manchild

Album of the Year

  • Bad Bunny – Debí Tirar Más Fotos
  • Kendrick Lamar – GNX
  • Clipse, Pusha T & Malice – Let God Sort Em Out
  • Justin Bieber – Swag
  • Lady Gaga – Mayhem
  • Tyler, the Creator – Chromakopia
  • Leon Thomas – Mutt
  • Sabrina Carpenter – Man’s Best Friend

Record of the Year

  • Bad Bunny – Debí Tirar Más Fotos
  • Billie Eilish – Wildflower
  • Chappell Roan – The Subway
  • Sabrina Carpenter – Manchild
  • Doechii – Anxiety
  • Kendrick Lamar & SZA – Luther
  • Lady Gaga – Abracadabra
  • Rosé & Bruno Mars – Apt.

Best New Artist

  • Olivia Dean
  • Leon Thomas
  • KATSEYE
  • The Marias
  • Addison Rae
  • sombr
  • Alex Warren
  • Lola Young

Producer of the Year

  • Dan Auerbach
  • Cirkut
  • Dijon
  • Blake Mills
  • Sounwave

Songwriter of the Year (Non Classical)

  • Amy Allen
  • Edgar Barrera
  • Jessie Jo Dillon
  • Tobias Jesso Jr.
  • Laura Veltz

Pop Vocal Album

  • Justin Bieber – Swag
  • Lady Gaga – Mayhem
  • Miley Cyrus – Something Beautiful
  • Sabrina Carpenter – Man’s Best Friend
  • Teddy Swims – I’ve Tried Everything but Therapy (Part 2)

Best Solo Pop performance

  • Chappell Roan – The Subway
  • Justin Bieber – Daisies
  • Lady Gaga – Disease
  • Lola Young – Messy
  • Sabrina Carpenter – Manchild

Best Pop Duo/Group Performance

  • Cynthia Erivo & Ariana Grande – Defying Gravity
  • HUNTR/X – Golden
  • KATSEYE – Gabriela
  • ROSÉ, Bruno Mars – APT.
  • SZA With Kendrick Lamar – 30 For 30

Best Rap Album

  • Clipse – Let God Sort Em Out
  • GloRilla – Glorious
  • JID – God Does Like Ugly
  • Kendrick Lamar – GNX
  • Tyler, The Creator – Chromakopia

Best Rap Song

  • Clipse, John Legend, Voices of Fire, Pusha T & Malice – The Birds Don’t Sing
  • Doechii – Anxiety
  • Glorilla – TGIF
  • Kendrick Lamar Featuring Lefty Gunplay – TV Off
  • Tyler, the Creator Featuring Glorilla, Sexyy Red & Lil Wayne – Sticky

Best Rap Performance

  • Cardi B – Outside
  • Clipse, Kendrick Lamar, Pusha T & Malice – Chains & Whips
  • Doechii – Anxiety
  • Kendrick Lamar Featuring Lefty Gunplay – TV Off
  • Tyler, the Creator Featuring Teezo Touchdown – Darling, I

Best Melodic Rap Performance

  • Fridayy Featuring Meek Mill – Proud of Me  
  • JID Featuring Ty Dolla $ign & 6Lack – Wholeheartedly
  • Kendrick Lamar With SZA – Luther
  • Terrace Martin & Kenyon Dixon Featuring Rapsody – WeMaj
  • Partynextdoor & Drake – Somebody Loves Me

Best Rock Album

  • Deftones – Private Music
  • Haim – I Quit
  • Linkin Park – From Zero
  • Turnstile – Never Enough
  • Yungblud – Idols

Best Rock Song

  • Hayley Williams – Glum
  • Nine Inch Nails – As Alive as You Need Me to Be
  • Sleep Token – Caramel
  • Turnstile – Never Enough
  • Yungblud – Zombie

Best Rock Performance

  • Amyl and the Sniffers – U Should Not Be Doing That
  • Linkin Park – The Emptiness Machine
  • Turnstile – Never Enough
  • Hayley Williams – Mirtazapine 
  • Yungblud Featuring Nuno Bettencourt, Frank Bello, Adam Wakeman, II – Changes (Live From Villa Park) Back to the Beginning

