Trovata morta in un hotel di Atene la produttrice della serie Teheran: cosa sappiamo

Dana Eden, produttrice israeliana della serie Teheran, è stata trovata morta in una camera di albergo di Atene, durante le riprese in Grecia della quarta stagione dello show. Aveva 52 anni ed era stata proprio lei a segnalare la capitale greca come set per la serie tv, dopo esserci stata con la famiglia per una vacanza. Ecco cosa sappiamo sulla sua morte, al momento al centro di varie speculazioni.

La fake news diffusa dai media israeliani

Nel dare la notizia, alcuni media israeliani avevano riferito che la polizia di Atene stava indagando sulla possibilità che Eden fosse stata assassinata da agenti del governo iraniano: la serie televisiva, infatti, è stata bollata fin dall’inizio dal regime di Teheran come propaganda ostile. Gli stessi canali israeliani hanno però definito questa notizia una fake news, precisando che la polizia greca non ha fatto alcuna menzione a un possibile coinvolgimento iraniano.

Trovata morta in un hotel di Atene la produttrice della serie Teheran: cosa sappiamo
Dana Eden (Ansa).

I farmaci nella stanza e i lividi sul corpo

Eden alloggiava ad Atene dal 4 febbraio. Il corpo della produttrice è stato scoperto dal fratello che, non riuscendo a contattarla al telefono, l’ha raggiunta nell’albergo, nei pressi di Piazza Syntagma: presentava lividi sul collo e sugli arti. Nella stanza d’albergo sarebbero state trovate anche delle pillole. Al momento restano aperte tutte le ipotesi: disposta l’autopsia.

La serie criticata dal regime iraniano

Teheran, che porta sul piccolo schermo lo scontro geopolitico tra Iran e Israele, è una serie di spionaggio creata da Moshe Zonder per l’emittente pubblica israeliana Kan 11. Trasmesso dal 2020, viene distribuita a livello internazionale da Apple TV+. Nelle serie, di cui finora sono stati prodotti 24 episodi (otto per ciascuna stagione), hanno recitato anche Glenn Close e Hugh Laurie. Teheran nel 2021 è stata premiata con l’International Emmy per la miglior serie drammatica.

Chi era la produttrice Dana Eden

Eden era una delle più importanti produttrici israeliane. Aveva iniziato la sua carriera nel 1998, producendo il pilot di Chalomot Ne’urim. Poi aveva lavorato a diversi altri programmi, tra cui Saving the Wildlife, She Has It, Magpie e Shakshouka. Nel 2007 la creazione della casa di produzione Donna and Shula Productions con la produttrice Shula Spiegel, società che aveva dato vita a Teheran.

“Il tuo talento al servizio dell’Italia”, al via la selezione per i nuovi ‘cyber 007’

AGI - “Il tuo talento al servizio dell’Italia”. È il tema scelto per la nuova campagna di reclutamento cui l’Intelligence nazionale affida la ricerca mirata di professionalità con specifiche competenze nel campo delle tecnologie avanzatesicurezza digitaleterrorismoOsint ed ecofin.

Le candidature potranno essere presentate fino alle ore 24:00 del 20 marzo 2026: requisiti e modalità di selezione sono illustrati nella sezione “Lavora con noi” del sito istituzionale.

“Per contribuire alla sicurezza nazionale e alla tutela degli interessi strategici dell’Italia in ambito politico, militare, economico, scientifico e industriale” e “per rispondere a un contesto internazionale sempre più complesso ed in continua evoluzione”, l’Intelligence cerca nuovi ‘007’ nei seguenti settori:

High-performance computing (Hpc)

Laureati in ambito informatico, ingegneristico, fisico o matematico, con competenze nella progettazione, implementazione e ottimizzazione di sistemi computazionali ad alte prestazioni, architetture HPC, gestione di cluster per simulazioni scientifiche e progetti sull’intelligenza artificiale, sviluppo e tuning di codice parallelo, containerizzazione e ambienti software scientifici, tecniche di calcolo avanzato, integrazione di soluzioni AI nei workflow di ricerca, profiling e analisi della performance.

Crittografia

Laureati in ambito informatico, ingegneristico, matematico, fisico o delle telecomunicazioni, con conoscenze e/o competenze in materia di tecnologie quantistichequantum computing, architetture di processori e programmazione di algoritmi quantistici, comunicazione cifrate e crittografia quantistica, analisi e valutazione critica della letteratura di settore e realizzazione di applicativi finalizzati alla crittoanalisi.

