È morto Jimmy Cliff, leggenda giamaicana del reggae

Lutto nella musica reggae. È morto Jimmy Cliff, leggenda del genere al pari di Bob Marley, nonché autore di hit come Wonderful World, Beautiful People e Vietnam, tra le più note canzoni di protesta della storia. A darne notizia sono stati la moglie Latifa Chambers e i figli Lilty e Aken con un post su Instagram. «Con profondo dolore annuncio che mio marito, Jimmy Cliff, ci ha lasciati a seguito di una crisi epilettica seguita da polmonite», si legge nella nota. «Ringrazio la sua famiglia, gli amici, gli altri artisti e i colleghi che hanno condiviso con lui il suo percorso. A tutti i suoi fan nel mondo: sappiate che il vostro sostegno è stato la sua forza per tutta la carriera. Jimmy ha davvero apprezzato ogni singolo fan e il suo affetto». Aveva 81 anni.

È morto Jimmy Cliff, leggenda giamaicana del reggae
Il cantante reggae Jimmy Cliff (Ansa).

Chi era Jimmy Cliff, icona della musica reggae nel mondo

Stella del genere insieme a giganti come Bob Marley, ha contribuito con la sua musica a rendere famoso non soltanto il reggae, ma anche lo ska e il rocksteady, con una carriera lunga sei decenni. Originario di St. James, in Giamaica, è cresciuto in una famiglia che contava nove figli e in condizioni di estrema povertà iniziando a cantare nella chiesa locale all’età di appena sei anni sfruttando le sue doti canore. Negli Anni 50 seguì il padre a Kingston, adottando il cognome Cliff – era nato Chambers – per esprimere le vette che avrebbe voluto toccare con la sua musica. Cime che avrebbe raggiunto già in adolescenza con il brano Hurricane Hattie da lui stesso scritto e composto. Nel 1965 lasciò la Giamaica per trasferirsi a Londra, dove iniziò a lavorare con Chris Blackwell della Island Records, che solo in seguito avrebbe lanciato Bob Marley & the Wailers.

Jimmy Cliff avrebbe registrato oltre 30 album e si sarebbe esibito in tutto il mondo, suonando tra Parigi, il Brasile e la Fiera Mondiale di New York. Celebre in particolare il singolo Wonderful World, Beautiful People del 1969, intriso di un profondo messaggio di speranza e unità per contrastare il duro stato del mondo fatto di inganni, scandali e odio. Impossibile non citare Vietnam, che lo stesso Marley definì «la miglior canzone di protesta mai scritta». Nella sua discografia si possono anche ricordare Many Rivers To Cross e You Can Get It If You Really Want oltre alle cover di I Can See Clearly Now di Johnny Nash, apparsa nella colonna sonora del film Cool Runnings, e di Wild World di Cat Stevens. Nel corso degli anni, Cliff ha collaborato anche con Rolling Stones, Elvis Costello, Annie Lennox e Paul Simon.

È morto Jimmy Cliff, leggenda giamaicana del reggae
Il cantante reggae Jimmy Cliff (Ansa).

Il debutto al cinema con The Harder They Come e gli ultimi lavori

Oltre alla musica, Jimmy Cliff intraprese anche la carriera di attore. Nel 1972 apparve infatti nel cult The Harder They Come di Perry Henzell, giunto in Italia con il titolo Più forte è, più forte cade, che contribuì alla diffusione del reggae a un pubblico internazionale. Nei panni di Ivanohe Martin, basato sul criminale giamaicano Rhyging, mostrò gli aspetti più crudi della vita locale, ridefinendo l’isola come qualcosa di più di un semplice paradiso turistico fatto di cocktail, spiagge e cascate. «Quando arrivai a Kingston vivevo in una zona infestata dai gangster», raccontò nel 2022 all’Observer parlando del film. «L’unica cosa che mi impedì di unirmi a loro è stata la mia famiglia». Tra gli ultimi successi si ricorda il Grammy Award del 2012, vinto per il miglior album reggae con Rebirth, che si aggiunse a quello del 1984 per Cliff Hanger.

Il primo ministro giamaicano Andrew Holness lo ha salutato come «un vero gigante culturale» che con la sua musica ha contributo al successo della Giamaica nel mondo: «Jimmy Cliff ha raccontato la nostra storia con onestà e anima. La sua musica ha sollevato le persone nei momenti difficili, ispirato generazioni e contribuito a plasmare il rispetto globale di cui la cultura giamaicana gode oggi».