Best Alternative Music Album

  • Bon Iver – Sable, Fable
  • The Cure – Songs of a Lost World
  • Tyler, the Creator – Don’t Tap the Glass
  • Wet Leg – Moisturizer
  • Hayley Williams – Ego Death at a Bachelorette Party

Best Alternative Music Performance

  • Bon Iver – Everything Is Peaceful Love
  • The Cure – Alone
  • Turnstile – Seein’ Stars
  • Wet Leg – Mangetout
  • Hayley Williams – Parachute

Best Metal Performance

  • Dream Theater – Night Terror
  • Ghost – Lachryma
  • Sleep Token – Emergence
  • Spiritbox – Soft Spine
  • Turnstile – Birds

Best Dance/Electronic Album

  • FKA twigs – Eusexua
  • Fred Again.. – Ten Days
  • PinkPantheress – Fancy That
  • Rüfüs Du Sol – Inhale / Exhale
  • Skrillex – F*ck U Skrillex You Think Ur Andy Warhol but Ur Not!!

Best Dance Pop Recording

  • Selena Gomez & Benny Blanco – Bluest Flame
  • Lady Gaga – Abracadabra
  • Zara Larsson – Midnight Sun
  • Just Keep Watching (From “F1 The Movie”)
  • PinkPantheress – Illegal

Best R&B Album

  • Giveon – Beloved
  • Coco Jones – Why Not More?
  • Ledisi – The Crown
  • Teyana Taylor – Escape Room
  • Leon Thomas – Mur

Best R&B Song

  • Kehlani – Folded
  • Summer Walker – Heart of a Woman
  • Chris Brown Featuring Bryson Tiller – It Depends
  • Durand Bernarr – Overqualified
  • Leon Thomas – Yes It Is

Best R&B Performance

  • Justin Bieber – Yukon
  • Chris Brown Featuring Bryson Tiller – It Depends
  • Kehlani – Folded
  • Leon Thomas – Mutt (Live From NPR’s Tiny Desk)
  • Summer Walker – Heart of a Woman

Best Traditional R&B Performance

  • Durand Bernarr – Here We Are
  • Lalah Hathaway – Uptown
  • Ledisi – Love You Too
  • SZA – Crybaby
  • Leon Thomas – Vibes Don’t Lie  

Best Contemporary Country Album

  • Kelsea Ballerini – Patterns
  • Tyler Childers – Snipe Hunter
  • Eric Church – Evangeline vs. the Machine
  • Jelly Roll – Beautifully Broken
  • Miranda Lambert – Postcards From Texas

Best Latin Pop Album

  • Rauw Alejandro – Cosa Nuestra
  • Andrés Cepeda – Bogotá (Deluxe)
  • Karol G – Tropicoqueta
  • Natalia Lafourcade – Cancionera
  • Alejandro Sanz – ¿Y ahora qué?

Best Urban Album

  • Bad Bunny – DeBÍ TiRAR MáS FOToS
  • J Balvin – Mixteip
  • Feid – FERXXO VOL X: Sagrado 
  • Nicki Nicole – NAIKI
  • Trueno – EUB DELUXE
  • Yandel – SINFÓNICO (En Vivo)

Best Song Written for Visual Media

  • As Alive as You Need Me to Be [From “Tron: Ares”] — Trent Reznor & Atticus Ross, songwriters (Nine Inch Nails)
  • Golden [From “KPop Demon Hunters”] — EJAE & Mark Sonnenblick, songwriters (HUNTR/X: EJAE, Audrey Nuna, Rei Ami)
  • I Lied to You [From “Sinners”] — Ludwig Göransson & Raphael Saadiq, songwriters (Miles Caton)
  • Never Too Late [From “Elton John: Never Too Late”] — Brandi Carlile, Elton John, Bernie Taupin & Andrew Watt, songwriters (Elton John, Brandi Carlile)
  • Pale, Pale Moon [From “Sinners”] — Ludwig Göransson & Brittany Howard, songwriters (Jayme Lawson)
  • Sinners [From “Sinners”] — Leonard Denisenko, Rodarius Green, Travis Harrington, Tarkan Kozluklu, Kyris Mingo & Darius Povilinus, songwriters (Rod Wave)