Diplomati presso Istituti tecnico scientifici con indirizzo in informatica e telecomunicazioni, nonché laureati in sicurezza informatica o in ambito informatico o ingegneristico, con conoscenze e/o competenze in materia di tattiche, tecniche e procedure della minaccia cibernetica, anonimizzazione, cyber threat intelligencereverse engineeringmalware analysisvulnerability assessment e penetration testing su reti e sistemi operativi e su applicazioni e siti web, red teamingblue teamingdigital forensics, analisi di log, ricerca analisi dispositivi Iot/Ict.

Economico-finanziario

Laureati in ambito economico, con conoscenze e/o competenze in materia di tutela dell’economia, dei mercati finanziari e creditizi, quotazioni mobiliari e dei titoli di Stato, contrasto alle forme più complesse di evasione ed elusione fiscale, tutela dalle minacce al patrimonio industriale e al know how tecnologico, nonché minacce derivanti dal riciclaggio o reimpiego di capitali illecitigreen economy e transizione energetica, approvvigionamento energetico ed energie rinnovabili, funzioni corporate, M&A e R&S.

Terrorismo interno e internazionale

Laureati in indirizzi internazionali o in materie umanistiche, con conoscenze e capacità di analisi dei fenomeni di terrorismo interno di qualsiasi matrice, terrorismo internazionalejihadistaradicalismo religiosocriminalità internazionaleimmigrazione e traffico di esseri umani, contrasto al fenomeno eversivo di matrice brigadista o anarchica, estremismo e fenomeni di antagonismo.

Osint (Open Source Intelligence)

Diplomati o laureati negli ambiti della comunicazione, sociologia e delle relazioni internazionali ovvero in campo informatico, con capacità avanzate di ricerca, raccolta, analisi ed elaborazione da fonti aperte (Osint-Socmint-Deep/Darkweb), anche mediante l’utilizzo di tool Osint e di strumenti informatici per la elaborazione di dati, automazione di processi di scraping, gestione di API e piattaforme di social media monitoring, analisi di contenuti testuali, multimediali e geolocalizzabili, valutazione dell’affidabilità delle fonti, costruzione di profili di minaccia per la produzione di report di approfondimento e monitoraggio su tematiche di interesse per la sicurezza nazionale.

Candidature spontanee

Oltre ai profili specifici oggetto dell’avviso di ricerca, “per tutti i giovani ad alto potenziale e fortemente motivati” a un impiego nel Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, resta sempre aperta la possibilità di presentare una candidatura spontanea tramite la procedura online della sezione “Lavora con noi”.

Queste candidature saranno valutate “secondo il previsto iter selettivo e prese in considerazione in funzione dei fabbisogni professionali e delle attività di volta in volta ritenute prioritarie dall’Intelligence”.

I settori più richiesti 

Tra i settori di maggiore interesse: armamentimissilistica e tecnologie associate, nonché materiali dual use e reti di procurement; sistemi satellitari, infrastrutture e programmi internazionali in ambito spaziale e aerospazialespace economy in ambito nazionale ed internazionale; telerilevamento e interpretazione di immagini satellitarilingue rare e dialetti d’area; infografica, editing, elaborazioni e produzioni di prodotti e supporti grafici, mappe e grafici.

Imprenditore brasiliano compra un palazzo storico di Milano per 52 milioni

AGI - L'imprenditore brasiliano José Auriemo Neto, 49 anni, ha acquistato Palazzo Taverna Medici del Vascello, uno storico edificio nel cuore di Milano. Lo riporta il Corriere della Sera. L'immobile, situato in via Bigli, tra via Montenapoleone e via Manzoni, è stato comprato dalla marchesa Rossella Manzone per 52,5 milioni di euro, oltre 22 mila euro al metro quadrato.

Nel 1848, durante le Cinque Giornate di Milano, al suo interno trovarono sede il Comitato di Guerra degli insorti e poi il Governo Provvisorio di Milano. Visto il settore della JHSF Capital di Neto, il destino più probabile dello storico palazzo sarà quello di diventare un hotel di lusso.

Struttura e dettagli dell'acquisto

Il palazzo storico si sviluppa su tre piani con 8 appartamenti e un cortile interno contornato da colonne di granito. L'acquisto da parte di Auriemo Neto, tramite la sua JHSF Capital, conferma l'interesse per gli immobili di pregio nel quadrilatero della moda milanese, con un prezzo d'acquisto che supera i 22 mila euro al metro quadrato.