Best Score Soundtrack For Visual Media (Includes Film and Television)

  • How to Train Your Dragon – John Powell, composer
  • Severance: Season 2 – Theodore Shapiro, composer
  • Sinners – Ludwig Göransson, composer
  • Wicked – John Powell & Stephen Schwartz, composers
  • The Wild Robot – Kris Bowers, composer

Best Music Film

  • Devo — Devo
  • Live at the Royal Albert Hall — Raye
  • Relentless — Diane Warren
  • Music by John Williams — John Williams
  • Piece by Piece — Pharrell Williams

Grammy Awards 2026, chi annuncerà le nomination?

La Recording Academy ha rivelato chi annuncerà le nomination ai Grammy Awards 2026, la 68esima edizione dei principali premi al mondo per la musica. L’elenco è una parata di stelle che comprende, tra le altre, la popstar Sabrina Carpenter, la miglior esordiente del 2025 Chappell Roan e Doechii, che con la sua Anxiety ha conquistato i social, in particolare TikTok, e le piattaforme streaming. Per tutte e tre si prospetta almeno una candidatura in una delle categorie principali. L’annuncio avverrà il 7 novembre alle ore 16 italiane in diretta streaming sul canale YouTube della Recording Academy, cui seguirà uno show riepilogativo. La cerimonia di premiazione si terrà il primo febbraio 2026 alla Crypto.com Arena di Los Angeles.

Grammy Awards 2026, tutte le star che annunceranno le nomination

Grammy Awards 2026, chi annuncerà le nomination?
Chappell Roan premiata ai Grammy 2025 (Ansa).

Vincitrice già di due riconoscimenti nella scorsa edizione, Sabrina Carpenter è candidata a ricevere più di una nomination ai Grammy Awards 2026. La popstar è tra le papabili nella categoria del miglior singolo dell’anno con Manchild e del Best album con Man’s Best Friend. A contenderle il grammofono potrebbe essere Chappell Roan, in lizza con la canzone The Subway. Le due potrebbero però vedersi scavalcate dalla rapper Doechii, che con la sua Anxiety ha letteralmente battuto ogni concorrenza in streaming sin dal debutto. Tra gli annunciatori delle nomination ai Grammys 2026 c’è Brandi Carlile, che in carriera ha già vinto 11 premi che potrebbe essere in lizza per il miglior album pop con Who Believes in Angels inciso con Elton John. Occhi puntati anche su Nicole Scherzinger, già vincitrice del Tony per Sunset Blvd con cui potrebbe puntare al premio per il musical.

Ad annunciare le nomination ai Grammy Awarads 2026 saranno anche Angelique Kidjo, CeCe Winans, David Foster, Jon Batiste, Little Big Town, Masaki Koike e i Mumford and Sons. Ci saranno anche la regina del reggaeton Karol G, che di recente ha preso parte al Victoria’s Secret Fashion Show, Lizzo e Sam Smith. Completano l’elenco Chelsey Green, presidente del consiglio di amministrazione della Recording Academy, e Gayle King, co-conduttrice di Cbs Mornings.

Katy Perry al Lucca Summer Festival 2026: data e biglietti

Un anno dopo Jennifer Lopez, il Lucca Summer Festival si appresta ad accogliere un’altra stella del pop mondiale contemporaneo. Il 19 luglio 2026, nella splendida cornice delle Mura storiche, ci sarà infatti Katy Perry, artista da 115 miliardi di stream globali e più di 70 milioni di dischi venduti. Per la diva sarà il secondo concerto italiano a distanza di poco tempo: sarà infatti all’Unipol Arena di Bologna il 2 novembre per un live già sold out da diversi mesi. I biglietti saranno disponibili in una prevendita esclusiva Radio101 a partire da mercoledì 5 novembre alle 11 su Ticketone, previa registrazione sul sito ufficiale dell’emittente radiofonica. La vendita generale scatterà venerdì 7, sempre alle ore 11.

Katy Perry, in scaletta i grandi successi e i brani del disco 143

Katy Perry al Lucca Summer Festival 2026: data e biglietti
Katy Perry live a San Paolo (Ansa).

Fra le popstar più iconiche e di successo della musica contemporanea, Katy Perry vanta ad oggi sette singoli certificati Diamond, tra cui classici intramontabili del suo repertorio come Firework, California Gurls, Roar, Dark Horse e Teenage Dream. Dal debutto nel 2008 con il disco One of the Boys, in cui c’era la hit I Kissed a Girl con cui si fece conoscere in tutto il mondo, ha conquistato diversi record e raggiunto miliardi di visualizzazioni su YouTube e 57 milioni di ascolti mensili su Spotity. Negli ultimi anni tuttavia, è iniziata una lenta e parziale fase di declino. A settembre 2024 ha rilasciato il suo settimo e finora ultimo album, 143, anticipato dal singolo Woman’s World con cui aveva sperato di ritrovare i fasti di Prism del 2013, ma si è rivelato un flop ai livelli di Witness, da cui venne estratto comunque il successo Swish Swish, e Smile.

Al Lucca Summer Festival 2026 anche Jamiroquai

Katy Perry è la seconda artista già annunciata nella line up del Lucca Summer Festival 2026. Sabato 4 luglio sbarcheranno nella cittadina toscana i Jamiroquai, band britannica capitanata dal carismatico Jay Kay che ha scritto pagine di storia della musica grazie alla capacità di mixare funk, soul e jazz. Sul palco delle Mura storiche, lo stesso che due settimane dopo ospiterà la voce di Teenage Dream, porteranno tutte le loro grandi hit, da Virtual Insanity a Deeper Underground passando per Cosmic Girl. I biglietti sono già disponibili su Ticketone con prezzi che partono da 79,35 euro per i posti in piedi per arrivare ai 98,90 della gradinata laterale non numerata fino ai 126,50 euro per il settore numerato 1. Esauriti invece gli spazi nel Pit, l’area antistante il palcoscenico.

Litfiba, ufficiale la reunion: in tour nel 2026

Ora è ufficiale: i Litfiba torneranno assieme nel 2026 e lo faranno in grande stile. Dopo tre anni di silenzio sui social, la band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli ha annunciato un nuovo tour italiano con 20 date in tutto il Paese. Non solo, perché con loro sul palco ci saranno anche Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, gli altri due membri fondatori del gruppo che non presero parte ai concerti del 2022. L’occasione sarà il quarantennale di 17 Re, il secondo disco della carriera uscito nel 1986 contenente tracce come Tango, Apapaia e Re del silenzio. I biglietti sono disponibili in prevendita su Vivaticket a partire dalle ore 12 di giovedì 30 ottobre: la vendita generale inizierà il giorno successivo alle ore 10 su tutti i circuiti autorizzati, tra cui Ticketone e Ticketmaster.

Litfiba, il calendario ufficiale della reunion per il 2026

Il nuovo tour dei Litfiba per festeggiare i 40 anni dell’album 17 Re scatterà il 27 giugno a Perugia per l’Umbria che Spacca Festival e terminerà il 15 agosto a Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini. In mezzo tappe a Milano, Roma (in occasione del Rock in Roma), Bologna, Firenze e Roma. Il calendario completo con tutte le date:

27 giugno: Perugia – Umbria Che Spacca Festival

30 giugno: Padova – Sherwood Festival

2 luglio: Bari – Fiera del Levante

4 luglio: Pescara – Terrasound Festival, Porto Turistico

7 luglio: Milano – Kozel Carroponte

9 luglio: Villafranca (VR) – Villafranca Festival 2026, Castello Scaligero

11 luglio: Asti – AstiMusica, Piazza Alfieri

14 luglio: Genova – Altraonda Festival

16 luglio: Roma – Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle

18 luglio: Servigliano (FM) – NoSound Fest, Parco della Pace

21 luglio: Bologna – Sequoie Music Park

23 luglio: Firenze – Prato delle Cornacchie

25 luglio: Cosenza – Rendano Arena, Piazza XV Marzo

28 luglio: Napoli – Arena Flegrea

01 agosto: Alghero – Alguer Summer Festival, Anfiteatro Ivan Graziani

04 agosto: Catania – Villa Bellini

07 agosto: Melpignano (LE) – Sei Festival, Piazza Avantaggiato

11 agosto: Palmanova (UD) – Estate di Stelle, Piazza Grande

13 agosto: Forte dei Marmi (LU) – Villa Bertelli Live

15 agosto: Bellaria Igea Marina (RN) – Beky Bay

È morto James Senese, padre del Neapolitan Power

Musica in lutto. È morto a 80 anni James Senese, celebre sassofonista e padre del Neapolitan Power. L’artista è deceduto all’ospedale Cardarelli, dove già alla fine di settembre era stato ricoverato per un’infezione polmonare che ha aggravato un quadro clinico già complesso. «Non bastano le parole per un dolore così grande, ma solo un grazie», ha scritto su Instagram Enzo Avitabile, suo amico di una vita e tra i primi a dare notizia della scomparsa. «Per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre».

Chi era James Senese, dai Napoli Centrale a Pino Daniele

Nato Gaetano Senese il 6 gennaio 1945 al Parco Ice-Snei di Miano, James Senese era figlio di Anna, una ragazza locale, e un soldato afroamericano della Carolina del Nord, sbarcato a Salerno durante la Seconda guerra mondiale e che, due anni dopo la sua nascita, abbandonò la famiglia per tornare oltreoceano. A crescerlo, tra Capodimonte e Secondigliano dove ha vissuto per tutta la vita, fu quindi anche il nonno materno, che lo aiutò a superare ogni difficoltà: «Jè, nun dà retta. Tu sì speciale». Per dimostrare quella specialità, scelse il sax, regalatole dalla madre per la sua passione per la musica di John Coltrane. Influenzato dalle origini a stelle e strisce, si appassionò al blues, al funk e al jazz, prima di dare vita a un vero e proprio movimento, il Neapolitan Power.

È morto James Senese, padre del Neapolitan Power
Il sassofonista James Senese (Ansa).

Negli Anni 60, con gli amici fraterni Mario Musella e Franco Del Prete, nacquero gli Showmen dalla forte impronta rhythm and blues e soul. Il decennio successivo, invece, ecco il jazz rock dei Napoli Centrale, gruppo divenuto di culto per gli appassionati del genere grazie alla sua capacità di fondere il rock e il soul con le sonorità popolari della città partenopea. «Abbiamo dato voce a chi non l’aveva», ha raccontato al Corriere. «Come nei brani Campagna, che racconta il bracciantato come schiavitù moderna, o ‘A gente ‘e Bucciano, sui migranti». Decisivo soprattutto il suo incontro con Pino Daniele, di cui divenne sassofonista e complice preferito che affiancò durante i primi album della carriera. Indimenticabile il concerto del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito. James Senese suonò con James Brown, che incontrò all’Apollo Theater nel 1997. Di recente ha collaborato anche con Tullio de Piscopo ed Enzo Gragnaniello.

Gli omaggi sui social, dal sindaco di Napoli a Clementino

Tanti i tributi sui social, dai colleghi come Avitabile ai numerosi fan che lo seguivano sin dall’inizio della carriera. «James Senese è stato un artista straordinario, un figlio della Napoli vera, passionale e intrisa di contaminazioni», ha scritto il sindaco Gaetano Manfredi. «È stato un onore averlo protagonista di molte nostre iniziative tra cui il capodanno. Il suo sax risuonerà per sempre, nel nome di Pino Daniele». Tra gli omaggi anche quello di Roberto Saviano, che su Facebook ha citato alcune parole del sassofonista: «Sono il suono di due mondi. Mi chiamavano “’o nir”, e pensavano fosse un insulto. Io l’ho trasformato in orgoglio, in ritmo». «Non ci sono parole, ciao maestro», ha postato invece il rapper Clementino assieme ad alcuni scatti che lo ritraggono sorridente accanto all’artista.

«Con James Senese se ne va uno tra i più importanti interpreti e musicisti di jazz del ventesimo secolo. Rappresentava e portava Napoli nel mondo, con orgoglio», ha postato invece Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. «Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutto il Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di James Senese», si legge sull’account ufficiale dei campioni d’Italia. «Artista esemplare, illustre interprete del Neapolitan power, ha segnato pagine indimenticabili del panorama musicale italiano e mondiale».