Il futuro del palazzo e gli inquilini

Data la natura degli investimenti di Neto nel settore alberghiero di lusso, il Palazzo Taverna Medici del Vascello è destinato a trasformarsi in un nuovo hotel esclusivo. Tra i suoi attuali inquilini, a cui già in precedenza non è stato rinnovato il contratto di locazione, c'è l'ex dirigente sportivo Adriano Galliani.

Meloni a Niscemi: il decreto in Cdm e Ciciliano commissario straordinario

La premier Giorgia Meloni si è recata in visita a Niscemi per toccare con mano i danni e la situazione complessiva dopo il ciclone Harry e la frana che ha provocato oltre 1.500 sfollati. Dopo aver effettuato un sopralluogo, ha partecipato a una riunione al Centro operativo comunale con rappresentanti, tra l’altro, di Esercito, Protezione civile e Anas. Ha quindi annunciato che mercoledì 18 febbraio arriverà in Consiglio dei ministri il decreto che stanzia le risorse per la ricostruzione, 150 milioni solo per Niscemi. Le ordinanze spetteranno a Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, che verrà nominato commissario straordinario.

Meloni a Niscemi: il decreto in Cdm e Ciciliano commissario straordinario
Meloni a Niscemi (Ansa).

Cosa prevede il decreto per i territori colpiti dall’alluvione

Il decreto, ha spiegato Meloni, non riguarda solo il comune siciliano ma tutti i territori colpiti dal maltempo, e stanzia diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi. Prevede poi indennizzi e iniziative di sostegno per le attività economiche coinvolte, particolarmente per quello che riguarda il campo dell’agricoltura. C’è la sospensione dei tributi fino ad aprile, il che vuol dire rimandare il pagamento almeno a ottobre. Ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi che non possono lavorare a causa degli eventi. «Io non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa. Posso dire che oggi Niscemi è il comune più monitorato d’Europa perché ci sono tutte le migliori eccellenze. Il genio militare, la Protezione civile e i vigili del fuoco stanno lavorando per dare risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è quella che si può recuperare. Per fare questo c’è bisogno del tempo e non è una decisione che si può forzare, politicamente sarebbe irresponsabile», ha detto Meloni.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste

Sanremo non è ancora cominciato, ma Carlo Conti pensa già al dopo. Prima dei bilanci, dei confronti, degli share mattutini, delle inevitabili polemiche, il direttore artistico della kermesse ha annunciato che con il 2026 si chiude un ciclo. Questo sarà il suo ultimo Festival, buona la quinta (edizione) dunque. La domanda allora è: chi sarà il suo successore? A radio Subasio, Conti non aveva dato alcuna indicazione ovviamente: «C’è solo l’imbarazzo della scelta, ma al di là del conduttore o della conduttrice, la figura centrale resta quella del direttore artistico». Un professionista con l’esperienza necessaria per riuscire a guidare e a gestire «una macchina del genere».

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Carlo Conti sul palco di Sanremo 2025 (Ansa).

De Martino sogna l’Ariston

Se è ancora nebbia fitta sul prossimo direttore artistico, sul possibile frontman invece le voci girano e da tempo. Il più quotato, e non da oggi, è il re dei pacchi, Stefano De Martino. I faretti sullo showman campano si erano riaccesi a gennaio quando lo stesso Conti, ospite del podcast Pezzi – Dentro la musica, sul futuro del Festival aveva detto: «Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio». Un identikit che corrisponde perfettamente a quello dell’ex ballerino di Amici, oggi 36enne.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Stefano De Martino (Ansa).

Savino scalda i motori ma c’è l’incognita Fiorello

Il team #DeMartino e il diretto interessato, però, non hanno considerato i superpoteri di Conti che avrebbe già in testa il suo successore, per lo meno sul palco dell’Ariston. Un personaggio che è già suo ‘vice’ visto che condurrà per la quarta edizione consecutiva il Dopofestival: Nicola Savino (reduce dalla conduzione di quattro puntate di Tali e Quali, a proposito di eredità). In Rai qualcuno ne è più che certo: «Conti e Savino solo alleati contro De Martino. Ne dovrà mangiare di polvere, il povero Stefano, prima di mettere le mani sul Festival». Savino – quello che «da vecchio sarà come Massimo D’Alema, e tra poco come Tommaso Labate», scherza la fonte – sarebbe già pronto a incassare. C’è solo un big che potrebbe rovinargli la festa ed è Fiorello.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Nicola Savino (Ansa).

Le baruffe alla Pennicanza

Tra l’altro lo showman siciliano recentemente ha scazzottato amabilmente proprio con Conti, buttando una bombetta a La Pennicanza sulla possibile partecipazione al Festival Adriano Celentano. Conti non ha né confermato né smentito il presunto spoiler. È stato il prezzo per aver ‘mentito’ a Fiorello sulla partecipazione di Eros Ramazzotti. «Quando io l’ho chiamato qua gli ho chiesto “Senti ma c’è Ramazzotti?”, lui mi ha risposto “non mi risulta”…bugiardo sei!!!». L’uomo è avvisato.

Il dopo-Conti a Sanremo? Le voci su De Martino e il possibile guastafeste
Fiorello in videochiamata con Carlo Conti (Ansa).

Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta

Avanti, al Cnel c’è sempre posto. Il carrozzone presieduto da Renato Brunetta e vicino all’abolizione 10 anni fa, quando la sua cancellazione fu infilata nel referendum costituzionale Renzi-Boschi (ma sappiamo tutti poi come andò a finire), vive e lotta insieme a noi e adesso ha anche un nuovo capo della comunicazione. Si tratta di Giuseppe Stamegna, 35 anni, che in passato ha lavorato da Comin & Partners, società di consulenza strategica, e in Autostrade per l’Italia, dalla quale si è preso un periodo di aspettativa per diventare portavoce del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con cui è rimasto poco più di due anni. Rientrato in Autostrade, ora ecco il salto con Brunetta al Cnel, acronimo che sta per Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: Stamegna avrà il suo bel daffare col vulcanico ex ministro e premio Nobel per l’economia mancato, che ultimamente era finito in qualche polemica per questioni di super stipendi e aumenti vari (poi rimangiati).

Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta
Cnel, un nuovo capo della comunicazione per Brunetta

L’ultima di Telemeloni: Brumotti verso un programma in prima serata su Rai 2

Dopo Tommaso Cerno, ecco un altro esterno a cui dovrebbe andare un’importante casella (potenzialmente) destinata a giornalisti Rai. È infatti pronto ad approdare sulla tivù pubblica Vittorio Brumotti, l’ex inviato di Striscia la notizia e campione di bike trial, noto al pubblico per i servizi su chi parcheggia nei posti destinati ai disabili e contro i piccoli spacciatori (da cui ha ricevuto anche qualche botta). Secondo quanto riportato da Repubblica, a Brumotti – in passato pure presentatore di Paperissima Sprint – sarebbe stato offerto «un contratto con parecchi zeri, in esclusiva e per due anni» per andare in onda in prima serata su Rai 2, con un programma itinerante in grado di unire (almeno nelle idee) intrattenimento e racconto di territori. Sempre il quotidiano romano scrive che a voler puntare su Brumotti è in particolare Paolo Corsini, direttore degli approfondimenti Rai, «sempre sensibile ai suggerimenti che gli vengono dal partito di riferimento, ovvero Fratelli d’Italia». La notizia al momento non è stata confermata né dalla Rai, né dallo stesso Brumotti.

L’ultima di Telemeloni: Brumotti verso un programma in prima serata su Rai 2
Vittorio Brumotti (Imagoeconomica).

Banca Progetto: pm di Milano chiedono di indagare altri 6 mesi per associazione a delinquere

AGI - La procura di Milano chiede al gip di indagare altri 6 mesi su Paolo Fiorentino, ex amministratore delegato di Banca Progetto, indagato - secondo quanto emerge dalla richiesta di proroga di cui AGI è in possesso -, per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta.

Insieme a Fiorentino sono altri 7 gli indagati, tutti ex vertici dell'Istituto di banca. E, mentre a Milano si indaga ancora, a Roma, sul tavolo del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, è finito un lunghissimo rapporto riservato della Banca d’Italia che conclude l’istruttoria e dà conto, soprattutto, del ruolo rivestito dall'ex ad, Fiorentino, che si è dimesso dal ruolo alla fine di febbraio del 2025. Sul suo operato, i giudizi degli ispettori di Palazzo Koch sono impietosi. 

L’ispezione, che si è conclusa con un giudizio sfavorevole, ha evidenziato "gravi irregolarità nel processo del credito e una marcata sottostima del rischio del portafoglio prestiti", si legge: "a seguito delle verifiche ispettive sono emerse gravi perdite patrimoniali per effetto delle quali i fondi propri al 31/12/2014 sono scesi da 296 milioni a 184". Gli ispettori hanno rilevato forti carenze nel sistema di governo e controllo della banca.

In particolare - secondo Bankitalia -, "Paolo Fiorentino ha promosso un modello di crescita non prudente, ispirato ad un accentuato sviluppo di volumi, senza sostanziali adeguamenti dei presidi". E ancora, si legge nel documento: "l’amministratore delegato ha sempre minimizzato la portata del deterioramento della qualità dell’attivo sulla scorta della copertura assicurata dalla garanzia pubblica". Tanto pagava Pantalone, evidentemente. 

Carenze e controlli

Nel mirino della vigilanza di Via Nazionale, è finito l’intero consiglio d’amministrazione di Banca Progetto, "la cui azione è risultata insoddisfacente, avendo sempre criticamente avallato le condotte dell’amministratore delegato", ma sono risultate carenti anche le funzioni di sorveglianza rivestita dal collegio sindacale, nonché quella di controllo (risk management e internal auditing).

Più in generale, con riguardo al processo creditizio, sono emerse carenze in tutte le fasi: istruttoria, monitoraggio, classificazione, valutazione della recuperabilità. Inoltre, l’Uif, che è l’unità finanziaria di Bankitalia, ha più volte comunicato anche in passato i propri rilievi rispetto ai presidi antiriciclaggio, ma la banca non ha assolto ai propri obblighi di collaborazione attiva. Di più: sono poi emerse altre, ulteriori criticità rispetto ai controlli sulla destinazione dei mutui

Così, alla luce delle irregolarità emerse in sede ispettiva, la Banca d’Italia ha disposto l’avvio di procedure sanzionatorie nei confronti sia di Banca Progetto che dei dipendenti e del personale dello stesso istituto di credito. "Omesse segnalazioni di operazioni sospette, carenze in materia di organizzazione, procedure e controlli interni, mancanza di collaborazione prevista dalla normativa antiriciclaggio, carenze nel governo, nella gestione e nel controllo dei rischi", sono queste le contestazioni mosse al legale rappresentante di Banca Progetto e, nel frattempo, sono state già avviate procedure sanzionatorie nei confronti dell’intero consiglio di amministrazione.

Di Matteo risponde a Nordio: «La riforma costituzionale aggrava la degenerazione del Csm»

Dopo essere stato chiamato in causa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle correnti del Consiglio superiore della magistratura (Csm), il magistrato Nino Di Matteo ha affermato che «proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale (ndr quella che si voterà al referendum del 22 e 23 marzo) invece di risolvere il problema finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un sempre più stringente controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura, con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino».

Cos’aveva detto Nordio

Nell’intervista al Mattino che ha causato polemiche tra le opposizioni e la stessa magistratura, Nordio aveva definito le correnti del Csm come parte di un «meccanismo para-mafioso», parlando di «verminaio correntizio» e «mercato delle vacche». Dopo le critiche ricevute, si era giustificato sostenendo di aver espresso la stessa opinione di alcuni magistrati, tra cui proprio Di Matteo: «Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del Csm. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di mentalità e metodo mafioso». Di qui la replica del pm, che ha accusato il Guardasigilli di aver strumentalizzato le sue dichiarazioni.

Caso Beic: gli architetti Boeri e Zucchi a processo per turbativa d’asta

AGI - Il giudice di Milano, Fabrizio Fillice, ha rinviato a giudizio gli architetti Stefano Boeri Cino Zucchi per turbativa d’asta e false dichiarazioni sul conflitto d’interesse in relazione al concorso internazionale per la Beic, la nuova Biblioteca europea di informazione e cultura.

Il processo comincerà il 17 aprile e vedrà imputati oltre alle due archi-star anche altri 4 professionisti.

Zucchi, mai farò mai più una giuria 

Non farò mai più una giuria in vita mia”. È il commento di Cino Zucchi, presente oggi in udienza, alla decisione del gip Fabrizio Fillice di rinviarlo a giudizio per il caso Beic assieme a Stefano Boeri, come lui architetto di fama internazionale e docente al Politecnico.

"Quello di oggi è un passaggio formale, il giudice non è entrato nel merito - spiega ai cronisti -. Sono tranquillo e credo che il dibattimento, con le prove alla mano, dimostrerà che ho sempre agito con rigore e correttezza senza mai collegare gli elaboratori progettuali ai loro autori".

"Sono sempre stato chiamato nelle giurie perché considerato una persona molto rigorosa ma credo che non ne farò più una in vita mia”. Non era invece in aula Stefano Boeri.

Boeri, confermo la fiducia nella magistratura 

"Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati”. È il commento di Stefano Boeri alla notizia del suo rinvio a giudizio nel caso Beic.